domenica, 13 gennaio 2008
http://www.ecceterra.org/docum.php?id=1334




«Sbagliato portare immondizie in giro»


Padre Alex Zanotelli in trincea: «Un dramma da risolvere qui, a Napoli»


 


Ad agosto compirà 70 anni. Ma padre Alex Zanotelli non ha perso il gusto della battaglia. Dopo un blitz in Trentino, in cui ha tenuto tre incontri con la popolazione a Verla di Giovo, Mollaro e Rovereto, il missionario noneso è rientrato a Napoli giusto in tempo per partecipare alla fiaccolata di protesta tenuta nel centro storico contro la riapertura della discarica di Contrada Pisani. Si è messo in testa a un corteo di migliaia di persone assieme al parlamentare Francesco Caruso e all'ex leader di Autonomia operaia Oreste Scalzone: «Ci sono parecchi siti buoni - ha detto - lontani dalle case della gente, presentati da Guido Bertolaso due anni fa insieme a tecnici e geologi dell'Università Federico II che non sono stati proprio presi in considerazione. Siamo allibiti». Ieri l'abbiamo raggiunto al telefono.


 


Padre Alex, qual è la situazione attuale a Napoli?


«Dio mio, è difficile spiegare la situazione oggi a Napoli. Non so come definirla. È a dir poco drammatica ma non, come pensa la gente, perché le strade sono piene di rifiuti. Quella, come spesso accade, può essere un'emergenza anche creata apposta per qualche ragione. Non giudico se sia questo il caso, ma per me il problema fondamentale è un altro».


 


Quale?


«Che la politica dei rifiuti attuati dalla Regione ha portato la Campania allo stello livello di tumori del Nord Est. Ma il Nord Est ha fabbriche e lavoro che la Campania non ha. Tutto questo a causa dei rifiuti, tossici e ordinari, sepolti dalla camorra. La malavita ha sotterrato rifiuti tossici nel triangolo della morte Nola-Acerra-Marigliano, a nord di Napoli nella zona di Giugliano, Quagliano, Castel Volturno e Marcianise e infine nelle campagne del Casertano dove sono finiti buona parte dei rifiuti tossici provenienti dal porto di Marghera. Se la camorra ha riversato rifiuti tossici in Campania, deve esserci pur stato un accordo con il mondo industriale del Nord. E su queste cose, per favore, quelli del Nord non vengano a prenderci in giro».


 


Tutta colpa della camorra?


«No, perché le istituzioni si sono comportate come la camorra. In quattordici anni di commissari straordinari sono stati spesi più di 1,5 miliardi di euro per produrre 6-7 milioni di ecoballe che di eco non hanno nulla: sono soltanto balle. Tre milioni di questi rifiuti incerottati nella plastica li trovi fuori Giugliano. Sono una discarica a cielo aperto con tanto di percolato».


 


Perché si è arrivati a questa situazione?


«Perché in questa regione non si è mai voluto promuovere la raccolta differenziata. L'avevamo detto anche a Bertolaso a chiare lettere. Manca la volontà politica. Chiaramente la camorra ha il suo interesse che le cose continuino così ma è la politica che non fa più politica e invece fa affari. E al comitato d'affari va bene che si vada avanti con inceneritori e discariche. Mantenere questo tipo di ciclo di rifiuti avvantaggia sia la camorra sia gli industriali, i potentati economico-finanziari. Il risultato è che un diritto fondamentale come quello alla salute è oggi il diritto più violato in questa regione con una situazione davvero incredibile di tumori e neoplasie dovuti a queste nanoparticelle, alla diossina e ai metalli pesanti rilasciati dai rifiuti».


 


Sempre contrario agli inceneritori?


«Assolutamente sì. Ad Acerra ne vogliono costruire uno da 850 mila tonnellate. Sarebbe un peccato mortale. Ci guadagnerebbero soltanto gli imprenditori che per ogni tonnellata di rifiuto bruciato incassano 55 euro».


 


Ieri ha incontrato il sindaco Rosa Russo Iervolino come previsto?


«No. So che mi vuole incontrare. Non l'ho mai vista. C'è stato il gelo in questi tre anni. Se mi vuole incontrare, sa dove trovarmi. Io le parlo volentieri perché è importante parlare con tutti per aiutarli a capire dove sta il problema e ad adottare finalmente delle decisioni».


 


E con Antonio Bassolino?


«Men che meno. Con lui è il gelo totale. Penso che non mi può proprio vedere».


 


Napoli sta vivendo una situazione simile a quella della sua missione in Africa.


«Sì, ci sono molte somiglianze. Io vivevo a Korogocho, davanti alla discarica di Nairobi. Qui mi trovo in un'altra discarica. Le lotte sono le stesse. Io sono convinto che la speranza debba arrivare non più dall'alto ma dal basso. Da lì può partire il riscatto del popolo, della gente. Infatti stiamo lavorando con i comitati civici. Sono due-tre anni che diffondiamo queste informazioni. Ma non c'è verso. La stampa, fra l'altro, sta molto attenta a farle girare queste cose. Eppure si sanno. Importante ora è aiutare la gente a capire, a scendere in piazza per difendere il diritto alla propria salute. Perché, alla fine, di questo si tratta».


 


L'ipotesi di accogliere una parte di rifiuti di Napoli sta sollevando la popolazione in Trentino.


«E io dico che non è questa la soluzione. Qualcuno ci dice: "voi vi opponete a tutto". Sì, è vero. Noi ci opponiamo a tutto per far scoppiare il bubbone. Il problema si deve risolvere in Campania e lo si poteva fare già 2-3 anni fa quando è arrivato Bertolaso e si poteva avviare la raccolta differenziata. Ora avremmo eliminato l'80% dei rifiuti. In questo modo non facciamo altro che spostare la soluzione dei problemi in giro per l'Italia. Basta con questa roba. Educhiamo invece la gente a vivere più sobriamente, più semplicemente. Noi ora viviamo al di sopra delle nostre possibilità. L'11% della popolazione mondiale si pappa l'88% delle risorse. Se tutti vivessero come noi, avremmo bisogno di quattro pianeti terra per le risorse e di altri quattro per le discariche. Napoli è solo la punta dell'iceberg per ricordare a tutti che così non si può andare avanti».


 


Intanto il Governo ha mandato un nuovo commissario straordinario.


«Prodi ci ha dato una mazzata inviando qui De Gennaro, che a Genova è stato un macellaio. Io sinceramente mi vergogno. Non è questa la maniera di risolvere i problemi».


 


Guido Pasqualini


l’Adige, 11 gennaio 2008

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categoria:salute, rifiuti
mercoledì, 01 agosto 2007














Gli omicidi bianchi non vanno in vacanza. Tra ieri e questa mattina abbiamo avuto notizia di ben cinque morti sul lavoro nell’arco di 24 ore. Si tratta di un record tristissimo, cifre da guerra non dichiarata. Morti che si consumano mentre alla Camera si sta avviando la discussione finale, quindi ci auguriamo l’approvazione, del Testo Unico sulla sicurezza. Un tassello importante per cercare di arginare un fenomeno che appare tremendo ed ineluttabile. Il Parlamento deve fare in fretta, per tutti i lavoratori e per i moltissimi, troppi che non ci sono più.









Ogni giorno, la solita tragedia (assassinii sul lavoro), causati dall'ingordigia di "datori di lavoro" che potrebbero benissimo chiamarsi "negrieri", giacchè per avere maggiori guadagni non applicano le norme di sicurezza.

Oggi è stato varato il nuovo decreto legge per la sicurezza, ma a chè serve se poi non ci sono controlli adeguati, a che serve se non si cambia la mentalità dei "negrieri" da un lato e la cultura; anche a sinistra, di vedere il lavoro (comunque sia) come l'unica panacea, chiudendo gli occhi sulle carenze sul piano della sicurezza e sull'inquinamento ambientale, che se pur dilazionate nel tempo, provocano tragedie di gran lunga maggiori non solo per i dipendenti ma per tutta la popolazione attigua a certi stabilimenti "mostri".


Se aggiungiamo gli enormi costi per le invalidità, le malattie professionali, i danni sulla salute pubblica e nell'ambiente, beh! definire "criminali" i singoli o quelle lobby che provocano ciò non mi pare esagerato.

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categoria:ambiente, lavoro, salute, informazione, stragi
sabato, 07 luglio 2007

DIFFERENZIAMOCI



pattumiera35% CARTA


11% VETRO


 9% PLASTICA


 7% METALLI


 5% TESSUTI


 4% MISTI


 8% FINI (POLVERE)


21% ORGANICI (UMIDI)



Da questi dati forniti tempo fa dal CNR, si evince che la gran parte dei rifiuti, oltre il 70% (evidenziati in rosso), non sono altro che materiali che potrebbero facilmente essere riciclati, se ci fosse una volontà politica e la giusta informazione e sensibilizzazione, più 8% delle polveri (che in quanto tali non hanno bisogno di nessun trattamento.


 compostaggio_gen 


 Il rimanente 21% : rifiuti organici, possono essere riciclati ottenendo del buon compost , ottimo per l’impiego in agricoltura, o lasciandoli semplicemente essiccare (come facevano un volta) o con tecniche moderne in stabilimenti che ne ricavano anche gas.



imp_compostaggioLa raccolta differenziata ed il riciclaggio attiverebbero una serie di attività legate alla selezione, trasporto, riciclaggio, che darebbero un aiuto all’economia dei territori (creando diversi posti lavoro) diminuirebbero, se non annullerebbero,  la tasse sui rifiuti, non intaccherebbero la salute pubblica ed avendo un territorio salubre, potrebbero aiutare lo sviluppo agro-turistico.



Quello che il semplice buon senso consiglia, è attaccato e combattuto con tutti i mezzi, sopratutto con la disinformazione, per garantire i grossi profitti (di pochi) che girano intorno ai rifiuti ed agli inceneritori.



Le emergenze rifiuti creati e voluti da gente inetta ed incapace (nelle migliori ipotesi) che dovrebbero rispondere penalmente dei danni ambientali causati con i loro “piani dei rifiuti” sono solo degli elementi per coprire i grandi “affari”



Intanto la Corte di giustizia dell'Unione europea condanna lo Stato italiano per la mancata valutazione di impatto ambientale per la Terza linea dell'inceneritore ASM, proprietaria del tanto decantato inceneritore di Brescia che "sembra che a livello internazionale i riconoscimenti li sappia ottenere solo da Enti sponsorizzati dagli stessi costruttori dell'impianto, come nel caso del famoso 1° premio,  mentre raccoglie condanne quando a valutare sono Istituzioni pubbliche,autorevoli ed indipendenti, come l'UE".      

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categoria:ambiente, salute, informazione, rifiuti
martedì, 03 luglio 2007
Ecco il contenuto di una lettera aperta che alcune tra le maggiori testate giornalistiche italiane hanno preferito cestinare
Lettera pubblica agli amministratori locali campani

Una risposta a quanti hanno di recente criticato, con toni a volte poco civili, le associazioni ambientaliste, i comitati locali e le realtà laiche e religiose che propongono soluzioni alternative per una rinnovata gestione del ciclo rifiuti in Campania.

Solo il confronto democratico e la libera espressione delle proprie posizioni, passando per la piena responsabilizzazione dei cittadini, può portare alla risoluzione definitiva dell'annosa emergenza rifiuti.

Comitato Allarme Rifiuti Tossici
30 giugno 2007



Stiamo assistendo in questi giorni a un inusuale quanto violento e sconcertante attacco mediatico rivolto da alcuni amministratori locali alle forze laiche e religiose campane che, interessate al problema dell'emergenza rifiuti, da tempo propongono soluzioni concrete ed alternative alle fallimentari politiche di gestione commissariale, risoltesi in 13 anni di infruttuosi sperperi di danaro pubblico e nella manifesta incapacità di affrontare il problema rifiuti.

I suddetti attacchi manifestano una grave insofferenza per la volontà dei cittadini di essere coinvolti in tutte quelle scelte decisionali aventi effetti sull'ambiente, in ottemperanza alla convenzione europea di Aarhus, ratificata dall'Italia con la Legge n. 108 del 16 marzo 2001 e finalizzata a salvaguardare il diritto di ogni individuo, delle generazioni attuali e di quelle future, di vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere.

In tale ottica ci riteniamo in dovere di rispondere alle perniciose accuse di "catastrofismo", "procurato allarme" ed "ignoranza in materia", con l'intento di far ulteriore chiarezza su questi temi e sulle nostre posizioni, confidenti che solo un confronto civile e pacato tra cittadini ed amministratori (eletti dai cittadini stessi) possa portare in tempi ragionevoli alla risoluzione degli atavici problemi campani.

Sito di stoccaggio del Pantano - Acerra (NA)<br>28 Maggio 2007 - Dott. Gennaro Esposito - Dirigente Medico psichiatra – neurologo e psicoterapeutaSulla questione ecomafie abbiamo il dovere di sottolineare che la situazione campana è drammatica: le nostre terre, come ampiamente riportato in tutti gli atti della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e le attività illecite ad esso connesse, sono divenute e continuano ad essere lo sversatoio illegale dei rifiuti tossici ed industriali dell'intera nazione. In particolare le zone, che hanno risentito maggiormente della devastazione spietata del territorio, sono la cosiddetta "Terra dei Fuochi" (Qualiano, Giugliano, Villaricca) ed il cosiddetto "Triangolo della Morte" (Acerra, Nola, Marigliano), sul quale ultimo il governo Prodi ha dichiarato il 23 giugno 2006 lo stato di emergenza, per fronteggiare l'inquinamento ambientale da diossina. Dati recentemente pubblicati, relativi alle malformazioni dal 2001 al 2005 nell'ASL na4, sono del resto indicativi: il distretto di Acerra n69 mostra un anomalo ma significativo incremento degli aborti per malformazioni.

Quanto chiediamo è dunque che si proceda ad un'immediata opera di bonifica dei territori coinvolti, prima ancora dell'avvio al funzionamento dell'inceneritore di Acerra, il quale, per di più, in virtù dei poteri straordinari legati alla gestione commissariale, è stato insediato senza una preventiva indagine di impatto ambientale e con una gara che ha preferito la soluzione tecnologica peggiore.


In merito alla questione delle mega-discariche, che hanno visto Bertolaso oggetto di contestazioni indecorose da parte dei cittadini di Ariano Irpino, non possiamo che deplorare e condannare con fermezza qualsiasi atto di violenza.

Ma, con la stessa fermezza, vorremmo precisare che consideriamo un atto di gravissima irresponsabilità la scelta commissariale di utilizzare, come luoghi di raccolta del tal quale, alcune zone campane protette, quali l'oasi del WWF di Persano o il parco nazionale del Vesuvio a Terzigno o ancora cave dismesse e non geologicamente idonee, alcune volte addirittura già sature di rifiuti seppelliti illegalmente.

A tutta birra... camion camuffati per il trasporto di birra traportano ecoballe in una delle megadiscariche del giuglianeseIl professor Giam Battista de'Medici, Geologo applicato ed Idrogeologo, chiamato come consulente dalla struttura di Bertolaso nei mesi di gennaio e febbraio di quest'anno, aveva suggerito, come nuove discariche, luoghi facilmente reperibili in località Vallata in provincia di Avellino, geologicamente idonei e lontani da falde idriche, coltivazioni e zone abitate e non sottoposti a vincoli ambientali. Le sue proposte avevano ottenuto il consenso di tutte le componenti dello staff tecnico ed il via libera da parte delle Apat, ma sono state alla fine preferite soluzioni che richiederanno spese enormi per la sola messa in sicurezza e comporteranno danni incommensurabili per l'ecosistema dei territori coinvolti; soluzioni giustificate spiegando che si erano scelti siti che necessitavano di riqualificazione ambientale, in quanto cave dimesse non bonificate.

Il ripristino morfologico delle aree da cui vengono estratti materiali è imposto dalla legge, tuttavia farlo con i rifiuti sembra una beffa paradossale.


Ma il punto su cui abbiamo registrato il maggior numero di critiche, da parte dei suddetti amministratori, riguarda l'opposizione di associazioni ambientaliste e comitati civici all'utilizzo degli inceneritori, proposti oggi da una certa classe come la panacea definitiva per l'uscita dall'emergenza rifiuti campana.

In primo luogo ci preme una considerazione di carattere generale: le materie prime non sono una risorsa a disponibilità infinita, per cui i prodotti che da esse derivano andrebbero il più possibile recuperati e riciclati, non bruciati. Già questa banalissima considerazione rende a nostro avviso totalmente illogica e superata la soluzione di incenerire i rifiuti.

Siamo infatti certi che una seria raccolta differenziata "porta a porta", unitamente ad una diminuzione della produzione a monte dei rifiuti (riduzione degli imballaggi, utilizzo di contenitori riutilizzabili e/o biodegradabili, ecc), renderebbe pressoché sovradimensionato, se non del tutto inutile già il solo termovalorizzatore di Acerra.

Riteniamo che la strada per un'efficiente raccolta differenziata sia esclusivamente quella del porta a porta, basata sull'organizzazione per Municipalità, la responsabilizzazione diretta dei cittadini e degli addetti ai lavori e la gestione capillare del servizio. L'esperienza insegna che si possono raggiungere percentuali di raccolta differenziata del 60-70% anche in contesti urbani difficili e in poco più di un anno.

In Campania esiste però prima di tutto un grave problema, costituito dalla mancanza, nel ciclo rifiuti, di un adeguato numero di impianti di compostaggio, tramite i quali sarebbe possibile recuperare immediatamente fino al 30% della produzione di rifiuti, evitando oltretutto il pericolo da epidemie causato dal rifiuto umido lasciato marcire per strada.


L'ecomostro di AcerraQuanto alla pratica dell'incenerimento è noto che migliaia di medici in tutta Italia si siano chiaramente espressi contro tale soluzione inutile e nociva, spesso con documenti votati all'unanimità dagli Ordini Professionali. Dagli impianti d'incenerimento vi è infatti un'indiscutibile emissione di sostanze inquinanti, tossiche e cancerogene, quali metalli pesanti, diossine (ridotte in quantità ma non eliminate dall'alta temperatura) e furani e da numerosi studi epidemiologici risulta l'aumento statisticamente significativo di neoplasie quali sarcomi, linfomi Non Hodgkin, tumori ormono correlati, neoplasie polmonari e infantili nelle popolazioni residenti in prossimità di tali impianti.

Le ceneri solide residue prodotte da un inceneritore sono ben il 30% del volume dei materiali inceneriti, e dall'incenerimento vengono originate grandissime quantità di polveri fini altamente tossiche, che necessitano di essere filtrate e conferite in discariche speciali e completamente impermeabili.

In particolare, a causa delle elevate temperature di esercizio necessarie a ridurre l'effetto diossina, gli inceneritori sono enormi produttori di particolato ultrafine (da PM 2.5 a PM 0.1) per il quale, come descritto ampiamente in letteratura, non esistono al mondo sistemi di filtraggio capaci di evitare che esso venga liberamente immesso nell'aria e viaggi per chilometri. Tale particolato presenta una patogenicità che cresce in modo quasi esponenziale con il diminuire del diametro (la massa di una particella PM 10 corrisponde a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron) ed è in grado di passare rapidamente dagli alveoli polmonari di chi lo respira al torrente circolatorio, raggiungendo tutti gli organi vitali e riuscendo nei casi estremi perfino a penetrare nel nucleo delle cellule, senza ledere la membrana che le avvolge.

Su questo tema, come è noto, il Ministero dell'Ambiente ha recentemente richiesto I'istituzione di un'apposita Commissione che, potesse rispondere in modo chiaro, al fine di mettere il Governo e le Istituzioni nelle condizioni di poter conoscere la reale dimensione del fenomeno delle nanopolveri, I'incidenza di queste su ambiente e salute umana, nonché I'adeguatezza dei sistemi di contenimento delle stesse. Nella relazione conclusiva la commissione prende atto dell'esistenza di pubblicazioni nella letteratura scientifica internazionale che ne indicano un possibile effetto dannoso sulla salute umana e che, inoltre, per le classi d'inquinanti persistenti, con velocità di degradazione inferiore a quella di immissione in ambiente, il rispetto dei limiti di emissione potrebbe non essere adeguato ad evitare nel tempo l'accumulo ambientale.


Nel merito infine dell'invito rivolto a rappresentanti religiosi campani, a "tenere messa e a non occuparsi d'altro", crediamo che nessun amministratore possa arrogarsi il dritto di insegnare, tanto più se fatto con toni arroganti e irriguardosi, cosa debba o non debba fare un pastore. L'essere cristiani (laici e pastori) si concretizza nella testimonianza al Dio di Gesù, Dio dei deboli, dei poveri e dei diseredati, tramite l´amore per gli ultimi, la fame e sete di giustizia, l'obbedienza alla verità, la mitezza evangelica, che non è il voltare lo sguardo dall'altra parte, ma la nonviolenza attiva: la messsa in pratica dunque, come testimoniato ad esempio dall'opera missionaria, del messaggio divino, a fianco dei deboli e per la difesa del diritto alla vita.

In quest'ottica gli interventi di padre Alex Zanotelli, del vescovo Raffaele Nogaro e per ultimo del cardinale Crescenzio Sepe sul tema rifiuti dimostrano una capacità di ascolto dei problemi dei cittadini, che molto spesso non si riscontra nella maggior parte della politica, frequentemente sorda alle più elementari istanze della società civile.


Comitato Allarme Rifiuti Tossici (WWF campania, Greenpeace Napoli, Amici di Grillo Napoli, PeaceLink Campania, Asssise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia)

Associazione Medici per l'Ambiente


 


 


Note:



 


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categoria:salute, societĂ , rifiuti, rifiuti ed ambiente
domenica, 24 giugno 2007

Lettera alla redazione de La Sicilia


Su La Sicilia del 21 giugno scorso, si legge a pag.7 un articolo di Tony Zermo, uno di Paolo Mangiafico ed un'intervista a Felice Crosta di Lillo Miceli sugli inceneritori che ci lasciano esterrefatti per le inesattezze e per le posizioni di parte in essi assunte. Zermo afferma che gli inceneritori in Italia ed Europa esistono da 20 anni, ma sconosce che negli USA, dove sono stati costruiti negli anni '60 facendo i nostri stessi errori, non se ne costruiscono più da 20 anni, ed hanno adottato la raccolta differenziata (di certo non vivono in mezza alla spazzatura come in Campania) e definendo l'incenerimento da epoca dei dinosauri.


Zermo afferma che "le ultime versioni (degli inceneritori) si sono dimostrate affidabili", ma in base a quali dati scientifici? I dati scientifici noi li abbiamo prodotti al Ministero dell'Ambiente e della Sanità ed all'Assessorato Regionale all'Ambiente e dimostrano il contrario. Dal Ministero e dall'Assessorato solo generiche dichiarazioni verbali che gli inceneritori sono innocui (si guardano bene dal metterlo per iscritto). Tanto in Italia non paga mai nessuno: esempio i mesoteliomi pleurici da amianto e per ultimo il mercurio dove Syndial, anche se risarcisce lo fa a titolo "di ristoro per le famiglie" escludendo ogni propria responsabilità. Eppure in entrambi i casi esiste una vastissima letteratura scientifica che li inchioderebbe, ma i processi solamente in Italia finiscono nel nulla o neppure iniziano dopo lunghe istruzioni.


Lo sa lo Zermo che anche le versioni "affidabili" sono sprovviste di filtri capaci di bloccare le nanoparticelle, responsabili delle peggiori patologie? I filtri bloccano fino a particelle di 10µ (10 millesimi di millimetro), le nanoparticelle sono 0,1/0,2µ (ciò a causa dei 1200°C del tanto decantato post-combustore), né ci sono attualmente leggi che ne impongano la misurazione.


Lo Zermo afferma che "Se non ci fossero" gli inceneritori "non sapremmo liberarci dai rifiuti"; è una menzogna! Infatti esiste la raccolta differenziata e sono operanti in tutta Europa sistemi di trattamento che non impiegano l'incenerimento come i TMB (Trattamenti Meccanici Biologici), che operano a temperature intorno ai 70°C (non ai 1200°C degli inceneritori) alle quali temperature le diossine ed i benzofurani non si possono formare, che non producono i 300 kg di ceneri pericolose per tonnellata di rifiuti inceneriti, che non producono nanoparticelle e non immettono in atmosfera le pericolosissime ceneri volanti e milioni di tonnellate di CO2 alla faccia del protocollo di Kyoto.


Lo sa lo Zermo che la costruzione di un TMB si realizza in metà del tempo necessario alla costruzione di un inceneritore e che costa 10 volte in meno rispetto ad un inceneritore?


Ancora lo Zermo sostiene che il sovradimensionamento dei 4 inceneritori siciliani potrebbe far "sorgere il sospetto che si vogliano smaltire in Sicilia anche i rifiuti di altre Regioni", ma questo "porterebbe vantaggi alla comunità locali e alle casse della Regione". Ma a noi siciliani è chiaro che senza dubbio aumenteranno le patologie respiratorie croniche, i tumori e le malattie cronico-degenerative così come sta succedendo dove ci sono altri inceneritori e zone altamente industrializzate e che aumenterà il deficit di cassa della già tanta disastrata Sanità siciliana.


Infine lo Zermo "dimentica" di riferire che gli inceneritori siciliani sono stati autorizzati a bruciare, oltre ai rifiuti urbani anche rifiuti speciali, come da clausola voluta dal Cuffaro nel marzo 2006, aggiunta al contratto stilato tre anni prima fra ATO e gestori degli inceneritori.


Il Mangiafico invidia i cittadini di Augusta che col loro inceneritore "griffato" dall'architetto giapponese Kenzo Tange, uno degli studi di architettura più importanti del mondo (progetto e griffatura naturalmente a carico di chi conferirà la spazzatura) "sarà meta di turisti" come avviene in Austria dove l'inceneritore "rappresenta l'orgoglio di Vienna", a Barcellona, a Copenaghen, a Brescia come dire altro che Megera Iblea, Hangar, forti Garcia e Vittoria, qui abbiamo l'inceneritore più griffato d'Europa e ne siamo orgogliosi, ma si dimentica di dire che questi sono stati costruiti prima del 2004, quando ancora non erano conosciuti gli studi internazionali sugli effetti devastanti del nanoparticolato e si parlava solo e genericamente di diossine. A proposito, secondo gli ultimi dati della comunità scientifica, si stima che, al momento, sono conosciuti circa il 10% delle sostanze prodotte ed emesse dagli inceneritori.


Infine dall'intervista di Lillo Miceli al "superdirigente Felice Crosta", per intenderci quello che percepisce dalla regione Sicilia per il suo lavoro 1.500 euro al giorno, braccio destro di Totò Cuffaro, abbiamo appreso che la raccolta differenziata in Sicilia sarà il 20% entro il 2007 per arrivare al 30% nel 2008, al 50% nel 2009 e al 60% nel 2010. Ma c'è qualche cittadino disposto a credere che lo stesso Crosta, che dopo 7 anni di superdirigenza (sempre con 1.500 EURO/giorno) non è riuscito a portare la raccolta differenziata in Sicilia oltre il valore medio del 5,5% ora ci riuscirà? O davvero credono che ai Siciliani si possono raccontare le frottole che vogliono?


Augusta, 22 giugno 2007


Prof. Luigi Solarino Presidente di Decontaminazione Sicilia


Dott. Giacinto Franco componente equipe sanitaria di Decontaminazione Sicilia


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martedì, 19 giugno 2007

LE RAGIONI DEL “NO”

Termovalorizzatori in Sicilia

di Claudio Fava



In nome di quale emergenza, di quale oscura necessità politica il governo Prodi ha regalato a Totò Cuffaro il proprio assenso al più devastante piano di rifiuti mai pensato per la Sicilia? In nome di quale ecumenismo istituzionale i ministri Pecoraro Scanio e Livia Turco hanno apposto la loro firma su un accordo che prevede la costruzione in Sicilia dei quattro più grandi termovalorizzatori d'Europa? Sembra serio aver barattato il nostro consenso per l'impegno verbale del governatore Cuffaro a riportare la Sicilia ai livelli di decenza europea nella raccolta differenziata? Oggi si sfiora a malapena il 5 per cento, nell'Isola. A fronte di norme europee e nazionali che fissano limiti sette volte più alti. E senza una raccolta selettiva a monte, negli inceneritori rischia di arrivare una quantità indifferenziata di rifiuti, dai derivati del cloro ai metalli pesanti. La conseguenza (conseguenza chimica, non politica) è la produzione di diossina in quantità omicide.

Buttiamo giù queste poche righe sapendo che per ogni tentativo di impostare un ragionamento sui termovalorizzatori, c'è sempre qualcuno pronto a rispondere che non si può solo dire "no" (no al ponte, non ai bruciatori, non alle trivellazioni nella Val di Noto...), trasformando così ogni legittima preoccupazione in una caricatura. E ci sembra d'un doroteismo imbarazzante la dichiarazione del ministro Pecoraro che prima firma e poi ritira la mano dicendo che il suo dicastero "non condivide affatto il piano rifiuti della Regione Sicilia": ma allora, perchè ha firmato? C'è qualcuno, per quanto distratto, che non sappia che quei megabruciatori sono assolutamente sproporzionati rispetto alla produzione di rifiuti della Sicilia? Che il capitolato d'appalto impone alla Regione una quantità minima di rifiuti da conferire ai termovalorizzatori per non incorrere in disastrose penalità? Che il prezzo pagato per tonnellata di rifiuti bruciata sarà il più alto d'Italia?

E ancora: è possibile che presidente del Consiglio e ministri ignorino che a Bruxelles è pendente un procedimento di infrazione contro l'Italia, visto che buona parte di quei bruciatori è stata progettata su aree "SIC", ovvero territori protetti dal vincolo comunitario per ragioni naturalistiche e paesaggistiche? Nessuna preoccupazione sul fatto che l'intera rete dei trasporti siciliana, penalizzata dalla più lenta rete ferroviaria d'Europa, sarà paralizzata dal traffico di mezzi pesanti che dovranno portare ogni giorno migliaia di tonnellate di rifiuti nei quattro angoli dell'isola? Se la mobilitazione contro il piano dei rifiuti di Cuffaro (ripeto: questo piano dei rifiuti, non l'idea in sé di ricorrere alla termovaloirzzazione) ha determinato la costituzione spontanea di decine di comitati (da Palermo ad Augusta, da Paternó a Casteltermini), una ragione ci dovrà pur essere. Non parliamo di ragioni emotive, di pancia, di pelle, di egoismo municipalistico: ci riferiamo al meticoloso lavoro di analisi e di documentazione che i comitati hanno portato avanti, a Bruxelles e in Sicilia, per capire - cifre alla mano - quale danno produrrà alla salute pubblica e all'economia siciliana questo follia dei megainceneritori. Anni di lotte e di studi, di militanza civile e di proposta politica sono stati spazzati via da quella firma romana. E suona come una beffa il compiacimento di Totó Cuffaro che da Palermo incassa il placet del governo di centrosinistra e ci fa sapere che, ad adiuvandum, verrà sottoscritto "un importante protocollo di legalità per evitare le infiltrazioni criminali". Detto da Cuffaro è una garanzia.



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categoria:politica, ambiente, salute
venerdì, 25 maggio 2007














2007-05-23 21:21


'MERDA D'ARTISTA' RECORD MARCHIO DI MANZONI






ROMA - Gli esperti hanno rilevato che Merda d'artista di Piero Manzoni, di cui è stato battuto da Sotheby's un esemplare a 124.000 euro (ANSA)




Questa notizia dell'altro ieri, mi ha incuriosito, l'artista ha inscatolato solo 90 barattoli ed ogn'uno ha questo "valore"?




Potremmo provare tutti ad imitarlo, facendo "merda di operaio", "merda di impiegato" e su su fino a "merda di politico", specificando, nell'etichetta quantità e qualità, magari non raggiungeremo mai tale "quotazione", ma sulla quantità (90, 900, 9000, ecc. ecc.) potremmo raggranellare un buon guadagno.










E' PROPRIO VERO LA MERDA A VOLTE VALE PIU' DELL'ORO




D'altronde (chi se ne intende) sa bene quanto guadagno si può ottenere anche dai rifiuti, non nel senso che intendiamo noi, riciclando tutto, ma in tutta la catena dei rifiuti (appalti per la raccolta, approntare le discariche, fare le eco-balle (sic) costruire inceneritori), tutto senza controlli, con costi pazzeschi e sovvenzioni milionarie.




C'è l'emergenza, non si può sottilizzare, c'e il rischio del colera, belano tutti (politici, commissari e giornalisti). ed intanto pensano che passata questa di emergenza, dopo ci sarà l'altra da gestire, per risanare, per bonificare i disastri ambientali che si andranno a causare.(vedi situazione di Napoli)




L'ambiente? La salute pubblica? L'incolumità della gente? Che vuoi che conti! 




Chi osa pensar diversamente, prospettando altre soluzioni, e sopra tutto che bisognerebbe ricercare e punire i responsabili di questo disastro (che non sta solo a Napoli), è un nichilista, va bastonato (spinto dice il ministro Amato,  amato da chi?) e se insiste imprigionato.




VIVA LA DEMOCRAZIA?




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categoria:satira, salute, rifiuti ed ambiente
sabato, 19 maggio 2007

ISOLA DELLE FEMMINE ESPOSTO DENUNCIA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA PER INQUINAMENTO AMBIENTALE

Il Comitato Cittadino Isola Pulita comunica, di ricevere in un continuo crescendo decine e decine di telefonate da parte dei cittadini allarmati per lo stato di inquinamento, causato forse dalla Italcementi di Isola delle Femmine .(continua)


Intanto a Napoli si sta svolgendo la manifestazione (CLICCA) 


ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA DIFESA DELL'AMBIENTE E LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI, CHE STA' AVENDO LUOGO A  NAPOLI, CI SIAMO CON I NOSTRI RAPPRESENTANTI: MARIO G., GIULIA G. E PAOLO G. (DECONTAMINAZIONE SICILIA).


A Biancavilla si è costituito il "comitato di lotta" contro le bollette dei rifiuti (con aumenti esosi).


Personalmente, penso che la politica errata del "piano dei rifiuti regionali" e l'aver costituito un eccessivo numero di ATO, non ha fatto altro che aumentare in modo esagerato i costi, senza migliorare il servizio, anzi se facciamo un giro nella cerchia periferica del paese, troviamo molte "discariche".


Infine, segnalo il blog dell'amico Alex, (di Napoli) CLICCA 
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categoria:ambiente, salute, rifiuti ed ambiente
sabato, 12 maggio 2007

Scontri tra forze dell'ordine e manifestanti


NAPOLI - Scontri si sono verificati questa mattina a Serre, nel Salernitano, quando le forze dell'ordine hanno sfondato il blocco costituito dai manifestanti per impedire l'accesso nell'area dove dovrà essere realizzata una delle quattro discariche indicate nel decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri per fronteggiare la grave emergenza rifiuti in Campania.

Tre persone sono rimaste contuse e sono state trasportate all'ospedale di Eboli. La tensione nel sito è altissima. I militari del Genio hanno già avviato i lavori di sbancamento e pulizia all'interno della cava di Valle dei Mulini. Il presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, presente sul posto, è entrato nel cantiere ed ha chiesto la sospensione dei lavori. (segue ANSA)


Mentre i contusi raccontano di essere stati trattati come bestie, il Ministro Amato, minimizza affermando che c'è stata solo qualche spinta.


Noi pensiamo che sia inammissibile tale atteggiamento verso chi pacificamente contesta la scellerata "politica" dell'emergenza e dei commissariamenti dei rifiuti, che ha prodotto e produce disastri ambientali e pericolo per la salute pubblica.


Si colpiscano i responsabili che hanno determinato tutto ciò, con la loro inettitudine, ed in deroga alle leggi e norme comunitarie per la raccolta differenziata.




Si applichi da subito, il DDL sugli ECO-REATI (CLICCA).


Si faccia la raccolta porta a porta e differenziata.


Si blocchino gli incentivi CP6 (finanziamenti per le energie alternative, che soltanto in Italia vengono erogati per la gestione degli inceneritori).


Si faccia soprattutto della corretta informazione, sui danni che (gli inceneritori) provocano all'ambiente ed alla salute pubblica.


Si entri in un nuovo modo di concepire "il rifiuto", materiale da riciclare, quindi una risorsa.


E' importante quindi che il 19 maggio 2007, da tutt'Italia si sia presenti a Napoli, alla manifestazione:


PER LA SALUTE    CONTRO LE NOCIVITA'   VERSO RIFIUTI ZERO

NAPOLI   19 MAGGIO 2007   ore 15

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categoria:politica, ambiente, salute, informazione
venerdì, 06 aprile 2007




Morti bianche: i caschi blu dell’Onu


per fermare questa guerra


Dino Tibaldi

Roma 28 marzo 2007


Al punto in cui siamo arrivati sarebbe necessario chiedere l’intervento dei caschi blu dell’Onu per bloccare la lunga serie di vittime della guerra del lavoro, che solo per pudore chiamiamo morti bianche. (continua a leggere)


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Credo che innanzi tutto bisognerebbe chiamarli col proprio nome.



Sono dei veri e propri omicidi, che vengono perpetrati e perpetuati impunemente. finiamola di chiamarli incidenti sul lavoro o morti bianche.



Scusatemi, ma per me vivo nell'estremo sud, dove la precarietà ed il lavoro nero è norma, dove il sottosviluppo è pianificato, dove ogni diritto primario è negato (lavoro, sanità, scuola, impanti sportivi, ecc.. ecc..), dove lo stato è assente, ed i politici (anche di sinistra) spesso sono collusi con le mafie, credo che sia necessaria un'azione forte e chiara da parte dello stato e dalla politica, per debellare queste stragi, che sono solo la parte visibile del danno insanabile alla salute ed all'ambiente, che gli appetiti ed il facile guadagno di pochi, provocano agli operai ed alle popolazioni.



Sul lavoro e sull'operaismo, anche noi dovremmo fare una rivoluzione culturale per capire veramente cosa intendiamo, giacchè molte volte anche a "sinistra" abbiamo dimostrato un grave miopia.



L'importante era ed è avere qualche posto di lavoro, anche se questo (lavoro) si rivela una vera e propria "condanna a morte" (anche la mafia crea posti di lavoro) per gli addetti e per la popolazione locale (la petrolchimica in sicilia o altri impianti altrettanto dannosi, dovrebbero insegnar qualcosa).



Un lavoro che non sia precario, un lavoro che crei sviluppo economico e culturale, un lavoro che rispetti tutte le norme di sicurezza per gli operai e per l'ambiente.



Anche su questo, malgrado i tragici segnali sulla variazione del clima, ed i ripensamenti in tutto il mondo, abbiamo dei gravi ritardi, camuffiamo ancora come progresso questa marcia alla catastrofe finale.



Vorrei parlare dei CIP6, dei fondi strutturali della comunità europea, di come vengono elargiti e sprecati in tanti rivoli per creare soprattutto "clientelismo", altro che sviluppo, ma spero che ne avremo modo in seguito.



AUGURI


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Aggiornamento:


Ho sentito proprio adesso sul TG1, nel 2006 i morti (ufficiali)  sono stati 1280 (naturalmente, non ci sono quelli trasparenti, che nessuno vede o camuffati, non solo nel napoletano, ma in tutta italia), mentre gli infortunati sono ben 97.000 (di questi quanti sono sopravvissuti o rimasti con gravissime mutilazioni, non lo sappiamo), per non parlare di chi operaio o semplice persona che abita nelle vicinanze di certi "stabilimenti", avra una morte lenta per i fumi ed i veleni che spargono nell'aria e nelle falde acquifere.

Altro che guerra


E tutto ciò nell'indifferenza generale!

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categoria:politica, ambiente, pacifismo, salute, stragi
domenica, 04 febbraio 2007
Dalla: Conferenza Nazionale "Salute e Sicurezza sul Lavoro"

Napoli 25-26 gennaio

 

"...se la sicurezza è vita, la garanzia della sicurezza è condizione di civiltà e di giustizia nel nostro ..."

(Il Presidente G. Napolitano).


Il 2007 è iniziato solo da un mese e già contiamo 87 morti sul lavoro.

esiste un nesso forte tra sicurezza e modello di sviluppo, e per quanto possa sembrare incredibile in Italia si muore oggi sul lavoro come cinquant’anni fa

 

È ormai divenuta intollerabile la vergogna dell'incredibile numero di infortuni sul lavoro.

Il messaggio del presidente Napolitano, il primo presidente della Repubblica – credo  - che abbia affrontato in modo deciso e senza ipocrisie il grave problema della sicurezza sul lavoro, parlando di “piaga delle morti bianche”.

 

La prima delle Commissioni lavoro riunite di Camera e Senato, ha messo il dito sulla piaga, rilevando che l’unico modo per uscire da questa tragica catena di infortuni è quello di puntare su una strategia comune e centrale, tale da unificare tutti gli sforzi.

 

È necessario un maggiore coordinamento di tutte le istituzioni, enti e forze che hanno compiti di vigilanza, con un coinvolgimento degli EE.LL. ed in particolare delle Regioni.


Bisogna prevedere norme ed automatismi nell'applicazione del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, collegate a forme di incentivazione per le imprese tali da introdurre elementi concreti di conflitto di interessi, in modo tale da determinare un vantaggio per le imprese sane e produttive nell'introduzione di sistemi efficaci di prevenzione degli infortuni e di tutela della salute dei lavoratori.


Tuttavia è necessario precisare che qualsiasi provvedimento non deve andare disgiunto da una drastica riduzione del lavoro precario. Sicurezza e precarietà sono le due facce di una stessa medaglia. Infatti la condizione contrattuale del lavoratore è collegata e determinante nella percezione del fattore sicurezza e nella possibilità di chiedere maggiori tutele: solo chi non è troppo preoccupato di perdere il proprio posto di lavoro può vigilare ed occuparsi di prevenzione e sicurezza.

La catena degli appalti e subappalti (spesso al “massimo ribasso”) che deresponsabilizza i soggetti contraenti delle attività produttive, produce lavoro nero, sfruttamento minorile e una generale condizione di precarietà.

 

A questi, bisogna aggiungere le invalidità, le malattie professionali e gli enormi danni ambientali, che producono nel territorio ed alla salute delle popolazioni vicine ad impianti che non rispettano le norme di sicurezza.

Esiste infatti un nesso tra infortuni e malattie professionali e la salute pubblica, sarebbe un grave errore separarli. La costruzione di una cultura della sicurezza passa anche attraverso una riflessione profonda sul tema della salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente.

 

Appunti tratti da : http://www.comunisti-italiani.it


Messaggio di Giorgio Napolitano alla conferenza “Salute e Sicurezza sul Lavoro”

Più tutele e meno precarietà – di Dino Tibaldi

Una cultura della sicurezza – di Gianni Pagliarini

Dalla conferenza di Napoli la voce dei RL
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categoria:politica, salute, informazione, societĂ , stragi
lunedì, 15 gennaio 2007

costituita l’associazione


“decontaminazione Sicilia”


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- 14 gennaio 2007

 




Sabato scorso a Caltanissetta si è costituita l’associazione “decontaminazione Sicilia” l’associazione nasce dall’esigenza dei comitati cittadini che si sono battuti contro il piano dei rifiuti siciliano che prevede la costruzione di quattro megainceneritori, di essere presenti nelle sedi istituzionali come portatori di interessi diffusi dei cittadini. L’associazione sarà sostenuta da gruppi di esperti nei vari settori scientifico, legale e amministrativo. Inoltre l’associazione si apre ad altre alla difesa dell’ambiente e dei beni comuni ritenendo che le mobilitazioni per la acqua pubblica, contro le trivellazioni della val di noto, le lotte per la salute nei poli industriali siciliani facciano parte di un unico fronte.


 

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categoria:ambiente, salute, societĂ