martedì, 01 luglio 2008
IL CENTROSINISTRA VINCE

A BIANCAVILLA


IN SICILIA, SONO UNO DEI POCHI

(SE NON L'UNICO)


ASSESSORE COMUNALE COMUNISTA


glorioso1

Con il 62.27%

il Sindaco Pippo,

vince in modo

GLORIOSO
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categoria:politica, informazione
domenica, 25 maggio 2008

Biancavilla un laboratorio?Piero_assessore[1]







Da mesi abbiamo lavorato per una riunificazione dei comunisti e della sinistra biancavillese (clicca), riuscendo a fare una lista unita di comunisti e compagni di sinistra, per affrontare le elezioni comunali.



Abbiamo evitato di dividerci sul logo da mettere, ed abbiamo preferito inserire il simbolo di RC, che è molto più radicato e riconoscibile in paese.



Questa esperienza, che vogliamo continuare per il futuro, indipendentemente dagli esiti elettorali, speriamo posso essere  da esempio e da sprone per eccelerare l'unità a tutti i livelli.



Sono stato segnalato a ricoprire la carica di assessore (dicono, che nelle due passate esperienze, se pur brevi, abbia operato abbastanza bene). spero di non deludere, ma soprattutto spero di essere aiutato con consigli e progetti, dai miei concittadini e perchè no? Anche da voi amici internautici.




Grazie


Aggiornamento:


Giorno 6, 7 ed 8 Giugno


4° edizione di "VIVISIMETO"


(VEDI PROGRAMMA)

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categoria:politica, informazione
domenica, 11 maggio 2008






INVECE DI RIDURRE GLI SPRECHI,



SI RIDUCONO I SERVIZI






A Biancavilla, oggi è stato distribuito un volantino che richiede un rafforzamento del 118, e per questo motivo erano state raccolte e date all'amministrazione diverse migliaia di firme, ma nessuna risposta era stata data.



Con le affermazioni di ieri, di Lombardo, forse saremo fortunati se riusciremo a conservare quei pochi ed insufficienti servizi che abbiamo.

AGGIORNAMENTO:


Lombardo, in Rete il libro dei favori (clicca)


Da qualche giorno si può trovare in rete il presunto libro dei favori di Lombardo.

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categoria:politica, informazione, sanità
martedì, 29 aprile 2008


1 MAGGIO/ LE MANIFESTAZIONI IN SICILIA

A Portella della Ginestra comizio di Enrico Panini



Palermo, 29 apr. (Apcom) - Manifestazioni si svolgeranno in tutta la Sicilia il primo maggio, festa del lavoro, su iniziativa di Cgil Cisl e Uil. A Portella della Ginestra, dopo la deposizione di fiori alle 9.30 nella cappella dei caduti del cimitero comunale di Piana degli Albanesi, ci sara' il tradizionale corteo che muovera' alle 10 dalla Casa del popolo per raggiungere il luogo della strage di 61 anni fa. Qui, Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil, terra' il comizio.

Corteo anche a Raccuja (Messina), alle 11, seguito dal comizio del segretario confederale della Cgil Sicilia, Pippo Di Natale.

A Raffadali (Agrigento) l'appuntamento e' alle 16.30 a piazza Progresso per la manifestazione e i comizi dei segretari della Cgil e della Uil locali e del segretario generale della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava. Sempre a Raffadali ci sara' anche il festival dei carri dei mestieri e in serata un concerto a piazza Progresso. Manifestazioni per celebrare la ricorrenza sono in programma anche a Campobello di Mazara e Valderice (Trapani) e Petralia

23042008(015)Il primo maggio del 1947

Circa 2000 lavoratori si riunirono a "Portella delle ginestre" presso la Piana degli Albanesi per manifestare contro il latifondismo  e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l'Assemblea Regionale.

Su questa gente, prevalentemente contadini, partirono, dalle colline circostanti, delle raffiche di mitra che lasciarono sul terreno 11 morti (9 adulti e 2 bambini).

Una strage, attribuita al bandito Salvatore Giuliano, ma che era frutto dell'intreccio mafia - politica.
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categoria:lavoro, antimafia, informazione, manifestazione
venerdì, 04 aprile 2008



"I have a dream"


(di Martin Luter King)




Un sogno che, mentre io festeggiavo il mio 17° compleanno, hanno cercato di cancellare con una fucilata che uccideva Martin Luter King.



Io ho un sogno simile, che malgrado le disillusioni, è sempre vivo, un sogno realizzabile  con l'impegno di ognuno di noi singolarmente ed uniti con  solidarietà.

Un sogno per i diritti, la pace, il lavoro.



1) I diritti, che soprattutto nel meridione, sono stati sempre negati, i diritti promessi e scambiati in modo clientelare, merce di scambio elettorale.



Il diritto alla scuola, avere strutture idonee e che diventino “luoghi aperti di cultura”, senza “numeri chiusi” gestiti da politici e “baroni” delle università.



Il diritto ad avere una buona e competente sanità, senza sprechi per favorire i soliti “amici”, ma efficiente e che possa prevenire e curare tutti.



Il diritto ad una migliore vivibilità, salvaguardando il territorio e l’ambiente, la sicurezza e la salute pubblica.



Il diritto alla sicurezza, contro la sopraffazione arrogante del più debole e la certezza delle pene per chi delinque.



2) La pace, tanto sbandierata e tradita e violentata da interessi di parte e da una cultura sempre più “militarizzata”.



Il mondo è pieno di conflitti e repressioni interminabili, che sarebbe lungo elencare, ma che sussistono, anzi vengono incentivate dai cosiddetti paesi “civili”, per il controllo del territorio, la vendita di armi e per poter meglio depredare le risorse dei paesi più poveri.



3) Il lavoro. per una giusta rivalutazione del lavoro, intesa non solo mezzo di sopravvivenza (non basta nemmeno a ciò), ma come fonte di produzione di ricchezza, da ridistribuire in modo equo.



Il lavoro che dia speranza nel futuro, scisso da logiche di profitto incontrollato, eliminando tutte quelle forme interinali e di precarietà.



Il lavoro che metta al centro il lavoratore, le sue doti, la sua intelligenza, la sua creatività e soprattutto la sua incolumità.



Il lavoro che non si trasformi in una condanna a morte, come l’interminabile sequela di “omicidi” ed invalidità, di cui ogni giorno apprendiamo, per mancanza di un severo controllo alle norme di sicurezza e la spregiudicata insensibilità di certi imprenditori.



Questo è il mio sogno, che ancora adesso dopo 40 anni, mi porta a lottare giornalmente per tutto ciò, testimone di un modo di vivere libero, nel rispetto delle diversità di idee, di appartenenze politiche, di religioni o popoli.

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categoria:politica, lavoro, informazione, società, solidarietà
domenica, 30 marzo 2008

NON SI PARLA DI MAFIA ED ETICA MORALE



"Comunque finiranno le cose il 13 aprile avremo un Parlamento specchio del paese. Peccato solo che a essere riflessa, almeno nel sud, sarà anche la parte peggiore".



Voglio segnalare due articoli apparsi sull'espresso, che rivelano come e perché, sopratutto i maggiori schieramenti, non affrontano questo problema.




PER CHI VOTA LA MAFIA (CLICCA)



E l'altro a proposito di finanziamenti e conflitto d'interessi.



CHI PAGA I PARTITI (CLICCA)

Ed ancora, notizie ansa:


ANSA) - PALERMO, 28 MAR - I giudici del tribunale di Palermo hanno condannato a dieci anni di carcere il maresciallo dei carabinieri Antonio Borzacchelli.L' ex deputato regionale dell'Udc, accusato di concussione, tentativo di concussione e violazione di segreto d'ufficio nell'ambito del processo nato dall'inchiesta sulle 'talpe alla Dda' di Palermo. I pm Maurizio De Lucia e Nino Di Matteo avevano chiesto la condanna dell'imputato a 13 anni di reclusione.

(ANSA) - PALERMO, 28 MAR - Sono stati arrestati due presidenti di seggio accusati di brogli elettorali alle elezioni amministrative del maggio 2007. I due avrebbero favorito, con la falsificazione di 580 schede, una lista che appoggiava il sindaco Diego Cammarata. In particolare, secondo l'accusa, sarebbero state falsificate schede per favorire un consigliere comunale uscente e un candidato per la circoscrizione.


E' questa la democrazia?

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categoria:politica, antimafia, informazione, società
mercoledì, 12 marzo 2008
"Ciarrapico e' l'editore di giornali importanti e credo, allo stesso tempo, che sia assolutamente importante che questi giornali non siano ostili'. (dice il Berluska).



Chi meglio di un editore puo' capire quanto serva avere 'giornali non ostili' in campagna elettorale?




Certo, lo sanno bene tutti i politicanti e gli imprenditori, che a tutti i livelli cercano di controllare l'informazione.

Anche in periferia, il controllo dei "media" e dei giornali è utilizzato a tutti i livelli.

A Catania non si può, non constatare come ciò sia vero, tutte le tv private ed il giornale locale, sono accentrate da un unica persona, e persino "la repubblica", non stampa la cronaca locale, per non "urtare" gli interessi dell'imprenditore locale, cosi come in provincia , molte tv locali sono succubi dei potenti di turno, distorcendo l'informazione o dando solo quella di parte.

E dire che giornali, radio e tv, ricevono tanti di quei privilegi e sovvenzioni da parte dello Stato da poterli, quasi considerare proprietà pubblica, ma in realtà non hanno nessun controllo ed operano indisturbati  a fornire cattiva informazione e di parte.
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categoria:informazione
sabato, 16 febbraio 2008
veltroni-AugustusProve di governissimo:

alleanza Pd-Pdl a Segrate


Mentre il “veltrusconi”, tra moine, smentite e corse solitarie, si appresta a cambiare (in peggio) il volto della politica italiana, il grande inciucio è già servito in un piccolo, ma assai simbolico, comune milanese i 33 mila abitanti di Segrate (dopo aver visto la nascita di Canale 5, la conquista berlusconiana della Mondadori, che lì ha la sua storica sede, e la cementificazione di Milano 2) stanno per assistere alla prima giunta Pd-Pdl. Sissignori, avete capito bene.



Succede che il sindaco forzista Alessandrini vuole far costruire un nuovo centro commerciale e si scontra con l’opposizione della Lega. Succede che il sindaco si stufa dei litigi in maggioranza e ammicca al Pd, che non è contrario all’ennesima speculazione edilizia. Succede che il Pd non ne può più di stare all’opposizione in compagnia della sinistra, ovviamente contraria alle speculazioni dei costruttori. Succede che, pur avendo i numeri ampiamente dalla sua parte (… ci mancherebbe che Forza Italia non pigli voti a casa di Berlusconi), il sindaco apra al Pd. E così i forzisti di Segrate, la quintessenza del berlusconismo, tipi che rivendicano con orgoglio di abitare a Milano 2 e di lavorare per la Mondadori, il 16 gennaio siglano un documento col Pd, per superare le logiche di schieramento (inciucio), condividere il programma del sindaco (speculazione del centro commerciale) e stipulare alleanze di nuovo conio (ingresso in giunta del Pd). Ecco fatto, c’è tutto. C’è la politica del governissimo, c’è la volontà del Pd di liberarsi della sinistra e ci sono, immancabili, i poteri forti. Perché i progetti politici più nefasti sono sempre dettati da interessi materiali concreti.



Ora la Lega insorge e denuncia l’inciucio. I vertici provinciali di An sconfessano i locali, minacciando di espellere gli assessori che dovessero accettare di stare in giunta col Pd. Il Pd rilancia con un comunicato in cui, in nome del nuovo patto improntato alla realizzazione di «temi concreti scevri da ogni ideologismo», rivendica l’ingresso in giunta.

Ora le bocce sembrano ferme. Il Pd non è ancora entrato in giunta, il sindaco sembra intenzionato a dare il ben servito alla Lega, e An, dopo la creazione del listone nazionale del Pdl, tace non sapendo più che pesci pigliare. Staremo a vedere. Oramai non ci stupiamo più di niente. Anche se gli olezzi dell’inciucio ci causano un sincero e insopportabile ribrezzo.



Francesco Francescaglia

Segretario della federazione metropolitana di Milano


Avremo ciò a livello nazionale, dopo le elezioni?

E giù in Sicilia, cosa succederà nei comuni, nelle provincie e nella regione?
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categoria:politica, informazione
domenica, 18 novembre 2007
copia 20001



Chi ne l'ha mandato non so, ma di fatto mi ha creato non pochi problemi, oltre alla tv ed alla playstation di  mio figlio, ha colpito il mio cumputer.


INUTILIZZABILE!!!


Eppure avrei voluto commentare molti dei fatti avvenuti in queste settimane:

1) I rigurgiti razzisti, che non  tengono conto  della complessità del problema e delle vittime straniere che giornalmente vengono uccisi da pseudo imprenditori senza scrupoli nei vari cantieri (morti bianche), e sopratutto vorrei esprimere il mio apprezzamento per quella donna rumena che ha cercato soccorso ed ha denunciato il colpevole (non so quanti "benpensanti" avrebbero fatto lo stesso).

2) La cattura dei "capi mafiosi" a Palermo, senza voler sminuire questa brillante operazione di polizia, penso che proprio adesso non bisogna abbassare la guardia, per individuare l'altro strato (anti-stato?) che veramente governa la mafia e la sua economia, ed ancor di più per smantellare quella cultura di omertà e connivenza con le illegalità.

3) La fiducia alla polizia, che a volte vacilla di fronte ad errori (non leggerezze) del singolo o della catena di comando che spesso vengono  coperte da un  insensato  "spirito di corpo" e rimangono impuniti.

Con tutto il rispetto, credo che proprio punendo quei pochi che sbagliano si possa riprestinarla.

4) Si è votata la "finanziaria" (non so se essere contento o meno), ma resta il problema di fondo: vogliono o no rispettare il programma per il quale hanno chiesto il voto?

Non mi dilungo oltre essendo ospite di un amico a cui ho chiesto la cortesia per poter postare, comunque ne approfitto per ringraziare le amiche ed amici che in mia assenza hanno visitato questo blog e spero di poter ricambiare al più presto.

Intanto un caloroso abbraccio a tutti.

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categoria:informazione
sabato, 27 ottobre 2007

Il 20 ottobre è stata una grande manifestazione comunista?




"E’ stata una grande manifestazione di sinistra, dove i comunisti erano la gran parte. Senza i due partiti non ci sarebbe stata nessuna manifestazione. E tuttavia in tantissimi non erano comunisti", (dice Diliberto).




Credo che è stata una manifestazione di sinistra, dove insieme ai comunisti si sono aggregati una moltitudine di persone che guardano a sinistra, per la soluzione dei gravi problemi che attanagliano la società italiana, anche molti di quelli che hanno partecipato al "V-DAY", esasperati delle politiche "neoliberiste" fatte da ragionieri che privilegiano i numeri ed il profitto.




"Voglia di rivoluzione?" mi chiedono gli amici.




"Essendo un comunista è del tutto evidente che mi sento un rivoluzionario. Ma se la proponessi in Italia mi ricovererebbero subito al manicomio. Molto più modestamente mi accontenterei di fare qualche buona riforma", (risponde , sempre Diliberto).




Personalmente, penso che si abbia tanta "voglia di sinistra",  di quella sinistra che pone la "questione morale" essenziale, di quella sinistra, che lotta contro le illegalità, ... per i diritti, ... per l''uguaglianza, ... per la pace, ... per la difesa dei più deboli, ... per lo sviluppo, ... per il lavoro ... per la salvaguardia della salute pubblica e dell'ambiente.




Di quella sinistra che con coraggio, si oppone ai "poteri forti" ed alle "mafie" di qualsiasi tipo, di quella sinistra che antepone l'ESSERE all'AVERE, e che ridia speranza di un futuro migliore ai giovani e non, di quella sinistra che con tante battaglie, ha difeso i lavoratori.




E .... non ditemi che sono il solito ... sognatore! 

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categoria:politica, informazione, manifestazione
sabato, 13 ottobre 2007

VOTANTONIO...... VOTANTONIO...... VOTAVELTRONI...... VOTAVENTRONI


Quelli con i ventri pieni, son tutti in fibrillazione, come se il problema principale dell'Italia fosse questa elezione e non, appunto, quello dei "VENTRI VUOTI" (specie dopo la prima metà del mese).


ph_benedetto-veltroni-07052005_grGridan pure molti "margheritini", ormai diossinati: VOTA WALTER IL BENEDETTO (non solo dall'alto colle, ma pur dal Monte-zemulo), lasciando Bindi, Letta ed altri a raccattar gli avanzi.




blair_veltroni

E poi ci son  .... gli intellettuali, .... illuministi, ...... riformisti, .... economisti, .....isti, ..... isti, ....isti, che rivedono in lui, il fiero difensore della democrazia (anche quella imposta con le armi) erede diretto del Tony  BLAIRRRRRR!!!








SveltroA noi, a cui alla fin ..... non ce ne frega niente, non ci resta che aspettar, con curiosità, il momento dell'acclamazione e gridare in coro, insieme a loro:








VELTRONI SANTO, SUBITO!


 

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categoria:politica, satira, informazione
venerdì, 12 ottobre 2007

giungla16


PER UN MONDO MIGLIORE E PIENO DI FIORI E DI COLORI


DOMANI 13 OTTOBRE MANIFESTAZIONE CONTRO IL MEGA-INCENERITORE DI ACERRA


Il "caso Campania", con i suoi 14 anni di Commissariamento per l'emergenza rifiuti che hanno prodotto solo grossi introiti per le lobbies politico-affaristico-criminali, è un modello purtroppo già esportato nel resto del Meridione.

Non è certamente un caso che Calabria e Sicilia, due regioni che vivono problematiche sociali simili a quelle campane, "godano" dello stesso privilegio di avere il Commissario, questo super-uomo capace di decidere tutto in materia di rifiuti, passando sopra non soltanto sulla volontà di quelle popolazioni che vivono i territori, ma sulle stesse leggi nazionali.

In questi giorni i mass-media ci hanno bombardato con servizi e trasmissioni sullo scontro politica-magistratura e su De Magistris, questo pm che ha avuto l'ardire di volere indagare, tra l'altro, proprio sull'Ufficio per l'emergenza ambientale in Calabria: una vera e propria centrale di distribuzione di soldi tramite appalti pilotati, manutenzioni costosissime ma inefficaci, intrecci e cointeressi con le stesse società appaltanti, un giro di illeciti ai danni dell'UE di circa 500 milioni di euro! Per non parlare dei milioni diretti all'estero cuciti sotto le giacche, dei grembiulini da massoni, dei servizi segreti, delle talpe... una trama degna delle

migliori spy stories ma che invece rappresenta la drammatica verità!

Drammatica realtà che si concretizza nella piana di Gioia Tauro in una assurda ed insensata concentrazione di ecomostri: un inceneritore già attivo ed uno in costruzione che bruceranno insieme 240.000 tonnellate annue di rifiuti "normali" più 30.000 speciali (rifiuti trasportati giornalmente da 350 camion), una mega-discarica, un mega-depuratore, l'elettrodotto Laino-Rizziconi per il passaggio della corrente a 380KV, una centrale turbogas in costruzione ed altre due progettate, a prossima realizzazione di un rigassificatore!

UNA VERA E PROPRIA BOMBA ECOLOGICA!
Per combattere contro questo scempio, per contrastare questo modello di "sviluppo", buono solo a far ingrassare i padroni ed a far sfruttare, ammalare, morire tutti gli altri, per difendere i nostri territori, le cittadine ed i cittadini della Piana di Gioia Tauro invitano tutte/i a partecipare alla manifestazione del 22 dicembre, data che ricorda la splendida vittoria contro la centrale a carbone!

OGGI AD ACERRA! IL 22 DICEMRE A GIOIA TAURO!

MDT-Calabria


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In Sicilia, Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.

A partire da ieri, giovedì 11 Ottobre, sino a sabato 13 Ottobre, la Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dal senatore Roberto Barbieri, è a Palermo, allo scopo di acquisire elementi di informazione e di valutazione in ordine alla situazione esistente in Sicilia, per ciò che attiene alla gestione del ciclo dei rifiuti e ai fenomeni illeciti ad esso connessi.


ANCHE LA SICILIA PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE DI ACERRA


Decontaminazione Sicilia, Coordinamento di Comitati civici, associazioni e liberi cittadini, nella riunione del 10 ottobre in Caltanissetta, all'unanimità dei presenti ha deciso di aderire formalmente alla manifestazione nazionale di Acerra del 13 p.v., condividendo completamente i motivi e gli obiettivi di tale manifestazione di protesta....»

Di Luigi Solarino (Coordinatore dei comitati civici)

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categoria:informazione, solidarietà, rifiuti ed ambiente
mercoledì, 10 ottobre 2007

GRAZIE, CHE!GUEVARA


In un'era dove prevale il falso "buonismo" ed il revisionismo storico, si esaltano singoli episodi di violenza, estrapolandole del contesto temporale e territoriale, per infangare chi mette a repenteglio la propria vita, inseguendo un sogno di un mondo migliore



Il terzo/quarto mondo era ed è insozzato da "barbarie" che USA ed occidente hanno coperto e continuano colpevolmente a fomentare interminabili guerre, per i propri interessi.



Cosa era il sudamerica?



Videla, Pinochet ecc.. ecc.. milioni di persone torturate, ammazzate, desaparisidos, che reclamano ancora giustizia.


Ho trovato in diversi blog, commenti sull'uso della violenza come se fare una rivoluzione fosse una semplice discussione seduti nel "salotto" buono, e non un'autodifesa per la violenza indiscriminata, utilizzata dal "potere"  (che sia dittatoriale, mafioso o neoliberista, poco importa), per annientare chiunque possa ostacolare la loro ingordigia, i loro interessi.


L'opera di questi criminali fatta, nell'indifferenza o complicità colpevole dei benpensanti, delle "anime belle" che aborriscono la violenza, ricevuti ed ossequiati da capi di stato, dalle chiesa, da giornalisti prezzolati che stravolgono la realtà. (Ergastolo al cappellano del regime.)


Ebbene a tutti questi uomini che si sono opposti ai dittatori, che si sono opposti alla mafia, alle mafie, pagando con la propria vita, quella voglia di vivere una vita migliore, voglio dire ...... GRAZIE!

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categoria:politica, antifascismo, informazione, stragi
sabato, 29 settembre 2007

Solidarietà al popolo birmano













Solidarietà al popolo birmano Solidarietà al popolo birmano
Roma, 28 settembre 2007



Le forze politiche si mobilitano a sostegno del popolo birmano e dei cruenti accadimenti degli ultimi giorni. In Campidoglio un sit in promosso da Veltroni e sostenuto da varie parti, compresi sindacati e associazioni. L'immagine di Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione, dispiegata sulla piazza, a simboleggiare il desiderio e l'impellenza di un'azione congiunta per fermare le violenze in atto.



Visita:

Appelli e iniziative di Amnesty International

Romaone: sit-in a Roma davanti all'ambasciata

PeaceLink sostiene la rivolta nonviolenta dei monaci e della popolazione

Peacereporter: Birmania, il sangue ripulito per l'Onu



Riprese: Antonella Mezzina

Montaggio: Antonella Mezzina, Paolo Dimalio

Produzione: Arcoiris Roma




 Fatto ciò aggiungo che domani è il 30° anniversario della morte di Walter Rossi, ucciso a Roma il 30 settembre 1977.


Un delitto rimasto impunito, come i tanti morti ammazzati durante le manifestazioni ed in tutte le stragi che per lunghi anni hanno insanguinato l'Italia.


VOGLIAMO GIUSTIZIA!


AGGIORNAMENTI:


MANIFESTAZIONE PER LA BIRMANIA LIBERA E IN PACE


2 OTTOBRE – GIORNATA MONDIALE DELLA NON VIOLENZA


ore 20.30 - Auditorium De Carlo, Monastero dei Benedettini




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categoria:informazione, solidarietà
domenica, 23 settembre 2007
Ricevo da Domenico Stimolo

A proposito della grande manifestazione palermitana del 22 settembre contro gli INCENERITORI….. e sul quasi assoluto  SILENZIO STAMPA.

 Sabato sera - 22 settembre - tornando a Catania, dopo quasi 15 ore di dinamica “trasferta”, ero convinto di avere partecipato ad una grande evento direttamente connesso ai principali quotidiani interessi della popolazione siciliana.

Ebbene, il 23 mattina, “sceso” in edicola, sono stato costretto a “rieducarmi”.

 Era stato tutto un fantastico sogno.

A parere di carta giornalistica stampata è stato proprio così!

 Non è successo proprio nulla.

Mi son dato due scoppole in faccia, giusto per capire se fossi sveglio, dormiente…o sognante.

 Stante le “valutazioni” della “grande” carta stampata siciliana il ventidue settembre non è proprio successo nulla in Sicilia sull’enorme problema che riguarda la monnezza: inceneritori, gestione dei rifiuti, differenziata, stratosferiche tariffe siciliane.

 Sul quotidiano “ La Sicilia ”: silenzio stampa

Sul quotidiano “Gazzetta del Sud”: silenzio stampa

Sul quotidiano “Giornale di Sicilia”…..si “avanza un dubbio”: viene riportata piccola nota: “ mille partecipanti”, accompagnata da foto.

Riguardo l’eventuale informazione pubblicata dal quotidiano “ La Repubblica ”, edizione Palermo/ Sicilia occidentale, qui a Catania e nell’isola orientale, nulla è da sapere, dato le ben note “giustificazioni” determinate dal monopolio…….antico stile “sale e tabacchi”. Semplicemente, nelle edicole delle nostre zone non è possibile trovare copia del suddetto quotidiano corredato dalle cronache siciliane.

Quasi, quasi, ero tentato, pur di sapere cosa fosse successo nel luogo del “misfatto”, di andare nel più vicino, a noi catanesi, luogo che usufruisce di una più larga libertà di stampa: sul “confine” nisseno. Giusto per avere un ulteriore contributo che mi permettesse di capire se il tutto fosse stato sogno o realtà.

 Meno male che a far giustizia informativa aveva già pensato il TG3 regionale, edizione 19.30 di sabato, che, oltre un’ampia visione della manifestazione, ha confermato la presenza degli oltre tremila partecipanti. Grazie Tg3, per il ruolo svolto di informazione libera e democratica.

 Anche se il giorno dopo è stata oscurata, la manifestazione realmente c’è stata.

 Il corteo, partito alle ore 15.00, da piazza S.Cristina – estrema periferia palermitana nel quartiere di Borgonuovo -, è stato, contrariamente ai silenzi stampa,  ben visibile, animato, e “gridato”.

 Largamente partecipato da migliaia di cittadini siciliani provenienti in particolare, ma non solo, dalle quattro aree interessate alla preventivata realizzazione dei quattro enormi velenosi inceneritori: Pa/Bellolampo, Augusta, Paternò, Casteltermini.

Moltissimi i giovani, le rappresentanze delle associazioni ambientaliste, in particolare: Wwf, Legambiente, Greenpeace, e di tanti Comitati e composizioni della società civile. Folte le delegazioni dei partiti della sinistra palermitana, in specie prc, pdci e verdi ( assenti, per quel che si è visto, ds e margherita) e delle organizzazioni sindacali aderenti, Cgil e Cobas.

Tra i non molti rappresentanti della politica istituzionali partecipanti c’erano Rita Borsellino, Leoluca Orlando, Giusto Catania, alcuni deputati regionali della sinistra.

Da Paternò era presente una consistente delegazione di circa sessanta persone. Significativa la numerosa presenza di lavoratori del settore provenienti da Acireale ( con due autobus).

In una diecina  circa  ( molto pochi) venivamo da Catania  città.

Dopo circa quattro ore, il lungo corteo, dopo avere vivacemente ribadito la propria netta contrarietà alla realizzazione dei quattro megainceneritori, al piano regionale dei rifiuti del governo Cuffaro, agli enormi aumenti operati sulla Tassa rifiuti in tutte le aree siciliane, alla strutturale inettitudine a condurre raccolta differenziata e riciclaggio, si è concluso nell’area di Bellolampo – a sei kilometri da Palermo – dove vorrebbero realizzare l’inceneritore.  

I siciliani c’erano a Bellolampo. Tanti, uomini e donne, giovani.

Di fronte al grande evento che riguarda un questione centrale di noi siciliani solo la stampa siciliana è stata incomprensibilmente silente.

 

Domenico Stimolo     del “Comitato per la Partecipazione e Democrazia “ di Catania  

 
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mercoledì, 12 settembre 2007











AGGIORNAMENTO











Welfare: il no della Fiom



















Palermi: «Segno dirompente in favore dei lavoratori»




(11.9.07) - I membri del comitato centrale Fiom hanno approvato, con 125 voti su 159 votanti, il documento presentato dal segretario generale Gianni Rinaldini, che proponeva di «non approvare» l'accordo firmato a luglio da Cgil, Cisl e Uil sul welfare




Leggi tutto...






Leggi anche notizie ANSA



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sabato, 08 settembre 2007

Iscriviti al Vaffanculo Day








V-DAY ANCHE PER I POLITICI REGIONALI E  PROVINCIALI.








V-DAY PER SINDACI E PRESIDENTI VARI.








UN "VAFFANCULO" A CHI VUOI TU!




Aggiornamento:




Il giorno dopo




Raccolte 300.000 firme


Piazza Maggiore, Bologna, otto settembre 2007












Clicca l'immagine per vedere tutte le foto




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venerdì, 07 settembre 2007

IL CRONISTA E’ SOLO

Il caso Lirio Abbate




di Marco Travaglio

Lirio Abbate è l’unico giornalista che un anno fa ha raccontato da testimone oculare la cattura di Provenzano. Ma non è per questo, non è per aver parlato di pizzini, cicorie, ricotte e pannoloni, che è minacciato. È perché ha scritto un libro sui complici politici e istituzionali della mafia. Anche su quelli che mai indagati, anche su quelli assolti, perché i complici della mafia non sono soltanto i condannati per mafia: sono anche quelli che coi mafiosi ci vanno a pranzo, a cena, ai matrimoni, ai funerali, ai battesimi. Quelli di cui tutta Palermo conosce le frequentazioni, i bacini elettorali, le amicizie pericolose con la “borghesia mafiosa”, ma che riescono sempre a non cadere nella strettissima tagliola del codice penale. Hanno rapporti con la mafia, ma non infrangono le leggi, o almeno non si fanno scoprire. Con un discorso pasoliniano, Lirio l’ha detto l’altro giorno a Repubblica: “Io so, noi sappiamo chi sono i mafiosi e gli amici dei mafiosi o i loro protettori. Non ho, non abbiamo bisogno di attendere una sentenza o la parola della Cassazione o un’inchiesta giudiziaria perché, prima della responsabilità penale, c’è una responsabilità sociale e politica accertabile. Non sono una testa calda, non sono un estremista, sono un cronista che racconta i fatti”. Se a casa dei fratelli Musotto soggiornavano fior di boss latitanti, il fatto che uno dei due fratelli sia stato condannato e l’altro (Ciccio, presidente forzista della Provincia di Palermo) assolto, cambia poco: uno nella cui casa gironzolavano dei capimafia non dovrebbe ricoprire cariche pubbliche. Lo stesso vale per i rapporti documentati con mafiosi di Andreotti (colpevole, ma prescritto, fino al 1980), di Cuffaro (ancora imputato, ma comunque poco selettivo negli amici che è solito baciare), di Dell’Utri (condannato in primo grado) o dell’onorevole ds Crisafulli (assolto, ma filmato dalle telecamere dei Carabinieri mentre baciava e abbracciava il boss di Enna, Bevilacqua). E così via. Ora, è senz’altro encomiabile che il capo dello Stato solidarizzi con Lirio.Che politici di (quasi) tutti i partiti rilascino dichiarazioni di vicinanza. Che (quasi) tutte le autorità politiche, militari, religiose e giornalistiche, si muovano in sua difesa. Ma forse la questione è un po’ più complicata di quelle che si risolvono con i comunicati. Perché Abbate, fra le centinaia di giornalisti siciliani, è nel mirino d Cosa Nostra? Perché ha fatto quello che pochi fanno: i nomi e i cognomi. Se tutti i giornalisti, i politici, le autorità facessero ogni giorno i nomi e i cognomi degli amici degli amici, la mafia dovrebbe minacciarli tutti, e sarebbero troppi anche per un’organizzazione capillare come Cosa Nostra. Il fatto che si minacci solo lui perché fa il suo dovere, è un atto d’accusa indiretto nei confronti dei tanti (troppi) che non lo fanno. Dire che solo Lirio, a Palermo, lo fa sarebbe assurdo e ingeneroso verso altri giornalisti e intellettuali e politici che non hanno mai tirato indietro la gamba, e la penna. Ma da quando Lirio è sotto scorta, tutti dovremmo farci un esame di coscienza. Quante volte si parla di Cuffaro con simpatia, in veste di baciator cortese o di pellegrino a Santiago de Compostela, senza ricordare i suoi accertati rapporti con mafiosi? Quante volte, per pigrizia mentale, si parla della ”assoluzione di Andreotti”, così educato e raffinato, senza ricordare che incontrava a tu per tu boss sanguinari come Bontate e Badalamenti? Quante volte si intervista Dell’Utri in veste di politologo, o di bibliofilo, senza ricordare che ­ condanne a parte ­ ha frequentato sicuramente mafiosi per anni e anni, magari rifugiandosi dietro il comodo alibi che “poi la giustizia farà il suo corso”? Il 23 maggio, commemorando Falcone e Borsellino all’insegna della “legalità”, il ministro Amato fu interrotto da uno studente che gli chiedeva conto dei 25 pregiudicati in Parlamento, due dei quali in commissione Antimafia: anziché promettere di cacciarli al più presto, Amato se la prese con lo studente dandogli del “piccolo capo populista”. Il 19 luglio la commissione Antimafia s’è recata a Palermo per “audire” il pool antimafia, e tra i commissari girava un bigliettino con scritto “niente domande su mafia e politica”. Ecco: dopo aver manifestato a favore di Lirio, sarebbe bello se i giornalisti cominciassero ogni giorno a ricordare queste cose nei loro articoli, e i partiti a mettere alla porta i loro esponenti amici dei mafiosi. Così, quando solidarizzeranno con Lirio, appariranno un tantino più credibili. E Lirio si sentirà un po’ meno solo.

da l'Unità

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venerdì, 07 settembre 2007

SICILIA, UN’ OPPOSIZIONE ASIMMETRICA


C’è nella politica siciliana attuale una stranezza di comportamento cui pochi fanno caso. Certo, di stranezze ormai è pieno il mondo della politica e tutti gli altri che vi girano intorno. Tuttavia, nel caso che andiamo ad illustrare ci sembra che vi sia qualcosa di fortemente anomalo, perfino di asimmetrico, rispetto al sistema di relazioni di relazioni fra partiti vigente a livello nazionale.



Intendo riferirmi al fatto che mentre a Roma il centrodestra continua a sabotare l’attività del Parlamento per poi reclamare, un giorno sì e l’altro pure, la cacciata del governo Prodi e nuove elezioni, in Sicilia, invece, il centro sinistra esercita la sua opposizione in uno stile molto soft che non lascia segno e non determina conseguenze apprezzabili nei confronti di un centro-destra arrogante quanto inconcludente.



Per altro, c’è da rilevare che mentre Prodi è impegnato in uno sforzo poderoso di risanamento delle finanze pubbliche e di rilancio dell’economia, il governo Cuffaro è tutto proteso a dare continuità a politiche clientelari già fallacemente sperimentate nel precedente quinquennio.



A ruoli invertiti, il centro sinistra siciliano concede un abbuono, un credito immeritato ad un centro-destra come quello siciliano che costituisce, insieme a quelli lombardo e veneto, la punta più insidiosa di un tridente col quale si tenta di assestare un colpo decisivo al governo Prodi.



Tutto ciò non si capisce, quasi ci trovassimo nel reame di Tonga. Isola incantevole per carità, però governata da un re dispotico e capriccioso che mal sopporta la pur minima critica alla sua roboante maestà.



Per fortuna, siamo in Sicilia e ancora si possono censurare i governanti.



Di scioglimento dell’Ars manco a parlarne. Qui non si usa; non si è mai verificato.

Trattasi, infatti, di una sorta di eretica utopia divenuta una prerogativa- di fatto- attribuita al presidente della Regione che la brandisce come una clava sopra la testa dei deputati recalcitranti, di maggioranza e di opposizione.



Ma non è lo scioglimento dell’Ars che, oggi, si chiede quanto un ripristino di condizioni politiche e parlamentari coerenti con i ruoli assegnati dall’elettorato, per avviare una corretta dialettica fra maggioranza e opposizione. Insomma, una trasparente normalità democratica da molti richiesta anche per rilanciare l’attività legislativa e ispettiva che all’Assemblea lasciano molto a desiderare.



E- si sa- in una democrazia, il controllo parlamentare (o consiliare) degli atti di governo, a tutti i livelli istituzionali e amministrativi, non è solo una faccenda procedurale ma -prima di tutto- una questione di principio costituzionale e di sostanza politica. Poiché, comunque la si gira, un potere senza controllo non è democratico.

In Sicilia, la tendenza ( o la tentazione) a sottrarsi ai rari controlli esistenti è forte e diffusa e si riscontra anche a livello degli enti locali dove al potere quasi autarchico di sindaci e presidenti di provincia non corrispondono penetranti azioni ispettive da parte dei consigli.



In presenza di tali carenze, l’opposizione dovrebbe centuplicare gli sforzi (informandone debitamente i cittadini) per sviluppare un’azione rigorosa e mobilitante degli interessi discriminati e di tutte le forze disponibili a battersi per un’ipotesi di governo alternativo.



Invece, nulla o quasi. O forse si pensa di risolvere il problema affidando all’on. Rita Borsellino il ruolo di portavoce della protesta sociale riservando per se stessi quello di mediare?



Se questo si pensa credo che siamo di fronte ad una furbizia dalle gambe corte che potrebbe tradursi in un grave errore politico e di calcolo elettorale.



Nessuno reclama il muro contro muro, come, irresponsabilmente, fanno i capi della CdL a Roma, ma ci si aspetta almeno una convincente azione di contrasto delle scelte più sconsiderate della giunta regionale.



Insomma, la gente vorrebbe vedere emergere più distintamente il ruolo e l’utilità di un’opposizione che va oltre il comunicato-stampa e articoli la sua iniziativa di denuncia e di mobilitazione sul territorio e nella società.



Una richiesta più che legittima rivolta a tutte le forze del centro-sinistra siciliano in questa fase impegnate in uno sforzo di ri-aggregazione e di verifica degli obiettivi strategici, attraverso la creazione del Partito democratico e della Sinistra europea.



Anche qui, credo che interessi poco sapere quanti posti in direzione conquisteranno gli uni e gli altri, gli iscritti e gli elettori vogliono capire se e come le nuove formazioni politiche intendono affrontare la “questione Sicilia” che rimane una grande questione nazionale insoluta.



Per altro, in questi giorni, caratterizzati da un caldo torrido e da feste dispendiose, si stanno addensando sulla Regione (ma anche sull’Ars) problemi enormi che vanno dai rigassificatori agli inceneritori, dalle ricerche petrolifere in val di Noto all’emergenza rifiuti e idrica in diverse province, dal risanamento dei conti della sanità all’aumento vertiginoso dei ticket, alla mancata dotazione finanziaria per le proposte di legge in cantiere, ecc.



Un quadro davvero allarmante che provoca pesanti ricadute sulle già difficili condizioni delle famiglie e dei ceti meno abbienti. La gente negli ospedali, nelle farmacie o in fila nelle fontanelle per riempire un bidone d’acqua è esasperata e non sa più a quale santo rivolgersi.



Eppur…nulla si muove. Ne nel governo ne nell’opposizione. Parliamoci chiaro, così la situazione non può continuare. Pena la disaffezione dalla politica e dall’impegno civile.

In Sicilia siamo giunti al limite del degrado politico e istituzionale, ad un punto molto critico quando anche le idee più abiette potrebbero diventare buone e travolgere quanto resta di questo simulacro di Autonomia.



Agostino Spataro



* pubblicato in “La Repubblica” del 27 giugno 2007

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categoria:politica, informazione
mercoledì, 01 agosto 2007














Gli omicidi bianchi non vanno in vacanza. Tra ieri e questa mattina abbiamo avuto notizia di ben cinque morti sul lavoro nell’arco di 24 ore. Si tratta di un record tristissimo, cifre da guerra non dichiarata. Morti che si consumano mentre alla Camera si sta avviando la discussione finale, quindi ci auguriamo l’approvazione, del Testo Unico sulla sicurezza. Un tassello importante per cercare di arginare un fenomeno che appare tremendo ed ineluttabile. Il Parlamento deve fare in fretta, per tutti i lavoratori e per i moltissimi, troppi che non ci sono più.









Ogni giorno, la solita tragedia (assassinii sul lavoro), causati dall'ingordigia di "datori di lavoro" che potrebbero benissimo chiamarsi "negrieri", giacchè per avere maggiori guadagni non applicano le norme di sicurezza.

Oggi è stato varato il nuovo decreto legge per la sicurezza, ma a chè serve se poi non ci sono controlli adeguati, a che serve se non si cambia la mentalità dei "negrieri" da un lato e la cultura; anche a sinistra, di vedere il lavoro (comunque sia) come l'unica panacea, chiudendo gli occhi sulle carenze sul piano della sicurezza e sull'inquinamento ambientale, che se pur dilazionate nel tempo, provocano tragedie di gran lunga maggiori non solo per i dipendenti ma per tutta la popolazione attigua a certi stabilimenti "mostri".


Se aggiungiamo gli enormi costi per le invalidità, le malattie professionali, i danni sulla salute pubblica e nell'ambiente, beh! definire "criminali" i singoli o quelle lobby che provocano ciò non mi pare esagerato.

postato da: pieroC alle ore 23:08 | Permalink | commenti (19)
categoria:ambiente, lavoro, salute, informazione, stragi