venerdì, 12 ottobre 2007

giungla16


PER UN MONDO MIGLIORE E PIENO DI FIORI E DI COLORI


DOMANI 13 OTTOBRE MANIFESTAZIONE CONTRO IL MEGA-INCENERITORE DI ACERRA


Il "caso Campania", con i suoi 14 anni di Commissariamento per l'emergenza rifiuti che hanno prodotto solo grossi introiti per le lobbies politico-affaristico-criminali, è un modello purtroppo già esportato nel resto del Meridione.

Non è certamente un caso che Calabria e Sicilia, due regioni che vivono problematiche sociali simili a quelle campane, "godano" dello stesso privilegio di avere il Commissario, questo super-uomo capace di decidere tutto in materia di rifiuti, passando sopra non soltanto sulla volontà di quelle popolazioni che vivono i territori, ma sulle stesse leggi nazionali.

In questi giorni i mass-media ci hanno bombardato con servizi e trasmissioni sullo scontro politica-magistratura e su De Magistris, questo pm che ha avuto l'ardire di volere indagare, tra l'altro, proprio sull'Ufficio per l'emergenza ambientale in Calabria: una vera e propria centrale di distribuzione di soldi tramite appalti pilotati, manutenzioni costosissime ma inefficaci, intrecci e cointeressi con le stesse società appaltanti, un giro di illeciti ai danni dell'UE di circa 500 milioni di euro! Per non parlare dei milioni diretti all'estero cuciti sotto le giacche, dei grembiulini da massoni, dei servizi segreti, delle talpe... una trama degna delle

migliori spy stories ma che invece rappresenta la drammatica verità!

Drammatica realtà che si concretizza nella piana di Gioia Tauro in una assurda ed insensata concentrazione di ecomostri: un inceneritore già attivo ed uno in costruzione che bruceranno insieme 240.000 tonnellate annue di rifiuti "normali" più 30.000 speciali (rifiuti trasportati giornalmente da 350 camion), una mega-discarica, un mega-depuratore, l'elettrodotto Laino-Rizziconi per il passaggio della corrente a 380KV, una centrale turbogas in costruzione ed altre due progettate, a prossima realizzazione di un rigassificatore!

UNA VERA E PROPRIA BOMBA ECOLOGICA!
Per combattere contro questo scempio, per contrastare questo modello di "sviluppo", buono solo a far ingrassare i padroni ed a far sfruttare, ammalare, morire tutti gli altri, per difendere i nostri territori, le cittadine ed i cittadini della Piana di Gioia Tauro invitano tutte/i a partecipare alla manifestazione del 22 dicembre, data che ricorda la splendida vittoria contro la centrale a carbone!

OGGI AD ACERRA! IL 22 DICEMRE A GIOIA TAURO!

MDT-Calabria


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In Sicilia, Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.

A partire da ieri, giovedì 11 Ottobre, sino a sabato 13 Ottobre, la Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dal senatore Roberto Barbieri, è a Palermo, allo scopo di acquisire elementi di informazione e di valutazione in ordine alla situazione esistente in Sicilia, per ciò che attiene alla gestione del ciclo dei rifiuti e ai fenomeni illeciti ad esso connessi.


ANCHE LA SICILIA PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE DI ACERRA


Decontaminazione Sicilia, Coordinamento di Comitati civici, associazioni e liberi cittadini, nella riunione del 10 ottobre in Caltanissetta, all'unanimità dei presenti ha deciso di aderire formalmente alla manifestazione nazionale di Acerra del 13 p.v., condividendo completamente i motivi e gli obiettivi di tale manifestazione di protesta....»

Di Luigi Solarino (Coordinatore dei comitati civici)

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categoria:informazione, solidarietà, rifiuti ed ambiente
domenica, 22 luglio 2007

Ricevo da Luigi Solarino







Augusta, indagati il sindaco Carrubba e il vice Perrotta. Ipotizzati i reati di tentata concussione e tentativo di avvelenamento delle acque







Il sindaco del Comune di Augusta, Massimo Carrubba ed il vice sindaco (già assessore all'Ambiente), avvocato Nunzio Perrotta, sono indagati per gravissimi reati commessi contro la pubblica amministrazione e contro la salute pubblica.



I reati contestati sono quelli di tentata concussione e di tentativo di avvelenamento doloso di acque destinate all'alimentazione.



L'indagine della Procura riguarda altri soggetti politici ed imprenditori operanti a livello nazionale e locale.



La vicenda riguarda la realizzazione della cosiddetta Piattaforma Polifunzionale Oikoten nell'ambito del cosiddetto Parco del Mulinello del Comune di Augusta.



La Piattaforma Polifunzionale consiste in un sistema integrato di smaltimento di rifiuti costituito da discariche e da un termovalorizzatore. Sembrerebbe che gli elaborati progettuali relativi alla realizzazione della piattaforma polifunzionale descrivano falsamente lo stato dei luoghi nascondendo, in particolare, l'esistenza di una falda acquifera di approvvigionamento di acqua potabile per i cittadini.
La presenza della falda acquifera sarebbe stata perfettamente nota ai competenti funzionari e politici del Comune che tuttavia hanno operato facendo finta di nulla. In particolare, gli indagati avrebbero finto di ostacolare l'insediamento della piattaforma polifunzionale con atti amministrativi e con ricorsi giudiziari nel corso dei quali si sono ben guardati dal sollevare un problema gravissimo per la salute dei cittadini: la presenza della falda di acqua potabile al di sotto della piattaforma polifunzionale. La presenza della falda era stata più volte segnalata dall'ufficio di ecologia della Provincia regionale e da quello del Comune di Augusta.



Per tutta risposta, però, il sindaco Carrubba invece di premiare la solerzia del dirigente Roberto Passanisi avrebbe dapprima revocato l'incarico al funzionario e a sua moglie e, successivamente, soppresso del tutto l'ufficio di ecologia richiamando a sé le relative funzioni.







Tratto da La Sicilia edizione di Siracusa del 21 luglio 2007 (a firma di PINO GUASTELLA)


AGGIORNAMENTO:



Inquinamento. Rita Borsellino: “Inchiesta Procura avvalora nostre denunce. Prodi revochi poteri di commissario per il traffico al sindaco Cammarata”



 

Palermo, 23 luglio 2007. “L’apertura di un’inchiesta sulla pericolosità dei livelli di inquinamento a Palermo avvalora le denunce fatte in questi anni dall’Unione”. Lo dice Rita Borsellino commentando l’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Cammarata e degli assessori all’Ambiente del Comune che si sono avvicendati dal 2001 ad oggi.  “C’è da sperare – aggiunge Borsellino – che l’avvio di questo procedimento, rafforzi l’attenzione anche sugli altri rischi inquinamento in agguato a Palermo, primo fra tutti, quello legato alla realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo”.

Rita Borsellino, infine, chiede a Prodi “di revocare i poteri di commissario straordinario per il traffico al sindaco Cammarata”.

 


 


Ufficio stampa

Gioia Sgarlata




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categoria:informazione, rifiuti ed ambiente
martedì, 03 luglio 2007
Ecco il contenuto di una lettera aperta che alcune tra le maggiori testate giornalistiche italiane hanno preferito cestinare
Lettera pubblica agli amministratori locali campani

Una risposta a quanti hanno di recente criticato, con toni a volte poco civili, le associazioni ambientaliste, i comitati locali e le realtà laiche e religiose che propongono soluzioni alternative per una rinnovata gestione del ciclo rifiuti in Campania.

Solo il confronto democratico e la libera espressione delle proprie posizioni, passando per la piena responsabilizzazione dei cittadini, può portare alla risoluzione definitiva dell'annosa emergenza rifiuti.

Comitato Allarme Rifiuti Tossici
30 giugno 2007



Stiamo assistendo in questi giorni a un inusuale quanto violento e sconcertante attacco mediatico rivolto da alcuni amministratori locali alle forze laiche e religiose campane che, interessate al problema dell'emergenza rifiuti, da tempo propongono soluzioni concrete ed alternative alle fallimentari politiche di gestione commissariale, risoltesi in 13 anni di infruttuosi sperperi di danaro pubblico e nella manifesta incapacità di affrontare il problema rifiuti.

I suddetti attacchi manifestano una grave insofferenza per la volontà dei cittadini di essere coinvolti in tutte quelle scelte decisionali aventi effetti sull'ambiente, in ottemperanza alla convenzione europea di Aarhus, ratificata dall'Italia con la Legge n. 108 del 16 marzo 2001 e finalizzata a salvaguardare il diritto di ogni individuo, delle generazioni attuali e di quelle future, di vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere.

In tale ottica ci riteniamo in dovere di rispondere alle perniciose accuse di "catastrofismo", "procurato allarme" ed "ignoranza in materia", con l'intento di far ulteriore chiarezza su questi temi e sulle nostre posizioni, confidenti che solo un confronto civile e pacato tra cittadini ed amministratori (eletti dai cittadini stessi) possa portare in tempi ragionevoli alla risoluzione degli atavici problemi campani.

Sito di stoccaggio del Pantano - Acerra (NA)<br>28 Maggio 2007 - Dott. Gennaro Esposito - Dirigente Medico psichiatra – neurologo e psicoterapeutaSulla questione ecomafie abbiamo il dovere di sottolineare che la situazione campana è drammatica: le nostre terre, come ampiamente riportato in tutti gli atti della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e le attività illecite ad esso connesse, sono divenute e continuano ad essere lo sversatoio illegale dei rifiuti tossici ed industriali dell'intera nazione. In particolare le zone, che hanno risentito maggiormente della devastazione spietata del territorio, sono la cosiddetta "Terra dei Fuochi" (Qualiano, Giugliano, Villaricca) ed il cosiddetto "Triangolo della Morte" (Acerra, Nola, Marigliano), sul quale ultimo il governo Prodi ha dichiarato il 23 giugno 2006 lo stato di emergenza, per fronteggiare l'inquinamento ambientale da diossina. Dati recentemente pubblicati, relativi alle malformazioni dal 2001 al 2005 nell'ASL na4, sono del resto indicativi: il distretto di Acerra n69 mostra un anomalo ma significativo incremento degli aborti per malformazioni.

Quanto chiediamo è dunque che si proceda ad un'immediata opera di bonifica dei territori coinvolti, prima ancora dell'avvio al funzionamento dell'inceneritore di Acerra, il quale, per di più, in virtù dei poteri straordinari legati alla gestione commissariale, è stato insediato senza una preventiva indagine di impatto ambientale e con una gara che ha preferito la soluzione tecnologica peggiore.


In merito alla questione delle mega-discariche, che hanno visto Bertolaso oggetto di contestazioni indecorose da parte dei cittadini di Ariano Irpino, non possiamo che deplorare e condannare con fermezza qualsiasi atto di violenza.

Ma, con la stessa fermezza, vorremmo precisare che consideriamo un atto di gravissima irresponsabilità la scelta commissariale di utilizzare, come luoghi di raccolta del tal quale, alcune zone campane protette, quali l'oasi del WWF di Persano o il parco nazionale del Vesuvio a Terzigno o ancora cave dismesse e non geologicamente idonee, alcune volte addirittura già sature di rifiuti seppelliti illegalmente.

A tutta birra... camion camuffati per il trasporto di birra traportano ecoballe in una delle megadiscariche del giuglianeseIl professor Giam Battista de'Medici, Geologo applicato ed Idrogeologo, chiamato come consulente dalla struttura di Bertolaso nei mesi di gennaio e febbraio di quest'anno, aveva suggerito, come nuove discariche, luoghi facilmente reperibili in località Vallata in provincia di Avellino, geologicamente idonei e lontani da falde idriche, coltivazioni e zone abitate e non sottoposti a vincoli ambientali. Le sue proposte avevano ottenuto il consenso di tutte le componenti dello staff tecnico ed il via libera da parte delle Apat, ma sono state alla fine preferite soluzioni che richiederanno spese enormi per la sola messa in sicurezza e comporteranno danni incommensurabili per l'ecosistema dei territori coinvolti; soluzioni giustificate spiegando che si erano scelti siti che necessitavano di riqualificazione ambientale, in quanto cave dimesse non bonificate.

Il ripristino morfologico delle aree da cui vengono estratti materiali è imposto dalla legge, tuttavia farlo con i rifiuti sembra una beffa paradossale.


Ma il punto su cui abbiamo registrato il maggior numero di critiche, da parte dei suddetti amministratori, riguarda l'opposizione di associazioni ambientaliste e comitati civici all'utilizzo degli inceneritori, proposti oggi da una certa classe come la panacea definitiva per l'uscita dall'emergenza rifiuti campana.

In primo luogo ci preme una considerazione di carattere generale: le materie prime non sono una risorsa a disponibilità infinita, per cui i prodotti che da esse derivano andrebbero il più possibile recuperati e riciclati, non bruciati. Già questa banalissima considerazione rende a nostro avviso totalmente illogica e superata la soluzione di incenerire i rifiuti.

Siamo infatti certi che una seria raccolta differenziata "porta a porta", unitamente ad una diminuzione della produzione a monte dei rifiuti (riduzione degli imballaggi, utilizzo di contenitori riutilizzabili e/o biodegradabili, ecc), renderebbe pressoché sovradimensionato, se non del tutto inutile già il solo termovalorizzatore di Acerra.

Riteniamo che la strada per un'efficiente raccolta differenziata sia esclusivamente quella del porta a porta, basata sull'organizzazione per Municipalità, la responsabilizzazione diretta dei cittadini e degli addetti ai lavori e la gestione capillare del servizio. L'esperienza insegna che si possono raggiungere percentuali di raccolta differenziata del 60-70% anche in contesti urbani difficili e in poco più di un anno.

In Campania esiste però prima di tutto un grave problema, costituito dalla mancanza, nel ciclo rifiuti, di un adeguato numero di impianti di compostaggio, tramite i quali sarebbe possibile recuperare immediatamente fino al 30% della produzione di rifiuti, evitando oltretutto il pericolo da epidemie causato dal rifiuto umido lasciato marcire per strada.


L'ecomostro di AcerraQuanto alla pratica dell'incenerimento è noto che migliaia di medici in tutta Italia si siano chiaramente espressi contro tale soluzione inutile e nociva, spesso con documenti votati all'unanimità dagli Ordini Professionali. Dagli impianti d'incenerimento vi è infatti un'indiscutibile emissione di sostanze inquinanti, tossiche e cancerogene, quali metalli pesanti, diossine (ridotte in quantità ma non eliminate dall'alta temperatura) e furani e da numerosi studi epidemiologici risulta l'aumento statisticamente significativo di neoplasie quali sarcomi, linfomi Non Hodgkin, tumori ormono correlati, neoplasie polmonari e infantili nelle popolazioni residenti in prossimità di tali impianti.

Le ceneri solide residue prodotte da un inceneritore sono ben il 30% del volume dei materiali inceneriti, e dall'incenerimento vengono originate grandissime quantità di polveri fini altamente tossiche, che necessitano di essere filtrate e conferite in discariche speciali e completamente impermeabili.

In particolare, a causa delle elevate temperature di esercizio necessarie a ridurre l'effetto diossina, gli inceneritori sono enormi produttori di particolato ultrafine (da PM 2.5 a PM 0.1) per il quale, come descritto ampiamente in letteratura, non esistono al mondo sistemi di filtraggio capaci di evitare che esso venga liberamente immesso nell'aria e viaggi per chilometri. Tale particolato presenta una patogenicità che cresce in modo quasi esponenziale con il diminuire del diametro (la massa di una particella PM 10 corrisponde a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron) ed è in grado di passare rapidamente dagli alveoli polmonari di chi lo respira al torrente circolatorio, raggiungendo tutti gli organi vitali e riuscendo nei casi estremi perfino a penetrare nel nucleo delle cellule, senza ledere la membrana che le avvolge.

Su questo tema, come è noto, il Ministero dell'Ambiente ha recentemente richiesto I'istituzione di un'apposita Commissione che, potesse rispondere in modo chiaro, al fine di mettere il Governo e le Istituzioni nelle condizioni di poter conoscere la reale dimensione del fenomeno delle nanopolveri, I'incidenza di queste su ambiente e salute umana, nonché I'adeguatezza dei sistemi di contenimento delle stesse. Nella relazione conclusiva la commissione prende atto dell'esistenza di pubblicazioni nella letteratura scientifica internazionale che ne indicano un possibile effetto dannoso sulla salute umana e che, inoltre, per le classi d'inquinanti persistenti, con velocità di degradazione inferiore a quella di immissione in ambiente, il rispetto dei limiti di emissione potrebbe non essere adeguato ad evitare nel tempo l'accumulo ambientale.


Nel merito infine dell'invito rivolto a rappresentanti religiosi campani, a "tenere messa e a non occuparsi d'altro", crediamo che nessun amministratore possa arrogarsi il dritto di insegnare, tanto più se fatto con toni arroganti e irriguardosi, cosa debba o non debba fare un pastore. L'essere cristiani (laici e pastori) si concretizza nella testimonianza al Dio di Gesù, Dio dei deboli, dei poveri e dei diseredati, tramite l´amore per gli ultimi, la fame e sete di giustizia, l'obbedienza alla verità, la mitezza evangelica, che non è il voltare lo sguardo dall'altra parte, ma la nonviolenza attiva: la messsa in pratica dunque, come testimoniato ad esempio dall'opera missionaria, del messaggio divino, a fianco dei deboli e per la difesa del diritto alla vita.

In quest'ottica gli interventi di padre Alex Zanotelli, del vescovo Raffaele Nogaro e per ultimo del cardinale Crescenzio Sepe sul tema rifiuti dimostrano una capacità di ascolto dei problemi dei cittadini, che molto spesso non si riscontra nella maggior parte della politica, frequentemente sorda alle più elementari istanze della società civile.


Comitato Allarme Rifiuti Tossici (WWF campania, Greenpeace Napoli, Amici di Grillo Napoli, PeaceLink Campania, Asssise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia)

Associazione Medici per l'Ambiente


 


 


Note:



 


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categoria:salute, società, rifiuti, rifiuti ed ambiente
domenica, 24 giugno 2007

Lettera alla redazione de La Sicilia


Su La Sicilia del 21 giugno scorso, si legge a pag.7 un articolo di Tony Zermo, uno di Paolo Mangiafico ed un'intervista a Felice Crosta di Lillo Miceli sugli inceneritori che ci lasciano esterrefatti per le inesattezze e per le posizioni di parte in essi assunte. Zermo afferma che gli inceneritori in Italia ed Europa esistono da 20 anni, ma sconosce che negli USA, dove sono stati costruiti negli anni '60 facendo i nostri stessi errori, non se ne costruiscono più da 20 anni, ed hanno adottato la raccolta differenziata (di certo non vivono in mezza alla spazzatura come in Campania) e definendo l'incenerimento da epoca dei dinosauri.


Zermo afferma che "le ultime versioni (degli inceneritori) si sono dimostrate affidabili", ma in base a quali dati scientifici? I dati scientifici noi li abbiamo prodotti al Ministero dell'Ambiente e della Sanità ed all'Assessorato Regionale all'Ambiente e dimostrano il contrario. Dal Ministero e dall'Assessorato solo generiche dichiarazioni verbali che gli inceneritori sono innocui (si guardano bene dal metterlo per iscritto). Tanto in Italia non paga mai nessuno: esempio i mesoteliomi pleurici da amianto e per ultimo il mercurio dove Syndial, anche se risarcisce lo fa a titolo "di ristoro per le famiglie" escludendo ogni propria responsabilità. Eppure in entrambi i casi esiste una vastissima letteratura scientifica che li inchioderebbe, ma i processi solamente in Italia finiscono nel nulla o neppure iniziano dopo lunghe istruzioni.


Lo sa lo Zermo che anche le versioni "affidabili" sono sprovviste di filtri capaci di bloccare le nanoparticelle, responsabili delle peggiori patologie? I filtri bloccano fino a particelle di 10µ (10 millesimi di millimetro), le nanoparticelle sono 0,1/0,2µ (ciò a causa dei 1200°C del tanto decantato post-combustore), né ci sono attualmente leggi che ne impongano la misurazione.


Lo Zermo afferma che "Se non ci fossero" gli inceneritori "non sapremmo liberarci dai rifiuti"; è una menzogna! Infatti esiste la raccolta differenziata e sono operanti in tutta Europa sistemi di trattamento che non impiegano l'incenerimento come i TMB (Trattamenti Meccanici Biologici), che operano a temperature intorno ai 70°C (non ai 1200°C degli inceneritori) alle quali temperature le diossine ed i benzofurani non si possono formare, che non producono i 300 kg di ceneri pericolose per tonnellata di rifiuti inceneriti, che non producono nanoparticelle e non immettono in atmosfera le pericolosissime ceneri volanti e milioni di tonnellate di CO2 alla faccia del protocollo di Kyoto.


Lo sa lo Zermo che la costruzione di un TMB si realizza in metà del tempo necessario alla costruzione di un inceneritore e che costa 10 volte in meno rispetto ad un inceneritore?


Ancora lo Zermo sostiene che il sovradimensionamento dei 4 inceneritori siciliani potrebbe far "sorgere il sospetto che si vogliano smaltire in Sicilia anche i rifiuti di altre Regioni", ma questo "porterebbe vantaggi alla comunità locali e alle casse della Regione". Ma a noi siciliani è chiaro che senza dubbio aumenteranno le patologie respiratorie croniche, i tumori e le malattie cronico-degenerative così come sta succedendo dove ci sono altri inceneritori e zone altamente industrializzate e che aumenterà il deficit di cassa della già tanta disastrata Sanità siciliana.


Infine lo Zermo "dimentica" di riferire che gli inceneritori siciliani sono stati autorizzati a bruciare, oltre ai rifiuti urbani anche rifiuti speciali, come da clausola voluta dal Cuffaro nel marzo 2006, aggiunta al contratto stilato tre anni prima fra ATO e gestori degli inceneritori.


Il Mangiafico invidia i cittadini di Augusta che col loro inceneritore "griffato" dall'architetto giapponese Kenzo Tange, uno degli studi di architettura più importanti del mondo (progetto e griffatura naturalmente a carico di chi conferirà la spazzatura) "sarà meta di turisti" come avviene in Austria dove l'inceneritore "rappresenta l'orgoglio di Vienna", a Barcellona, a Copenaghen, a Brescia come dire altro che Megera Iblea, Hangar, forti Garcia e Vittoria, qui abbiamo l'inceneritore più griffato d'Europa e ne siamo orgogliosi, ma si dimentica di dire che questi sono stati costruiti prima del 2004, quando ancora non erano conosciuti gli studi internazionali sugli effetti devastanti del nanoparticolato e si parlava solo e genericamente di diossine. A proposito, secondo gli ultimi dati della comunità scientifica, si stima che, al momento, sono conosciuti circa il 10% delle sostanze prodotte ed emesse dagli inceneritori.


Infine dall'intervista di Lillo Miceli al "superdirigente Felice Crosta", per intenderci quello che percepisce dalla regione Sicilia per il suo lavoro 1.500 euro al giorno, braccio destro di Totò Cuffaro, abbiamo appreso che la raccolta differenziata in Sicilia sarà il 20% entro il 2007 per arrivare al 30% nel 2008, al 50% nel 2009 e al 60% nel 2010. Ma c'è qualche cittadino disposto a credere che lo stesso Crosta, che dopo 7 anni di superdirigenza (sempre con 1.500 EURO/giorno) non è riuscito a portare la raccolta differenziata in Sicilia oltre il valore medio del 5,5% ora ci riuscirà? O davvero credono che ai Siciliani si possono raccontare le frottole che vogliono?


Augusta, 22 giugno 2007


Prof. Luigi Solarino Presidente di Decontaminazione Sicilia


Dott. Giacinto Franco componente equipe sanitaria di Decontaminazione Sicilia


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categoria:ambiente, salute, informazione, rifiuti ed ambiente
venerdì, 25 maggio 2007














2007-05-23 21:21


'MERDA D'ARTISTA' RECORD MARCHIO DI MANZONI






ROMA - Gli esperti hanno rilevato che Merda d'artista di Piero Manzoni, di cui è stato battuto da Sotheby's un esemplare a 124.000 euro (ANSA)




Questa notizia dell'altro ieri, mi ha incuriosito, l'artista ha inscatolato solo 90 barattoli ed ogn'uno ha questo "valore"?




Potremmo provare tutti ad imitarlo, facendo "merda di operaio", "merda di impiegato" e su su fino a "merda di politico", specificando, nell'etichetta quantità e qualità, magari non raggiungeremo mai tale "quotazione", ma sulla quantità (90, 900, 9000, ecc. ecc.) potremmo raggranellare un buon guadagno.










E' PROPRIO VERO LA MERDA A VOLTE VALE PIU' DELL'ORO




D'altronde (chi se ne intende) sa bene quanto guadagno si può ottenere anche dai rifiuti, non nel senso che intendiamo noi, riciclando tutto, ma in tutta la catena dei rifiuti (appalti per la raccolta, approntare le discariche, fare le eco-balle (sic) costruire inceneritori), tutto senza controlli, con costi pazzeschi e sovvenzioni milionarie.




C'è l'emergenza, non si può sottilizzare, c'e il rischio del colera, belano tutti (politici, commissari e giornalisti). ed intanto pensano che passata questa di emergenza, dopo ci sarà l'altra da gestire, per risanare, per bonificare i disastri ambientali che si andranno a causare.(vedi situazione di Napoli)




L'ambiente? La salute pubblica? L'incolumità della gente? Che vuoi che conti! 




Chi osa pensar diversamente, prospettando altre soluzioni, e sopra tutto che bisognerebbe ricercare e punire i responsabili di questo disastro (che non sta solo a Napoli), è un nichilista, va bastonato (spinto dice il ministro Amato,  amato da chi?) e se insiste imprigionato.




VIVA LA DEMOCRAZIA?




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categoria:satira, salute, rifiuti ed ambiente
sabato, 19 maggio 2007

ISOLA DELLE FEMMINE ESPOSTO DENUNCIA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA PER INQUINAMENTO AMBIENTALE

Il Comitato Cittadino Isola Pulita comunica, di ricevere in un continuo crescendo decine e decine di telefonate da parte dei cittadini allarmati per lo stato di inquinamento, causato forse dalla Italcementi di Isola delle Femmine .(continua)


Intanto a Napoli si sta svolgendo la manifestazione (CLICCA) 


ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA DIFESA DELL'AMBIENTE E LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI, CHE STA' AVENDO LUOGO A  NAPOLI, CI SIAMO CON I NOSTRI RAPPRESENTANTI: MARIO G., GIULIA G. E PAOLO G. (DECONTAMINAZIONE SICILIA).


A Biancavilla si è costituito il "comitato di lotta" contro le bollette dei rifiuti (con aumenti esosi).


Personalmente, penso che la politica errata del "piano dei rifiuti regionali" e l'aver costituito un eccessivo numero di ATO, non ha fatto altro che aumentare in modo esagerato i costi, senza migliorare il servizio, anzi se facciamo un giro nella cerchia periferica del paese, troviamo molte "discariche".


Infine, segnalo il blog dell'amico Alex, (di Napoli) CLICCA 
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categoria:ambiente, salute, rifiuti ed ambiente