giovedì, 06 marzo 2008

DA  LA RINASCITA


Segnalo questi articoli da La Rinascita della sinistra, che danno una visione della realtà politica odierna.














q-walter_silvioBerlusconi e Veltroni già ci pensano




(5.3.08) - «Se la maggioranza al Senato non sarà ampia, io non farò come Prodi» ha dichiarato Silvio Berlusconi riaprendo così il balletto delle larghe intese con il Pd di Veltroni




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q-thyssen_danninew



Accusa di Guariniello, Molfetta in piazza per i 5 morti




(6.3.08) - La strage alla Thyssenkrupp di Torino poteva essere evitata, è quello che ha riferito il procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, durante l'audizione di ieri davanti alla commissione d'inchiesta del Senato sugli incidenti sul lavoro






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q-lavoratori_stagionaliPagliarini, opposizioni inaccettabili da parte di chi ha gravi responsabilità




(5.3.08) - Giovedì mattina il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il decreto legislativo sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, ma arriva la durissima opposizione di Confindustria




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q-tempi_moderni2Continua l'offensiva contro i lavoratori, Berlusconi e Veltroni complici




(5.3.08) - Il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo è dichiarato nullo ed il datore di lavoro è tenuto a reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro




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postato da: pieroC alle ore 14:56 | Permalink | commenti (17)
categoria:politica, lavoro, stragi
domenica, 02 marzo 2008


STRAGE A GAZA, RIUNIONE URGENTE CONSIGLIO SICUREZZA ONU



Circa 60 i palestinesi uccisi, almeno nove avrebbero un'età compresa fra 12 e 17 anni, 150 i feriti. Combattimenti in corso nel nord della Striscia.

 


Vilnai ieri, aveva preannunciato ..... i palestinesi si espongono al rischio di una 'shoah' ancora piu' grande''.



Abu Mazen (Mahmud Abbas),ha dichiarato: ''Quello che sta accadendo a Gaza e' peggio di un Olocausto'' .
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categoria:politica, medioriente, stragi
mercoledì, 10 ottobre 2007

GRAZIE, CHE!GUEVARA


In un'era dove prevale il falso "buonismo" ed il revisionismo storico, si esaltano singoli episodi di violenza, estrapolandole del contesto temporale e territoriale, per infangare chi mette a repenteglio la propria vita, inseguendo un sogno di un mondo migliore



Il terzo/quarto mondo era ed è insozzato da "barbarie" che USA ed occidente hanno coperto e continuano colpevolmente a fomentare interminabili guerre, per i propri interessi.



Cosa era il sudamerica?



Videla, Pinochet ecc.. ecc.. milioni di persone torturate, ammazzate, desaparisidos, che reclamano ancora giustizia.


Ho trovato in diversi blog, commenti sull'uso della violenza come se fare una rivoluzione fosse una semplice discussione seduti nel "salotto" buono, e non un'autodifesa per la violenza indiscriminata, utilizzata dal "potere"  (che sia dittatoriale, mafioso o neoliberista, poco importa), per annientare chiunque possa ostacolare la loro ingordigia, i loro interessi.


L'opera di questi criminali fatta, nell'indifferenza o complicità colpevole dei benpensanti, delle "anime belle" che aborriscono la violenza, ricevuti ed ossequiati da capi di stato, dalle chiesa, da giornalisti prezzolati che stravolgono la realtà. (Ergastolo al cappellano del regime.)


Ebbene a tutti questi uomini che si sono opposti ai dittatori, che si sono opposti alla mafia, alle mafie, pagando con la propria vita, quella voglia di vivere una vita migliore, voglio dire ...... GRAZIE!

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categoria:politica, antifascismo, informazione, stragi
mercoledì, 01 agosto 2007














Gli omicidi bianchi non vanno in vacanza. Tra ieri e questa mattina abbiamo avuto notizia di ben cinque morti sul lavoro nell’arco di 24 ore. Si tratta di un record tristissimo, cifre da guerra non dichiarata. Morti che si consumano mentre alla Camera si sta avviando la discussione finale, quindi ci auguriamo l’approvazione, del Testo Unico sulla sicurezza. Un tassello importante per cercare di arginare un fenomeno che appare tremendo ed ineluttabile. Il Parlamento deve fare in fretta, per tutti i lavoratori e per i moltissimi, troppi che non ci sono più.









Ogni giorno, la solita tragedia (assassinii sul lavoro), causati dall'ingordigia di "datori di lavoro" che potrebbero benissimo chiamarsi "negrieri", giacchè per avere maggiori guadagni non applicano le norme di sicurezza.

Oggi è stato varato il nuovo decreto legge per la sicurezza, ma a chè serve se poi non ci sono controlli adeguati, a che serve se non si cambia la mentalità dei "negrieri" da un lato e la cultura; anche a sinistra, di vedere il lavoro (comunque sia) come l'unica panacea, chiudendo gli occhi sulle carenze sul piano della sicurezza e sull'inquinamento ambientale, che se pur dilazionate nel tempo, provocano tragedie di gran lunga maggiori non solo per i dipendenti ma per tutta la popolazione attigua a certi stabilimenti "mostri".


Se aggiungiamo gli enormi costi per le invalidità, le malattie professionali, i danni sulla salute pubblica e nell'ambiente, beh! definire "criminali" i singoli o quelle lobby che provocano ciò non mi pare esagerato.

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categoria:ambiente, lavoro, salute, informazione, stragi
venerdì, 06 aprile 2007




Morti bianche: i caschi blu dell’Onu


per fermare questa guerra


Dino Tibaldi

Roma 28 marzo 2007


Al punto in cui siamo arrivati sarebbe necessario chiedere l’intervento dei caschi blu dell’Onu per bloccare la lunga serie di vittime della guerra del lavoro, che solo per pudore chiamiamo morti bianche. (continua a leggere)


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Credo che innanzi tutto bisognerebbe chiamarli col proprio nome.



Sono dei veri e propri omicidi, che vengono perpetrati e perpetuati impunemente. finiamola di chiamarli incidenti sul lavoro o morti bianche.



Scusatemi, ma per me vivo nell'estremo sud, dove la precarietà ed il lavoro nero è norma, dove il sottosviluppo è pianificato, dove ogni diritto primario è negato (lavoro, sanità, scuola, impanti sportivi, ecc.. ecc..), dove lo stato è assente, ed i politici (anche di sinistra) spesso sono collusi con le mafie, credo che sia necessaria un'azione forte e chiara da parte dello stato e dalla politica, per debellare queste stragi, che sono solo la parte visibile del danno insanabile alla salute ed all'ambiente, che gli appetiti ed il facile guadagno di pochi, provocano agli operai ed alle popolazioni.



Sul lavoro e sull'operaismo, anche noi dovremmo fare una rivoluzione culturale per capire veramente cosa intendiamo, giacchè molte volte anche a "sinistra" abbiamo dimostrato un grave miopia.



L'importante era ed è avere qualche posto di lavoro, anche se questo (lavoro) si rivela una vera e propria "condanna a morte" (anche la mafia crea posti di lavoro) per gli addetti e per la popolazione locale (la petrolchimica in sicilia o altri impianti altrettanto dannosi, dovrebbero insegnar qualcosa).



Un lavoro che non sia precario, un lavoro che crei sviluppo economico e culturale, un lavoro che rispetti tutte le norme di sicurezza per gli operai e per l'ambiente.



Anche su questo, malgrado i tragici segnali sulla variazione del clima, ed i ripensamenti in tutto il mondo, abbiamo dei gravi ritardi, camuffiamo ancora come progresso questa marcia alla catastrofe finale.



Vorrei parlare dei CIP6, dei fondi strutturali della comunità europea, di come vengono elargiti e sprecati in tanti rivoli per creare soprattutto "clientelismo", altro che sviluppo, ma spero che ne avremo modo in seguito.



AUGURI


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Aggiornamento:


Ho sentito proprio adesso sul TG1, nel 2006 i morti (ufficiali)  sono stati 1280 (naturalmente, non ci sono quelli trasparenti, che nessuno vede o camuffati, non solo nel napoletano, ma in tutta italia), mentre gli infortunati sono ben 97.000 (di questi quanti sono sopravvissuti o rimasti con gravissime mutilazioni, non lo sappiamo), per non parlare di chi operaio o semplice persona che abita nelle vicinanze di certi "stabilimenti", avra una morte lenta per i fumi ed i veleni che spargono nell'aria e nelle falde acquifere.

Altro che guerra


E tutto ciò nell'indifferenza generale!

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categoria:politica, ambiente, pacifismo, salute, stragi
domenica, 04 febbraio 2007
Dalla: Conferenza Nazionale "Salute e Sicurezza sul Lavoro"

Napoli 25-26 gennaio

 

"...se la sicurezza è vita, la garanzia della sicurezza è condizione di civiltà e di giustizia nel nostro ..."

(Il Presidente G. Napolitano).


Il 2007 è iniziato solo da un mese e già contiamo 87 morti sul lavoro.

esiste un nesso forte tra sicurezza e modello di sviluppo, e per quanto possa sembrare incredibile in Italia si muore oggi sul lavoro come cinquant’anni fa

 

È ormai divenuta intollerabile la vergogna dell'incredibile numero di infortuni sul lavoro.

Il messaggio del presidente Napolitano, il primo presidente della Repubblica – credo  - che abbia affrontato in modo deciso e senza ipocrisie il grave problema della sicurezza sul lavoro, parlando di “piaga delle morti bianche”.

 

La prima delle Commissioni lavoro riunite di Camera e Senato, ha messo il dito sulla piaga, rilevando che l’unico modo per uscire da questa tragica catena di infortuni è quello di puntare su una strategia comune e centrale, tale da unificare tutti gli sforzi.

 

È necessario un maggiore coordinamento di tutte le istituzioni, enti e forze che hanno compiti di vigilanza, con un coinvolgimento degli EE.LL. ed in particolare delle Regioni.


Bisogna prevedere norme ed automatismi nell'applicazione del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, collegate a forme di incentivazione per le imprese tali da introdurre elementi concreti di conflitto di interessi, in modo tale da determinare un vantaggio per le imprese sane e produttive nell'introduzione di sistemi efficaci di prevenzione degli infortuni e di tutela della salute dei lavoratori.


Tuttavia è necessario precisare che qualsiasi provvedimento non deve andare disgiunto da una drastica riduzione del lavoro precario. Sicurezza e precarietà sono le due facce di una stessa medaglia. Infatti la condizione contrattuale del lavoratore è collegata e determinante nella percezione del fattore sicurezza e nella possibilità di chiedere maggiori tutele: solo chi non è troppo preoccupato di perdere il proprio posto di lavoro può vigilare ed occuparsi di prevenzione e sicurezza.

La catena degli appalti e subappalti (spesso al “massimo ribasso”) che deresponsabilizza i soggetti contraenti delle attività produttive, produce lavoro nero, sfruttamento minorile e una generale condizione di precarietà.

 

A questi, bisogna aggiungere le invalidità, le malattie professionali e gli enormi danni ambientali, che producono nel territorio ed alla salute delle popolazioni vicine ad impianti che non rispettano le norme di sicurezza.

Esiste infatti un nesso tra infortuni e malattie professionali e la salute pubblica, sarebbe un grave errore separarli. La costruzione di una cultura della sicurezza passa anche attraverso una riflessione profonda sul tema della salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente.

 

Appunti tratti da : http://www.comunisti-italiani.it


Messaggio di Giorgio Napolitano alla conferenza “Salute e Sicurezza sul Lavoro”

Più tutele e meno precarietà – di Dino Tibaldi

Una cultura della sicurezza – di Gianni Pagliarini

Dalla conferenza di Napoli la voce dei RL
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categoria:politica, salute, informazione, società, stragi
martedì, 12 dicembre 2006

MILANO ORE 16.3O DEL 12-12-1969

NELLA BANCA NAZIONALE DELL'AGRICOLTURA,

A PIAZZA FONTANA, ESPLODE UNA BOMBA.

Sedici morti, di cui quattordici sul colpo e ottantotto feriti.

LA TRAGICA ERA, DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE, HA INIZIO.

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Ieri è morto Pinochet!

Il sadico che spense la primavera

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categoria:politica, informazione, stragi