domenica, 18 febbraio 2007


RAFFINERIE E LOMBARDO: IPOCRISIA AVVELENATA


febbraio 18, 2007




ACA SICILIA

Ass.ne Eco-Animalista

Via LANDOLINA, 41

95131 CATANIA






SCONVOLGENTE! LOMBARDO SI ACCORGE OGGI, DOPO 40 ANNI, CHE ESISTONO IN SICILIA LE RAFFINERIE CON IL LORO CARICO DI VELENI, DI DISTRUZIONE E DI MORTE






EPPURE LUI ESISTE COME POLITICO IN SICILIA DA 40 ANNI e FACENTE PARTE DI QUEI PARTITI CHE PIU' DI OGNI ALTRO HANNO VOLUTO TALI RAFFINERIE PER POI DIVIDERSI I POSTI DI LAVORO IN CAMBIO DI CONSENSI ELETTORALI: CHE IPOCRITA!



Eclatante! Dopo 40 anni di distruzione delle coste, di inquinamento delle acque, di morti di cancro guarda il Presidente della provincia di Catania e leader del MPA si è accorto che in Sicilia esistono delle raffinerie con i loro carico di disastri e morte.



Eppure Lombardo non solo fa di mestiere il politico, da 40 anni in Sicilia, ma , come tutti sanno, ha militato nelle fine di quei partiti che da 60 anni governano la Sicilia e che più di ogni altro hanno non solo appoggiato l'insediamento di tali raffinerie ma si sono spartiti i posti di lavoro in cambio di consistenti consensi.



Ancora una volta Lombardo cerca di ricavare consensi sulla pelle dei Siciliani ed in particolare di coloro che costretti a lavorare per anni in tali raffinerie hanno perso la cosa più importante la loro vita. Che ipocrisia, che cinismo!




Il Presidente - ACA SICILIA - Alfio Lisi



A dire il vero non è il solo che scopre la vena ambientalista, anche ad Adrano, il sindaco Mancuso ha esternato tutto il suo amore per l'ambiente e la contrarietà la discarica di rifiuti speciali e speciali pericolosi, con trasfomazioni in mattoni (la fabbrica dei veleni, come è stata nominata dai cittadini locali).

Peccato, che proprio il suo "amico" presidente dell'ARS, Cuffaro ha da tempo stabilito che la "valle del simeto venga riempita da spazzutura e quant'altro.

In realtà, al di là delle parole, i fatti sono stati ben altri e questi "nuovi ambientalisti" sono e fanno parte di quella classe politica che ha devastato e continua devastare il territorio.



postato da: pieroC alle ore 21:00 | Permalink | commenti (8)
categoria:
venerdì, 16 febbraio 2007








L'ITALIA CEDE ALTRO TERRITORIO AGLI USA.



Napoli come Vicenza!




Venerdì mattina 16 conferenza stampa



ore 12:00 Antisala dei Baroni Maschio Angioino



per la presentazione del lavoro



"Allarme Napoli: Mani Militari sulla città"



scritto dal



Comitato Napoletano Pace, Disarmo e Smilitarizzazione.
Pochi lo sanno, ma il territorio campano è ingombro di basi militari! Portaerei nucleari attraversano il golfo di Napoli e sostano nei porti! Sussistono grandi rischi per la popolazione e nesuno se ne preoccupa.



Questo è l’allarme lanciato dal missionario comboniano Padre Alex Zanotelli.



"Tutti parlano della nuova base che dovrebbe sorgere a Vicenza ma nessuno parla delle tante basi che esistono sul territorio campano. E’ una vergogna! " ha dichiarato padre Zanotelli.



Eppure un comitato pacifista napoletano, denominato "Comitato pace, disarmo e smilitarizzazione", formato da laici, credenti, associazioni di volontariato, ha fatto un lavoro certosino di indagine, di ricerca da fonti originali, di verifica sul territorio per catalogare tutte le istallazioni militari, le basi NATO, quelle statunitensi, nonché tutte le fabbriche che producono armi sparse sul territorio della regione. Queste informazioni sono ora raccolte e presto saranno pubblicate nella loro interezza; nel frattempo un opuscolo riassuntivo è già stampato con l’introduzione di Zanotelli ed una lettera del vescovo Nogaro.



Questo documento sarà la testimonianza che i pacifisti napoletani porteranno Sabato 17 a Vicenza per dire che a Napoli, a Vicenza, come in ogni parte del pianeta le basi della guerra devono essere cancellate.



Zanotelli stesso presenterà la pubblicazione alla stampa Venerdì 15 febbraio alle ore 12 nell’antisala dei baroni al Maschio Angioino.




Intervengono:



Padre Alex Zanotelli



Angelica Romano (Un Ponte Per)



Antonello Zecca (ATTAC Italia)




Vittorio Moccia (PeaceLink)




 




AGGIORNAMENTO:




Si e' conclusa in modo pacifico la manifestazione a Vicenza contro l'allargamento della base Usa nell'aeroporto Dal Molin.







Verso le 18 il questore della citta', Dario Rotondi, ha comunicato che i manifestanti sono stati circa 70-80 mila. Ma erano molto di più.







AMATO, .......................................................................? ....................... BOH?




BERLUSCONI, GIORNO TRISTE, AH! AH! AH!




PRODI, E' ANDATA COME TUTTI AUSPICAVAMO (MA, PROPRIO TUTTI?)






CASSON (DS), DA ROMA LANCIATI ALLARMI INSENSATI ''Credo che da Roma non si rendessero conto della realta' veneta e si sono lanciati allarmi senza senso, che potevano creare dei rischi''. Il senatore Ds Felice Casson commenta cosi' il carattere pacifico dell' iniziativa. ''E' una manifestazione di popolo - afferma l'ex Pm - e tante persone anche non di partito sono venute da me a ringraziarmi. La gente di Vicenza aveva bisogno di sentire un sostegno esterno''. Quanto al significato politico della manifestazione, il senatore diessino non ha dubbi: ''La gente ha bisogno di partecipare alle decisioni''.



CENTO,CORTEO DIMOSTRA CHE LA QUESTIONE NON E'CHIUSA ''Il corteo dimostra che la questione non e' chiusa perche' c'e' un pezzo di societa' che questo ampliamento della base non lo vuole. Bisognera' farci i conti''. Lo sottolinea Paolo Cento, sottosegretario all'Economia, partecipando ad un approfondimento che LA7 dedica alla manifestazione di Vicenza.







FERRERO, SI FACCIA REFERENDUM PER DECIDERE SU BASE ''Grazie al popolo di Vicenza, a quanti hanno preso parte all'enorme manifestazione, per la lezione di democrazia che ha dato a tutto il paese e alla politica. Il popolo della pace e' il contrario del terrorismo, come ha dimostrato oggi il popolo di Vicenza''. Cosi' il ministro per la Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero commenta il corteo di Vicenza. ''Adesso - prosegue - tocca alla politica dare una risposta a questo popolo della democrazia e della pace: a Vicenza si deve fare un referendum per permettere che si decida democraticamente sulla base''.







DILIBERTO,GOVERNO NON CADRA' PER UNA BASE AMERICANA ''Ho visto tutte le bandiere dei partiti dell'Unione: ci sono bandiere della Margherita, dei Ds, della Cgil come del Pdci e di Rifondazione. Il governo Prodi deve tener conto del popolo della pace che e' gran parte del suo elettorato''. Lo afferma Oliviero Diliberto. Il segretario dei Comunisti Italiani sottolinea che ''se nel governo si dovesse condividere tutto'' allora ''staremmo in un unico partito''. ''Ci sono delle differenze - osserva ancora - ma il governo non cadra' certo per una base americana''.

postato da: pieroC alle ore 21:39 | Permalink | commenti (3)
categoria:pacifismo, informazione
martedì, 13 febbraio 2007

RIFIUTI: SICILIA; STOP MINISTERI AUTORIZZAZIONI INCENERITORI


(ANSA) - ROMA, 13 FEB - E' stato firmato dai ministri dell' Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico il decreto interministeriale che sospende le autorizzazioni per le emissioni in atmosfera di quattro inceneritori previsti dal Piano regionale dei rifiuti nei comuni di Augusta, Paterno', Palermo e Casteltermini. Lo rende noto un comunicato del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La sospensione, in ottemperanza con quanto stabilito dalla Conferenza dei Servizi, si e' resa necessaria dopo aver accertato irregolarita' nelle procedure autorizzative del precedente Governo.


Il decreto stabilisce la sospensione fino alla conclusione del procedimento di rilascio dell' autorizzazione integrata ambientale che dovra' avvenire entro 60 giorni dalla effettiva attivazione della procedura da parte della Commissione Ippc e che dovra' avere inizio entro il 15 febbraio 2007. (ANSA). COM-GU

13/02/2007 18:46



Cari amici/che,

ho sempre sentito che stiamo vivendo un momento storico importantissimo.

Rimaniamo uniti, camminiamo insieme, teniamo sempre presenti queste 5 parole (sono quelle che sabato abbiamo ribadite al ministro, riprendendole proprio dai discorsi sentiti dal Responsabile dell'ospedale, dall'Assessore alla sanità e dallo stesso Ministro, durante l'assemblea pubblica precedente al nostro incontro "privato"):

 

Prevenzione, Responsabilità, Squadra, Fiducia, Legalità.

 

Se continueremo a ritrovarci su questi semplici concetti e a fondare la nostra azione su questa base comune, potremo insieme gioire dei risultati perchè centreremo l'obiettivo.

Un giorno potremo dire ai nostri figli: "Io ho creduto possibile l'impossibile e c'ero tra coloro che hanno voluto per te una vita migliore, dove la dignità, la libertà e la giustizia non fossero più utopia. 

Spero di incontrarvi presto e di camminare ancora insieme a "Tutti" voi.

Ognuno è prezioso e ... il sostegno reciproco, le forze condivise, l'obiettivo comune  saranno la nostra risorsa vincente.

Vi abbraccio.

Angela Calì - Gruppo Spontaneo Donne e Mamme di Augusta





postato da: pieroC alle ore 22:54 | Permalink | commenti (9)
categoria:ambiente
sabato, 10 febbraio 2007








L’AMORALE DELLA FAVOLA

La tragedia e la farsa




di Marco Travaglio






 




Prodigiosa la rapidità con cui trasformiamo le tragedie in farse. Non era ancora finito il funerale di Filippo Raciti, e già i volti listati a lutto dei presidenti del calcio volgevano al ridanciano e tornavano a parlare di soldi. Da «non si può morire per il calcio» a «il calcio non può morire», sintetizza Mattia Feltri sulla Stampa. Poi, dalla farsa, siamo passati all’avanspettacolo con la delegazione di presidenti che sfilava al Viminale per discutere della legalità negli stadi. Già la parola legalità, in bocca a certi presidenti, suona un po’ così. Senza contare che certi presidenti, nei corridoi del ministero dell’Interno, rischiavano di fare brutti incontri: tipo imbattersi in qualche poliziotto che aveva indagato su di loro. «Dottore, lei non sa da quanto tempo le do la caccia: ha deciso finalmente di consegnarsi?». «No, c’è un equivoco, sono qui per parlare di legalità col ministro». Dev’essere per questo che, prudenzialmente, alcuni si son tenuti alla larga dal Viminale: si sa quando si entra, ma non quando (e se) si esce. Il più scalmanato contro gli stadi a porte chiuse è Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che straparla di «ritorno al fascismo»: anni fa fu rinviato a giudizio per usura, poi fu assolto. Il presidente del Livorno Aldo Spinelli invece fu condannato nel ’90 dalla Corte d’appello di Milano a 2 anni per mazzette alla Motorizzazione. Il presidente del Torino Urbano Cairo, già segretario particolare di Bellachioma, ha patteggiato la sua brava condanna per fondi neri. Il patron del Perugia Luciano Gaucci non ha potuto intervenire: da tempo latita felicemente a Santo Domingo con una bionda mozzafiato, mentre i figli entrano ed escono di galera per le sue bancarotte. All’estero si trova pure il presidente del Cagliari Massimo Cellino: arrestato per 8 giorni, patteggiò 1 anno e 2 mesi per una truffa da 24 miliardi di lire all’Ue e al ministero dell’Agricoltura; condanna arrotondata con altre due per falso in bilancio, una provvisoria, l’altra definitiva. Ragion per cui, all’esplodere di Calciopoli, i colleghi di Lega gli affidarono il «codice etico». Ma ecco avanzare altri moralizzatori doc. Come Riccardo Garrone, il petroliere che nel ’73, quando aveva i calzoni corti, fu beccato dal pretore Almerighi a pagare mazzette ai politici. E come Claudio Lotito, detto Lotirchio, il re delle pulizie che alla Lazio fa pure il magazziniere e, vero riformista, ha brevettato una macchina sterilizza-magliette e mutandoni: intanto il fisco gli sterilizzava 157 milioni di tasse arretrate, poi diluite in comode rate fino al 2028; e la Procura di Napoli lo indagava per l’associazione a delinquere di Calciopoli. Come i fratelli Della Valle, mecenati della «nuova» Fiorentina. Ma anche i grandi club sono degnamente rappresentati. La «nuova» Juve post-moggiana ha Giovanni Cobolli Gigli, già indagato per i bilanci truccati di Rcs e salvato dalla riforma Berlusconi. Il Milan, non bastando il presidente, ha pure il dg Adriano Galliani, squalificato e indagato per associazione a delinquere: è lo stesso che nel ’91 versò 10 miliardi in nero al presidente del Toro in cambio del fantasista Lentini e, in pegno, ottenne le azioni granata, così il Milan controllò una società avversaria, con un illecito sportivo macroscopico che nessuno ovviamente sanzionò (quanto al penale, provvide la solita legge Berlusconi sul falso in bilancio). L’Inter di Moratti falsificava i passaporti e, secondo la Procura di Milano, pure i bilanci. La Roma di Sensi, invece, solo i passaporti. Ma il migliore, forse, è Zamparini, il presidente veneziano del Palermo che, oltre a fare il pupo nel teatrino di Biscardi, impiantò un bell’ipermercato Emmezeta a Cinisi, su terreni di Tano Badalamenti, e di recente è finito indagato a Milano per un giro di presunte mazzette all’Agenzia delle entrate in cambio di favori nel contenzioso da 209 milioni col fisco: sdegnato, aveva promesso di «lasciare l’impresa, il Palermo e l’Italia», perché «questo Paese non mi merita». Ma è sempre lì. Come Nino Pulvirenti, quello del Catania, che tre giorni fa si dimetteva per sempre in diretta tv e ieri decideva di restare «per non darla vinta ai tifosi». È un moralizzatore anche lui: ma è lo stesso Pulvirenti che fu sentito al processo Dell’Utri sulle estorsioni mafiose subìte quand’era responsabile della Standa di Mascalucia, e i pm sospettarono che le avesse nascoste. Dev'essere per questo che il governo vieta ogni contatto tra club e ultras: per evitare che gli ultras facciano brutti incontri.

da l'Unità 
postato da: pieroC alle ore 21:01 | Permalink | commenti (2)
categoria:informazione
martedì, 06 febbraio 2007

CHIACCHIERE


Dopo aver visto Bush, che si trasforma in ambientalista, non ci si meraviglia a sentire, dalle Tv locali, i vari Mancuso, Lombardo ed i loro accoliti sviscerarsi nell'impresa di pilotare le proteste dei cittadini contro gli inceneritori e tutte quelle scelte che cozzano contro l'ambiente e la salute pubblica.


Certo fa ridere l'interpellanza che fa l'on. Mancuso al suo "AMICO"" presidente Cuffaro, dopo la bella mobilitazione dei cittadini di Adrano.


Come le dichiarazione del presidente della provincia Lombardo, che dice di essere sensibile al problema, e pensa sia possibile risolverlo solo spostando di qualche Km. i siti.


In realtà, l'assessorato all'ambiente (compresi gli incarichi ad esperti) è gestito proprio da "lombardiani" fedeli, che nei fatti hanno tutt'altri interessi.


Pubblico di seguito, un comunicato che credo faccia un pò di chiarezza in proposito:


 


RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE


Comparto dipendenti Regione Siciliana


Via Di Stefano 19 – 90141 – PALERMO Tel. 091582321-Fax 0916120210


ADERENTE ALLA CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE (C.U.B.)


 


LA LEGALITA’ VIOLATA AL DIPARTIMENTO TERRITORIO E AMBIENTE





Revoche arbitrarie e Conferimenti fasulli di incarichi dirigenziali, Ordini da caporale di giornata, Comportamenti intimidatori e Provvedimenti dispotici, Minacce di licenziamento, Provocazioni e Tentativi di aggressione fisica, Aperture di stanze con motivazioni pretestuose, Trasferimenti ritorsivi, Violazione di ogni più elementare regola sindacale





Questa è la ventata di rinnovamento che l’arch. Pietro Tolomeo, in quota MPA, unico Dirigente Generale ad essere sfiduciato per il suo operato deleterio dall’Assemblea Regionale su OdG della stessa maggioranza, ha portato al Dipartimento Territorio e Ambiente. Costui, forse ritenendo la Pubblica Amministrazione qualcosa di sua personale proprietà, si crede in diritto di agire al di fuori di ogni contesto di regole di legge e di trasparenza amministrativa confidando quantomeno nel quadrato delle protezioni dei suoi referenti politici e nella sfacciata impunità.





E così, ligio ad ordini di scuderia, ha dapprima “attenzionato” i Servizi del Demanio Marittimo, procedendo, anche con motivazioni non veritiere, a modificare provvedimenti a lui gerarchicamente superiori, a revocare unilateralmente contratti di lavoro legittimi ed a mettere arbitrariamente a disposizione della Presidenza quattro Dirigenti del Dipartimento, rei di non essersi voluti piegare alle sue pretese di autodimissionarsi, ed un altro in lista di attesa.


Più di recente, in ossequio, per sua stessa ammissione, ad altri “desiderata”, è andato all’attacco di quei Dirigenti scomodi e non malleabili, fastidiosi ai potenti per volere a tutti i costi fare il proprio dovere, agire nella trasparenza ed applicare rigorosamente le norme.





E’ il caso del dott. Genchi e della dott.ssa Candido, facenti parte di questa O.S., responsabili di settori nevralgici quali, ripettivamente, l’inquinamento atmosferico e gli impianti ad energia eolica, che hanno avuto di punto in bianco revocato il contratto senza alcuna apparente motivazione.


Per il dott. Genchi si tratta ormai da circa 4 anni di un tentativo ciclico di soppressione lavorativa, commissionato da poteri forti, iniziato a partire dalla sua attività sulla Distilleria Bertolino e proseguito fino a quella più nota sui quattro megainceneritori. Basti pensare che il dott. Genchi aveva firmato il proprio contratto appena il 28 febbraio del 2006, dopo 5 mesi di lotte sindacali.





In un crescendo di furore intimidatorio e ritorsivo, l’arch. Tolomeo non ha risparmiato coloro che si sono opposti alle sue dispotiche disposizioni, tentando persino l’aggressione fisica nei confronti del dott. Cammarata e dello stesso dott. Genchi, minacciando di licenziamento il dott. Pellerito, trasferendo di ufficio la dott.ssa Oliveri, anch’essi tutti iscritti alle RdB-CUB.





Nelle sue azioni l’arch. Tolomeo ha trovato valide stampelle nei disponibili di turno, il solito ing. della Direzione ed il responsabile della O.S. Cobas-Codir, quest’ultimo, “sindacalista” portabastone, investito extra contratto di incarico fasullo ed illegittimo, non solo mero esecutore ma anche attore minaccioso di provvedimenti ritorsivi nei confronti di altri lavoratori.





In tale clima di soprusi e di illegalità violenta e diffusa, le RdB-CUB, nel denunciare l’attacco delittuoso operato contro i propri iscritti, ha già attivato ogni forma di difesa sindacale e le opportune segnalazioni alle autorità competenti per le varie ipotesi di reato che si dovessero connotare, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori, di eliminare ogni tipo di abuso e di prevaricazione e di ristabilire trasparenza e legalità così apertamente violate nel Dipartimento.





Palermo, 6 febbraio 2007 il Coordinamento Regionale Comparto Dipendenti Regione Sicilia

postato da: pieroC alle ore 15:10 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, ambiente, informazione
domenica, 04 febbraio 2007
Dalla: Conferenza Nazionale "Salute e Sicurezza sul Lavoro"

Napoli 25-26 gennaio

 

"...se la sicurezza è vita, la garanzia della sicurezza è condizione di civiltà e di giustizia nel nostro ..."

(Il Presidente G. Napolitano).


Il 2007 è iniziato solo da un mese e già contiamo 87 morti sul lavoro.

esiste un nesso forte tra sicurezza e modello di sviluppo, e per quanto possa sembrare incredibile in Italia si muore oggi sul lavoro come cinquant’anni fa

 

È ormai divenuta intollerabile la vergogna dell'incredibile numero di infortuni sul lavoro.

Il messaggio del presidente Napolitano, il primo presidente della Repubblica – credo  - che abbia affrontato in modo deciso e senza ipocrisie il grave problema della sicurezza sul lavoro, parlando di “piaga delle morti bianche”.

 

La prima delle Commissioni lavoro riunite di Camera e Senato, ha messo il dito sulla piaga, rilevando che l’unico modo per uscire da questa tragica catena di infortuni è quello di puntare su una strategia comune e centrale, tale da unificare tutti gli sforzi.

 

È necessario un maggiore coordinamento di tutte le istituzioni, enti e forze che hanno compiti di vigilanza, con un coinvolgimento degli EE.LL. ed in particolare delle Regioni.


Bisogna prevedere norme ed automatismi nell'applicazione del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, collegate a forme di incentivazione per le imprese tali da introdurre elementi concreti di conflitto di interessi, in modo tale da determinare un vantaggio per le imprese sane e produttive nell'introduzione di sistemi efficaci di prevenzione degli infortuni e di tutela della salute dei lavoratori.


Tuttavia è necessario precisare che qualsiasi provvedimento non deve andare disgiunto da una drastica riduzione del lavoro precario. Sicurezza e precarietà sono le due facce di una stessa medaglia. Infatti la condizione contrattuale del lavoratore è collegata e determinante nella percezione del fattore sicurezza e nella possibilità di chiedere maggiori tutele: solo chi non è troppo preoccupato di perdere il proprio posto di lavoro può vigilare ed occuparsi di prevenzione e sicurezza.

La catena degli appalti e subappalti (spesso al “massimo ribasso”) che deresponsabilizza i soggetti contraenti delle attività produttive, produce lavoro nero, sfruttamento minorile e una generale condizione di precarietà.

 

A questi, bisogna aggiungere le invalidità, le malattie professionali e gli enormi danni ambientali, che producono nel territorio ed alla salute delle popolazioni vicine ad impianti che non rispettano le norme di sicurezza.

Esiste infatti un nesso tra infortuni e malattie professionali e la salute pubblica, sarebbe un grave errore separarli. La costruzione di una cultura della sicurezza passa anche attraverso una riflessione profonda sul tema della salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente.

 

Appunti tratti da : http://www.comunisti-italiani.it


Messaggio di Giorgio Napolitano alla conferenza “Salute e Sicurezza sul Lavoro”

Più tutele e meno precarietà – di Dino Tibaldi

Una cultura della sicurezza – di Gianni Pagliarini

Dalla conferenza di Napoli la voce dei RL
postato da: pieroC alle ore 16:00 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, salute, informazione, società, stragi
venerdì, 02 febbraio 2007

 Da: Invisible News: Adrano (CT): Un vile e criminale atto fascista nel "Giorno della Memoria”














Adrano: "Giorno della Memoria"








Un vile e criminale atto fascista








Incredibile! Qualche individuo di Adrano, da una TV locale, ha voluto dare delle interpretazioni a questo vile atto, elucubrando delle fantastiche teorie su gruppi anarco-insurrezionalisti ed altro.







Non degniamo di nessuna considerazione tale individuo che anzicchè esprimere parole di condanna per il fatto in sè, elabora delle fantastiche teorie.







Bene ha fatto il consigliere provinciale G. Caruso ad esternare il suo sdegno e di tutto il PDCI della provincia, per il vile atto contro l'eroico martire del fascismo prof. Carmelo Salanitro.

Di seguito il comunicato stampa del Cons. Giovanni Caruso:

Sabato 27 gennaio è stata commemorata la giornata della memoria. In tutta Italia ed in altri paesi europei si sono tenute manifestazioni e cerimonie per ricordare le persecuzioni nazifasciste degli ebrei e l’abominio dei campi di sterminio.Anche ad Adrano si è svolta una manifestazione in ricordo di Carmelo Salanitro, insegnante di lettere impegnato nelle istituzioni democratiche, la cui unica “colpa” è stata quella di non aver aderito al regime fascista e per questo denunciato dal suo Preside, incarcerato, deportato ed ucciso a Mauthausen.La notte seguente uno o più vigliacchi hanno rovesciato il busto di Salanitro, posto nel giardino comunale, ed imbrattato per terra con scritte idiote.Il gesto si commenta da se, la condanna, durissima, va invece gridata forte nei confronti di chi, forse ispirandosi ad un fascismo morto da più di 60 anni e ripudiato dall’Italia, anche nella costituzione, si comporta da codardo e crede di sentirsi uomo agendo da vigliacco.Ancora più meschini sono coloro che mettono in giro voci false, secondo le quali gli autori delle scritte sarebbero stati i giovani della sinistra. Solo un idiota può pensare che la sinistra faccia oltraggio ad un antifascista.In veste di Consigliere Provinciale, di esponente comunista, ma innanzitutto come cittadino, insieme alla Sezione del PDCI di Adrano, manifesto un assoluto disprezzo, per il gesto e per i mentecatti che lo hanno fatto, e penso con tristezza che qualcuno ha cercato di trasformare il giorno della memoria nel giorno della vergogna, della menzogna e dell’idiozia.

Giovanni Caruso

postato da: pieroC alle ore 22:43 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, antifascismo, informazione