giovedì, 28 giugno 2007

scalone_070627




MA QUESTA E' LA SCALA MOBILE




FERMA DA DIVERSI ANNI.


Aggiornamento:


la Repubblica, 27 giugno 2007



L’Amaca

di Michele Serra



Circa 50 euro al mese di aumento per le pensioni minime (più 250 euro di arretrati) sono pochi ma non pochissimi. E comunque sono un piccolo segno di attenzione per quelli che una volta si chiamavano poveri. La sinistra-sinistra non gode di buona fama, ultimamente, perché il suo alto tasso di rumorosità e di litigiosità soverchia più del lecito il suo peso elettorale. Ma in questo caso ha chiesto e ottenuto qualcosa che restituisce senso, e dignità, a tutto il governo di centrosinistra. Ho sentito quasi per intero il discorso di insediamento del nuovo leader laburista Brown, e mi ha colpito la fortissima impostazione sociale, nel solco della tradizione fabiana, socialista e laburista. Nessuno si sognerebbe di definire Brown "antagonista" o "radicale", eppure nelle sue parole c’erano più Welfare, più sanità pubblica, più uguaglianza, più attenzione per i deboli che in tutti i discorsi dei governanti italiani messi assieme. Forse perché siamo distratti da magagne solamente nostre (il clericalismo risorgente, una legge elettorale oscena, un debito pubblico ancora molto minaccioso, Berlusconi), abbiamo una sinistra che deve rifare memoria dei propri scopi e della propria funzione. Le persone che stanno male, un tempo, guardavano in larga maggioranza a sinistra come se fosse la loro rappresentanza naturale. Oggi molto di meno. Se non per vocazione, almeno per realismo politico, i capi della sinistra italiana si ricordino che anche i poveri votano.
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domenica, 24 giugno 2007

Lettera alla redazione de La Sicilia


Su La Sicilia del 21 giugno scorso, si legge a pag.7 un articolo di Tony Zermo, uno di Paolo Mangiafico ed un'intervista a Felice Crosta di Lillo Miceli sugli inceneritori che ci lasciano esterrefatti per le inesattezze e per le posizioni di parte in essi assunte. Zermo afferma che gli inceneritori in Italia ed Europa esistono da 20 anni, ma sconosce che negli USA, dove sono stati costruiti negli anni '60 facendo i nostri stessi errori, non se ne costruiscono più da 20 anni, ed hanno adottato la raccolta differenziata (di certo non vivono in mezza alla spazzatura come in Campania) e definendo l'incenerimento da epoca dei dinosauri.


Zermo afferma che "le ultime versioni (degli inceneritori) si sono dimostrate affidabili", ma in base a quali dati scientifici? I dati scientifici noi li abbiamo prodotti al Ministero dell'Ambiente e della Sanità ed all'Assessorato Regionale all'Ambiente e dimostrano il contrario. Dal Ministero e dall'Assessorato solo generiche dichiarazioni verbali che gli inceneritori sono innocui (si guardano bene dal metterlo per iscritto). Tanto in Italia non paga mai nessuno: esempio i mesoteliomi pleurici da amianto e per ultimo il mercurio dove Syndial, anche se risarcisce lo fa a titolo "di ristoro per le famiglie" escludendo ogni propria responsabilità. Eppure in entrambi i casi esiste una vastissima letteratura scientifica che li inchioderebbe, ma i processi solamente in Italia finiscono nel nulla o neppure iniziano dopo lunghe istruzioni.


Lo sa lo Zermo che anche le versioni "affidabili" sono sprovviste di filtri capaci di bloccare le nanoparticelle, responsabili delle peggiori patologie? I filtri bloccano fino a particelle di 10µ (10 millesimi di millimetro), le nanoparticelle sono 0,1/0,2µ (ciò a causa dei 1200°C del tanto decantato post-combustore), né ci sono attualmente leggi che ne impongano la misurazione.


Lo Zermo afferma che "Se non ci fossero" gli inceneritori "non sapremmo liberarci dai rifiuti"; è una menzogna! Infatti esiste la raccolta differenziata e sono operanti in tutta Europa sistemi di trattamento che non impiegano l'incenerimento come i TMB (Trattamenti Meccanici Biologici), che operano a temperature intorno ai 70°C (non ai 1200°C degli inceneritori) alle quali temperature le diossine ed i benzofurani non si possono formare, che non producono i 300 kg di ceneri pericolose per tonnellata di rifiuti inceneriti, che non producono nanoparticelle e non immettono in atmosfera le pericolosissime ceneri volanti e milioni di tonnellate di CO2 alla faccia del protocollo di Kyoto.


Lo sa lo Zermo che la costruzione di un TMB si realizza in metà del tempo necessario alla costruzione di un inceneritore e che costa 10 volte in meno rispetto ad un inceneritore?


Ancora lo Zermo sostiene che il sovradimensionamento dei 4 inceneritori siciliani potrebbe far "sorgere il sospetto che si vogliano smaltire in Sicilia anche i rifiuti di altre Regioni", ma questo "porterebbe vantaggi alla comunità locali e alle casse della Regione". Ma a noi siciliani è chiaro che senza dubbio aumenteranno le patologie respiratorie croniche, i tumori e le malattie cronico-degenerative così come sta succedendo dove ci sono altri inceneritori e zone altamente industrializzate e che aumenterà il deficit di cassa della già tanta disastrata Sanità siciliana.


Infine lo Zermo "dimentica" di riferire che gli inceneritori siciliani sono stati autorizzati a bruciare, oltre ai rifiuti urbani anche rifiuti speciali, come da clausola voluta dal Cuffaro nel marzo 2006, aggiunta al contratto stilato tre anni prima fra ATO e gestori degli inceneritori.


Il Mangiafico invidia i cittadini di Augusta che col loro inceneritore "griffato" dall'architetto giapponese Kenzo Tange, uno degli studi di architettura più importanti del mondo (progetto e griffatura naturalmente a carico di chi conferirà la spazzatura) "sarà meta di turisti" come avviene in Austria dove l'inceneritore "rappresenta l'orgoglio di Vienna", a Barcellona, a Copenaghen, a Brescia come dire altro che Megera Iblea, Hangar, forti Garcia e Vittoria, qui abbiamo l'inceneritore più griffato d'Europa e ne siamo orgogliosi, ma si dimentica di dire che questi sono stati costruiti prima del 2004, quando ancora non erano conosciuti gli studi internazionali sugli effetti devastanti del nanoparticolato e si parlava solo e genericamente di diossine. A proposito, secondo gli ultimi dati della comunità scientifica, si stima che, al momento, sono conosciuti circa il 10% delle sostanze prodotte ed emesse dagli inceneritori.


Infine dall'intervista di Lillo Miceli al "superdirigente Felice Crosta", per intenderci quello che percepisce dalla regione Sicilia per il suo lavoro 1.500 euro al giorno, braccio destro di Totò Cuffaro, abbiamo appreso che la raccolta differenziata in Sicilia sarà il 20% entro il 2007 per arrivare al 30% nel 2008, al 50% nel 2009 e al 60% nel 2010. Ma c'è qualche cittadino disposto a credere che lo stesso Crosta, che dopo 7 anni di superdirigenza (sempre con 1.500 EURO/giorno) non è riuscito a portare la raccolta differenziata in Sicilia oltre il valore medio del 5,5% ora ci riuscirà? O davvero credono che ai Siciliani si possono raccontare le frottole che vogliono?


Augusta, 22 giugno 2007


Prof. Luigi Solarino Presidente di Decontaminazione Sicilia


Dott. Giacinto Franco componente equipe sanitaria di Decontaminazione Sicilia


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sabato, 23 giugno 2007

Proiettili a Bagnasco


voleva far incolpare 2 albanesi


E' un ex carabiniere di 43 anni, espulso dall'Arma nel marzo di quest'anno per motivi disciplinari dopo una condanna penale, l'uomo denunciato dalla digos di Genova con l'accusa di avere mandato il 9 giugno scorso la lettera con tre proiettili all'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco.




ANCORA TRAGEDIE DEL MARE


Sbarcati nel porto di Lampedusa i 39 clandestini.   

In nottata altri 26 immigrati, tra cui sei donne, soccorsi dal pattugliatore Spica della Marina Militare.    

Il motopesca italiano Beatrice ha invece tratto in salvo 27 somali, tra cui otto donne e alcuni bambini.

Un altro motopesca italiano, il Valeria, ieri sera ha recuperato un naufrago aggrappato alla barca che si era capovolta. Gli altri 24 extracomunitari che erano sull'imbarcazione sarebbero tutti morti.

Sbarchi anche in Sardegna

Probabilmente algerini, i quindici extracomunitari che hanno raggiunto nella notte la costa dell'isola su barche di piccole dimensioni.



RIFIUTI


Mentre qualche giornalista locale gioisce insieme a Cuffaro e tesse gli elogi per gli inceneritori.


"...i giudici della terza sezione del tribunale di Palermo, che processano per favoreggiamento aggravato il presidente della Regione Salvatore Cuffaro,..... sentiranno l'ex commissario straordinario per i rifiuti, Felice Crosta, il dirigente regionale Giorgio Colaianni, il coordinatore di An Pippo Scalia . I tre dovranno riferire sulle vicende relative al progetto di discarica di Aragona e di un termovalorizzatore a Casteltermini.

www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/10620.html


MISSIONE DI PACE


Cinquantadue civili sono stati uccisi da attacchi della Nato in tre giorni di combattimenti nella provincia di Oruzgan. Lo ha detto il presidente afghano Hamid Karzai.

.......... Ieri il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer ha chiesto l'apertura di un'inchiesta sul raid aereo compiuto dalla Nato nella notte tra giovedì e venerdì nella provincia meridionale di Helmand, in cui sarebbero stati uccisi almeno 25 civili". (ansa)


PARISI CHIEDE CHIARIMENTI ED ANCHE KARZAI CONDANNA LE OPERAZIONI DEI SOLDATI STRANIERI 

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giovedì, 21 giugno 2007
DOCUMENTO DELLA CGIL SICILIA

Accordo del 12 giugno 2007 Governo – Regione Sicilia sui Termovalorizzatori

 

 

E’ da tempo che la CGIL siciliana pone al centro del dibattito sindacale e politico i temi dell’ambiente, della salute, della sicurezza nel lavoro, dello sviluppo e del consumo sostenibile.

Sono stati elaborati fin dal 2004 due Documenti unitari CGIL-CISL-UIL per la riscrittura del Piano dei Rifiuti Regionale, contenenti proposte in merito; è del 7 maggio u.s. una nota di osservazioni e proposte sugli ATO Rifiuti, consegnata all’Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque nel corso di una convocazione sul ridimensionamento degli ATO previsto in Finanziaria Regionale; risale al 26 marzo u.s. l’audizione della CGIL Sicilia presso la Prefettura di Catania in cui si è potuto consegnare alla 13a Commissione Parlamentare Territorio Ambiente Beni Ambientali, la posizione sindacale in merito alle emergenze ambientali in Sicilia con particolare riferimento alle problematiche connesse alla realizzazione di termovalorizzatori e allo smaltimento dei rifiuti.

Nell’ultimo convegno, infine, promosso il 5 Giugno scorso, dal titolo “Una rivoluzione energetica per un nuovo modello di sviluppo”, si è sostenuto che la Sicilia deve diventare il centro propulsore dell’intera area euro - mediterranea per la ricerca, lo sviluppo di tecnologie nella produzione di fonti rinnovabili ed idrogeno.

Abbiamo chiesto con forza una nuova politica industriale per un nuovo modello di sviluppo: non più cattedrali nel deserto ma industrie innovative e “verdi”, poli energetici più sinergici, più “leggeri” e compatibili ecologicamente.

La risposta del governo nazionale e regionale alle nostre richieste, alle proposte e piattaforme presentate, è stata invece l’ intesa del 12 giugno scorso che potrebbe trasformare la Sicilia in una grande piattaforma al centro del Mediterraneo per l’incenerimento dei rifiuti e l’emissione di gas altamente inquinanti, aggravando una situazione già fortemente penalizzante per la salute dei cittadini: la nostra regione sopporta, infatti, il 15% di tutte le emissioni di gas serra del paese con appena il 3% di presenza di industrie in ambito nazionale.

Le decisioni del governo nazionale e regionale danno un colpo di spugna alle lotte delle popolazioni interessate, dei cittadini, delle forze sociali, sindacali ed ambientaliste che hanno contestato aspramente il piano rifiuti del governo Cuffaro.

Non bastano i distinguo a posteriori del Ministro dell’Ambiente, presente al vertice del 12 giugno tra Governo Regionale e Nazionale, distinguo incomprensibili a fronte dell’enfasi con cui lo stesso Pecorario Scanio annunciava solo il 5 giugno scorso la definizione di linee guida per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti, dichiarando -non più soltanto inceneritori-.

Un colpo di spugna alla audizione della Commissione parlamentare che il 26 marzo scorso aveva ascoltato il Sindacato e le Associazioni di cittadini ed ambientalisti.

Un colpo di spugna alle contestazioni mosse dalla Commissione Europeaalla gestione dell’emergenza ed alla procedura di attuazione del piano di gestione dei rifiuti considerata illegittima, e alla successiva condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia UE, per non avere assicurato lo smaltimento dei rifiuti senza pericoli per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Pesantissimo è stato anche il giudizio della Corte dei Conti, secondo cui la violazione delle direttive europee in materia di appalti pubblici, ha comportato l’affidamento della realizzazione dei quattro grandi inceneritori a prescindere dall’acquisizione dell’informativa antimafia. Tale comportamento, definito “particolarmente imprudente” dalla Corte, ha comportato che una delle società riunite in associazione temporanea di imprese, aggiudicataria di due dei quattro inceneritori, risultasse infiltrata dalla criminalità mafiosa.

E’ per tutto questo che va ben chiarito e attenzionato il “protocollo per la legalità” a cui si riferisce l’accordo del 12 giugno.

I dati riferiti all’analisi della Corte dei Conti nei sette anni di gestioni commissariali, dal 1999 al 2005, evidenziano come la percentuale in Italia dei rifiuti smaltiti in discarica è passata dal 76,7% al 54,3%, in Sicilia il dato è sconcertante: dal 97,2% al 90,7%, meno di sette punti.

La raccolta differenziata nella nostra regione è cresciuta dall’1% del 1998 al 5,5% del 2005, mentre la media nazionale era pari al 23,3%.

Secondo la Corte, al giugno del 2006, risultavano ben 18 ricorsi amministrativi, 10 dei quali da parte dei Comuni, che ritardavano le attività ed evidenziavano un costante misconoscimento del parere dei cittadini, delle amministrazioni locali delle associazioni sindacali ed ambientaliste.

Nessuno dei 26 impianti di selezione della frazione secca è operante, uno solo è stato realizzato.

Dei 35 impianti di compostaggio uno solo è stato realizzato, nessuno è nella fase di realizzazione.

Il governo regionale ha, nel febbraio scorso, promulgato una legge che riduce, con un ritardo di oltre 5 anni rispetto agli obblighi europei e nazionali ( il 35% entro il 2003 ), gli obiettivi di incremento della raccolta differenziata portandoli nel l’anno 2007 al 20%; nel 2008 al 30%; nel 2009 al 50%; nel 2010 al 60% .

L’accordo del 12 giugno, a soli quattro mesi dalla promulgazione della suddetta legge promette un’ improvvisa e miracolosa accelerazione! che rappresenta una delle condizioni per riprendere la costruzione dei termovalorizzatori

In Sicilia si sono raggiunti due soli primati sullo smaltimento dei rifiuti: tra le più basse percentuali di raccolta differenziata d’Italia ed il più alto numero di ATO, che malgrado le disposizioni contenute in Finanziaria Regionale non si riescono ancora a ridurre.

Il Piano regionale sui rifiuti si è dimostrato, quindi, un completo fallimento, poiché sovverte tutti i principi comunitari e nazionali sullo smaltimento dei rifiuti, essendo fondato sulla preponderanza assoluta dell’incenerimento dei rifiuti che comporta, di fatto, la totale disincentivazione della raccolta differenziata, malgrado le promesse, difficili da mantenere, del 12 giugno u.s..

Un ricorso così massiccio all’incenerimento determinerebbe, nei quattro siti previsti, un preoccupante aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera, che seppur ridotte del 50%, nel caso in cui l’accordo dovesse essere applicato, sarebbero ugualmente pericolose e potrebbero non essere controllabili, vista la mancanza strutturale ed atavica nella nostra Regione di un sistema di monitoraggio efficiente ed efficace, in grado di verificare e controllare le emissioni.

I livelli delle emissioni per le sostanze tossiche e persistenti (diossine, furani, etc…), pur rientrando nei “limiti di legge”, risultano non compatibili ambientalmente col territorio e con le popolazioni esposte, in base ai parametri indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 Inquietante risulta, inoltre, quanto si sta verificando presso l’Assessorato Territorio e Ambiente del Servizio 3 “Tutela dell’inquinamento atmosferico e della Unità Operativa S3.I “Autorizzazione alle emissioni in atmosfera” da cui dovrebbe essere rilasciata il 26 giugno p.v. l’Autorizzazione Integrata Ambientale per uno dei 4 inceneritori, quello di Bellolampo. Il contenzioso dal 2005 in atto presso tale Servizio rischia, infatti, di creare preoccupanti coincidenze all’interno di un iter che impone, invece, massima trasparenza e chiarezza.

Il preanunciato licenziamento di due funzionari che avevano denunciato irregolarità e probabile rigetto delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera dei termovalorizzatori di Bellolampo va subito chiarito dalla Magistratura e dagli organi competenti per restituire credibilità a tutto l’iter istruttorio.

Per tutte le ragioni esposte, la gestione del Piano dei rifiuti in Sicilia risulta fallimentare né è stata migliorata dalla istituzione dell’Agenzia regionale per i Rifiuti e le Acque dopo la fase del commissariamento conclusasi il 31 maggio 2006.

La nuova Agenzia, nata sostanzialmente perché i fondi europei non potevano essere utilizzati con gestione commissariale, di fatto continua a svolgere, come in passato, gli stessi compiti con gli stessi uomini e purtroppo con gli stessi risultati.

La CGIL continuerà, pertanto, la sua lotta contro l’attuale piano regionale dei rifiuti, promuovendo inizi
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mercoledì, 20 giugno 2007

ricevo dall'amico Angelo Gallo




Intervista al Ministro Pecoraro Scanio






«Gli inceneritori? Un bluf siciliano»






«Il governo non ha dato alcuna autorizzazione alla costruzione dei quattro termovalorizzatori in Sicilia». Il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio bacchetta Prodi e attacca Cuffaro. Anche sul finto stop alle trivellazioni petrolifere texane in Val di Noto






Cinzia Della Valle






Palermo (Il manifesto -17.06.07)






Il fastidio più grande è di essere stato attaccato da chi avrebbe voluto dalla sua parte in questi mesi di braccio di ferro con la regione siciliana ma non lo è stato, Claudio Fava per esempio, oltre a quello di essere finito nel tritacarne mediatico, suo malgrado. Ma il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio non nega neppure un certo imbarazzo per come è stata gestita Palazzo Chigi la vicenda dei termovalorizzatori che si vogliono costruire in Sicilia. Il riferimento è alla nota con cui il governo ha annunciato, dopo l'incontro, che aveva raggiunto un accordo, ministro per l'ambiente compreso, con Totò Cuffaro, dando il via libera al piano rifiuti e cancellando con un tratto di penna cinque anni di lotte condotte dai comitati costituiti da centinaia di siciliani e amministratori locali.






Ministro, andiamo con ordine. Fava l'accusa di essere un doroteo: prima firma l'accordo con Cuffaro, poi dopo le polemiche fa marcia indietro e lo revoca.



Con Cuffaro il governo Prodi non ha firmato accordi. In quella riunione a Palazzo Chigi abbiamo discusso della gestione dei rifiuti senza firmare intese. Anzi, ho ribadito davanti a Prodi tutte le mie perplessità sul piano rifiuti della Sicilia. Punto e basta.






Ma è stato proprio palazzo Chigi, alla fine della riunione, a comunicare con una nota ufficiale l'accordo con Cuffaro.



E' stato un errore di comunicazione, e purtroppo non è la prima volta per questo governo.



Qualche collaboratore di Prodi ha sbagliato e Cuffaro ha sfruttato ad arte l'occasione, sostenendo che il governo aveva dato il via libera ai termovalorizzatori. Ripeto, quel via libera non c'è.






Dunque, il ministero dell'Ambiente continua a essere contro i termovalorizzatori.



In quella riunione, e poi gliel'ho scritto il giorno dopo, ho fatto notare a Cuffaro che la sentenza del Tar obbliga la regione a rilasciare l'autorizzazione ambientale integrata, anche se attendo il pronunciamento del Consiglio di stato, rimanendo convinto che sia di competenza del ministero rilasciarla. Davanti a Prodi, a me e ai colleghi Turco e Bersani,



Cuffaro si è soltanto limitato a dire che rispetterà la sentenza. Tra l'altro era stato l'ex ministro Matteoli, col governo Berlusconi, a chiedere a Cuffaro che adeguarsi.






E quindi tutto sarà messo a posto.



No. Questa autorizzazione non si può rilasciare senza fare la caratterizzazione della qualità dell'area nei territori dove si vogliono costruire i termovalorizzatori. E'come concedere una licenza edilizia in assenza del piano regolatore generale.






E le indagini non sono state fatte?



Dopo la sospensione il ministero ha chiesto alle società che hanno in appalto la costruzione degli inceneritori di inviare la documentazione. Una sola ha inviato le carte, le altre no. Dalle verifiche che abbiamo fatto emergerebbe che la caratterizzazione sulla qualità dell'aria non è stata fatta.






Poi c'è il problema della raccolta differenziata, in Sicilia al 5,5%.



Durante la famosa riunione a Palazzo Chigi ho ricordato che la quantità di rifiuti che dovrebbe essere bruciata dai quattro inceneritori è superiore a quella prodotta dai siciliani.



Ciò come minimo fa supporre intanto che tutta la spazzatura sarebbe incenerita, altro che aumento della raccolta differenziata.






Insomma, l'accordo non esiste ed è stato tutto un bluff.



Sono molto arrabbiato e pretenderò le scuse di chi mi ha attaccato pur sapendo che ho cominciato da solo questa difficile battaglia e sicuramente senza l'aiuto di chi avrebbe potuto darmelo, come Fava. Anzi i suoi compagni di partito in Sicilia sono stati i miei peggiori avversari in una battaglia che per me ha anche un valore etico. E poi Cuffaro! Sono esterrefatto dal suo comportamento...»






Ce l'ha col governatore?



Ha bluffato due volte, prima sui termovalorizzatori e poi sulle trivelle in Val di Noto. Come può, lui che rappresenta le istituzioni, dire che la società petrolifera Panther oil rinuncia ai permessi in Val di Noto e poi la stessa società lo corregge spiegando che rinuncia a una piccola parte di area, tra l'altro dove non avrebbe comunque trivellato? Cuffaro in modo plateale utilizza la disinformazione, metodo che apparteneva alla tradizione stalinista.



Anzi, dirò di più...






Prego.



Dallo scorso ottobre la divisione protezione natura del mio ministero chiede alla regione siciliana chiarimenti sulla valutazione d'incidenza nell'area intorno al sito d'interesse comunitario (Sic) della val di Noto, procedura imposta da Bruxelles, che delega i governi nazionali a vigilare sul rispetto delle regole sui Sic. Bene, non abbiamo mai ricevuto risposte. Mercoledì scorso abbiamo inviato una diffida alla regione con la quale chiediamo di revocare le autorizzazioni alla società petrolifera, perché la valutazione d'incidenza è fondamentale prima di ogni attività».






Sui termovalorizzatori s'è parlato anche di un protocollo sulla legalità contro le infiltrazioni mafiose.



Per il momento ho chiesto al Noe di verificare il rispetto della legalità nelle procedure della regione su tutte le materie ambientali







 

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martedì, 19 giugno 2007

LE RAGIONI DEL “NO”

Termovalorizzatori in Sicilia

di Claudio Fava



In nome di quale emergenza, di quale oscura necessità politica il governo Prodi ha regalato a Totò Cuffaro il proprio assenso al più devastante piano di rifiuti mai pensato per la Sicilia? In nome di quale ecumenismo istituzionale i ministri Pecoraro Scanio e Livia Turco hanno apposto la loro firma su un accordo che prevede la costruzione in Sicilia dei quattro più grandi termovalorizzatori d'Europa? Sembra serio aver barattato il nostro consenso per l'impegno verbale del governatore Cuffaro a riportare la Sicilia ai livelli di decenza europea nella raccolta differenziata? Oggi si sfiora a malapena il 5 per cento, nell'Isola. A fronte di norme europee e nazionali che fissano limiti sette volte più alti. E senza una raccolta selettiva a monte, negli inceneritori rischia di arrivare una quantità indifferenziata di rifiuti, dai derivati del cloro ai metalli pesanti. La conseguenza (conseguenza chimica, non politica) è la produzione di diossina in quantità omicide.

Buttiamo giù queste poche righe sapendo che per ogni tentativo di impostare un ragionamento sui termovalorizzatori, c'è sempre qualcuno pronto a rispondere che non si può solo dire "no" (no al ponte, non ai bruciatori, non alle trivellazioni nella Val di Noto...), trasformando così ogni legittima preoccupazione in una caricatura. E ci sembra d'un doroteismo imbarazzante la dichiarazione del ministro Pecoraro che prima firma e poi ritira la mano dicendo che il suo dicastero "non condivide affatto il piano rifiuti della Regione Sicilia": ma allora, perchè ha firmato? C'è qualcuno, per quanto distratto, che non sappia che quei megabruciatori sono assolutamente sproporzionati rispetto alla produzione di rifiuti della Sicilia? Che il capitolato d'appalto impone alla Regione una quantità minima di rifiuti da conferire ai termovalorizzatori per non incorrere in disastrose penalità? Che il prezzo pagato per tonnellata di rifiuti bruciata sarà il più alto d'Italia?

E ancora: è possibile che presidente del Consiglio e ministri ignorino che a Bruxelles è pendente un procedimento di infrazione contro l'Italia, visto che buona parte di quei bruciatori è stata progettata su aree "SIC", ovvero territori protetti dal vincolo comunitario per ragioni naturalistiche e paesaggistiche? Nessuna preoccupazione sul fatto che l'intera rete dei trasporti siciliana, penalizzata dalla più lenta rete ferroviaria d'Europa, sarà paralizzata dal traffico di mezzi pesanti che dovranno portare ogni giorno migliaia di tonnellate di rifiuti nei quattro angoli dell'isola? Se la mobilitazione contro il piano dei rifiuti di Cuffaro (ripeto: questo piano dei rifiuti, non l'idea in sé di ricorrere alla termovaloirzzazione) ha determinato la costituzione spontanea di decine di comitati (da Palermo ad Augusta, da Paternó a Casteltermini), una ragione ci dovrà pur essere. Non parliamo di ragioni emotive, di pancia, di pelle, di egoismo municipalistico: ci riferiamo al meticoloso lavoro di analisi e di documentazione che i comitati hanno portato avanti, a Bruxelles e in Sicilia, per capire - cifre alla mano - quale danno produrrà alla salute pubblica e all'economia siciliana questo follia dei megainceneritori. Anni di lotte e di studi, di militanza civile e di proposta politica sono stati spazzati via da quella firma romana. E suona come una beffa il compiacimento di Totó Cuffaro che da Palermo incassa il placet del governo di centrosinistra e ci fa sapere che, ad adiuvandum, verrà sottoscritto "un importante protocollo di legalità per evitare le infiltrazioni criminali". Detto da Cuffaro è una garanzia.



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giovedì, 14 giugno 2007
RIFIUTI: INTESA PRODI-CUFFARO SU 4 TERMOVALORIZZATORI


Smaltimento dei rifiuti e raccolta differenziata in Sicilia. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro che si e' svolto IL 12-06-07 mattina a Palazzo Chigi, presieduto dal premier Romano Prodi e al quale hanno partecipato i ministri Alfonso Pecoraro Scanio e Livia Turco e il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro. L'intesa raggiunta al termine della riunione, informa un comunicato, prevede, al fine di agevolare il percorso di riqualificazione del territorio e del risanamento ambientale, di superare l'attuale fase di contenzioso amministrativo riavviando il processo di costruzione dei termovalorizzatori di Bellolampo (Palermo), Casteltermini (Agrigento), Paterno' (Catania) e Augusta (Siracusa). Saranno parallelamente anticipate le procedure di valutazione delle emissioni in atmosfera stabilendo che gli impianti abbattano tali emissioni del 50% rispetto a quanto previsto dal capitolato di gara. Il presidente Prodi, prosegue la nota di Palazzo Chigi, ha inoltre concordato con il presidente Cuffaro che la Regione assuma l'impegno di aumentare il sistema della raccolta differenziata in modo sensibile, in un'ottica di sempre maggiore impegno nelle politiche ambientali e territoriali. E' stato infine concordato, conclude il comunicato, che al fine di impedire ogni infiltrazione della criminalita' , venga sottoscritto tra il ministero dell'Ambiente, dell'Interno e la Regione Sicilia un 'Protocollo per la legalita'' che sara' alla base dell'azione operativa di monitoraggio e controllo sul territorio

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Comunicato Stampa di Decontaminazione Sicilia sulla soluzione del problema rifiuti in Sicilia a seguito dell’incontro di Prodi, Turco, Pecoraro Scanio e Cuffaro.

 

Apprendiamo che il Governo Prodi avrebbe raggiunto una intesa con il Presidente Cuffaro al fine di " ...superare l'attuale fase di contenzioso amministrativo riavviando la costruzione dei termovalorizzatori. ..". E' a tutti noto però, che il governo non ha il potere di invalidare le decisioni dei Tribunali amministrativi nè quello di cancellare i ricorsi pendenti, ma è anzi tenuto a rispettare ed eseguire le decisioni dei giudici. Non si comprende quindi come mai possano "ripartire" a seguito di una chiacchierata tra Prodi e Cuffaro, le procedure di costruzione degli inceneritori che sono state sospese dai giudici amministrativi. Nè ci risulta che uno solo dei molti comitati cittadini, o delle associazioni ambientaliste ovvero degli enti locali che ha proposto il ricorso al TAR si sia tirato indietro rinunciando agli atti del giudizio. La verità è che un mero accordo politico, intercorso per di più con soggetti già rinviati a giudizio per fatti gravissimi, non farà diventare legittimi atti che non lo sono mai stati e che per tale ragione andrebbero integralmente annullati in autotutela (come era stato previsto nel programma elettorale della coalizione che sosteneva l'Onorevole Borsellino). E' per ciò evidente a tutti i siciliani, che la coalizione che si era impegnata a sostenere la candidatura di Rita Borsellino alle elezioni regionali e proprio contro Cuffaro, non è la stessa coalizione che attualmente guida questo Paese. Per quanto riguarda i protocolli di legalità che Prodi vorrebbe sottoscrivere con Cuffaro per evitare l'infiltrazione della criminalità nella gestione dei rifiuti siciliani, crediamo che il governo nazionali arrivi i ritardo e ignori quanto scritto dalla Corte dei Conti in un recentissimo rapporto. Secondo la Corte dei Conti infatti, la mafia si sarebbe già infiltrata nelle procedure di realizzazione degli inceneritori siciliani. Stando così le cose, un protocollo di legalità stipulato con Cuffaro non può che assumere il valore dell'ennesima tragica beffa ai danni di quanti si battono affinchè sia riportata la legalità nella gestione dei rifiuti in Sicilia.

Augusta 13.giugno.2007

Luigi Solarino                                      Mario Giarrusso

Presidente                                           Responsabile legale

Decontaminazione Sicilia                      Decontaminazione Sicilia

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Rifiuti. Rita Borsellino:

“Accordo su inceneritori, beffa nei confronti dei siciliani”.

 

Palermo, 12 giugno 2007. “L’intesa raggiunta va contro la salute dei siciliani e contro le direttive dell’Ue sul ciclo dei rifiuti ed ha il sapore amaro della beffa”. Lo dice l’esponente dell’Unione Rita Borsellino commentando l’esito dell’incontro di oggi a Roma tra governo nazionale e regionale.

 “Nel 2003 Cuffaro avrebbe dovuto raggiungere il 35 per cento di raccolta differenziata previsto dal decreto Ronchi. Oggi, nel 2007, siamo fermi a circa il 6 per cento. Autorizzare gli impianti sulla base della promessa di incrementare la raccolta differenziata è come accettare una cambiale in bianco sulla pelle dei cittadini da chi ha dimostrato coi fatti di non essere credibile”.

Ma una beffa sono, secondo Borsellino, anche gli altri termini dell’accordo: “Da una parte infatti, si autorizza la realizzazione degli impianti aggirando le direttive Ue che prevedono il raggiungimento di livelli ottimali di raccolta differenziata come presupposto per l’incenerimento; dall’altro il governo nazionale chiede il ridimensionamento delle emissioni ma non degli impianti, e cioé dell’unico vero presupposto per riuscire a contenere la quantità di particelle nocive”. Secondo Borsellino, “l’intesa ha più di una contraddizione. Raccolta differenziata e impianti di grossa portata come quelli progettati sull’isola non sono conciliabili. A meno che non si decida di importare altri rifiuti da fuori”.

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venerdì, 08 giugno 2007

MI FA MALE IL PANCINO.


LIBERATE UN CESSO!


cessi


TROPPO TARDI!


cagata_di_merda


DALLA SERIE: AFFOGHERANNO IN UN MARE DI MERDA!


 

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mercoledì, 06 giugno 2007

 clima, acambiamento climatico, inquinamento (ansa)


Italia, il 20% delle morti per cause ambientali


 


È imputabile, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, a cause ambientali prevenibili il 20% della mortalità in Italia. In 13 grandi città italiane tra il 2002 e il 2004 a causa delle polveri sottili è stata stimata una media di 8.220 morti l'anno. (da www.unita.it)


Bush, 120x120, 5/6/2007

G8, il vertice nasce morto: «no» Usa a impegni sul clima


 


Se qualcuno sperava che dal vertice del G8 in Germania uscisse un accordo dovrà rapidamente ricredersi. Uno dei responsabili americani, Jim Connaughton ha precisato che il comunicato finale non stabilirà alcun obiettivo globale a lungo termine per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas da effetto serra.(da www.unita.it)


Qualche giorno fà i nostri "media" si sono trastullati ad informarci che da una ricerca del CNR, hanno trovato tracce di cocaina sulle città.


Credo e spero che il CNR abbia fatto, anche delle rilevazioni più serie circa la presenza di diossina nei territori attigui agli inceneritori, e sarebbe opportuno far conoscere alta concrentrazione.


Biancavilla è da parecchi anni un sito da bonificare per l'amianto, ma non abbiamo nessuna informazione , dagli enti preposti, su come si sta procedendo.


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sabato, 02 giugno 2007












DA "LA RINASCITA"
postato da: pieroC alle ore 08:23 | Permalink | commenti (5)
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