SABATO A PALERMOCon questa petizione i siciliani dimostrano il proprio disappunto in relazione alle mancate dimissioni del Governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, in seguito alla recente condanna di primo grado. In uno stato democratico e legale, è inamissibile pensare che alla guida di un'intera regione ci sia qualcuno condannato a 5 anni di reclusione e per di più con l'inibizione dai pubblici uffici. Inoltre la situazione risulta essere ancor più grottesca in relazione alle motivazioni della condanna.
Spett.le Governatore i sottoscritti Le chiedono Gentilmente di presentare Le proprie dimissioni.
Sincerely,
«Sbagliato portare immondizie in giro»
Padre Alex Zanotelli in trincea: «Un dramma da risolvere qui, a Napoli»
Ad agosto compirà 70 anni. Ma padre Alex Zanotelli non ha perso il gusto della battaglia. Dopo un blitz in Trentino, in cui ha tenuto tre incontri con la popolazione a Verla di Giovo, Mollaro e Rovereto, il missionario noneso è rientrato a Napoli giusto in tempo per partecipare alla fiaccolata di protesta tenuta nel centro storico contro la riapertura della discarica di Contrada Pisani. Si è messo in testa a un corteo di migliaia di persone assieme al parlamentare Francesco Caruso e all'ex leader di Autonomia operaia Oreste Scalzone: «Ci sono parecchi siti buoni - ha detto - lontani dalle case della gente, presentati da Guido Bertolaso due anni fa insieme a tecnici e geologi dell'Università Federico II che non sono stati proprio presi in considerazione. Siamo allibiti». Ieri l'abbiamo raggiunto al telefono.
Padre Alex, qual è la situazione attuale a Napoli?
«Dio mio, è difficile spiegare la situazione oggi a Napoli. Non so come definirla. È a dir poco drammatica ma non, come pensa la gente, perché le strade sono piene di rifiuti. Quella, come spesso accade, può essere un'emergenza anche creata apposta per qualche ragione. Non giudico se sia questo il caso, ma per me il problema fondamentale è un altro».
Quale?
«Che la politica dei rifiuti attuati dalla Regione ha portato la Campania allo stello livello di tumori del Nord Est. Ma il Nord Est ha fabbriche e lavoro che la Campania non ha. Tutto questo a causa dei rifiuti, tossici e ordinari, sepolti dalla camorra. La malavita ha sotterrato rifiuti tossici nel triangolo della morte Nola-Acerra-Marigliano, a nord di Napoli nella zona di Giugliano, Quagliano, Castel Volturno e Marcianise e infine nelle campagne del Casertano dove sono finiti buona parte dei rifiuti tossici provenienti dal porto di Marghera. Se la camorra ha riversato rifiuti tossici in Campania, deve esserci pur stato un accordo con il mondo industriale del Nord. E su queste cose, per favore, quelli del Nord non vengano a prenderci in giro».
Tutta colpa della camorra?
«No, perché le istituzioni si sono comportate come la camorra. In quattordici anni di commissari straordinari sono stati spesi più di 1,5 miliardi di euro per produrre 6-7 milioni di ecoballe che di eco non hanno nulla: sono soltanto balle. Tre milioni di questi rifiuti incerottati nella plastica li trovi fuori Giugliano. Sono una discarica a cielo aperto con tanto di percolato».
Perché si è arrivati a questa situazione?
«Perché in questa regione non si è mai voluto promuovere la raccolta differenziata. L'avevamo detto anche a Bertolaso a chiare lettere. Manca la volontà politica. Chiaramente la camorra ha il suo interesse che le cose continuino così ma è la politica che non fa più politica e invece fa affari. E al comitato d'affari va bene che si vada avanti con inceneritori e discariche. Mantenere questo tipo di ciclo di rifiuti avvantaggia sia la camorra sia gli industriali, i potentati economico-finanziari. Il risultato è che un diritto fondamentale come quello alla salute è oggi il diritto più violato in questa regione con una situazione davvero incredibile di tumori e neoplasie dovuti a queste nanoparticelle, alla diossina e ai metalli pesanti rilasciati dai rifiuti».
Sempre contrario agli inceneritori?
«Assolutamente sì. Ad Acerra ne vogliono costruire uno da 850 mila tonnellate. Sarebbe un peccato mortale. Ci guadagnerebbero soltanto gli imprenditori che per ogni tonnellata di rifiuto bruciato incassano 55 euro».
Ieri ha incontrato il sindaco Rosa Russo Iervolino come previsto?
«No. So che mi vuole incontrare. Non l'ho mai vista. C'è stato il gelo in questi tre anni. Se mi vuole incontrare, sa dove trovarmi. Io le parlo volentieri perché è importante parlare con tutti per aiutarli a capire dove sta il problema e ad adottare finalmente delle decisioni».
E con Antonio Bassolino?
«Men che meno. Con lui è il gelo totale. Penso che non mi può proprio vedere».
Napoli sta vivendo una situazione simile a quella della sua missione in Africa.
«Sì, ci sono molte somiglianze. Io vivevo a Korogocho, davanti alla discarica di Nairobi. Qui mi trovo in un'altra discarica. Le lotte sono le stesse. Io sono convinto che la speranza debba arrivare non più dall'alto ma dal basso. Da lì può partire il riscatto del popolo, della gente. Infatti stiamo lavorando con i comitati civici. Sono due-tre anni che diffondiamo queste informazioni. Ma non c'è verso. La stampa, fra l'altro, sta molto attenta a farle girare queste cose. Eppure si sanno. Importante ora è aiutare la gente a capire, a scendere in piazza per difendere il diritto alla propria salute. Perché, alla fine, di questo si tratta».
L'ipotesi di accogliere una parte di rifiuti di Napoli sta sollevando la popolazione in Trentino.
«E io dico che non è questa la soluzione. Qualcuno ci dice: "voi vi opponete a tutto". Sì, è vero. Noi ci opponiamo a tutto per far scoppiare il bubbone. Il problema si deve risolvere in Campania e lo si poteva fare già 2-3 anni fa quando è arrivato Bertolaso e si poteva avviare la raccolta differenziata. Ora avremmo eliminato l'80% dei rifiuti. In questo modo non facciamo altro che spostare la soluzione dei problemi in giro per l'Italia. Basta con questa roba. Educhiamo invece la gente a vivere più sobriamente, più semplicemente. Noi ora viviamo al di sopra delle nostre possibilità. L'11% della popolazione mondiale si pappa l'88% delle risorse. Se tutti vivessero come noi, avremmo bisogno di quattro pianeti terra per le risorse e di altri quattro per le discariche. Napoli è solo la punta dell'iceberg per ricordare a tutti che così non si può andare avanti».
Intanto il Governo ha mandato un nuovo commissario straordinario.
«Prodi ci ha dato una mazzata inviando qui De Gennaro, che a Genova è stato un macellaio. Io sinceramente mi vergogno. Non è questa la maniera di risolvere i problemi».
Guido Pasqualini
l’Adige, 11 gennaio 2008
Decontaminazione Sicilia
agli organi di stampa
In questi ultimi giorni i media hanno dato un enorme spazio a quella che sembra una "vittoria" della trasversale lobby inceneritorista, elencando le ottime performances degli inceneritori esistenti e dei virtuosi comuni del Nord che inceneriscono e, prospettando a questo scopo, vecchi quadretti idilliaci, ma falsi, dove si vedono vacche e pecore che pascolano nei pressi di un fumante inceneritore/termodistruttore.
Dopo aver deciso consapevolmente di lasciare i rifiuti per strada a Napoli, onde creare le condizioni per far passare l'incenerimento e gli inceneritori come strategia portante della gestione dei rifiuti non solo per la Campania, il governo Prodi, la regione Campania stessa, i partiti, il sistema industriale in questi giorni hanno deciso formalmente per il nocivo e costoso incenerimento dei rifiuti, a tal uopo servendosi delle Forze Armate e del Prefetto Di Gennaro.
Di fronte a questa offensiva mediatica, non è stata data alcuna possibilità di risposta ai Movimenti contro gli inceneritori. Intendiamo dire che non c'è stata alcuna risposta e presenza sui media che argomentasse la sensatezza delle nostre proposte alternative per una diversa gestione dei rifiuti.
Entrando nello specifico sosteniamo che non è possibile far passare alla TV nazionale il messaggio che i termovalorizzatori siano innocui alla salute ed all'ambiente. Con i debiti distinguo sulla pericolosità delle diossine e furani, possiamo affermare che ciò è quanto si pensava ancora fino a qualche anno fa, e precisamente fino al 2004 allorchè è cominciata a venir fuori un'amplissima documentazione scientifica internazionale non solo sulle diossine ma sul nanoparticolato e sugli effetti devastanti che quest'ultimo ha sulla salute umana (malattie croniche degenerative, patologie allergiche, tumori, malformazioni congenite). Senza considerare che al momento la comunità scientifica internazionale presume di conoscere appena il 20% di ciò che emette un termovalorizzatore. Pertanto sarebbe doveroso da parte da chi ci amministra adottare il "principio di precauzione", sancito dalla Comunità Europea ed adottato anche dall'Italia, visto che la comunità scientifica internazionale predica ininterrottamente da tre anni su riviste e congressi medici la pericolosità dell'incenerimento.
Secondo gli ultimi resoconti, anche lo stesso sistema di avvio all'incenerimento della frazione non riciclabile dei rifiuti (CDR), prevista dal Decreto Ronchi, è ormai superato dalle attuali conoscenze scientifiche: figurarsi bruciare in toto la spazzatura, come si prevede possa succederà in Campania con le famose "ecoballe (di fatto rifiuto indifferenziato)" o in Sicilia quanto prima, visto il sovraddimensiomento dei quattro inceneritori voluti da Cuffaro. Troviamo strano che l'argomento nanoparticolato nei suddetti programmi televisivi non sia stato accennato dal Ministro Pecoraro Scanio, che sappiamo esserne perfettamente a conoscenza così come i Ministri Turco e Bersani (vedasi incontro interministeriale del 06-11-06 con i rappresentanti dell'ISDE, Medici per l'Ambiente). Infine come la mettiamo con l'emissione di CO2? In pratica si sono completamente dimenticati anche del protocollo di Kyoto! Da una tonnellata di rifiuti si producono tre tonnellate di CO2 e 300 kg (30%) di ceneri tossiche da avviare in discariche speciali (Brescia li invia nelle miniere tedesche di salgemma, alla stessa stregua dei rifiuti radioattivi). Con la raccolta differenziata spinta (porta a porta) solo il 20% di rifiuti secchi non pericolosi va a finire in discarica (la provincia di Treviso in sei anni ha raggiunto l'80% di raccolta differenziata senza che per strada si veda un solo cassonetto).
Infine risultano inaudite e gravissime le esternazioni dell'On. Ermete Realacci presidente Onorario di Legambiente che a Primo Piano ha sostenuto che "i termovalorizzatori inquinano meno di una strada trafficata". In effetti anche le automobili emettono nanoparticolato, ma si trovano al 3° posto dopo inceneritori e camini industriali. In effetti al momento non esistono filtri capaci di bloccare le nanoparticelle né se ne prevedono a breve termine.
Le dichiarazioni di Realacci, non possono che farci comprendere come di fatto, al vertice di alcune associazioni ambientaliste, vi siano persone totalmente distanti dalla nostre soluzioni per il problema dei rifiuti. Di fatto lo Stato sovvenzionando le associazioni ambientaliste riesce ad instaurare un rapporto fra associazione e pubblica amministrazione del tipo: non sputare nel piatto in cui tu mangi!
Le esternazioni di Realacci hanno inoltre fatto ripartire alla carica l'On. Cuffaro che al momento ha il progetto inceneritori fermo al palo, non perché bloccato dall'On. Pecoraro Scanio, ma per gravissime irregolarità amministrative quali: mancata pubblicizzazione europea del bando di appalto dei termovalorizzatori, mancata osservanza negli stessi bandi delle procedure antimafia (la società Altecoen che partecipava a due dei consorzi d'imprese per la realizzazione di 2 termovalorizzatori è stata incriminata per mafia) e numerose altre irregolarità che sarebbe troppo lungo citare.
Augusta, 10 gennaio 2008
Prof. Luigi Solarino Presidente di Decontaminazione Sicilia
Nella società odierna, sotto la parvenza "democratica" vige di fatto una dittatura dei "moderati", dei "benpensanti", dei "perbenisti" indifferenti.
Tutti amanti della libertà, che negano agli altri, tutti amanti delle leggi, che violano ogni giorno ed ogni ora.
Un sistema retto da una borghesia ricca e senza scrupoli che controlla politica informazione e quanto altro.
In questa società cosi strutturata, il valore unico è il profitto dei privilegiati e degli aspiranti tali.
La strage continua di operai, causata da mancanze di precauzioni, prevenzioni e da un ossessiva spinta alla produzione, al guadagno è, alla fine scaricata sugli stessi operai che dovrebbero controllare che si applichino le regole sulla sicurezza, non sugli avidi imprenditori.
Così come il problema della spazzatura in Campania, viene spacciato come un problema di "malcostume" della gente comune e non per quel che realmente (o realacci) è, cioè un sistema affaristico-mafioso, che specula su queste "emergenze" (sic!) per i loro loschi affari.
Per chi protesta, c'è la polizia , l'esercito, viene dipinto come un possibile "terrorista" che va fermato, perché, è pericoloso al "sistema" così ben organizzato.
Nessuno spiega, perché nella stessa Campania, a pochi chilometri da Napoli e dai paesi sommersi dai rifiuti altre comunità hanno affrontato il problema nella maniera giusta, con la raccolta differenziata ed il riciclaggio, ottenendo eccellenti risultati.
Nessuno ferma questa "orda" di amministratori, commissari, consulenti ed esperti vari, nessuno ferma questi "incompetenti" (nella migliore delle ipotesi) e chiede risarcimenti per i danni causati all'ambiente ed alla salute pubblica.
Veramente uno strano paese, anche il mio, dove l’aspirazione massima è di avere una sedia per stare ad oziare, stesi al fresco.
Restare indifferenti a tutto ciò che accade, salvo all’approssimarsi delle elezioni, vedere girare come mosconi impazziti, i vari “politici” locali, per stringere alleanze con chicchessia, pur di assicurarsi una poltrona, una sedia o almeno uno sgabello.
Di programmi non se ne parla, tanto resterebbero sulla carta, quel che importa è vincere ed andare a poggiare il sedere.