domenica, 02 marzo 2008


STRAGE A GAZA, RIUNIONE URGENTE CONSIGLIO SICUREZZA ONU



Circa 60 i palestinesi uccisi, almeno nove avrebbero un'età compresa fra 12 e 17 anni, 150 i feriti. Combattimenti in corso nel nord della Striscia.

 


Vilnai ieri, aveva preannunciato ..... i palestinesi si espongono al rischio di una 'shoah' ancora piu' grande''.



Abu Mazen (Mahmud Abbas),ha dichiarato: ''Quello che sta accadendo a Gaza e' peggio di un Olocausto'' .
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categoria:politica, medioriente, stragi
martedì, 03 luglio 2007

CrisCani e MusulGatti

Non siamo altro che animali che si azzuffano

Nicola Brusco
1 luglio 2007



Tutto iniziò quando un giornale a tiratura nazionale riportò la notizia che tutti i gatti del mondo provengono dalla Mesopotamia.



Sarebbe stata una delle tante innocue notiziole estive, se qualche gatto più pignolo degli altri non avesse letto tra le righe la necessità di recuperare un senso di appartenenza a una matrice culturale comune. In fondo, se tutti i gatti provenivano dalla Mesopotamia, significava che la loro origine era in Medio Oriente, regione del mondo dalla storia gloriosa, e in particolare in Iraq, povero Paese martoriato dalle angherie dei prepotenti.



Qualche felino intellettualoide preconizzò uno scontro di civilità contro i cani, eterni nemici dei mici: in fondo, chi meglio di loro rappresentava la decadenza dell'Occidente, con le loro catene, la loro aggressività e i loro morsi ai danni dei gatti?



Altri mici, sensibili a queste posizioni, passarono all'azione pretendendo il riconoscimento della loro specificità all'interno di un mondo multirazziale fatto anche di pesci rossi e criceti.



Gatti domestici che fino a poche settimane prima non si sarebbero mai sognati di ribellarsi ai loro padroni pretesero scatolette di tonno e manzo, poichè il maiale era animale impuro; altri chiesero e ottennero cucce fatte a forma di moschea; altri ancora (i famosi KatMikaze) mettevano in atto azioni terroristiche utilizzando le sabbiere come potenti armi chimiche. Dall'alto di un minareto di scatolette Friskas, un gatto imam li incitava all'odio e alla guerra santa.



I cani non potevano stare a guardare impotenti. Un Pastore Tedesco molto devoto invitava inutilmente all'amore e alla collaborazione tra le specie, ma nel frattempo i boxer ringhiavano, i levrieri ululavano e squadre di bastardini percorrevano le strade in cerca di qualche gatto da punire. Persino i tranquilli San Bernardo dicevano che sì, da quella razza c'era sempre da aspettarsi qualche fregatura.



Alcuni mastini presero allora in mano la situazione, dichiarando l'inizio della guerra al GatTerrorismo. Tutti gli animali, cani e gatti, criceti e tartarughe, dovevano essere contati, schedati e catalogati. Nessuno poteva sfuggire alle maglie di una polizia canina efficiente e inflessibile. Chi già portava una catena non notò la differenza; gli altri si dovettero adeguare.



Eppure, non si sa come, accadde ancora che qualche sabbiera satura di gas esplodesse facendo strage di cuccioli. Qualche gatto veniva arrestato e i mastini, in conferenza stampa, affermavano che era solo grazie a loro che i danni erano stati così contenuti. Gli altri animali, per paura, non cercavano più di ribellarsi.



Ma un bel giorno un siamese appassionato di libri (un topo di biblioteca, se non fosse che era un gatto) fece una ricerca accurata e scoprì che quel famoso articolo su quel giornale a tiratura nazionale che aveva scatenato tutto quel putiferio era incompleto.



Tutte le bestie in realtà provenivano dalla Mesopotamia: essa era la culla di ogni civiltà animale. Perfino gli uomini, le bestie più bestie di tutti, venivano da là. Ma allora, se erano tutti figli della stessa Terra, che senso aveva massacrarsi a vicenda?



Il siamese corse dal capo mastino per raccontargli la sua scoperta. "Capo Mastino! Capo Mastino!" "Che c'è?" "L'articolo che ha scatenato il pandemonio tra cani e gatti è incompleto!" "Certo che lo so, maledetto cretino. L'ho scritto io."



Il siamese fu sbattuto in galera per sette ergastoli (uno per ciascuna delle sue sette vite) a pane e latte. Il mondo dei cani e dei gatti, da allora, conobbe un lungo, buio, triste medioevo di dolore e ignoranza.



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categoria:politica, satira, pacifismo, medioriente
mercoledì, 28 marzo 2007











Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi Liberate anche loro!








EZIO MAURO SCRIVE ALL'AMBASCIATORE DELL'AFGHANISTAN




Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.







Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.







Oggi, domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.







Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi cinque giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.















* Presidente di Emergency (appello pubblicato sul sito http://www.peacereporter.net)


Aggiornamento:


I Talebani hanno assassinato Adjmal Naskhbandi, il giovanissimo interprete da cui si era fatto affiancare Mastrogiacomo per portare avanti il suo lavoro; intanto Rahmatulah Hanefi, il mediatore di Emergency che aveva operato per la liberazione del nostro giornalista, è detenuto nelle carceri afgane. Dopo due morti, prima l'autista ed ora l'interprete, ci auguriamo che il governo riesca a riportare a casa Rahmatulah, l'unico atto di giustizia possibile in una vicenda che ha visto fino ad ora calpestate giustizia e pietà. Ma non solo: il governo italiano, che tiene in Afghanistan uomini e mezzi per curare, proteggere, difendere e ricostruire, non può assistere inerme ad un arresto ingiusto ed ingiustificato. (www.comunisti-italiani.it)

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martedì, 14 novembre 2006

AGGIORNAMENTO:

Diliberto: Palestina. Pdci a Roma e Milano.

Fermare il massacro

 

Roma 17 novembre 2006

La  grave situazione venutasi a creare in Palestina e in tutto il Mediterraneo impone il massimo sforzo per una mobilitazione di tutte le forze che hanno a cura la pace e il diritto dei palestinesi alla autodeterminazione. Il movimento pacifista chiede all’Unione e al governo Prodi  un impegno diretto, di concerto con l’Unione europea, per fermare il massacro in Palestina, per ristabilire un clima di pace e di rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani in tutto il Medioriente, a partire dalla nascita di uno stato libero, democratico e  indipendente di Palestina, come del rispetto del popolo libanese. Solo questa è la strada per garantire pace e sicurezza ad Israele: due popoli e due Stati. Riteniamo che di fronte a questa situazione sia auspicabile  la massima unità dei movimenti e delle forze politiche che lavorano per la pace e per i diritti del popolo palestinese. A tal fine abbiamo aderito sia alla mobilitazione di Roma che chiede azioni concrete di pressione internazionale per riportare Israele sulla via del dialogo e della trattativa di pace, che alla manifestazione di Milano che ci impegna per un’azione comune di pacificazione per tutto il Medioriente. Lo facciamo nella convinzione che questo sia il momento della necessaria unità e collaborazione per raggiungere gli obiettivi comuni più che per sottolineare le legittime differenze di opinione nel movimento e nella politica.

Da www.comunisti-italiani.it

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categoria:politica, pacifismo, medioriente
sabato, 21 ottobre 2006

Gabriele Torsello libero!

DOMANI SCADE L'ULTIMATUM

 

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Di Gabriele Torsello, l'italiano rapito in Afghanistan nove giorni fà, si parla il meno possibile, un rapito di serie B?
Ho ricevuto una mail da Gennaro Carotenuto, che rilancio, perche trovo, anch'io assurdo il comportamento dei "media", del Governo e del popolo pacifista, ma ancor di più l'indifferenza generale.
Speriamo domani di non avere brutte notizie.

Aggiornamento (03-11-2006):
Gabriele Torsello, il fotoreporter rapito il 12 ottobre scorso in Afghanistan, è stato liberato stamani. "Sto bene, sto bene, vi amo tutti". Con queste parole Gabriele Torsello ha salutato telefonicamente poco fa tutti i suoi famigliari che attendevano sue notizie nella casa di Alessano, nel Salento. "Gabriele ci ha chiamati poco fa - racconta la sorella Valentina - era molto emozionato e non faceva altro che ripetere: 'sto bene, sto bene, vi amo tutti'". Torsello si trova da pochi minuti nei locali dell'ambasciata italiana a Kabul. Lo hanno riferito fonti nella capitale afgana.

 

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venerdì, 25 agosto 2006

PERCHE' IN PALESTINA NO?

"Abbiamo sempre chiesto che una forza internazionale venga schierata in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza", ha detto il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat.

"L'idea di inviare truppe Onu nella Striscia di Gaza è stata attualmente ventilata . Ma penso che se le cose andranno bene in Libano, un processo analogo potrebbe cominciare anche nella Striscia di Gaza", ha detto D'Alema al quotidiano israeliano (Haaretz).

Il portavoce del ministro degli Esteri israeliano, Mark Regev, ha precisato che lo stato ebraico storicamente si è opposto a un coinvolgimento internazionale nei territori palestinesi, ma al tempo stesso non l'ha escluso.

Ad onor del vero, "al confine tra la striscia di Gaza e l'Egitto c'è un valico di frontiera, in una zona rocciosa e desertica: il valico di Rafah, che dalla metà di novembre 2005, meno di un anno fa, la cosiddetta "assistenza" al valico viene fatta da una missione europea, comandata dal generale dell'Arma dei Carabinieri Pietro Pistolese (....si dice che dia troppa libertà agli israeliani e troppa poca ai palestinesi)". (Da:  www.alex321.splinder.com.)


Comunque, al confine con l'Egitto, l'idea del nostro ministro D'Alema di vigilare i confini (quali? visto che Israele li sposta sempre) tra Israele e Palestina con le forze ONU, dovrebbe essere attuata immediatamente per porre fine alle continue incursioni ed omicidi che continuamo ad attuare (qui, il cessate il fuoco non è stato contemplato, nella risoluzione ONU?).

"Carta geografica, che confronta il prima (della seconda guerra mondiale),  il dopo e l’oggi". (da: www.almost58.splinder.com)


 

 

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mercoledì, 16 agosto 2006

LA TREGUA REGGE. ISRAELE AVVIA IL RITIRO  (Ansa)

Libano Israele






 
Queste le notizie, confortanti, i profughi tornano, gli israeliani si ritirano, i soccorsi internazionali cominciano a poter operare.
Alcune considerazioni:
1 - La forza "brutale", non basta a risolvere i problemi;
2 - Alla fine "vincitori e vinti" dovrebbero ammettere l'assurdità ed atrocità, che ha provocato oltre 2000 morti, milioni di profughi, il terrore in tutte le popolazioni civili dei 3 stati (Libano, Israele e Palestina), quindi è stata una sconfitta complessiva, una sconfitta della civiltà;
3 - Il nuovo ordine nel Medio-Oriente, non può essere a senso unico nè si può imporre con le armi;
4 - La necessità che venga ripensata e rifondata l'ONU (non più il circolo dei furbi o potenti), ma un organismo democratico che abbia dei poteri effettivi.
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categoria:pacifismo, medioriente