E' INACCETTABILE IL LIVELLO DI CRIMINALITA'
In questi giorni si sono puntati i riflettori su Napoli e la criminalità diffusa in città, come se si scoprisse un qualcosa di nuovo, fino ad ieri inesistente.
Si propone l'intervento dell'esercito, di dispiegamento di ingenti forze dell'ordine, di un controllo capillare delle criminalità diffusa, dimenticando le carenze intellettuali e strutturali in cui versa Napoli e tutto il Sud.
Napoli come metafora del Sud?
La stessa contiguità del sud-bene e sud-male, l'assenza dello Stato, lo scippo di ogni elementare diritto, alla scuola, al lavoro, alle strutture sportive e ricreative, non è forse lo stesso "male" di cui soffriamo in Sicilia?
La cultura omertosa, il clientelismo, il "favore" anzicchè il diritto, non è forse l'humus ideale al diffondersi del "malaffare", alla crescita della mafia, delle mafie?
Un "intellighenzia" miope, una classe di imprenditori succubi al "pizzo", il voler nascondere negare l'esistenza della mafia, della "malasanità", degli affari e delle corruzioni di politici e professionisti "al di sopra di ogni sospetto", il voler mettere a tacere qualsiasi voce al di fuori del coro servile, beh! Cosa può produre tutto ciò?
E' da questo che bisogna ripartire, una vera rivoluzione culturale che cancelli questa cultura del "furbo", del più forte, della sopraffazione, dello "scippo" quotidiano dei dirittti primari, solo così potremmo risolvere anche il problema della sicurezza, al Sud come al Nord.