venerdì, 05 ottobre 2007
INCENDI NIENTE AFFATTO SPONTANEI






Il procuratore aggiunto Enzo Serpotta, ha rivelato che ci sarebbero stati rifiuti tossici di diversa natura tra quelli accatastati nella discarica abusiva di Nesima.

C'era anche poliuretano, un materiale altamente tossico, mentre continuano gli accertamenti sulla tossicità della "nube".

Questa estate, mentre in Sicilia divampavano centinaia di incendi, ho avuto un contatto telefonico con un redattore di GAIA, venuti in provincia di Messina all'indomani del rogo "assassino", che ha provocato diverse vittime.

Dicevo, allora che bisognerebbe indagare veramente, su molti di questi roghi, che magari interesseranno gli speculatori e quant'altri, ma in realtà servono ad annullare le tracce dei rifiuti "tossici" disseminati  nelle molte discariche abusive delle zone periferiche di tutte le città e paesi del Sud.

Ebbene quello dell'altro ieri a Nesima (un quartiere di Catania) è una conferma che troppe volte non vogliamo vedere.

Vedi documento tratto da "La Sicilia" cronaca di Catania (04-10-2007


Intanto dopo che alcuni giorni fà, il Sindaco di Gela Crocetta, aveva proposto un nuovo "vespro siciliano", cioè l'invio dell'esercito per combattere la "mafia",  anche Rita Borsellino lo sollecita con una lettera al primier Romano Prodi: "Intervenga l'esercito, situazione critica"
postato da: pieroC alle ore 00:49 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, ambiente, mafia
domenica, 23 settembre 2007
Ricevo da Domenico Stimolo

A proposito della grande manifestazione palermitana del 22 settembre contro gli INCENERITORI….. e sul quasi assoluto  SILENZIO STAMPA.

 Sabato sera - 22 settembre - tornando a Catania, dopo quasi 15 ore di dinamica “trasferta”, ero convinto di avere partecipato ad una grande evento direttamente connesso ai principali quotidiani interessi della popolazione siciliana.

Ebbene, il 23 mattina, “sceso” in edicola, sono stato costretto a “rieducarmi”.

 Era stato tutto un fantastico sogno.

A parere di carta giornalistica stampata è stato proprio così!

 Non è successo proprio nulla.

Mi son dato due scoppole in faccia, giusto per capire se fossi sveglio, dormiente…o sognante.

 Stante le “valutazioni” della “grande” carta stampata siciliana il ventidue settembre non è proprio successo nulla in Sicilia sull’enorme problema che riguarda la monnezza: inceneritori, gestione dei rifiuti, differenziata, stratosferiche tariffe siciliane.

 Sul quotidiano “ La Sicilia ”: silenzio stampa

Sul quotidiano “Gazzetta del Sud”: silenzio stampa

Sul quotidiano “Giornale di Sicilia”…..si “avanza un dubbio”: viene riportata piccola nota: “ mille partecipanti”, accompagnata da foto.

Riguardo l’eventuale informazione pubblicata dal quotidiano “ La Repubblica ”, edizione Palermo/ Sicilia occidentale, qui a Catania e nell’isola orientale, nulla è da sapere, dato le ben note “giustificazioni” determinate dal monopolio…….antico stile “sale e tabacchi”. Semplicemente, nelle edicole delle nostre zone non è possibile trovare copia del suddetto quotidiano corredato dalle cronache siciliane.

Quasi, quasi, ero tentato, pur di sapere cosa fosse successo nel luogo del “misfatto”, di andare nel più vicino, a noi catanesi, luogo che usufruisce di una più larga libertà di stampa: sul “confine” nisseno. Giusto per avere un ulteriore contributo che mi permettesse di capire se il tutto fosse stato sogno o realtà.

 Meno male che a far giustizia informativa aveva già pensato il TG3 regionale, edizione 19.30 di sabato, che, oltre un’ampia visione della manifestazione, ha confermato la presenza degli oltre tremila partecipanti. Grazie Tg3, per il ruolo svolto di informazione libera e democratica.

 Anche se il giorno dopo è stata oscurata, la manifestazione realmente c’è stata.

 Il corteo, partito alle ore 15.00, da piazza S.Cristina – estrema periferia palermitana nel quartiere di Borgonuovo -, è stato, contrariamente ai silenzi stampa,  ben visibile, animato, e “gridato”.

 Largamente partecipato da migliaia di cittadini siciliani provenienti in particolare, ma non solo, dalle quattro aree interessate alla preventivata realizzazione dei quattro enormi velenosi inceneritori: Pa/Bellolampo, Augusta, Paternò, Casteltermini.

Moltissimi i giovani, le rappresentanze delle associazioni ambientaliste, in particolare: Wwf, Legambiente, Greenpeace, e di tanti Comitati e composizioni della società civile. Folte le delegazioni dei partiti della sinistra palermitana, in specie prc, pdci e verdi ( assenti, per quel che si è visto, ds e margherita) e delle organizzazioni sindacali aderenti, Cgil e Cobas.

Tra i non molti rappresentanti della politica istituzionali partecipanti c’erano Rita Borsellino, Leoluca Orlando, Giusto Catania, alcuni deputati regionali della sinistra.

Da Paternò era presente una consistente delegazione di circa sessanta persone. Significativa la numerosa presenza di lavoratori del settore provenienti da Acireale ( con due autobus).

In una diecina  circa  ( molto pochi) venivamo da Catania  città.

Dopo circa quattro ore, il lungo corteo, dopo avere vivacemente ribadito la propria netta contrarietà alla realizzazione dei quattro megainceneritori, al piano regionale dei rifiuti del governo Cuffaro, agli enormi aumenti operati sulla Tassa rifiuti in tutte le aree siciliane, alla strutturale inettitudine a condurre raccolta differenziata e riciclaggio, si è concluso nell’area di Bellolampo – a sei kilometri da Palermo – dove vorrebbero realizzare l’inceneritore.  

I siciliani c’erano a Bellolampo. Tanti, uomini e donne, giovani.

Di fronte al grande evento che riguarda un questione centrale di noi siciliani solo la stampa siciliana è stata incomprensibilmente silente.

 

Domenico Stimolo     del “Comitato per la Partecipazione e Democrazia “ di Catania  

 
postato da: pieroC alle ore 23:00 | Permalink | commenti (24)
categoria:politica, ambiente, informazione
mercoledì, 01 agosto 2007














Gli omicidi bianchi non vanno in vacanza. Tra ieri e questa mattina abbiamo avuto notizia di ben cinque morti sul lavoro nell’arco di 24 ore. Si tratta di un record tristissimo, cifre da guerra non dichiarata. Morti che si consumano mentre alla Camera si sta avviando la discussione finale, quindi ci auguriamo l’approvazione, del Testo Unico sulla sicurezza. Un tassello importante per cercare di arginare un fenomeno che appare tremendo ed ineluttabile. Il Parlamento deve fare in fretta, per tutti i lavoratori e per i moltissimi, troppi che non ci sono più.









Ogni giorno, la solita tragedia (assassinii sul lavoro), causati dall'ingordigia di "datori di lavoro" che potrebbero benissimo chiamarsi "negrieri", giacchè per avere maggiori guadagni non applicano le norme di sicurezza.

Oggi è stato varato il nuovo decreto legge per la sicurezza, ma a chè serve se poi non ci sono controlli adeguati, a che serve se non si cambia la mentalità dei "negrieri" da un lato e la cultura; anche a sinistra, di vedere il lavoro (comunque sia) come l'unica panacea, chiudendo gli occhi sulle carenze sul piano della sicurezza e sull'inquinamento ambientale, che se pur dilazionate nel tempo, provocano tragedie di gran lunga maggiori non solo per i dipendenti ma per tutta la popolazione attigua a certi stabilimenti "mostri".


Se aggiungiamo gli enormi costi per le invalidità, le malattie professionali, i danni sulla salute pubblica e nell'ambiente, beh! definire "criminali" i singoli o quelle lobby che provocano ciò non mi pare esagerato.

postato da: pieroC alle ore 23:08 | Permalink | commenti (19)
categoria:ambiente, lavoro, salute, informazione, stragi
sabato, 07 luglio 2007

DIFFERENZIAMOCI



pattumiera35% CARTA


11% VETRO


 9% PLASTICA


 7% METALLI


 5% TESSUTI


 4% MISTI


 8% FINI (POLVERE)


21% ORGANICI (UMIDI)



Da questi dati forniti tempo fa dal CNR, si evince che la gran parte dei rifiuti, oltre il 70% (evidenziati in rosso), non sono altro che materiali che potrebbero facilmente essere riciclati, se ci fosse una volontà politica e la giusta informazione e sensibilizzazione, più 8% delle polveri (che in quanto tali non hanno bisogno di nessun trattamento.


 compostaggio_gen 


 Il rimanente 21% : rifiuti organici, possono essere riciclati ottenendo del buon compost , ottimo per l’impiego in agricoltura, o lasciandoli semplicemente essiccare (come facevano un volta) o con tecniche moderne in stabilimenti che ne ricavano anche gas.



imp_compostaggioLa raccolta differenziata ed il riciclaggio attiverebbero una serie di attività legate alla selezione, trasporto, riciclaggio, che darebbero un aiuto all’economia dei territori (creando diversi posti lavoro) diminuirebbero, se non annullerebbero,  la tasse sui rifiuti, non intaccherebbero la salute pubblica ed avendo un territorio salubre, potrebbero aiutare lo sviluppo agro-turistico.



Quello che il semplice buon senso consiglia, è attaccato e combattuto con tutti i mezzi, sopratutto con la disinformazione, per garantire i grossi profitti (di pochi) che girano intorno ai rifiuti ed agli inceneritori.



Le emergenze rifiuti creati e voluti da gente inetta ed incapace (nelle migliori ipotesi) che dovrebbero rispondere penalmente dei danni ambientali causati con i loro “piani dei rifiuti” sono solo degli elementi per coprire i grandi “affari”



Intanto la Corte di giustizia dell'Unione europea condanna lo Stato italiano per la mancata valutazione di impatto ambientale per la Terza linea dell'inceneritore ASM, proprietaria del tanto decantato inceneritore di Brescia che "sembra che a livello internazionale i riconoscimenti li sappia ottenere solo da Enti sponsorizzati dagli stessi costruttori dell'impianto, come nel caso del famoso 1° premio,  mentre raccoglie condanne quando a valutare sono Istituzioni pubbliche,autorevoli ed indipendenti, come l'UE".      

postato da: pieroC alle ore 20:39 | Permalink | commenti (15)
categoria:ambiente, salute, informazione, rifiuti
domenica, 24 giugno 2007

Lettera alla redazione de La Sicilia


Su La Sicilia del 21 giugno scorso, si legge a pag.7 un articolo di Tony Zermo, uno di Paolo Mangiafico ed un'intervista a Felice Crosta di Lillo Miceli sugli inceneritori che ci lasciano esterrefatti per le inesattezze e per le posizioni di parte in essi assunte. Zermo afferma che gli inceneritori in Italia ed Europa esistono da 20 anni, ma sconosce che negli USA, dove sono stati costruiti negli anni '60 facendo i nostri stessi errori, non se ne costruiscono più da 20 anni, ed hanno adottato la raccolta differenziata (di certo non vivono in mezza alla spazzatura come in Campania) e definendo l'incenerimento da epoca dei dinosauri.


Zermo afferma che "le ultime versioni (degli inceneritori) si sono dimostrate affidabili", ma in base a quali dati scientifici? I dati scientifici noi li abbiamo prodotti al Ministero dell'Ambiente e della Sanità ed all'Assessorato Regionale all'Ambiente e dimostrano il contrario. Dal Ministero e dall'Assessorato solo generiche dichiarazioni verbali che gli inceneritori sono innocui (si guardano bene dal metterlo per iscritto). Tanto in Italia non paga mai nessuno: esempio i mesoteliomi pleurici da amianto e per ultimo il mercurio dove Syndial, anche se risarcisce lo fa a titolo "di ristoro per le famiglie" escludendo ogni propria responsabilità. Eppure in entrambi i casi esiste una vastissima letteratura scientifica che li inchioderebbe, ma i processi solamente in Italia finiscono nel nulla o neppure iniziano dopo lunghe istruzioni.


Lo sa lo Zermo che anche le versioni "affidabili" sono sprovviste di filtri capaci di bloccare le nanoparticelle, responsabili delle peggiori patologie? I filtri bloccano fino a particelle di 10µ (10 millesimi di millimetro), le nanoparticelle sono 0,1/0,2µ (ciò a causa dei 1200°C del tanto decantato post-combustore), né ci sono attualmente leggi che ne impongano la misurazione.


Lo Zermo afferma che "Se non ci fossero" gli inceneritori "non sapremmo liberarci dai rifiuti"; è una menzogna! Infatti esiste la raccolta differenziata e sono operanti in tutta Europa sistemi di trattamento che non impiegano l'incenerimento come i TMB (Trattamenti Meccanici Biologici), che operano a temperature intorno ai 70°C (non ai 1200°C degli inceneritori) alle quali temperature le diossine ed i benzofurani non si possono formare, che non producono i 300 kg di ceneri pericolose per tonnellata di rifiuti inceneriti, che non producono nanoparticelle e non immettono in atmosfera le pericolosissime ceneri volanti e milioni di tonnellate di CO2 alla faccia del protocollo di Kyoto.


Lo sa lo Zermo che la costruzione di un TMB si realizza in metà del tempo necessario alla costruzione di un inceneritore e che costa 10 volte in meno rispetto ad un inceneritore?


Ancora lo Zermo sostiene che il sovradimensionamento dei 4 inceneritori siciliani potrebbe far "sorgere il sospetto che si vogliano smaltire in Sicilia anche i rifiuti di altre Regioni", ma questo "porterebbe vantaggi alla comunità locali e alle casse della Regione". Ma a noi siciliani è chiaro che senza dubbio aumenteranno le patologie respiratorie croniche, i tumori e le malattie cronico-degenerative così come sta succedendo dove ci sono altri inceneritori e zone altamente industrializzate e che aumenterà il deficit di cassa della già tanta disastrata Sanità siciliana.


Infine lo Zermo "dimentica" di riferire che gli inceneritori siciliani sono stati autorizzati a bruciare, oltre ai rifiuti urbani anche rifiuti speciali, come da clausola voluta dal Cuffaro nel marzo 2006, aggiunta al contratto stilato tre anni prima fra ATO e gestori degli inceneritori.


Il Mangiafico invidia i cittadini di Augusta che col loro inceneritore "griffato" dall'architetto giapponese Kenzo Tange, uno degli studi di architettura più importanti del mondo (progetto e griffatura naturalmente a carico di chi conferirà la spazzatura) "sarà meta di turisti" come avviene in Austria dove l'inceneritore "rappresenta l'orgoglio di Vienna", a Barcellona, a Copenaghen, a Brescia come dire altro che Megera Iblea, Hangar, forti Garcia e Vittoria, qui abbiamo l'inceneritore più griffato d'Europa e ne siamo orgogliosi, ma si dimentica di dire che questi sono stati costruiti prima del 2004, quando ancora non erano conosciuti gli studi internazionali sugli effetti devastanti del nanoparticolato e si parlava solo e genericamente di diossine. A proposito, secondo gli ultimi dati della comunità scientifica, si stima che, al momento, sono conosciuti circa il 10% delle sostanze prodotte ed emesse dagli inceneritori.


Infine dall'intervista di Lillo Miceli al "superdirigente Felice Crosta", per intenderci quello che percepisce dalla regione Sicilia per il suo lavoro 1.500 euro al giorno, braccio destro di Totò Cuffaro, abbiamo appreso che la raccolta differenziata in Sicilia sarà il 20% entro il 2007 per arrivare al 30% nel 2008, al 50% nel 2009 e al 60% nel 2010. Ma c'è qualche cittadino disposto a credere che lo stesso Crosta, che dopo 7 anni di superdirigenza (sempre con 1.500 EURO/giorno) non è riuscito a portare la raccolta differenziata in Sicilia oltre il valore medio del 5,5% ora ci riuscirà? O davvero credono che ai Siciliani si possono raccontare le frottole che vogliono?


Augusta, 22 giugno 2007


Prof. Luigi Solarino Presidente di Decontaminazione Sicilia


Dott. Giacinto Franco componente equipe sanitaria di Decontaminazione Sicilia


postato da: pieroC alle ore 11:14 | Permalink | commenti (15)
categoria:ambiente, salute, informazione, rifiuti ed ambiente
giovedì, 21 giugno 2007
DOCUMENTO DELLA CGIL SICILIA

Accordo del 12 giugno 2007 Governo – Regione Sicilia sui Termovalorizzatori

 

 

E’ da tempo che la CGIL siciliana pone al centro del dibattito sindacale e politico i temi dell’ambiente, della salute, della sicurezza nel lavoro, dello sviluppo e del consumo sostenibile.

Sono stati elaborati fin dal 2004 due Documenti unitari CGIL-CISL-UIL per la riscrittura del Piano dei Rifiuti Regionale, contenenti proposte in merito; è del 7 maggio u.s. una nota di osservazioni e proposte sugli ATO Rifiuti, consegnata all’Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque nel corso di una convocazione sul ridimensionamento degli ATO previsto in Finanziaria Regionale; risale al 26 marzo u.s. l’audizione della CGIL Sicilia presso la Prefettura di Catania in cui si è potuto consegnare alla 13a Commissione Parlamentare Territorio Ambiente Beni Ambientali, la posizione sindacale in merito alle emergenze ambientali in Sicilia con particolare riferimento alle problematiche connesse alla realizzazione di termovalorizzatori e allo smaltimento dei rifiuti.

Nell’ultimo convegno, infine, promosso il 5 Giugno scorso, dal titolo “Una rivoluzione energetica per un nuovo modello di sviluppo”, si è sostenuto che la Sicilia deve diventare il centro propulsore dell’intera area euro - mediterranea per la ricerca, lo sviluppo di tecnologie nella produzione di fonti rinnovabili ed idrogeno.

Abbiamo chiesto con forza una nuova politica industriale per un nuovo modello di sviluppo: non più cattedrali nel deserto ma industrie innovative e “verdi”, poli energetici più sinergici, più “leggeri” e compatibili ecologicamente.

La risposta del governo nazionale e regionale alle nostre richieste, alle proposte e piattaforme presentate, è stata invece l’ intesa del 12 giugno scorso che potrebbe trasformare la Sicilia in una grande piattaforma al centro del Mediterraneo per l’incenerimento dei rifiuti e l’emissione di gas altamente inquinanti, aggravando una situazione già fortemente penalizzante per la salute dei cittadini: la nostra regione sopporta, infatti, il 15% di tutte le emissioni di gas serra del paese con appena il 3% di presenza di industrie in ambito nazionale.

Le decisioni del governo nazionale e regionale danno un colpo di spugna alle lotte delle popolazioni interessate, dei cittadini, delle forze sociali, sindacali ed ambientaliste che hanno contestato aspramente il piano rifiuti del governo Cuffaro.

Non bastano i distinguo a posteriori del Ministro dell’Ambiente, presente al vertice del 12 giugno tra Governo Regionale e Nazionale, distinguo incomprensibili a fronte dell’enfasi con cui lo stesso Pecorario Scanio annunciava solo il 5 giugno scorso la definizione di linee guida per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti, dichiarando -non più soltanto inceneritori-.

Un colpo di spugna alla audizione della Commissione parlamentare che il 26 marzo scorso aveva ascoltato il Sindacato e le Associazioni di cittadini ed ambientalisti.

Un colpo di spugna alle contestazioni mosse dalla Commissione Europeaalla gestione dell’emergenza ed alla procedura di attuazione del piano di gestione dei rifiuti considerata illegittima, e alla successiva condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia UE, per non avere assicurato lo smaltimento dei rifiuti senza pericoli per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Pesantissimo è stato anche il giudizio della Corte dei Conti, secondo cui la violazione delle direttive europee in materia di appalti pubblici, ha comportato l’affidamento della realizzazione dei quattro grandi inceneritori a prescindere dall’acquisizione dell’informativa antimafia. Tale comportamento, definito “particolarmente imprudente” dalla Corte, ha comportato che una delle società riunite in associazione temporanea di imprese, aggiudicataria di due dei quattro inceneritori, risultasse infiltrata dalla criminalità mafiosa.

E’ per tutto questo che va ben chiarito e attenzionato il “protocollo per la legalità” a cui si riferisce l’accordo del 12 giugno.

I dati riferiti all’analisi della Corte dei Conti nei sette anni di gestioni commissariali, dal 1999 al 2005, evidenziano come la percentuale in Italia dei rifiuti smaltiti in discarica è passata dal 76,7% al 54,3%, in Sicilia il dato è sconcertante: dal 97,2% al 90,7%, meno di sette punti.

La raccolta differenziata nella nostra regione è cresciuta dall’1% del 1998 al 5,5% del 2005, mentre la media nazionale era pari al 23,3%.

Secondo la Corte, al giugno del 2006, risultavano ben 18 ricorsi amministrativi, 10 dei quali da parte dei Comuni, che ritardavano le attività ed evidenziavano un costante misconoscimento del parere dei cittadini, delle amministrazioni locali delle associazioni sindacali ed ambientaliste.

Nessuno dei 26 impianti di selezione della frazione secca è operante, uno solo è stato realizzato.

Dei 35 impianti di compostaggio uno solo è stato realizzato, nessuno è nella fase di realizzazione.

Il governo regionale ha, nel febbraio scorso, promulgato una legge che riduce, con un ritardo di oltre 5 anni rispetto agli obblighi europei e nazionali ( il 35% entro il 2003 ), gli obiettivi di incremento della raccolta differenziata portandoli nel l’anno 2007 al 20%; nel 2008 al 30%; nel 2009 al 50%; nel 2010 al 60% .

L’accordo del 12 giugno, a soli quattro mesi dalla promulgazione della suddetta legge promette un’ improvvisa e miracolosa accelerazione! che rappresenta una delle condizioni per riprendere la costruzione dei termovalorizzatori

In Sicilia si sono raggiunti due soli primati sullo smaltimento dei rifiuti: tra le più basse percentuali di raccolta differenziata d’Italia ed il più alto numero di ATO, che malgrado le disposizioni contenute in Finanziaria Regionale non si riescono ancora a ridurre.

Il Piano regionale sui rifiuti si è dimostrato, quindi, un completo fallimento, poiché sovverte tutti i principi comunitari e nazionali sullo smaltimento dei rifiuti, essendo fondato sulla preponderanza assoluta dell’incenerimento dei rifiuti che comporta, di fatto, la totale disincentivazione della raccolta differenziata, malgrado le promesse, difficili da mantenere, del 12 giugno u.s..

Un ricorso così massiccio all’incenerimento determinerebbe, nei quattro siti previsti, un preoccupante aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera, che seppur ridotte del 50%, nel caso in cui l’accordo dovesse essere applicato, sarebbero ugualmente pericolose e potrebbero non essere controllabili, vista la mancanza strutturale ed atavica nella nostra Regione di un sistema di monitoraggio efficiente ed efficace, in grado di verificare e controllare le emissioni.

I livelli delle emissioni per le sostanze tossiche e persistenti (diossine, furani, etc…), pur rientrando nei “limiti di legge”, risultano non compatibili ambientalmente col territorio e con le popolazioni esposte, in base ai parametri indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 Inquietante risulta, inoltre, quanto si sta verificando presso l’Assessorato Territorio e Ambiente del Servizio 3 “Tutela dell’inquinamento atmosferico e della Unità Operativa S3.I “Autorizzazione alle emissioni in atmosfera” da cui dovrebbe essere rilasciata il 26 giugno p.v. l’Autorizzazione Integrata Ambientale per uno dei 4 inceneritori, quello di Bellolampo. Il contenzioso dal 2005 in atto presso tale Servizio rischia, infatti, di creare preoccupanti coincidenze all’interno di un iter che impone, invece, massima trasparenza e chiarezza.

Il preanunciato licenziamento di due funzionari che avevano denunciato irregolarità e probabile rigetto delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori di Bellolampo va subito chiarito dalla Magistratura e dagli organi competenti per restituire credibilità a tutto l’iter istruttorio.

Per tutte le ragioni esposte, la gestione del Piano dei rifiuti in Sicilia risulta fallimentare né è stata migliorata dalla istituzione dell’Agenzia regionale per i Rifiuti e le Acque dopo la fase del commissariamento conclusasi il 31 maggio 2006.

La nuova Agenzia, nata sostanzialmente perché i fondi europei non potevano essere utilizzati con gestione commissariale, di fatto continua a svolgere, come in passato, gli stessi compiti con gli stessi uomini e purtroppo con gli stessi risultati.

La CGIL continuerà, pertanto, la sua lotta contro l’attuale piano regionale dei rifiuti, promuovendo inizi
postato da: pieroC alle ore 07:48 | Permalink | commenti (10)
categoria:politica, ambiente, rifiuti
mercoledì, 20 giugno 2007

ricevo dall'amico Angelo Gallo




Intervista al Ministro Pecoraro Scanio






«Gli inceneritori? Un bluf siciliano»






«Il governo non ha dato alcuna autorizzazione alla costruzione dei quattro termovalorizzatori in Sicilia». Il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio bacchetta Prodi e attacca Cuffaro. Anche sul finto stop alle trivellazioni petrolifere texane in Val di Noto






Cinzia Della Valle






Palermo (Il manifesto -17.06.07)






Il fastidio più grande è di essere stato attaccato da chi avrebbe voluto dalla sua parte in questi mesi di braccio di ferro con la regione siciliana ma non lo è stato, Claudio Fava per esempio, oltre a quello di essere finito nel tritacarne mediatico, suo malgrado. Ma il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio non nega neppure un certo imbarazzo per come è stata gestita Palazzo Chigi la vicenda dei termovalorizzatori che si vogliono costruire in Sicilia. Il riferimento è alla nota con cui il governo ha annunciato, dopo l'incontro, che aveva raggiunto un accordo, ministro per l'ambiente compreso, con Totò Cuffaro, dando il via libera al piano rifiuti e cancellando con un tratto di penna cinque anni di lotte condotte dai comitati costituiti da centinaia di siciliani e amministratori locali.






Ministro, andiamo con ordine. Fava l'accusa di essere un doroteo: prima firma l'accordo con Cuffaro, poi dopo le polemiche fa marcia indietro e lo revoca.



Con Cuffaro il governo Prodi non ha firmato accordi. In quella riunione a Palazzo Chigi abbiamo discusso della gestione dei rifiuti senza firmare intese. Anzi, ho ribadito davanti a Prodi tutte le mie perplessità sul piano rifiuti della Sicilia. Punto e basta.






Ma è stato proprio palazzo Chigi, alla fine della riunione, a comunicare con una nota ufficiale l'accordo con Cuffaro.



E' stato un errore di comunicazione, e purtroppo non è la prima volta per questo governo.



Qualche collaboratore di Prodi ha sbagliato e Cuffaro ha sfruttato ad arte l'occasione, sostenendo che il governo aveva dato il via libera ai termovalorizzatori. Ripeto, quel via libera non c'è.






Dunque, il ministero dell'Ambiente continua a essere contro i termovalorizzatori.



In quella riunione, e poi gliel'ho scritto il giorno dopo, ho fatto notare a Cuffaro che la sentenza del Tar obbliga la regione a rilasciare l'autorizzazione ambientale integrata, anche se attendo il pronunciamento del Consiglio di stato, rimanendo convinto che sia di competenza del ministero rilasciarla. Davanti a Prodi, a me e ai colleghi Turco e Bersani,



Cuffaro si è soltanto limitato a dire che rispetterà la sentenza. Tra l'altro era stato l'ex ministro Matteoli, col governo Berlusconi, a chiedere a Cuffaro che adeguarsi.






E quindi tutto sarà messo a posto.



No. Questa autorizzazione non si può rilasciare senza fare la caratterizzazione della qualità dell'area nei territori dove si vogliono costruire i termovalorizzatori. E'come concedere una licenza edilizia in assenza del piano regolatore generale.






E le indagini non sono state fatte?



Dopo la sospensione il ministero ha chiesto alle società che hanno in appalto la costruzione degli inceneritori di inviare la documentazione. Una sola ha inviato le carte, le altre no. Dalle verifiche che abbiamo fatto emergerebbe che la caratterizzazione sulla qualità dell'aria non è stata fatta.






Poi c'è il problema della raccolta differenziata, in Sicilia al 5,5%.



Durante la famosa riunione a Palazzo Chigi ho ricordato che la quantità di rifiuti che dovrebbe essere bruciata dai quattro inceneritori è superiore a quella prodotta dai siciliani.



Ciò come minimo fa supporre intanto che tutta la spazzatura sarebbe incenerita, altro che aumento della raccolta differenziata.






Insomma, l'accordo non esiste ed è stato tutto un bluff.



Sono molto arrabbiato e pretenderò le scuse di chi mi ha attaccato pur sapendo che ho cominciato da solo questa difficile battaglia e sicuramente senza l'aiuto di chi avrebbe potuto darmelo, come Fava. Anzi i suoi compagni di partito in Sicilia sono stati i miei peggiori avversari in una battaglia che per me ha anche un valore etico. E poi Cuffaro! Sono esterrefatto dal suo comportamento...»






Ce l'ha col governatore?



Ha bluffato due volte, prima sui termovalorizzatori e poi sulle trivelle in Val di Noto. Come può, lui che rappresenta le istituzioni, dire che la società petrolifera Panther oil rinuncia ai permessi in Val di Noto e poi la stessa società lo corregge spiegando che rinuncia a una piccola parte di area, tra l'altro dove non avrebbe comunque trivellato? Cuffaro in modo plateale utilizza la disinformazione, metodo che apparteneva alla tradizione stalinista.



Anzi, dirò di più...






Prego.



Dallo scorso ottobre la divisione protezione natura del mio ministero chiede alla regione siciliana chiarimenti sulla valutazione d'incidenza nell'area intorno al sito d'interesse comunitario (Sic) della val di Noto, procedura imposta da Bruxelles, che delega i governi nazionali a vigilare sul rispetto delle regole sui Sic. Bene, non abbiamo mai ricevuto risposte. Mercoledì scorso abbiamo inviato una diffida alla regione con la quale chiediamo di revocare le autorizzazioni alla società petrolifera, perché la valutazione d'incidenza è fondamentale prima di ogni attività».






Sui termovalorizzatori s'è parlato anche di un protocollo sulla legalità contro le infiltrazioni mafiose.



Per il momento ho chiesto al Noe di verificare il rispetto della legalità nelle procedure della regione su tutte le materie ambientali







 

postato da: pieroC alle ore 14:50 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, ambiente
martedì, 19 giugno 2007

LE RAGIONI DEL “NO”

Termovalorizzatori in Sicilia

di Claudio Fava



In nome di quale emergenza, di quale oscura necessità politica il governo Prodi ha regalato a Totò Cuffaro il proprio assenso al più devastante piano di rifiuti mai pensato per la Sicilia? In nome di quale ecumenismo istituzionale i ministri Pecoraro Scanio e Livia Turco hanno apposto la loro firma su un accordo che prevede la costruzione in Sicilia dei quattro più grandi termovalorizzatori d'Europa? Sembra serio aver barattato il nostro consenso per l'impegno verbale del governatore Cuffaro a riportare la Sicilia ai livelli di decenza europea nella raccolta differenziata? Oggi si sfiora a malapena il 5 per cento, nell'Isola. A fronte di norme europee e nazionali che fissano limiti sette volte più alti. E senza una raccolta selettiva a monte, negli inceneritori rischia di arrivare una quantità indifferenziata di rifiuti, dai derivati del cloro ai metalli pesanti. La conseguenza (conseguenza chimica, non politica) è la produzione di diossina in quantità omicide.

Buttiamo giù queste poche righe sapendo che per ogni tentativo di impostare un ragionamento sui termovalorizzatori, c'è sempre qualcuno pronto a rispondere che non si può solo dire "no" (no al ponte, non ai bruciatori, non alle trivellazioni nella Val di Noto...), trasformando così ogni legittima preoccupazione in una caricatura. E ci sembra d'un doroteismo imbarazzante la dichiarazione del ministro Pecoraro che prima firma e poi ritira la mano dicendo che il suo dicastero "non condivide affatto il piano rifiuti della Regione Sicilia": ma allora, perchè ha firmato? C'è qualcuno, per quanto distratto, che non sappia che quei megabruciatori sono assolutamente sproporzionati rispetto alla produzione di rifiuti della Sicilia? Che il capitolato d'appalto impone alla Regione una quantità minima di rifiuti da conferire ai termovalorizzatori per non incorrere in disastrose penalità? Che il prezzo pagato per tonnellata di rifiuti bruciata sarà il più alto d'Italia?

E ancora: è possibile che presidente del Consiglio e ministri ignorino che a Bruxelles è pendente un procedimento di infrazione contro l'Italia, visto che buona parte di quei bruciatori è stata progettata su aree "SIC", ovvero territori protetti dal vincolo comunitario per ragioni naturalistiche e paesaggistiche? Nessuna preoccupazione sul fatto che l'intera rete dei trasporti siciliana, penalizzata dalla più lenta rete ferroviaria d'Europa, sarà paralizzata dal traffico di mezzi pesanti che dovranno portare ogni giorno migliaia di tonnellate di rifiuti nei quattro angoli dell'isola? Se la mobilitazione contro il piano dei rifiuti di Cuffaro (ripeto: questo piano dei rifiuti, non l'idea in sé di ricorrere alla termovaloirzzazione) ha determinato la costituzione spontanea di decine di comitati (da Palermo ad Augusta, da Paternó a Casteltermini), una ragione ci dovrà pur essere. Non parliamo di ragioni emotive, di pancia, di pelle, di egoismo municipalistico: ci riferiamo al meticoloso lavoro di analisi e di documentazione che i comitati hanno portato avanti, a Bruxelles e in Sicilia, per capire - cifre alla mano - quale danno produrrà alla salute pubblica e all'economia siciliana questo follia dei megainceneritori. Anni di lotte e di studi, di militanza civile e di proposta politica sono stati spazzati via da quella firma romana. E suona come una beffa il compiacimento di Totó Cuffaro che da Palermo incassa il placet del governo di centrosinistra e ci fa sapere che, ad adiuvandum, verrà sottoscritto "un importante protocollo di legalità per evitare le infiltrazioni criminali". Detto da Cuffaro è una garanzia.



postato da: pieroC alle ore 06:55 | Permalink | commenti
categoria:politica, ambiente, salute
martedì, 29 maggio 2007
Il Coordinamento dei Comitati Civici della Valle del Simeto

INVITA TUTTI I CITTADINI A PARTECIPARE

per dire

NO  a   inceneritori e rifiuti speciali -  speciali pericolosi

SI al  Parco Agricolo  Fluviale della Valle del Simeto


dalla
 Protesta …  alla  Proposta

Venerdì 1 Giugno 2007

Ore 09.00  Corteo da piazza  Dante  a piazza  Università – Catania

“No inceneritore, No rifiuti speciali e speciali pericolosi nella Valle del Simeto”

Nell’ambito della manifestazione indetta da CGIL – CISL - UIL


Sabato 2 Giugno 2007

Ore 9,00  Raduno c/o Borgo Carcaci – Centuripe

“Simeto: Parole, Tratti, Segni, Immagini”

Libere espressioni d’arte poetica, pittorica, scultorea, fotografica

 Ore 11.00  Raduno c/o Centrale “Eurelios” -  c/da Contrasto – Adrano

In Corteo
da  “Contrasto a  Cannizzola”

Percorso di sensibilizzazione alle emergenze ambientali nella Valle del Simeto

Ore 18.00  Convegno presso l’ Istituto I.S.S. “P. Branchina”  - via S. Tommaso d’Aquino - Adrano

tema:SOS Simeto:  inceneritore e rifiuti speciali-speciali pericolosi



Relatori: prof. P. Scalisi (storico), prof. P. Connett (Docente di Biochimica dell’Università ST. Lawrence – New York), prof. L. Solarino (Docente di Chimica dell’Università di Catania e Presidente dei Comitati Civici Siciliani), dott. G. Franco (Pediatra specialista di casistiche sulle malformazioni neonatali), avv. M. Giarrusso (Coordinatore per aspetti legali “Decontaminazione Sicilia”)

Domenica 3 Giugno 2007

c/da Santa Domenica-Sciarone - Adrano -  c/o  Cav. Ferrante

Ore 09.00  · Percorsi guidati  (a piedi, in bicicletta e a cavallo)  a siti di interesse naturalistico-ambientale, storico, archeologico-architettonico

·           Risalita a piedi del fiume – Operazione “Simeto Pulito”

Ore 12.00  ·          Celebrazione Santa Messa

Ore 13.15 ·        Ristorazione con prodotti tipici locali e biologici

·        Esposizione delle opere prodotte dagli artisti sul tema:

 “Simeto: Parole, Tratti, Segni, Immagini”

·        Mostra mercato di prodotti tipici locali e biologici


Ore 16.00 Tavole rotonde a tema:

·        Pianificazione territoriale – Aspetti naturalistici ed ambientali

·        Aspetti storico-archeologici – Aspetti turistico-recettivi

·        Sviluppo sostenibile – Energie rinnovabili

·       Costituzione di parchi tematici – “Parco fluviale del Simeto”

·       
Comitato promotore per la Tutela della Valle del Simeto

Ore 20.00

·     Musiche e canti della tradizione popolare


·        Proiezioni video
postato da: pieroC alle ore 23:23 | Permalink | commenti (1)
categoria:ambiente
sabato, 19 maggio 2007

ISOLA DELLE FEMMINE ESPOSTO DENUNCIA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA PER INQUINAMENTO AMBIENTALE

Il Comitato Cittadino Isola Pulita comunica, di ricevere in un continuo crescendo decine e decine di telefonate da parte dei cittadini allarmati per lo stato di inquinamento, causato forse dalla Italcementi di Isola delle Femmine .(continua)


Intanto a Napoli si sta svolgendo la manifestazione (CLICCA) 


ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA DIFESA DELL'AMBIENTE E LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI, CHE STA' AVENDO LUOGO A  NAPOLI, CI SIAMO CON I NOSTRI RAPPRESENTANTI: MARIO G., GIULIA G. E PAOLO G. (DECONTAMINAZIONE SICILIA).


A Biancavilla si è costituito il "comitato di lotta" contro le bollette dei rifiuti (con aumenti esosi).


Personalmente, penso che la politica errata del "piano dei rifiuti regionali" e l'aver costituito un eccessivo numero di ATO, non ha fatto altro che aumentare in modo esagerato i costi, senza migliorare il servizio, anzi se facciamo un giro nella cerchia periferica del paese, troviamo molte "discariche".


Infine, segnalo il blog dell'amico Alex, (di Napoli) CLICCA 
postato da: pieroC alle ore 18:15 | Permalink | commenti (3)
categoria:ambiente, salute, rifiuti ed ambiente
sabato, 12 maggio 2007

Scontri tra forze dell'ordine e manifestanti


NAPOLI - Scontri si sono verificati questa mattina a Serre, nel Salernitano, quando le forze dell'ordine hanno sfondato il blocco costituito dai manifestanti per impedire l'accesso nell'area dove dovrà essere realizzata una delle quattro discariche indicate nel decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri per fronteggiare la grave emergenza rifiuti in Campania.

Tre persone sono rimaste contuse e sono state trasportate all'ospedale di Eboli. La tensione nel sito è altissima. I militari del Genio hanno già avviato i lavori di sbancamento e pulizia all'interno della cava di Valle dei Mulini. Il presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, presente sul posto, è entrato nel cantiere ed ha chiesto la sospensione dei lavori. (segue ANSA)


Mentre i contusi raccontano di essere stati trattati come bestie, il Ministro Amato, minimizza affermando che c'è stata solo qualche spinta.


Noi pensiamo che sia inammissibile tale atteggiamento verso chi pacificamente contesta la scellerata "politica" dell'emergenza e dei commissariamenti dei rifiuti, che ha prodotto e produce disastri ambientali e pericolo per la salute pubblica.


Si colpiscano i responsabili che hanno determinato tutto ciò, con la loro inettitudine, ed in deroga alle leggi e norme comunitarie per la raccolta differenziata.




Si applichi da subito, il DDL sugli ECO-REATI (CLICCA).


Si faccia la raccolta porta a porta e differenziata.


Si blocchino gli incentivi CP6 (finanziamenti per le energie alternative, che soltanto in Italia vengono erogati per la gestione degli inceneritori).


Si faccia soprattutto della corretta informazione, sui danni che (gli inceneritori) provocano all'ambiente ed alla salute pubblica.


Si entri in un nuovo modo di concepire "il rifiuto", materiale da riciclare, quindi una risorsa.


E' importante quindi che il 19 maggio 2007, da tutt'Italia si sia presenti a Napoli, alla manifestazione:


PER LA SALUTE    CONTRO LE NOCIVITA'   VERSO RIFIUTI ZERO

NAPOLI   19 MAGGIO 2007   ore 15

postato da: pieroC alle ore 19:20 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, ambiente, salute, informazione
venerdì, 06 aprile 2007




Morti bianche: i caschi blu dell’Onu


per fermare questa guerra


Dino Tibaldi

Roma 28 marzo 2007


Al punto in cui siamo arrivati sarebbe necessario chiedere l’intervento dei caschi blu dell’Onu per bloccare la lunga serie di vittime della guerra del lavoro, che solo per pudore chiamiamo morti bianche. (continua a leggere)


---------------------------


Credo che innanzi tutto bisognerebbe chiamarli col proprio nome.



Sono dei veri e propri omicidi, che vengono perpetrati e perpetuati impunemente. finiamola di chiamarli incidenti sul lavoro o morti bianche.



Scusatemi, ma per me vivo nell'estremo sud, dove la precarietà ed il lavoro nero è norma, dove il sottosviluppo è pianificato, dove ogni diritto primario è negato (lavoro, sanità, scuola, impanti sportivi, ecc.. ecc..), dove lo stato è assente, ed i politici (anche di sinistra) spesso sono collusi con le mafie, credo che sia necessaria un'azione forte e chiara da parte dello stato e dalla politica, per debellare queste stragi, che sono solo la parte visibile del danno insanabile alla salute ed all'ambiente, che gli appetiti ed il facile guadagno di pochi, provocano agli operai ed alle popolazioni.



Sul lavoro e sull'operaismo, anche noi dovremmo fare una rivoluzione culturale per capire veramente cosa intendiamo, giacchè molte volte anche a "sinistra" abbiamo dimostrato un grave miopia.



L'importante era ed è avere qualche posto di lavoro, anche se questo (lavoro) si rivela una vera e propria "condanna a morte" (anche la mafia crea posti di lavoro) per gli addetti e per la popolazione locale (la petrolchimica in sicilia o altri impianti altrettanto dannosi, dovrebbero insegnar qualcosa).



Un lavoro che non sia precario, un lavoro che crei sviluppo economico e culturale, un lavoro che rispetti tutte le norme di sicurezza per gli operai e per l'ambiente.



Anche su questo, malgrado i tragici segnali sulla variazione del clima, ed i ripensamenti in tutto il mondo, abbiamo dei gravi ritardi, camuffiamo ancora come progresso questa marcia alla catastrofe finale.



Vorrei parlare dei CIP6, dei fondi strutturali della comunità europea, di come vengono elargiti e sprecati in tanti rivoli per creare soprattutto "clientelismo", altro che sviluppo, ma spero che ne avremo modo in seguito.



AUGURI


---------------------------


Aggiornamento:


Ho sentito proprio adesso sul TG1, nel 2006 i morti (ufficiali)  sono stati 1280 (naturalmente, non ci sono quelli trasparenti, che nessuno vede o camuffati, non solo nel napoletano, ma in tutta italia), mentre gli infortunati sono ben 97.000 (di questi quanti sono sopravvissuti o rimasti con gravissime mutilazioni, non lo sappiamo), per non parlare di chi operaio o semplice persona che abita nelle vicinanze di certi "stabilimenti", avra una morte lenta per i fumi ed i veleni che spargono nell'aria e nelle falde acquifere.

Altro che guerra


E tutto ciò nell'indifferenza generale!

postato da: pieroC alle ore 23:29 | Permalink | commenti (13)
categoria:politica, ambiente, pacifismo, salute, stragi
giovedì, 15 marzo 2007
L’Amministrazione Comunale



DEVE IMMEDIATAMENTE SOSPENDERE



A TEMPO INDETERMINATO



IL RADDOPPIO DELLE TARIFFE TARSU



Si faccia “piena luce sugli affari”, sulle gravissime anomalie, sugli enormi costi relativi alla gestione dei  Rifiuti, sull’inesistente raccolta differenziata.



 



I cittadini catanesi, le tante famiglie povere, i disoccupati, i numerosi lavoratori precari, gli anziani bisognosi che vivono soli, non sono in grado di pagare gli enormi aumenti: della N.U. (un serviziototalmente inefficace) e delle complessive tasse comunali (molteimportanti pubbliche prestazioni sono state tagliate o ridimensionate), compreso il raddoppiodelle bollette dell’ ACQUApretesoper un servizio inesistente a Catania ( fognature e depurazione)



NO!Al progetto del Piano Regolatore Generale previsto dall’Amministrazione Comunale. Si vorrebbe ancora realizzare un’enorme cementificazione nella nostra Catania, e “recintare” ai cittadini le scogliere del lungomare.NO! Alla svendita dei beni comuni immobiliari della città.



NO! Allo stato disastroso delle strade a Catania. Si continua, dopo i numerosissimi incidenti già avvenuti, a mettere drammaticamente a gravissimo rischio l’incolumità e la vita dei cittadini e dei nostri figli.



Urge il totale rifacimento del manto stradale in tutte le vie catanesi e il ripristino delle adeguate segnaletiche. Questa è la vera assoluta priorità. Stanno invece “sprecando” enormi pubbliche risorse economiche per realizzare abbandonati parcheggi scambiatori.



NOI, cittadini catanesi, vogliamo riconquistarci normali ed elementari condizioni di vivibilità. Siamo all’ultimo posto in Italia.



 



VADANO VIA!       DIMISSIONI















ORA BASTA! lunedi19 MARZO   ore 17.00



MANIFESTAZIONE in piazza DUOMO



In concomitanza con la riunione straordinaria del Consiglio su “Catania Risorse”









della Giunta Scapagnini( sos