venerdì, 09 maggio 2008
"Chi non ha paura di morire,

muore una volta sola".


(Paolo Borsellino)




 ...Tutti coloro  "non vedono, non sentono e non parlano", non possono "non vedere" quanto schifo ci circonda. E quanto anche loro, indirettamente, ne fanno parte".(clicca)

9 Maggio 1978: Peppino Impastato veniva brutalmente assassinato dalla mafia, per aver "gridato forte senza aver paura" quanto il suo paese fosse sporco e corrotto. Senza la presunzione di voler cambiare il mondo, ha quindi lottato praticamente da solo contro un sistema più grande di lui, diventando negli anni, anche dopo la sua morte, un esempio da seguire per tutti, anche per quelli che ANCORA hanno paura della mafia.



da: http://rockspolitik.blogspot.com
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martedì, 29 aprile 2008


1 MAGGIO/ LE MANIFESTAZIONI IN SICILIA

A Portella della Ginestra comizio di Enrico Panini



Palermo, 29 apr. (Apcom) - Manifestazioni si svolgeranno in tutta la Sicilia il primo maggio, festa del lavoro, su iniziativa di Cgil Cisl e Uil. A Portella della Ginestra, dopo la deposizione di fiori alle 9.30 nella cappella dei caduti del cimitero comunale di Piana degli Albanesi, ci sara' il tradizionale corteo che muovera' alle 10 dalla Casa del popolo per raggiungere il luogo della strage di 61 anni fa. Qui, Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil, terra' il comizio.

Corteo anche a Raccuja (Messina), alle 11, seguito dal comizio del segretario confederale della Cgil Sicilia, Pippo Di Natale.

A Raffadali (Agrigento) l'appuntamento e' alle 16.30 a piazza Progresso per la manifestazione e i comizi dei segretari della Cgil e della Uil locali e del segretario generale della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava. Sempre a Raffadali ci sara' anche il festival dei carri dei mestieri e in serata un concerto a piazza Progresso. Manifestazioni per celebrare la ricorrenza sono in programma anche a Campobello di Mazara e Valderice (Trapani) e Petralia

23042008(015)Il primo maggio del 1947

Circa 2000 lavoratori si riunirono a "Portella delle ginestre" presso la Piana degli Albanesi per manifestare contro il latifondismo  e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l'Assemblea Regionale.

Su questa gente, prevalentemente contadini, partirono, dalle colline circostanti, delle raffiche di mitra che lasciarono sul terreno 11 morti (9 adulti e 2 bambini).

Una strage, attribuita al bandito Salvatore Giuliano, ma che era frutto dell'intreccio mafia - politica.
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venerdì, 25 aprile 2008
BUON 25 APRILE






Buon 25 aprile a chi si è liberato, con un tributo di lacrime e sangue, dagli oppressori.



Buon 25 aprile, per chi ancora "resiste".



Buon 25 aprile al popolo siciliano, che malgrado il sangue versato, con lo scellerato accordo tra "alleati" e mafia, non si sia mai liberato (CLICCA), dandoci solo una parvenza di democrazia.



Il programma di LA7, EXIT di lunedi scorso, che interessa la mia città ed il mio paese (chi non lo ha visto può cliccare) (http://www.la7. it/blog/post_ dettaglio. asp?idblog= ILARIA_DAMICO_ -_Exit_15&id=2176), ne da una visione di come ancor oggi il voto è frutto di scambio per promesse di lavoro o semplicemente di buste spesa.



Non è una novità.







E' una consuetudine che è perdurata dal dopoguerra, quando si dava la busta di pasta o una scarpa prima del voto e l'altra dopo, sino ad oggi.



Non è una novità che da qualche anno le elezioni amministrative si possono vincere con un "Call Center", promettendo lavori precari e mal pagati, carpendo il voto di molti "disperati" in cerca di lavoro.



Altre volte mi sono occupato di questo problema, affermando che la crisi del Sud e soprattutto in Sicilia e voluta da una classe politica che si perpetua in questo modo.



Vivere in questi territori dove tutto ciò è possibile, senza che lo "stato" sia presente, senza che i partiti della "cosidetta" sinistra intervengano, nella più squallida indifferenza, anzi nel tacito consenso e forse ammirazione di molti,  è una continua resistenza.



E' una continua resistenza, contro questa cultura, che ormai ha permeato tutta la società e che condanna La Sicilia al sottosviluppo, al clientelismo, alla sottomissione alla mafia ed al più forte.



Tante altre cose si potrebbero dire sui tanti (troppi) patronati, su corsi di "qualificazione", sulla malasanità, su edifici scolastici, centri sportivi, paleste, strade, inesistenti,



Sui diritti negati ......



Proprio per questo, dobbiamo continuare



resistere ..., resistere....., resistere!




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domenica, 30 marzo 2008

NON SI PARLA DI MAFIA ED ETICA MORALE



"Comunque finiranno le cose il 13 aprile avremo un Parlamento specchio del paese. Peccato solo che a essere riflessa, almeno nel sud, sarà anche la parte peggiore".



Voglio segnalare due articoli apparsi sull'espresso, che rivelano come e perché, sopratutto i maggiori schieramenti, non affrontano questo problema.




PER CHI VOTA LA MAFIA (CLICCA)



E l'altro a proposito di finanziamenti e conflitto d'interessi.



CHI PAGA I PARTITI (CLICCA)

Ed ancora, notizie ansa:


ANSA) - PALERMO, 28 MAR - I giudici del tribunale di Palermo hanno condannato a dieci anni di carcere il maresciallo dei carabinieri Antonio Borzacchelli.L' ex deputato regionale dell'Udc, accusato di concussione, tentativo di concussione e violazione di segreto d'ufficio nell'ambito del processo nato dall'inchiesta sulle 'talpe alla Dda' di Palermo. I pm Maurizio De Lucia e Nino Di Matteo avevano chiesto la condanna dell'imputato a 13 anni di reclusione.

(ANSA) - PALERMO, 28 MAR - Sono stati arrestati due presidenti di seggio accusati di brogli elettorali alle elezioni amministrative del maggio 2007. I due avrebbero favorito, con la falsificazione di 580 schede, una lista che appoggiava il sindaco Diego Cammarata. In particolare, secondo l'accusa, sarebbero state falsificate schede per favorire un consigliere comunale uscente e un candidato per la circoscrizione.


E' questa la democrazia?

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domenica, 10 febbraio 2008




"Vogliamo una Sicilia libera dalla Mafia e dai politici collusi, chiediamo a gran voce la candidatura di Rosario Crocetta alla Presidenza della Regione Sicilia".



E' questo l'appello lanciato pochi giorni or sono in rete da un gruppo di cittadini. L'appello intende coivolgere i cittadini, a prescindere da qualunque orientamento politico, per la proposta di una candidatura "dal basso", come segno di rottura nei confronti della solita prassi in cui sono i partiti politici a fare i giochi. La proposta, infatti, non viene dall'attuale Sindaco di Gela, che sta valutando la sua scelta. Nè proviene da alcuna struttura politica esistente. I cittadini che orbitano attorno al sito "Fascio e Martello", nel cui stesso nome appare con evidenza la matrice apartitica del gruppo, hanno lanciato una petizione online, interpellando la rete e i vari forum siciliani, compresi i Meetup degli Amici di Beppe Grillo di tutta la regione.



Il Forum de "Le primarie dei Siciliani" è lieto di aprire il dibattito, invitando l'attuale Sindaco di Gela a confrontarsi con i cittadini. Vediamo se accetterà il nostro invito sottoponendosi al giudizio della gente.



http://www.crocettapresidente.wordpress.com

http://www.firmiamo.it/crocettapresidente
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lunedì, 30 aprile 2007

Comiso - Aeroporto "PIO LA TORRE"




lator25° Anniversario


Un territorio militare diviene un aeroporto civile




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novecento




Primo maggio.




 




Che elimini morti bianche, lavoro nero e precariato.


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PORTELLA DELLA GINESTRA



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sabato, 06 gennaio 2007

23° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GIUSEPPE FAVA

Un anno fà, (leggi il mio 2° post in questo sito) commemoravo la morte di Giuseppe Fava, un ricordo che non deve essere cancellato, per onorare la sua memoria e sopratutto per solidarietà a tutti quelli impegnati nella lotta alla mafia.

Ricevo una e-mail, relativa alla commemorazione avvenuta ieri a Catania che pubblico integralmente.

Poche ore fa, alla commemorazione per il 23° anniversario della morte di Giuseppe Fava, l'impegno parlamentare antimafia del Partito dei Comunisti Italiani e del compagno Orazio Licandro ha incassato un fragoroso riconoscimento. L'occasione era di assoluto rilievo: la consegna del 1° premio nazionale per il giornalismo d'inchiesta, intitolato al fondatore de "I Siciliani", proprio nell' occasione della commemorazione annuale della sua straordinaria figura. La sala era stracolma, così come l'attigua sala, attrezzata di maxischermo. Ad aggiudicarsi il premio è stato Fabrizio Gatti, l'ormai celebre inviato de "L'Espresso" , con la sua inchiesta sul caporalato e sullo sfruttamento della manodopera migrante in Puglia. Il dibattito, che ha preceduto la premiazione, è stato coordinato da Claudio Fava e ha visto la partecipazione, oltre che di Fabrizio Gatti, di Michele Gambino (giornalista e redattore, della prima ora, de "I Siciliani") e di Marco Travaglio.     

Brillante e corrosivo come sempre, il Marco non s'è fatto pregare: se n'è uscito raccontando la vicenda del dibattito, in commissione Affari costituzionali, sul regolamento per l'istituzione della Commissione parlamentare antimafia. Ha attaccato pubblicamente Forgione e Violante per il rifiuto opposto all'emendamento di Licandro; a quell' emendamento, teso a proibire l'ammissione nell'organismo di parlamentari inquisiti per associazione mafiosa o con sentenze passate in giudicato. Subito dopo, ha continuato a strapazzare Forgione per la contropartita incassata (i voti dell'opposizione per l'elezione a presidente) e ha lodato Licandro (presente in platea) per l'iniziativa emendativa, poi regolarmente bocciata al momento della riproposizione alla Camera dei deputati, per l'approvazione definitiva (solo 26 voti favorevoli su 630!) (vedi altro post del 09 luglio 2006) . I rifondaioli presenti sono sbiancati e non solo quelli d'osservanza bertinottiana: De Cristofaro, capo de "l'Ernesto" a Catania, è andato via visibilmente provato. Con questa serata, il PdCI seguita ad accreditarsi quale forza  di riferimento, corente e rappresentativa, nell'odierno panorama della sinistra italiana e, nel frattempo, rinnova coi fatti e sui contenuti la sua proposta unitaria, non disgiunta da autonomia ed egemonia,  per una futura Confederazione della sinistra.
Avanti così, compagni! 
 
enrico sciuto
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venerdì, 03 novembre 2006

E' INACCETTABILE IL LIVELLO DI CRIMINALITA'

In questi giorni si sono puntati i riflettori su Napoli e la criminalità diffusa in città, come se si scoprisse un qualcosa di nuovo, fino ad ieri inesistente.

Si propone l'intervento dell'esercito, di dispiegamento di ingenti forze dell'ordine, di un controllo capillare delle criminalità diffusa, dimenticando le carenze intellettuali e strutturali in cui versa Napoli e tutto il Sud.

Napoli come metafora del Sud?

La stessa contiguità del sud-bene e sud-male, l'assenza dello Stato, lo scippo di ogni elementare diritto, alla scuola, al lavoro, alle strutture sportive e ricreative, non è forse lo stesso "male" di cui soffriamo in Sicilia?
La cultura omertosa, il clientelismo, il "favore" anzicchè il diritto, non è forse l'humus ideale al diffondersi del "malaffare", alla crescita della mafia, delle mafie?
Un "intellighenzia" miope, una classe di imprenditori succubi al "pizzo", il voler nascondere negare l'esistenza della mafia, della "malasanità", degli affari e delle corruzioni di politici e professionisti "al di sopra di ogni sospetto", il voler mettere a tacere qualsiasi voce al di fuori del coro servile, beh! Cosa può produre tutto ciò?

E' da questo che bisogna ripartire, una vera rivoluzione culturale che cancelli questa cultura del "furbo", del più forte, della sopraffazione, dello "scippo" quotidiano dei dirittti primari, solo così potremmo risolvere anche il problema della sicurezza, al Sud come al Nord. 

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venerdì, 29 settembre 2006
 

Aggiornamento:

Da www.corrieredigela.it

 

Metamorfosi del sistema mafioso

Gela, questa settimana, è stata al centro dell’attenzione nazionale per essere stata scelta come sede di un convegno della durata di tre giorni per parlare della nuova mafia e della metamorfosi di un sistema di potere radicato profondamente nel tessuto sociale e politico.
Ad organizzare questa tre giorni la Fgci (Federazione giovanile dei comunisti italiani) presso il Palazzo Ducale dal 3 al 5 ottobre. L’annuncio di questa interessante iniziativa era stato dato nel corso di una conferenza stampa la settimana scorsa alla presenza del segretario regionale del partito e del segretario regionale dei giovani comunisti Riccardo Messina e dell’on. Orazio Licandro. Questi i temi che sono stati dibattuti: La mafia e i movimenti giovanili; mafia e in-formazione; il pizzo; mafia, politica, economia e migrazioni; la città: mafia, territorio e amministrazioni; la lotta alla mafia.
Al convegno hanno partecipato ospiti e relatori d’eccezione come l’on. Orazio Licandro ex segretario regionale del Pdci, l’on. Tano Grasso, l’on. Peppe Lumia già componente la Commissione nazionale antimafia e Don Luigi Ciotti. Avrebbe dovuto essere a Gela anche Giancarlo Caselli procuratore generale della Corte di appello di Torino, ma una lussazione al piede lo ha costretto a casa.
“Quando le mafie sono silenti e sembra che non esistano più - ha detto Francesco Francescaglia segretario nazionale dei giovani comunisti aprendo i lavori – dobbiamo preoccuparci perché significa che sono diventate più forti e non hanno bisogno di fare azioni eclatanti per mostrare la loro forza. Per lottare contro le mafie noi giovani abbiamo dato il nostro contributo con iniziative che sono giunte in Calabria, Puglia, Sicilia, ma abbiamo anche voluto capire il fenomeno della nuova mafia. Non a caso abbiamo chiamato questo convegno “New mafia, metamorfosi di un sistema di potere”. Noi avvertiamo la necessità di conoscere e far conoscere le nuove forme di poteri mafiosi per potere reagire con energia. Abbiamo deciso di portare tutti i giovani del meridione provenienti dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Basilicata, dalla Campania e dalla Sicilia per conoscere il nuovo fenomeno. Li abbiamo portati qui a Gela non perché sia la capitale della mafia in questo momento. Anzi tutt’altro, ma perché Gela è l’unico Comune della Sicilia che con coraggio va interpretando da anni la lotta alla mafia. Gela è la capitale dell’antimafia concretamente con degli atti. Noi vogliamo che i nostri giovani che sono e che diventeranno amministratori degli enti locali, vengano qui e capiscano cosa significa non solo dal punto di vista amministrativo fare antimafia, ma anche come la si fa coinvolgendo la società civile, i giovani e i cittadini.
Per la prima volta accade che i giovani del centro sinistra vengono in Sicilia per assumere iniziative sul tema dell’antimafia. Noi usciremo da qui dopo avere conosciuto cosa sia il nuovo fenomeno mafioso ma con la consapevolezza che abbiamo la necessità di portare su tutto il territorio nazionale il tema dell’antimafia per far si che il governo nazionale affronti la questione dell’antimafia come questione centrale e strategica per lo sviluppo del mezzogiorno e dell’Italia. La mafia fattura cento miliardi di euro. Noi stiamo approvando una finanziaria per 33 miliardi di euro. Quindi questo è un fenomeno che non riguarda solo la stupenda terra di Sicilia ma tutta l’Italia. Noi giovani vogliamo alzare il nostro grido e vogliamo che giunga a Roma e che il governo assuma come centrale questa questione. Il momento è quello giusto perché vediamo che c’è un grande fermento tra i giovani meridionali”.
Giancarlo Caselli ha fatto sapere di non potere partecipare per cause di forza maggiore ed allora gli organizzatori hanno invitato il procuratore distrettuale antimafia di Caltanissetta dottor Marino il quale ha affrontato il tema degli intrecci tra mafia politica ed imprenditoria.
“La triade mafia, politica ed imprenditoria – ha affermato il dottor Marino della Dda di Caltanissetta – sono andate sempre a braccetto nel sud. Dalle vicende che hanno riguardato non solo i cavalieri del lavoro, ma anche grossi imprenditori che si sono aggiudicati appalti, noi abbiamo potuto riscontrare sempre la costante presenza dell’adeguamento dell’imprenditore al pagamento alla organizzazione malavitosa e alla gestione dell’appalto da parte del politico. Dietro l’appalto c’è il politico, l’imprenditore da un lato e la criminalità organizzata dall’altro. E ciò ci deve fare pensare perché purtroppo tutti i grossi imprenditori che magari al nord si sono comportati in maniera diversa, quando sono scesi al sud sapevano perfettamente quali erano le regole cui dovevano adeguarsi. Voglio ricordare una dichiarazione che fece Antonio Di Pietro parlando con Paolo Borsellino. Tutti gli imprenditori che da noi hanno confessato, quando gli chiedi di parlare degli appalti della Sicilia, loro stanno zitti. E’ chiaro che esiste una regola diversa per chi opera in Sicilia”.
A coordinare gli interventi è stato Sergio Nigrelli, mentre hanno relazionato Elisa Nuara, don Luigi Petralia, Enrico Ascia (consigliere provinciale Pdci), Rosario Crocetta (sindaco di Gela), Pietro Milazzo (Cgil) e Don Luigi Ciotti.


Autore : Nello Lombardo

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