giovedì, 12 giugno 2008
OMICIDI SUL LAVORO



Catania, 11 giu. - (Adnkronos) - Una nuova strage sul lavoro si è verificata oggi a Mineo, in provincia di Catania. Sei operai che stavano pulendo una vasca in un depuratore consortile del paesino etneo a 35 chilometri dalla città etnea sono morti per aver respirato le esalazioni tossiche sprigionate dal depuratore.



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Alla lunga lista dei MORTI PER IL LAVORO che già dall’inizio dell’anno sono solo in Sicilia già una cinquantina si aggiungono questa volta 6 operai, 4 operai comunali di Mineo e 2 di una ditta di Ragusa.







 






Serve ciò che chiediamo da tempo per dire davvero BASTA MORTI SUL LAVORO:






una legge che colpisca davvero chi è causa di queste morti e causa della mancanza di sicurezza nei posti di lavoro che produce ogni anno anche un milioni di incidenti e tantissimi lavoratori, che quando non muoiono, rimangono storpiati per sempre.






Non bastano certo le parole di cordoglio e solidarietà di personalità istituzionali a lenire il terribile dolore delle famiglie colpite.






 






Per essere credibili si deve agire CONCRETAMENTE SULLE CAUSE VERE. I bei discorsi, servono spesso a coprire le gravi responsabilità e si dimenticano già all’indomani.






 






Noi pensiamo da sempre che sia necessaria la mobilitazione di tutti i lavoratori e lavoratrici, operai ed operaie, precari e precarie per cambiare dalle radici un sistema che produce morti.




 




Sin da domani saremo davanti alle fabbriche e nei posti di lavoro per chiamare tutti i lavoratori a mobilitarsi e a partecipare alla manifestazione nazionale a Roma il 20 GIUGNO prossimo, al presidio/assedio al Ministero del Lavoro, indetta dalla Rete Nazionale per la Sicurezza sui posti di lavoro  in cui incontreremo il Ministro Sacconi.




 




Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro




 




bastamortesullavoro@domeus.it




 




riferimento per Palermo:




cobas_slai_palermo@libero.it - 3387708110




 




 Il 20 GIUGNO A ROMA: PRESIDIO AL MINISTERO DEL LAVORO







E´ STATA INDETTA DALLA RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL 20 GIUGNO A ROMA, SULLE SEGUENTI PAROLE D'ORDINI:







- basta morti sul lavoro, giù le mani dal testo unico sulla sicurezza che va applicato e migliorato non peggiorato e svuotato,



- la precarietà uccide, basta con i contratti di lavoro precari che mettono in condizioni di pericolo e morte i lavoratori,



- diritto di cittadinanza per tutti i lavoratori immigrati







la manifestazione consisterà in un presidio per tutta la giornata sotto il Ministero del lavoro, a cui è stato richiesto un incontro, nel quale parleranno i rappresentanti dei lavoratori e della rete nazionale, i familiari delle vittime sul lavoro, le organizzazioni sindacali di base che organizzano precari e disoccupati i comitati immigrati e tutti coloro che vi aderiranno ci saranno anche musica e interventi di artisti solidali, finora è certa la presenza di:







operai e delegati ThyssenKrupp torino con Ciro argentino



delegati rls operai e familiari ilva di taranto



operai e lavoratori Polimeri e precari Ravenna



comitato 5 aprile per il lavoro sicuro Roma



assemblea lavoratori autoconvocati roma



USI ait roma e nazionale



slai cobas per il sindacato di classe



operai e lavoratori porto marghera



cobas dalmine bergamo



operai e delegati Bonduelle bergamo



comitato lavoratori trasporti torino



sindacato lavoratori in lotta napoli



comitato immigrati roma e napoli



operai e lavoratori porto marghera mestre venezia



tecnici prevenzione e ispettori roma taranto



operai e lavoratori precari e cantieri navali palermo



Ciro Crescentini sindacalista licenziato dalla CGIL



istituto tumori milano e rappresentanze comitato no expo Milano



attrice contro roma



teatro delle ceneri bologna



associazione writers nazionale







le adesioni sono aperte a tutti e vanno comunicate a



rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro



bastamortesullavoro@domeus.it           per contatti immediati  Palermo 3387708110







OPPURE, RIPRISTINIAMO LA SCHIAVITU'




In questi giorni, invece di parlare di norme di sicurezza e delle pene da infliggere ai datori di lavoro per questi "OMICIDI SUL LAVORO" o di ridistribuire la ricchezza con salari e stipendi adeguati, si discerne sull'opportunità di dare la possibilità di fare 60 ore lavorative a settimana (10 ore al giorno, compreso il sabato) per poter arrivare a fine mese, visto che un semplice operario o impiegato, non ce la fà, aumentando in tal modo i rischi per la incolumità che la stanchezza aumenterebbe.













Allora... sarebbe meglio ripristinare la schiavitù.




essendo una proprietà del datore/padrone, forse avrebbero più riguardo a preservare una "proprietà propria".




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martedì, 29 aprile 2008


1 MAGGIO/ LE MANIFESTAZIONI IN SICILIA

A Portella della Ginestra comizio di Enrico Panini



Palermo, 29 apr. (Apcom) - Manifestazioni si svolgeranno in tutta la Sicilia il primo maggio, festa del lavoro, su iniziativa di Cgil Cisl e Uil. A Portella della Ginestra, dopo la deposizione di fiori alle 9.30 nella cappella dei caduti del cimitero comunale di Piana degli Albanesi, ci sara' il tradizionale corteo che muovera' alle 10 dalla Casa del popolo per raggiungere il luogo della strage di 61 anni fa. Qui, Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil, terra' il comizio.

Corteo anche a Raccuja (Messina), alle 11, seguito dal comizio del segretario confederale della Cgil Sicilia, Pippo Di Natale.

A Raffadali (Agrigento) l'appuntamento e' alle 16.30 a piazza Progresso per la manifestazione e i comizi dei segretari della Cgil e della Uil locali e del segretario generale della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava. Sempre a Raffadali ci sara' anche il festival dei carri dei mestieri e in serata un concerto a piazza Progresso. Manifestazioni per celebrare la ricorrenza sono in programma anche a Campobello di Mazara e Valderice (Trapani) e Petralia

23042008(015)Il primo maggio del 1947

Circa 2000 lavoratori si riunirono a "Portella delle ginestre" presso la Piana degli Albanesi per manifestare contro il latifondismo  e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l'Assemblea Regionale.

Su questa gente, prevalentemente contadini, partirono, dalle colline circostanti, delle raffiche di mitra che lasciarono sul terreno 11 morti (9 adulti e 2 bambini).

Una strage, attribuita al bandito Salvatore Giuliano, ma che era frutto dell'intreccio mafia - politica.
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venerdì, 04 aprile 2008



"I have a dream"


(di Martin Luter King)




Un sogno che, mentre io festeggiavo il mio 17° compleanno, hanno cercato di cancellare con una fucilata che uccideva Martin Luter King.



Io ho un sogno simile, che malgrado le disillusioni, è sempre vivo, un sogno realizzabile  con l'impegno di ognuno di noi singolarmente ed uniti con  solidarietà.

Un sogno per i diritti, la pace, il lavoro.



1) I diritti, che soprattutto nel meridione, sono stati sempre negati, i diritti promessi e scambiati in modo clientelare, merce di scambio elettorale.



Il diritto alla scuola, avere strutture idonee e che diventino “luoghi aperti di cultura”, senza “numeri chiusi” gestiti da politici e “baroni” delle università.



Il diritto ad avere una buona e competente sanità, senza sprechi per favorire i soliti “amici”, ma efficiente e che possa prevenire e curare tutti.



Il diritto ad una migliore vivibilità, salvaguardando il territorio e l’ambiente, la sicurezza e la salute pubblica.



Il diritto alla sicurezza, contro la sopraffazione arrogante del più debole e la certezza delle pene per chi delinque.



2) La pace, tanto sbandierata e tradita e violentata da interessi di parte e da una cultura sempre più “militarizzata”.



Il mondo è pieno di conflitti e repressioni interminabili, che sarebbe lungo elencare, ma che sussistono, anzi vengono incentivate dai cosiddetti paesi “civili”, per il controllo del territorio, la vendita di armi e per poter meglio depredare le risorse dei paesi più poveri.



3) Il lavoro. per una giusta rivalutazione del lavoro, intesa non solo mezzo di sopravvivenza (non basta nemmeno a ciò), ma come fonte di produzione di ricchezza, da ridistribuire in modo equo.



Il lavoro che dia speranza nel futuro, scisso da logiche di profitto incontrollato, eliminando tutte quelle forme interinali e di precarietà.



Il lavoro che metta al centro il lavoratore, le sue doti, la sua intelligenza, la sua creatività e soprattutto la sua incolumità.



Il lavoro che non si trasformi in una condanna a morte, come l’interminabile sequela di “omicidi” ed invalidità, di cui ogni giorno apprendiamo, per mancanza di un severo controllo alle norme di sicurezza e la spregiudicata insensibilità di certi imprenditori.



Questo è il mio sogno, che ancora adesso dopo 40 anni, mi porta a lottare giornalmente per tutto ciò, testimone di un modo di vivere libero, nel rispetto delle diversità di idee, di appartenenze politiche, di religioni o popoli.

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categoria:politica, lavoro, informazione, società, solidarietà
giovedì, 06 marzo 2008

DA  LA RINASCITA


Segnalo questi articoli da La Rinascita della sinistra, che danno una visione della realtà politica odierna.














q-walter_silvioBerlusconi e Veltroni già ci pensano




(5.3.08) - «Se la maggioranza al Senato non sarà ampia, io non farò come Prodi» ha dichiarato Silvio Berlusconi riaprendo così il balletto delle larghe intese con il Pd di Veltroni




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q-thyssen_danninew



Accusa di Guariniello, Molfetta in piazza per i 5 morti




(6.3.08) - La strage alla Thyssenkrupp di Torino poteva essere evitata, è quello che ha riferito il procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, durante l'audizione di ieri davanti alla commissione d'inchiesta del Senato sugli incidenti sul lavoro






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q-lavoratori_stagionaliPagliarini, opposizioni inaccettabili da parte di chi ha gravi responsabilità




(5.3.08) - Giovedì mattina il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il decreto legislativo sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, ma arriva la durissima opposizione di Confindustria




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q-tempi_moderni2Continua l'offensiva contro i lavoratori, Berlusconi e Veltroni complici




(5.3.08) - Il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo è dichiarato nullo ed il datore di lavoro è tenuto a reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro




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categoria:politica, lavoro, stragi
sabato, 15 dicembre 2007

MORTI SUL LAVORO ED ILLEGALITA' A CATANIA




Ricevo dall'amico Giovanni Bronzino:







AnnoZero, 13/12/2007



 



Santoro ha trovato il filo rosso che in questo paese lega i morti della ThyssenKrupp al degrado di Catania. Imperdibile. Guarda qui: mmshttp://www.annozero.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067115,00.html#

 



Un Paese senza










“Basta con le lacrime, fine della commozione, adesso è il tempo della rabbia” dicono i compagni degli operai morti nel rogo di Torino.



La politica risponde che le leggi ci sono e bisogna farle rispettare, ma la strage silenziosa continua. E a chi spetta far rispettare le leggi?



Mentre gli autotrasportatori mettono in ginocchio il Paese, Maria Grazia Mazzola ed Elisabetta Santon ci raccontano l’assenza totale di controlli nel mercato alimentare.



Un Paese senza controlli, senza rispetto nei confronti di chi lavora, senza legalità.




Intanto, molto vicino, un'altro morto ad Adrano, un operaio di 35 anni, un'altro eroe che non è stato menzionato nemmeno sui "media", salvo poche righe nella cronaca di Catania.




Sulla situazione di Catania e provincia ci sarebbero tante altre cose da aggiungere, ma sembra che la "società", ormai conviva con queste ad altre illegalità, nella più assoluta indifferenza.




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categoria:lavoro, società
sabato, 08 dicembre 2007

alsazia 206IO, SE FOSSI DIO ........








A parte tutto ciò che enumera il grande Gaber nella sua canzone, me ne starei quassù, a correre tra le nuvole o ruzzulare tra la neve della sommità dell'Etna.








Oppure vivrei come un "ciclope" tra i boschi.








Veramente, tempo fà qualcuno, pensando di  "offendermi" mi ha definito tale visto che guardo la realtà con un solo occhio (sinistro) e spesso trasformo la mia naturale "pacatezza" in ira, contro le nefandezze che imperversano nella nostra società.








Ebbene si! se fossi Dio, sarei un Dio vendicativo, .... scaglierei saette contro chi, per il profitto non si cura dell'incolumità e della salute della gente, pietrificherei gli ingordi che derubano i popoli più deboli, farei sprofondare nell'inferno i "guerrafondai" ed insieme a loro .......... tutti i "perbenisti" incapaci di indignarsi e ..... pronti a genuflettersi.........








Sono giorni d'ira ........, dei giovani operai son morti ed altri son gravi. Tutti pronti ad esprimere la loro pietà, a scoprire questa tragedia, come fosse un qualcosa di eccezzionale. Ma purtroppo è la realtà di tutti i giorni, ........vengono uccise 4 persone al giorno ........... nell'indifferenza generale (altro che morti bianche).








Si! ........ se fossi Dio, scatenerei tutta la mia rabbia ............

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categoria:lavoro
mercoledì, 01 agosto 2007














Gli omicidi bianchi non vanno in vacanza. Tra ieri e questa mattina abbiamo avuto notizia di ben cinque morti sul lavoro nell’arco di 24 ore. Si tratta di un record tristissimo, cifre da guerra non dichiarata. Morti che si consumano mentre alla Camera si sta avviando la discussione finale, quindi ci auguriamo l’approvazione, del Testo Unico sulla sicurezza. Un tassello importante per cercare di arginare un fenomeno che appare tremendo ed ineluttabile. Il Parlamento deve fare in fretta, per tutti i lavoratori e per i moltissimi, troppi che non ci sono più.









Ogni giorno, la solita tragedia (assassinii sul lavoro), causati dall'ingordigia di "datori di lavoro" che potrebbero benissimo chiamarsi "negrieri", giacchè per avere maggiori guadagni non applicano le norme di sicurezza.

Oggi è stato varato il nuovo decreto legge per la sicurezza, ma a chè serve se poi non ci sono controlli adeguati, a che serve se non si cambia la mentalità dei "negrieri" da un lato e la cultura; anche a sinistra, di vedere il lavoro (comunque sia) come l'unica panacea, chiudendo gli occhi sulle carenze sul piano della sicurezza e sull'inquinamento ambientale, che se pur dilazionate nel tempo, provocano tragedie di gran lunga maggiori non solo per i dipendenti ma per tutta la popolazione attigua a certi stabilimenti "mostri".


Se aggiungiamo gli enormi costi per le invalidità, le malattie professionali, i danni sulla salute pubblica e nell'ambiente, beh! definire "criminali" i singoli o quelle lobby che provocano ciò non mi pare esagerato.

postato da: pieroC alle ore 23:08 | Permalink | commenti (19)
categoria:ambiente, lavoro, salute, informazione, stragi