
Questa estate, mentre in Sicilia divampavano centinaia di incendi, ho avuto un contatto telefonico con un redattore di GAIA, venuti in provincia di Messina all'indomani del rogo "assassino", che ha provocato diverse vittime.

Ogni giorno, la solita tragedia (assassinii sul lavoro), causati dall'ingordigia di "datori di lavoro" che potrebbero benissimo chiamarsi "negrieri", giacchè per avere maggiori guadagni non applicano le norme di sicurezza.
Oggi è stato varato il nuovo decreto legge per la sicurezza, ma a chè serve se poi non ci sono controlli adeguati, a che serve se non si cambia la mentalità dei "negrieri" da un lato e la cultura; anche a sinistra, di vedere il lavoro (comunque sia) come l'unica panacea, chiudendo gli occhi sulle carenze sul piano della sicurezza e sull'inquinamento ambientale, che se pur dilazionate nel tempo, provocano tragedie di gran lunga maggiori non solo per i dipendenti ma per tutta la popolazione attigua a certi stabilimenti "mostri".
Se aggiungiamo gli enormi costi per le invalidità, le malattie professionali, i danni sulla salute pubblica e nell'ambiente, beh! definire "criminali" i singoli o quelle lobby che provocano ciò non mi pare esagerato.
DIFFERENZIAMOCI
35% CARTA
11% VETRO
9% PLASTICA
7% METALLI
5% TESSUTI
4% MISTI
8% FINI (POLVERE)
21% ORGANICI (UMIDI)
Da questi dati forniti tempo fa dal CNR, si evince che la gran parte dei rifiuti, oltre il 70% (evidenziati in rosso), non sono altro che materiali che potrebbero facilmente essere riciclati, se ci fosse una volontà politica e la giusta informazione e sensibilizzazione, più 8% delle polveri (che in quanto tali non hanno bisogno di nessun trattamento.
Il rimanente 21% : rifiuti organici, possono essere riciclati ottenendo del buon compost , ottimo per l’impiego in agricoltura, o lasciandoli semplicemente essiccare (come facevano un volta) o con tecniche moderne in stabilimenti che ne ricavano anche gas.
La raccolta differenziata ed il riciclaggio attiverebbero una serie di attività legate alla selezione, trasporto, riciclaggio, che darebbero un aiuto all’economia dei territori (creando diversi posti lavoro) diminuirebbero, se non annullerebbero, la tasse sui rifiuti, non intaccherebbero la salute pubblica ed avendo un territorio salubre, potrebbero aiutare lo sviluppo agro-turistico.
Quello che il semplice buon senso consiglia, è attaccato e combattuto con tutti i mezzi, sopratutto con la disinformazione, per garantire i grossi profitti (di pochi) che girano intorno ai rifiuti ed agli inceneritori.
Le emergenze rifiuti creati e voluti da gente inetta ed incapace (nelle migliori ipotesi) che dovrebbero rispondere penalmente dei danni ambientali causati con i loro “piani dei rifiuti” sono solo degli elementi per coprire i grandi “affari”
Intanto
Lettera alla redazione de La Sicilia
Su La Sicilia del 21 giugno scorso, si legge a pag.7 un articolo di Tony Zermo, uno di Paolo Mangiafico ed un'intervista a Felice Crosta di Lillo Miceli sugli inceneritori che ci lasciano esterrefatti per le inesattezze e per le posizioni di parte in essi assunte. Zermo afferma che gli inceneritori in Italia ed Europa esistono da 20 anni, ma sconosce che negli USA, dove sono stati costruiti negli anni '60 facendo i nostri stessi errori, non se ne costruiscono più da 20 anni, ed hanno adottato la raccolta differenziata (di certo non vivono in mezza alla spazzatura come in Campania) e definendo l'incenerimento da epoca dei dinosauri.
Zermo afferma che "le ultime versioni (degli inceneritori) si sono dimostrate affidabili", ma in base a quali dati scientifici? I dati scientifici noi li abbiamo prodotti al Ministero dell'Ambiente e della Sanità ed all'Assessorato Regionale all'Ambiente e dimostrano il contrario. Dal Ministero e dall'Assessorato solo generiche dichiarazioni verbali che gli inceneritori sono innocui (si guardano bene dal metterlo per iscritto). Tanto in Italia non paga mai nessuno: esempio i mesoteliomi pleurici da amianto e per ultimo il mercurio dove Syndial, anche se risarcisce lo fa a titolo "di ristoro per le famiglie" escludendo ogni propria responsabilità. Eppure in entrambi i casi esiste una vastissima letteratura scientifica che li inchioderebbe, ma i processi solamente in Italia finiscono nel nulla o neppure iniziano dopo lunghe istruzioni.
Lo sa lo Zermo che anche le versioni "affidabili" sono sprovviste di filtri capaci di bloccare le nanoparticelle, responsabili delle peggiori patologie? I filtri bloccano fino a particelle di 10µ (10 millesimi di millimetro), le nanoparticelle sono 0,1/0,2µ (ciò a causa dei 1200°C del tanto decantato post-combustore), né ci sono attualmente leggi che ne impongano la misurazione.
Lo Zermo afferma che "Se non ci fossero" gli inceneritori "non sapremmo liberarci dai rifiuti"; è una menzogna! Infatti esiste la raccolta differenziata e sono operanti in tutta Europa sistemi di trattamento che non impiegano l'incenerimento come i TMB (Trattamenti Meccanici Biologici), che operano a temperature intorno ai 70°C (non ai 1200°C degli inceneritori) alle quali temperature le diossine ed i benzofurani non si possono formare, che non producono i 300 kg di ceneri pericolose per tonnellata di rifiuti inceneriti, che non producono nanoparticelle e non immettono in atmosfera le pericolosissime ceneri volanti e milioni di tonnellate di CO2 alla faccia del protocollo di Kyoto.
Lo sa lo Zermo che la costruzione di un TMB si realizza in metà del tempo necessario alla costruzione di un inceneritore e che costa 10 volte in meno rispetto ad un inceneritore?
Ancora lo Zermo sostiene che il sovradimensionamento dei 4 inceneritori siciliani potrebbe far "sorgere il sospetto che si vogliano smaltire in Sicilia anche i rifiuti di altre Regioni", ma questo "porterebbe vantaggi alla comunità locali e alle casse della Regione". Ma a noi siciliani è chiaro che senza dubbio aumenteranno le patologie respiratorie croniche, i tumori e le malattie cronico-degenerative così come sta succedendo dove ci sono altri inceneritori e zone altamente industrializzate e che aumenterà il deficit di cassa della già tanta disastrata Sanità siciliana.
Infine lo Zermo "dimentica" di riferire che gli inceneritori siciliani sono stati autorizzati a bruciare, oltre ai rifiuti urbani anche rifiuti speciali, come da clausola voluta dal Cuffaro nel marzo 2006, aggiunta al contratto stilato tre anni prima fra ATO e gestori degli inceneritori.
Il Mangiafico invidia i cittadini di Augusta che col loro inceneritore "griffato" dall'architetto giapponese Kenzo Tange, uno degli studi di architettura più importanti del mondo (progetto e griffatura naturalmente a carico di chi conferirà la spazzatura) "sarà meta di turisti" come avviene in Austria dove l'inceneritore "rappresenta l'orgoglio di Vienna", a Barcellona, a Copenaghen, a Brescia come dire altro che Megera Iblea, Hangar, forti Garcia e Vittoria, qui abbiamo l'inceneritore più griffato d'Europa e ne siamo orgogliosi, ma si dimentica di dire che questi sono stati costruiti prima del 2004, quando ancora non erano conosciuti gli studi internazionali sugli effetti devastanti del nanoparticolato e si parlava solo e genericamente di diossine. A proposito, secondo gli ultimi dati della comunità scientifica, si stima che, al momento, sono conosciuti circa il 10% delle sostanze prodotte ed emesse dagli inceneritori.
Infine dall'intervista di Lillo Miceli al "superdirigente Felice Crosta", per intenderci quello che percepisce dalla regione Sicilia per il suo lavoro 1.500 euro al giorno, braccio destro di Totò Cuffaro, abbiamo appreso che la raccolta differenziata in Sicilia sarà il 20% entro il 2007 per arrivare al 30% nel 2008, al 50% nel 2009 e al 60% nel 2010. Ma c'è qualche cittadino disposto a credere che lo stesso Crosta, che dopo 7 anni di superdirigenza (sempre con 1.500 EURO/giorno) non è riuscito a portare la raccolta differenziata in Sicilia oltre il valore medio del 5,5% ora ci riuscirà? O davvero credono che ai Siciliani si possono raccontare le frottole che vogliono?
Augusta, 22 giugno 2007
Prof. Luigi Solarino Presidente di Decontaminazione Sicilia
Dott. Giacinto Franco componente equipe sanitaria di Decontaminazione Sicilia
ricevo dall'amico Angelo Gallo
Intervista al Ministro Pecoraro Scanio
«Gli inceneritori? Un bluf siciliano»
«Il governo non ha dato alcuna autorizzazione alla costruzione dei quattro termovalorizzatori in Sicilia». Il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio bacchetta Prodi e attacca Cuffaro. Anche sul finto stop alle trivellazioni petrolifere texane in Val di Noto
Cinzia Della Valle
Palermo (Il manifesto -17.06.07)
Il fastidio più grande è di essere stato attaccato da chi avrebbe voluto dalla sua parte in questi mesi di braccio di ferro con la regione siciliana ma non lo è stato, Claudio Fava per esempio, oltre a quello di essere finito nel tritacarne mediatico, suo malgrado. Ma il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio non nega neppure un certo imbarazzo per come è stata gestita Palazzo Chigi la vicenda dei termovalorizzatori che si vogliono costruire in Sicilia. Il riferimento è alla nota con cui il governo ha annunciato, dopo l'incontro, che aveva raggiunto un accordo, ministro per l'ambiente compreso, con Totò Cuffaro, dando il via libera al piano rifiuti e cancellando con un tratto di penna cinque anni di lotte condotte dai comitati costituiti da centinaia di siciliani e amministratori locali.
Ministro, andiamo con ordine. Fava l'accusa di essere un doroteo: prima firma l'accordo con Cuffaro, poi dopo le polemiche fa marcia indietro e lo revoca.
Con Cuffaro il governo Prodi non ha firmato accordi. In quella riunione a Palazzo Chigi abbiamo discusso della gestione dei rifiuti senza firmare intese. Anzi, ho ribadito davanti a Prodi tutte le mie perplessità sul piano rifiuti della Sicilia. Punto e basta.
Ma è stato proprio palazzo Chigi, alla fine della riunione, a comunicare con una nota ufficiale l'accordo con Cuffaro.
E' stato un errore di comunicazione, e purtroppo non è la prima volta per questo governo.
Qualche collaboratore di Prodi ha sbagliato e Cuffaro ha sfruttato ad arte l'occasione, sostenendo che il governo aveva dato il via libera ai termovalorizzatori. Ripeto, quel via libera non c'è.
Dunque, il ministero dell'Ambiente continua a essere contro i termovalorizzatori.
In quella riunione, e poi gliel'ho scritto il giorno dopo, ho fatto notare a Cuffaro che la sentenza del Tar obbliga la regione a rilasciare l'autorizzazione ambientale integrata, anche se attendo il pronunciamento del Consiglio di stato, rimanendo convinto che sia di competenza del ministero rilasciarla. Davanti a Prodi, a me e ai colleghi Turco e Bersani,
Cuffaro si è soltanto limitato a dire che rispetterà la sentenza. Tra l'altro era stato l'ex ministro Matteoli, col governo Berlusconi, a chiedere a Cuffaro che adeguarsi.
E quindi tutto sarà messo a posto.
No. Questa autorizzazione non si può rilasciare senza fare la caratterizzazione della qualità dell'area nei territori dove si vogliono costruire i termovalorizzatori. E'come concedere una licenza edilizia in assenza del piano regolatore generale.
E le indagini non sono state fatte?
Dopo la sospensione il ministero ha chiesto alle società che hanno in appalto la costruzione degli inceneritori di inviare la documentazione. Una sola ha inviato le carte, le altre no. Dalle verifiche che abbiamo fatto emergerebbe che la caratterizzazione sulla qualità dell'aria non è stata fatta.
Poi c'è il problema della raccolta differenziata, in Sicilia al 5,5%.
Durante la famosa riunione a Palazzo Chigi ho ricordato che la quantità di rifiuti che dovrebbe essere bruciata dai quattro inceneritori è superiore a quella prodotta dai siciliani.
Ciò come minimo fa supporre intanto che tutta la spazzatura sarebbe incenerita, altro che aumento della raccolta differenziata.
Insomma, l'accordo non esiste ed è stato tutto un bluff.
Sono molto arrabbiato e pretenderò le scuse di chi mi ha attaccato pur sapendo che ho cominciato da solo questa difficile battaglia e sicuramente senza l'aiuto di chi avrebbe potuto darmelo, come Fava. Anzi i suoi compagni di partito in Sicilia sono stati i miei peggiori avversari in una battaglia che per me ha anche un valore etico. E poi Cuffaro! Sono esterrefatto dal suo comportamento...»
Ce l'ha col governatore?
Ha bluffato due volte, prima sui termovalorizzatori e poi sulle trivelle in Val di Noto. Come può, lui che rappresenta le istituzioni, dire che la società petrolifera Panther oil rinuncia ai permessi in Val di Noto e poi la stessa società lo corregge spiegando che rinuncia a una piccola parte di area, tra l'altro dove non avrebbe comunque trivellato? Cuffaro in modo plateale utilizza la disinformazione, metodo che apparteneva alla tradizione stalinista.
Anzi, dirò di più...
Prego.
Dallo scorso ottobre la divisione protezione natura del mio ministero chiede alla regione siciliana chiarimenti sulla valutazione d'incidenza nell'area intorno al sito d'interesse comunitario (Sic) della val di Noto, procedura imposta da Bruxelles, che delega i governi nazionali a vigilare sul rispetto delle regole sui Sic. Bene, non abbiamo mai ricevuto risposte. Mercoledì scorso abbiamo inviato una diffida alla regione con la quale chiediamo di revocare le autorizzazioni alla società petrolifera, perché la valutazione d'incidenza è fondamentale prima di ogni attività».
Sui termovalorizzatori s'è parlato anche di un protocollo sulla legalità contro le infiltrazioni mafiose.
Per il momento ho chiesto al Noe di verificare il rispetto della legalità nelle procedure della regione su tutte le materie ambientali
· Mostra mercato di prodotti tipici locali e biologici
· Musiche e canti della tradizione popolare
ISOLA DELLE FEMMINE ESPOSTO DENUNCIA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA PER INQUINAMENTO AMBIENTALE
Il Comitato Cittadino Isola Pulita comunica, di ricevere in un continuo crescendo decine e decine di telefonate da parte dei cittadini allarmati per lo stato di inquinamento, causato forse dalla Italcementi di Isola delle Femmine .(continua)
Intanto a Napoli si sta svolgendo la manifestazione (CLICCA)
Scontri tra forze dell'ordine e manifestanti
NAPOLI - Scontri si sono verificati questa mattina a Serre, nel Salernitano, quando le forze dell'ordine hanno sfondato il blocco costituito dai manifestanti per impedire l'accesso nell'area dove dovrà essere realizzata una delle quattro discariche indicate nel decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri per fronteggiare la grave emergenza rifiuti in Campania.
Tre persone sono rimaste contuse e sono state trasportate all'ospedale di Eboli. La tensione nel sito è altissima. I militari del Genio hanno già avviato i lavori di sbancamento e pulizia all'interno della cava di Valle dei Mulini. Il presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, presente sul posto, è entrato nel cantiere ed ha chiesto la sospensione dei lavori. (segue ANSA)
Mentre i contusi raccontano di essere stati trattati come bestie, il Ministro Amato, minimizza affermando che c'è stata solo qualche spinta.
Noi pensiamo che sia inammissibile tale atteggiamento verso chi pacificamente contesta la scellerata "politica" dell'emergenza e dei commissariamenti dei rifiuti, che ha prodotto e produce disastri ambientali e pericolo per la salute pubblica.
Si colpiscano i responsabili che hanno determinato tutto ciò, con la loro inettitudine, ed in deroga alle leggi e norme comunitarie per la raccolta differenziata.
Si applichi da subito, il DDL sugli ECO-REATI (CLICCA).
Si faccia la raccolta porta a porta e differenziata.
Si blocchino gli incentivi CP6 (finanziamenti per le energie alternative, che soltanto in Italia vengono erogati per la gestione degli inceneritori).
Si faccia soprattutto della corretta informazione, sui danni che (gli inceneritori) provocano all'ambiente ed alla salute pubblica.
Si entri in un nuovo modo di concepire "il rifiuto", materiale da riciclare, quindi una risorsa.
E' importante quindi che il 19 maggio 2007, da tutt'Italia si sia presenti a Napoli, alla manifestazione:
PER LA SALUTE CONTRO LE NOCIVITA' VERSO RIFIUTI ZERO
NAPOLI 19 MAGGIO 2007 ore 15
Morti bianche: i caschi blu dell’Onu
per fermare questa guerra
Dino Tibaldi
Roma 28 marzo 2007
Al punto in cui siamo arrivati sarebbe necessario chiedere l’intervento dei caschi blu dell’Onu per bloccare la lunga serie di vittime della guerra del lavoro, che solo per pudore chiamiamo morti bianche. (continua a leggere)
---------------------------
Credo che innanzi tutto bisognerebbe chiamarli col proprio nome.
Sono dei veri e propri omicidi, che vengono perpetrati e perpetuati impunemente. finiamola di chiamarli incidenti sul lavoro o morti bianche.
Scusatemi, ma per me vivo nell'estremo sud, dove la precarietà ed il lavoro nero è norma, dove il sottosviluppo è pianificato, dove ogni diritto primario è negato (lavoro, sanità, scuola, impanti sportivi, ecc.. ecc..), dove lo stato è assente, ed i politici (anche di sinistra) spesso sono collusi con le mafie, credo che sia necessaria un'azione forte e chiara da parte dello stato e dalla politica, per debellare queste stragi, che sono solo la parte visibile del danno insanabile alla salute ed all'ambiente, che gli appetiti ed il facile guadagno di pochi, provocano agli operai ed alle popolazioni.
Sul lavoro e sull'operaismo, anche noi dovremmo fare una rivoluzione culturale per capire veramente cosa intendiamo, giacchè molte volte anche a "sinistra" abbiamo dimostrato un grave miopia.
L'importante era ed è avere qualche posto di lavoro, anche se questo (lavoro) si rivela una vera e propria "condanna a morte" (anche la mafia crea posti di lavoro) per gli addetti e per la popolazione locale (la petrolchimica in sicilia o altri impianti altrettanto dannosi, dovrebbero insegnar qualcosa).
Un lavoro che non sia precario, un lavoro che crei sviluppo economico e culturale, un lavoro che rispetti tutte le norme di sicurezza per gli operai e per l'ambiente.
Anche su questo, malgrado i tragici segnali sulla variazione del clima, ed i ripensamenti in tutto il mondo, abbiamo dei gravi ritardi, camuffiamo ancora come progresso questa marcia alla catastrofe finale.
Vorrei parlare dei CIP6, dei fondi strutturali della comunità europea, di come vengono elargiti e sprecati in tanti rivoli per creare soprattutto "clientelismo", altro che sviluppo, ma spero che ne avremo modo in seguito.
AUGURI
---------------------------
Aggiornamento:
Ho sentito proprio adesso sul TG1, nel 2006 i morti (ufficiali) sono stati 1280 (naturalmente, non ci sono quelli trasparenti, che nessuno vede o camuffati, non solo nel napoletano, ma in tutta italia), mentre gli infortunati sono ben 97.000 (di questi quanti sono sopravvissuti o rimasti con gravissime mutilazioni, non lo sappiamo), per non parlare di chi operaio o semplice persona che abita nelle vicinanze di certi "stabilimenti", avra una morte lenta per i fumi ed i veleni che spargono nell'aria e nelle falde acquifere.
Altro che guerra
E tutto ciò nell'indifferenza generale!
ORA BASTA! lunedi19 MARZO ore 17.00 MANIFESTAZIONE in piazza DUOMO In concomitanza con la riunione straordinaria del Consiglio su “Catania Risorse” |