martedì, 28 novembre 2006
Ricevo questa mail, col resoconto del convegno di Adrano, da due amici che che scrivono in un giornale locale.
Scheda del Professore Connet
Il Dott. Paul Connett è professore di chimica alla St Lawrence University a Canton, New York, in cui ha insegnato per 15 anni. Ha ottenuto la laurea in scienze naturali all'università di Cambridge ed il suo Ph.D. in chimica all'università di Dartmouth negli Stati Uniti. Negli ultimi 14 anni ha studiato le problematiche della gestione dei rifiuti, con un'attenzione particolare ai pericoli derivanti dall’incenerimento ed alle alternative di non combustione più sicure e più sostenibili.
Ha partecipato a numerosi congressi internazionali sulla diossina e con il suo collega Tom Webster ha presentato sei documenti a questi simposi, che successivamente sono stati pubblicati in Chemosphere. Ha condotto 1500 presentazioni pubbliche su queste edizioni in 48 stati degli USA ed altri 40 paesi. Con sua moglie Ellen pubblica il bollettino “Waste not” (Rifiuti zero) che è al suo dodicesimo anno di pubblicazione. Con Roger Bailey, professore di Belle Arti all'università St Lawrence, ha prodotto oltre 40 videotape sulla gestione dei rifiuti, sulla diossina e su altre situazioni ambientali.
 
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Tuteliamo la Valle del Simeto e la sua economia......
 
                                
Giorno 26 Novembre scorso il comitato civico “ UN ALTRO PIANO RIFIUTI E’ POSSIBILE” di ADRANO, presso l’aula magna dell’Istituto “P. Branchina”, ha organizzato un incontro pubblico con Paul Connett, emerito professore di chimica ambientale presso la St.Lawrence University di New York – USA, dal titolo Tuteliamo la Valle del Simeto e la sua economia......
Il consesso è stato aperto dall’intervento del preside Luigi Petraia che, alla presenza di una sala colma e molto partecipe, ha evidenziato l’importanza della salvaguardia dell’ambiente e della salute in tutte le proprie forme e manifestazioni, a prescindere dai confini territoriali e campanilistici.
Sono seguiti i saluti dei Professori Chiara Longo e Pietro Toscano, i quali hanno ricordato l’importanza dei comitati civici ed in particolare il lavoro svolto da quello di Adrano nella lotta contro la costruzione dell’Inceneritore di rifiuti tossici e tossici speciali in contrada Contrasto.
Il Prof. Connet, nella sua relazione ha evidenziato che negli Stati Uniti da ormai 10 anni non vi sono più autorizzazioni per la costruzione di inceneritori, mentre in Italia sta diventando un problema comune in molte aree nazionali.
Relativamente a quello che si prospetta per Adrano, proprio per la natura dell’impianto che dovrà bruciare oltre 50.000 tonnellate l'anno di rifiuti pericolosi, è assolutamente necessario uno studio di impatto ambientale molto completo ed approfondito, e non di sole tre paginette tramite le quali l’esperto incaricato ha “sentenziato” la non pericolosità dell’impianto.
 Soprattutto alla luce del fatto che tale impianto dovrebbe sorgere a 150 m dal fiume Simeto, e 200 metri dalla zona di produzione agrumicola (distretto naturale dell’arancia rossa DOP) ma soprattutto a 1.500 metri dall’agglomerato urbano, oltre che essere adiacente ad una zona SIC (sito di interesse comunitario).
Connett, illustrando il funzionamento di un inceneritore, ha affermato che lo stesso, bruciando i rifiuti, produce una parte di sostanze che è raccolta sul fondo dell’impianto, mentre la rimanente parte si liberano nell’aria.
Le nuove ed avanzate tecnologie fanno sì che un impianto, secondo quanto esposto dal professore, se ben costruito, elimini le polveri in un raggio di 1 km di diametro, ma se tale impianto non risponde a tali requisiti, le polveri arrivano a spargersi per ben 3 km, colpendo, per inalazione e assunzione alimentare, in maniera massiccia la popolazione, le coltivazioni e gli animali.
Nell’impianto previsto ad Adrano saranno incenerite sostanze derivanti dalle lavorazioni industriali petrolifere, dai reflui delle fogne, i rifiuti ospedalieri, delle concerie ecc. (esiste una tabella entro cui sono elencate tali sostanze) e saranno liberate nell’aria polveri formate da metalli pesanti: mercurio, piombo, cromo, arsenico, i quali non possono venire distrutti. 
Tra le sostanze che, ad alta temperatura (tra i 600 e i 1.200 gradi), saranno espulse nell’aria avremo una moltitudine di nano-particelle (il cui studio è molto avanzato grazie ad alcuni scienziati italiani) che essendo piccolissime sono in numero molto maggiore rispetto alle altre particelle e nel momento in cui sono inalate, arrivando agli alveoli polmonari, passano direttamente al sangue in maniera immediata senza alcuna barriera venendo trasportate in tutti gli organi del nostro organismo.
Inoltre bruciando cloruro di idrogeno ed altre sostanze, si liberano delle diossine altamente pericolose che resteranno nell’aria, nell’acqua e nei campi per moltissimi anni, anche oltre 50.
Tali diossine venendo assorbite dal bestiame tramite il foraggio, porteranno in  un litro di latte una quantità tale di sostanze tossiche pari a quanto un essere umano ne può assumere in 8 mesi, e studi più approfonditi hanno dimostrato che se la mucca pascola un giorno su campi contaminati la concentrazione sul suo latte sarebbe pari a 14 anni di inalazione per un essere umano, e queste diossine che si depositano sul tessuto adiposo e non verranno mai eliminate, tranne nel caso di una donna che, portando in grembo il proprio figlio, gli trasferirà tale “patrimonio”, anche dopo 20 anni.
Pertanto è necessario percorrere altre strade, quali il riciclo dei rifiuti per creare risorse e quindi posti di lavoro.
Il Professore ha concluso la sua chiacchierata, travolto da uno scrosciante applauso, con il motto
 
“DIO RICICLA – IL DIAVOLO BRUCIA”
F.L. e G.G.
 
Voglio manifestare i miei elogi al comitato di Adrano per la bella manifestazione, ed il prof. Connett, per l'attenzione e l'entusiasmo, che ha saputo trasmettere in tutti i presenti, con le sue puntuali argomentazioni.
 
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lunedì, 27 novembre 2006
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venerdì, 24 novembre 2006
Tuteliamo la Valle del Simeto e la sua economia......
                                
  incontro pubblico 
 
 con Paul Connett
emerito professore di chimica ambientale presso la St.Lawrence University di New York - USA
e  Sua Eccellenza  mons. Salvatore Gristina
 Arcivescovo della Diocesi e Metropolita della città di Catania
 
Domenica 26 novembre - ore 17.30 presso l' Istituto Superiore Statale "P. Branchina" Via San Tommaso D'Aquino - ADRANO 
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venerdì, 24 novembre 2006

Ho ricevuto due @ dal consigliere provinciale Giovanni Caruso che pubblico volentieri.

Comunicato Stampa
 
 Apprendiamo con sollievo la dichiarazione del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Alfonso Pecoraro Scanio, che blocca la costruzione dei 4 termovalorizzatori siciliani.
Dopo sentenze negative del TAR, pareri negativi della sovrintendenza e bocciature trasversali persino all’ARS, è arrivato il giusto coronamento dell’impegno e della lotta, portata avanti dai tanti comitati spontanei di cittadini e di quegli amministratori che, come il sottoscritto, si sono adoperati dall’interno delle istituzioni per scongiurare il rischio di ulteriori ed inutili violenze ad un territorio che merita ben altra valorizzazione.
Ben vengano quindi tutte quelle iniziative che tendono innanzitutto a limitare fortemente la produzione di rifiuti e, successivamente, al recupero ed al riciclo di materiali che, più che rifiuti, sono da considerare risorse. Una sana politica del genere consentirebbe di smaltire con facilità la restante minima porzione di rifiuti inutilizzabili.
 
 
Catania, 23.11.2006
 Il Consigliere Provinciale , Giovanni Caruso 
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Comunicato Stampa 
            Si riporta, per opportuna diffusione e conoscenza, il testo integrale della lettera inviata dal Consigliere Provinciale Giovanni Caruso al Presidente della Provincia On. Raffaele Lombardo, al Presidente del Consiglio Provinciale Comm. Giuseppe Pagano, all’ Assessore alle Politiche Scolastiche Dott.ssa Margherita Ferro, al Presidente della VI Commissione Consiliare Dott. Domenico Rapisarda, ed al Dirigente del VI Dipartimento 3° Servizio Edilizia Ing. Maurizio Trainiti.
L’Istituto Psicopedagogico di Biancavilla continua a soffrire di problemi vecchi e nuovi, strutturali, e contingenti. Problemi che si accrescono in un clima che appare di generale indifferenza.
            Lettere del Dirigente Scolastico, assemblee e scioperi degli studenti, sopralluoghi di Consiglieri, verifiche della Commissione Consiliare pertinente, incontri della VI CCP con l’Assessore competente, con il Dirigente del Servizio e con il Preside, ecc. non sono serviti a risolvere i guai dell’istituto.
            Intanto studenti, insegnanti e collaboratori scolastici lottano quotidianamente, e forse disperatamente, con una drammatica carenza di locali (che costringe a tenere lezione nei laboratori e nell’aula magna), con il freddo (appena mitigato da climatizzatori inadeguati e presenti silo nelle aule) che costringe i collaboratori scolastici ad indossare i cappotti tutto il giorno perché i corridoi, l’aula magna, i laboratori e altri locali sono totalmente sprovvisti di riscaldamento, con la totale assenza di liquidità (basta dire che è stata organizzata una colletta per l’acquisto della … carta igienica) e con una serie di piccoli e grandi intoppi ai quali il personale della scuola, definito dalla dirigenza “meraviglioso” cerca di far fronte come può.
Ma la buona volontà non basta.
Non basta a risolvere i problemi di 12 studenti disabili (alcuni con problemi respiratori) che vengono aiutati, letteralmente presi in braccio, dai compagni ma che devono sfidare gli spifferi (provenienti dagli infissi da sostituire) e gli sbalzi di temperatura tra i diversi locali.
Non basta ad accogliere quei 22 ragazzi che hanno dovuto iscriversi altrove perché la scuola che avevano scelto non ha spazio. 22 studenti che hanno dovuto accettare una soluzione di ripiego, 22 uomini e donne il cui futuro è stato forse determinato dalla “mancata” soluzione di problemi noti a tutti e certo non irrisolvibili.
Non basta a moltiplicare i 3 collaboratori scolastici (proprio 3 per circa 450 studenti) ai quali è deputata l’organizzazione logistica del quotidiano (pulizia e riordino dei locali, sorveglianza ed assistenza degli studenti, ecc).
Non basta a scuotere chi di dovere perché all’Istituto Psicopedagogico di Biancavilla sia riconosciuta la dignità che certo possiede, dato che, fra l’altro, è una realtà in crescita.
            È da anni che lo scrivente tenta di sensibilizzare l’amministrazione incontrando i vari assessori alle politiche scolastiche che si sono succeduti ed i responsabili degli uffici tecnici competenti ma l’intervento risolutivo non è ancora stato attuato.
            Da studente, da genitore, da cittadino e, non ultimo, da elettore mi chiederei in cosa ed in chi riporre fiducia perché gli studenti ed i lavoratori dell’Istituto Psicopedagogico di biancavilla abbiano finalmente ciò a cui hanno diritto.
Catania 24-11-2006
Giovanni Caruso
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lunedì, 20 novembre 2006
Comunicato Stampa 
 
 Comitati Siciliani per l'Ambiente
“UN ALTRO PIANO RIFIUTI E' POSSIBILE”
 
 
Il coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini dei Comuni di
Adrano, Aragona, Augusta, Biancavilla, Campofranco, Casteltermini, Centuripe, Melilli, Milena, Palermo, Paternò, Santa Maria di Licodia, Sutera, e delle associazioni che vi aderiscono, che sono impegnati a fermare il Piano Rifiuti adottato dal Presidente della Regione On.le Salvatore Cuffaro,
che prevede la realizzazione di 4 megainceneritori in Sicilia.
 
Comunica che alle ore 10,00 del prossimo 22 novembre
 
in coincidenza con la Conferenza dei Servizi prevista a Roma dai ministri Bersani, Turco e Pecoraro, 
per l'esame della legittimità delle procedure seguite nella concessione delle autorizzazioni dei 4 inceneritori, è stata indetta una manifestazione nei Comuni interessati da detta decisione, per contestare energicamente e civilmente la scellerata decisione del Governatore Cuffaro e dar forza al ministro Pecoraro Scanio nell'auspicato obiettivo di impedirne la realizzazione, revocando le autorizzazioni concesse per le illegittimità riscontrate.
 
I Comitati di Augusta,Priolo e Melilli si riuniranno alle ore 10,00 di mercoledì 22 novembre,
nella piazza Duomo di Augusta.
 
I Comitati di Palermo, le Associazioni, il Forum hanno indetto il sit-in per mercoledì prossimo 22 novembre in Via Catania 2 davanti al portone dell'Agenzia Regionale dei Rifiuti, alle ore 9.30.
 
I comitati civici dei comuni della Valle del Simeto (Paternò, Santa Maria di Licodia, Biancavilla,  Adrano e Centuripe) organizzano un sit-in di protesta
dalle ore 10,00 alle ore 12,00 di mercoledì 22 c.m. nella Piazza Umberto di
Paternò presso il Palazzo Alessi sede del Consiglio Comunale

I comitati di Aragona,Campofrano,Sutera,Casteltermini,si daranno appuntamento mercoledì 22 novembre alle ore 9,00 sulla S.S.189 al bivio per Campofranco 
per poi proseguire in auto presso il cantiere dove è in atto la costruzione
dell'inceneritore in zona ASI di Casteltermini.
 
Sono invitati a partecipare tutti i cittadini che amano il proprio territorio e sono contrari alla realizzazione dei megainceneritori che con i loro scarichi tossici ed inquinanti, rappresentano un ulteriore aggressione all'ambiente e alla salute.
 
 
Augusta, 20 Novembre 2006
 
Il Coordinatore f.to
(Prof. Luigi Solarino)
 
 
Aderiscono inoltre: I Verdi Siciliani, Italia Nostra, Rete Regionale Rifiuti Zero, Associazione Italiana Agricoltura Biologica - A.I.A.B. Sicilia,I Grilli dell' Etna,Casa Comune di Augusta, Associazione Pro Stromboli,Circolo Legambiente di Stromboli,Gruppo Spontaneo Donne e Mamme di Augusta,Redazione Isola Possibile,Lega Anti Vivisezione - LAV Catania, i Sindaci di Sutera e Campofranco ...
 
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martedì, 14 novembre 2006

AGGIORNAMENTO:

Diliberto: Palestina. Pdci a Roma e Milano.

Fermare il massacro

 

Roma 17 novembre 2006

La  grave situazione venutasi a creare in Palestina e in tutto il Mediterraneo impone il massimo sforzo per una mobilitazione di tutte le forze che hanno a cura la pace e il diritto dei palestinesi alla autodeterminazione. Il movimento pacifista chiede all’Unione e al governo Prodi  un impegno diretto, di concerto con l’Unione europea, per fermare il massacro in Palestina, per ristabilire un clima di pace e di rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani in tutto il Medioriente, a partire dalla nascita di uno stato libero, democratico e  indipendente di Palestina, come del rispetto del popolo libanese. Solo questa è la strada per garantire pace e sicurezza ad Israele: due popoli e due Stati. Riteniamo che di fronte a questa situazione sia auspicabile  la massima unità dei movimenti e delle forze politiche che lavorano per la pace e per i diritti del popolo palestinese. A tal fine abbiamo aderito sia alla mobilitazione di Roma che chiede azioni concrete di pressione internazionale per riportare Israele sulla via del dialogo e della trattativa di pace, che alla manifestazione di Milano che ci impegna per un’azione comune di pacificazione per tutto il Medioriente. Lo facciamo nella convinzione che questo sia il momento della necessaria unità e collaborazione per raggiungere gli obiettivi comuni più che per sottolineare le legittime differenze di opinione nel movimento e nella politica.

Da www.comunisti-italiani.it

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domenica, 12 novembre 2006

ARAGONA 10 - 11 - 2006

CONVEGNO SUGL'INCENERITORI

Giorno 10.11.2006, alle ore 17.30 presso l’ex Chiesa del Purgatorio in Aragona, si è tenuto un incontro tra il Coordinamento Regionale dei comitati civici contro gli inceneritori in Sicilia, l’Onorevole Rita Borsellino e la dirigenza  del partito dei Democratici di Sinistra composta, tra gli altri, dai segretari provinciali di Agrigento e Caltanissetta, dagli onorevoli regionali  Panepinto, Di Benedetto, dai senatori Accursio Montalbano e Santo Liotta e  dal vice-ministro Capodicasa. Per il coordinamento Regionale erano presenti: il Prof. Luigi  Solarino, Ernesto Burgio e Gioacchino Genchi per l’ISDE, Giacinto Franco e Graziella Ligresti  del Comitato di Augusta, Angelo Palmieri  ed altri in rappresentanza del WWF, Mimmo Craparotta, Mario Casella, Gianluigi Radaelli  ed altri del Comitato Forum Bellolampo, Paolo Guarnaccia e Turi Maurici per il Comitato di Paternò, Totò Pera, Gianfranco Di Carlo, Peppe Morreale del comitato di Campofranco, Stefano Licata del Comitato di Casteltermini, il comitato civico locale e tantissimi altri di cui in questo momento non mi ricordo il nome e chiedo loro scusa a priori. In prima istanza ha preso la parola il coordinatore regionale Prof. Luigi Solarino il quale ha relazionato sui motivi per cui il Coordinamento Regionale dei Comitati civici  è contro la costruzione degli inceneritori in Sicilia (primi colpevoli di emissione di diossine, malformazioni nei bambini, nessun beneficio alla popolazione né in termini di occupazione né in termini di salubrità per l’ambiente). Nel corso dell’intervento Il Prof. Solarino ha lanciato un appello ai D.S. affinché facciano pressioni sui propri ministri Bersani  e Turco affinché riconsiderino  la questione inceneritori in Sicilia in quanto non è stato  apprezzato l’atteggiamento degli stessi  nella Conferenza tra i ministeri dell’Ambiente, della Salute e delle Attività produttive che aveva lo scopo di revocare le autorizzazioni illegittime delle emissioni in atmosfera. A seguire ha preso la parola il Dr. Ernesto Burgio  dell’ISDE il suo pensiero che è imperniato su una base di riflessioni tecnico-scientifiche. Secondo lui è importante fare un po’ di auto-critica in quanto, oltre alle enormi responsabilità del Presidente della Regione Cuffaro, ci sono dei ministri della Repubblica che non stanno aiutando la popolazione siciliana. Il Dr. Burgio premette che nei giorni scorsi si è tenuto un Congresso nazionale di epidemiologia a cui ha partecipato. In quella seduta ci sono state circa 90 conferenze e solo la sua è stata l’unica voce seria e critica che si è levata contro gli inceneritori e questa la dice lunga sulla posizione e sul pensiero  di tutti gli altri scienziati epidemiologici sul piano scientifico-sanitario per quanto riguarda la salute e l’ambiente. Non a caso le altre  uniche posizioni critiche sono state anche quelle di altri due medici oncologi degli Istituti Tumori di Genova e di Milano. In quel congresso ci sono stati dei politici che hanno detto delle cose gravissime: e cioè che “gli inceneritori fanno bene alla salute e che gli stessi devono essere fatti in Sicilia per ragioni di emergenza sanitaria”. Dopo la sua relazione è stato invitato, insieme al Prof. Tomatis, al Ministero dell’Ambiente in data 06 Novembre ultimo scorso . Alla presenza del Generale Jucci, coordinatore della cabina di regia sui rifiuti,  e di altri quindici Commissari del Ministero lo stesso Burgio ha rifatto la sua relazione. Gli stessi hanno apprezzato le argomentazioni tecnico-scientifico-sanitarie sul male che fanno gli inceneritori ma hanno anche evidenziato che il Dr. Greco, Capo di Gabinetto del Ministro Turco ha detto che “gli inceneritori non fanno male alla salute”. Gli stessi Commissari avevano chiesto ai due ministri di controfirmare, insieme al ministro dell’Ambiente,   la revoca delle autorizzazioni delle emissioni in atmosfera ma si sono ben guardati dal farlo.  Il Dr. Burgio ha chiesto al Vice Ministro Capodicasa di fare tutto il possibile affinché convinca i ministri del suo stesso partito a firmare la revoca di un atto illegittimo in quanto è un atto dovuto ed un preciso dovere  di un ministro della Repubblica. Fa un appello agli Onorevoli Borsellino e Capodicasa  affinché l’audizione che si è svolta presso il Ministero dell’Ambiente venga riproposta al Ministero della Salute e che vada rifatta la Valutazione di Impatto Ambientale sul Piano Regionale dei Rifiuti la quale è stata fatta solo ed esclusivamente sulla carta e senza nessun rilievo sul territorio alla presenza di competenti tecnici sanitari. Prende poi la parola Turi Maurici del Comitato di Paternò il quale fa presente che in questi anni sono state fatte centinaia di iniziative ma vuol capire cosa vogliono fare i D.S. per evitare lo scempio che qualcuno vuol fare sul territorio siciliano con la costruzione degli inceneritori. A seguire Angelo Palmieri del WWF di Palermo il quale rende noto che il Piano Regionale dei Rifiuti così come è stato concepito farà aumentare in modo enorme i costi economici che ricadranno sulla collettività, senza alcuna utilità per l’ambiente che rimarrà sporco e degradato. Fa presente che un Piano dei Rifiuti basato sulla raccolta differenziata aumenterà in modo notevole l’occupazione e renderà il cittadino più virtuoso e rispettoso dell’ambiente. Il WWF è per il recupero della materia e non per l’incenerimento. Questa è la vera lotta alla mafia. Prende la parola Gioacchino Genchi
in qualità di chimico dell’ISDE. Si occupa delle emissioni in atmosfera degli inceneritori e fa il punto della situazione sulla fase di stallo che esiste presso il Ministero. La Regione non ha rilasciato le autorizzazioni perché le ditte che dovrebbero costruire gli inceneritori hanno chiesto queste autorizzazioni al ministero dell’Ambiente del precedente governo e l’allora capo  di gabinetto Paolo Togni  si è sostituito alla Regione ed in sua vece ha rilasciato le autorizzazioni, tra l’altro in modo illegittimo. La Conferenza dei tre Ministeri deve decidere sull’annullamento delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera  e non sulla revoca delle stesse. Tutto questo non è successo ma, al contrario, i ministeri della Salute e delle Attività produttive hanno glissato sull’argomento ed hanno tenuto una posizione ambigua su violazioni di legge molto chiare ed inequivocabili. L’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, cui egli stesso appartiene, ha negato il rilascio delle autorizzazioni delle emissioni in atmosfera perché ci sono sostanze che sono persistenti, degradabili in tempi lunghissimi che si depositano sul terreno dove pascolano gli animali e, tramite essi, entrano nella catena alimentare, producendo un danno enorme alla salute della popolazione. A seguire prende la parola il senatore di Rifondazione Comunista On.le Santo Liotta di Paternò, il quale fa un excursus su quello che avviene in questi giorni al Senato sull’argomento rifiuti e pensa che è giunto il momento in cui bisogna rilanciare la lotta contro gli inceneritori e contro questo Piano dei Rifiuti. Sensa una forte mobilitazione  anche un governo amico, qual è il nostro, può diventare timido. Lamenta la posizione del Ministro della Salute in quanto ci sono delle responsabilità ben precise e vanno distribuite equamente ed il Ministro dell’Ambiente non aveva alcun bisogno, secondo lui, a richiedere il conforto degli altri due ministeri per annullare le autorizzazioni delle emissioni in atmosfera in quanto è un atto interno, ma dovuto, di prerogativa del solo Pecoraro Scanio. Anche Cuffaro ha delle enormi responsabilità perchè ha caldeggiato vivamente l’arrivo in Sicilia  di migliaia di tonnellate di rifiuti dalla Campania. Ha capito che il Piano Regionale dei Rifiuti è sovradimensionato in modo spropositato e con questo preciso atto, ricevendo ora i rifiuti della Campania e quelli di altre regioni in un secondo tempo,  vuol fare diventare la Sicilia la pattumiera d’Italia, il tutto per dei meri interessi economici di alcune lobbies finanziarie. E’ importante riapprodare ai grandi mezzi di comunicazione e di informazione per rilanciare il movimento e la mobilitazione delle popolazioni contro gli inceneritori di rifiuti. A questo punto prende la parola l’On. RitaBorsellino che prende atto che cittadine come Aragona e Paternò sono sensibilissime al problema dei rifiuti in misura maggiore che in grandi città come Palermo. Dopo l’esito della Conferenza dei servizi dei tre ministeri ha chiesto insistentemente di avere un incontro con il Ministro Livia Turco per capire come mai una conferenza che aveva come oggetto un argomento tecnico quale la revoca delle autorizzazioni si sia poi trasformata in un argomento prettamente politico dove si va a sostenere che gli inceneritori non fanno male. La Turco non ha ritenuto opportuno incontrarla ma le ha fissato un appuntamento con il suo  capo di gabinetto dr. Greco dicendole, tra l’altro, che le cose non si mettevano tanto bene in quanto era solo un problema burocratico e quanto riguarda la salute, non c’erano assolutamente dei pericoli sanitari. Questo fatto l’ha turbata profondamente in quanto le è stato detto che il problema burocratico andava facilmente risolto. Il funzionario le ha spiegato “che non ci sono rischi per la salute e che non ci sono documentazioni scientifiche che possono avvalorare quello viene detto da poche persone e se ci sono delle emissioni che vanno oltre il limite consentito vuol dire che ci penseranno i vigili urbani a far chiudere questi impianti e che eventuali atti ritenuti illegittimi non riguardano il Ministero della Salute ma devono essere fatti presenti alla Procura della Repubblica”. Secondo la Borsellino ci sono delle enormi resistenze a volersi assumere delle responsabilità così grandi anche per gli enormi interessi economi che girano attorno alla questione dei rifiuti e per questo è molto amareggiata. In un confronto democratico ognuno deve farsi carico delle proprie responsabilità. La linea di condotta di Cuffaro è deleteria perché non cerca di fare gli interessi della Sicilia ma cerca di fare i suoi interessi e non ha voglia di confrontarsi con le persone e con le motivazioni vere della gente e di discutere sul sovradimensionamento degli inceneritori. E’ un problema grave, c’è una “timidezza” da parte del governo nazionale, c’è una situazione complessa, ci sono troppi interessi economici e di fronte a tutto questo  c’è la sopravvivenza dei figli ed il loro futuro non può essere condizionato da scelte sbagliate. Bisogna darsi da fare per avere una grande mobilitazione della popolazione. Il governo nazionale sa che quando ci sono delle grandi mobilitazioni di popolo come è stato quello della Tav poi subentrano delle enormi difficoltà. E’ il popolo siciliano che deve dare la carica ai propri politici, nazionali e regionali e far sì che l’argomento  degli inceneritori non passi sotto silenzio. E’ suo compito sensibilizzare Prodi ma le decisioni vanno poi  prese nei vari ministeri. Continuerà a sensibilizzarli sempre di più perché le sta a cuore la salute dei siciliani e chiede per questo l’appoggio di tutte le persone sensibili e responsabili. Dopo altri quattro interventi, prende la parola il vice ministro on.Angelo Capodicasa e dopo tre ore di dibattito non si sofferma sulle varie posizioni. E’ nota a tutti la sua posizione che ha evidenziato in questi ultimi tre anni con altri interlocutori politici. Non ha alcun dubbio che anche in sede scientifica ci sono delle opinioni contrastanti e quindi è giusto che ognuno faccia una scelta di campo su cui schierarsi. In base al principio di precauzione egli  non è sicuro che riuscirà a convincere i vari ministeri sulla bontà della lotta che si sta portando avanti. Gli inceneritori sono un rischio per l’ambiente. In più occasioni si è sostenuto che la battaglia è molto difficile: la questione dei rifiuti ha tanti risvolti: uno per tutti quello del business che sta dietro all’incenerimento dei rifiuti. E’ un problema che esiste e non si può non tenerne conto. Un alto funzionario del Ministero  ha detto che non si può non fare gli inceneritori in Sicilia perché fanno male. Ha detto che si scatenerebbe uno scenario folle:  un fenomeno di allarmismo generale là dove esistono già gli inceneritori come a Brescia, Bologna, Reggio Emilia  ed in altri posti. Scatterebbe una grande paura e nascerebbe un grande movimento di popolo, difficilmente controllabile, che ostacolerebbe in modo serio lo smaltimento dei rifiuti là dove ci sono anche degli stati di emergenza. Lo stesso Capodicasa sostiene che bisogna trovare il modo che riduca di molto il rischio per la salute dei cittadini. E’ noto a tutti che lui non ha mai sostenuto aprioristicamente un no secco all’incenerimento dei rifiuti. Lui è per l’incenerimento del cosiddetto C.D.R. (combustibile derivato dai rifiuti) e non quello che è prodotto in Campania e mandato due anni fa in Germania per incenerirlo. E’ da considerare molto al disotto del rischio di nocività. La domanda che fanno nei meandri ministeriali è sempre la stessa: ma l’alternativa all’incenerimento qual è?. La risposta data è che va incrementata la raccolta differenziata oggi ferma al 5% dopo sei anni di emergenza in tema di rifiuti in Sicilia. Mette in luce che il Piano regionale dei Rifiuti di Cuffaro non tiene conto del decreto Ronchi e che la convenzione che ha firmato con gli operatori industriali prevede il pagamento di una penale se i rifiuti che devono essere portati agli inceneritori scenda al di sotto del 65% dell’intera massa dei rifiuti prodotti. La mozione presentata all’epoca dal centrosinistra siciliano all’Assemblea Regionale Siciliana non è stata votata perché bisognava confrontarsi con i comitati civici, con i loro tecnici, per vedere se effettivamente gli inceneritori facessero male alla salute dei siciliani. Alla fine il confronto delle due tesi non c’è stato. E’ stato messo tutto a tacere. Cuffaro aveva detto di voler portare Veronesi ma lo stesso non si è mai visto né fatto sentire. Cuffaro non ha mai voluto entrare nel merito. Noi abbiamo portato i nostri tecnici. Essi hanno illustrato i dati epidemiologici. Silenzio assoluto, non si è più parlato di mozione da discutere e l’interesse sulla faccenda dei rifiuti è andato scemando di intensità. E’ da lì che bisogna riprendere la discussione. Critica i compagni che vogliono un aiuto del governo nazionale. Vuol fare un punto sulla situazione di modo che a breve si faccia un tavolo tecnico in separata sede. Cuffaro non ha voluto che si rinnovasse lo stato di emergenza in Sicilia. Solo lui ha chiesto il commissariamento  dell’emergenza rifiuti in Sicilia appena si è insediato a Presidente della Regione Siciliana. Per cinque anni Cuffaro è andato avanti e poi non ha più richiesto la proroga. Il Commissario può solo redigere il Piano dei Rifiuti, non lo può approvare, invece lo ha fatto. Ha chiesto che si creasse l’Agenzia dei Rifiuti perché era l’unico modo per evitare che il governo nazionale si intromettesse sulle competenze regionali in materia di rifiuti. La conclusione è che così si è evitato l’intervento del Ministro dell’Ambiente Pecoraro  Scanio e siccome ci sono degli interessi economici enormi ognuno cerca di stare attento a come si muove anche per evitare di essere denunciato e doverne rispondere economicamente. Anche i vari funzionari dei Ministeri non si pronunciano. La questione passa così alla Presidenza del Consiglio. E’ acclarato che i ministeri si sono pronunciati sul fatto che la violazione c’è stata ma c’è chi dice che non può procedere per l’annullamento delle stesse perché qualcuno può  impugnarla davanti  al TAR e così si rischia di perdere. Bisogna valutare fino a che punto ci sono i margini per l’annullamento delle autorizzazioni o se conviene stare fermi. In questa fase, con la finanziaria in corso, non è facile ottenere un maggiore impegno da parte del governo. Si aspetta una risposta da quest’ultimo. C’è il problema della legittimità degli appalti per la costruzione degli inceneritori. In sede europea pende un giudizio di infrazione nei confronti dell’Italia. Se la Corte di Giustizia Europea a marzo prossimo dovesse annullare la gara, è del tutto evidente che si ricomincia tutto da capo. L’incontro di questa sera ha evidenziato come bisogna mettere in piedi il movimento di lotta. Cuffaro non può non tener conto dell’ultima mozione che è stata votata all’Ars. Il potere dell’Assemblea è un potere di indirizzo. E’ grave che Cuffaro dica che non intende mettere in atto quello che ha detto l’Assemblea. Quindi bisogna scendere in Piazza: chi qui da noi, chi a Palermo e chi a Roma. I DS siciliani hanno sposato questa battaglia sin dall’inizio. Noi abbiamo una controproposta, non siamo a favore di questo Piano regionale dei rifiuti. Se vogliono fare l’inceneritore che lo facciano  in modo che dentro vada a finire solo il rifiuto trattato e che non faccia male. Si attiene solo a quello che dice il Decreto Ronchi. Di sicuro bruciando il rifiuto tal quale fa male alla salute. 
Da @ di Franco Cipolla 
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categoria:politica, ambiente, società
sabato, 11 novembre 2006

Ho ricevuto questa mail, che penso possa essere oggetto di discussione: 

Spett. comitat unitiperrita,

Quanti si sono accorti che gli USA (275 milioni di abitanti ) hanno solo 535 parlamentari, 435 alla Camera e 100 al Senato? L' Italia (57 milioni di abitanti )ne ha quasi il doppio, se non erro 945: alla Camera 630  e al Senatov315 .
   La faccenda diventa tragicomica se consideriamo gli 87 strapagati europarlamentari, la falange dei sottosegretari, la moltitudine dei 1120 circa consiglieri regionali con il contorno di centinaia di assessori. A tal proposito, clamoroso il caso del Molise che con soli 300 mila residenti ha un parlamentino da repubblica indipendente.
   Aggiungiamo poi gli esponenti dei 110 (giusto ?) consigli provinciali dello Stivale (quando aboliranno le province?).  Dulcis in fundo, alcune zone metropolitane pagano anche i consiglieri di quartiere !
 Quale partito, movimento, coalizione o Demiurgo salverà l'Italia da tale calamità ?
                                                             Distinti saluti
                                               Angelo Pasqualini- Termoli
----------------------------   LE MIE RIFLESSIONI
Come dare torto all'amico Angelo?
Ed aggiungo che gli enormi sprechi non finiscono qui.
Iniziando dai grandi managers di stato (bravi spesso a creare debiti) con i loro stipendi "favolosi", per passare ai vari direttori generali di ministeri, regioni, provincie, città e "paeselli", per non parlare degli esperti di tutti i generi e di tutti i livelli che costano fior di quattrini al contribuente e che sarebbe il caso di ridurre visto il debito pubblico.
Ma, no si inventano nuove figure, nuovi comitati, nuovi consigli d'amministrazione (in Sicilia 27 ATO), dove piazzare,............ sistemare parenti, amici ed i vari "clientes", si moltiplicano spese in modo inverosimile (interessanti gli articoli del corriere, della settimana scorsa), questo non solo a Roma, ma in modo trasversale per tutta l'Italia.
Io, sarei anche pronto a fare sacrifici per il futuro dei nostri figli, ma Presidente!..... ci dia un segnale!... faccia dei tagli a questi sprechi.
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categoria:politica, società
venerdì, 03 novembre 2006

E' INACCETTABILE IL LIVELLO DI CRIMINALITA'

In questi giorni si sono puntati i riflettori su Napoli e la criminalità diffusa in città, come se si scoprisse un qualcosa di nuovo, fino ad ieri inesistente.

Si propone l'intervento dell'esercito, di dispiegamento di ingenti forze dell'ordine, di un controllo capillare delle criminalità diffusa, dimenticando le carenze intellettuali e strutturali in cui versa Napoli e tutto il Sud.

Napoli come metafora del Sud?

La stessa contiguità del sud-bene e sud-male, l'assenza dello Stato, lo scippo di ogni elementare diritto, alla scuola, al lavoro, alle strutture sportive e ricreative, non è forse lo stesso "male" di cui soffriamo in Sicilia?
La cultura omertosa, il clientelismo, il "favore" anzicchè il diritto, non è forse l'humus ideale al diffondersi del "malaffare", alla crescita della mafia, delle mafie?
Un "intellighenzia" miope, una classe di imprenditori succubi al "pizzo", il voler nascondere negare l'esistenza della mafia, della "malasanità", degli affari e delle corruzioni di politici e professionisti "al di sopra di ogni sospetto", il voler mettere a tacere qualsiasi voce al di fuori del coro servile, beh! Cosa può produre tutto ciò?

E' da questo che bisogna ripartire, una vera rivoluzione culturale che cancelli questa cultura del "furbo", del più forte, della sopraffazione, dello "scippo" quotidiano dei dirittti primari, solo così potremmo risolvere anche il problema della sicurezza, al Sud come al Nord. 

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categoria:politica, antimafia, società
mercoledì, 01 novembre 2006

"UN ALTRO PIANO RIFIUTI E’ POSSIBILE"

Ho ricevuto l'altro giorno questa @ da Angelo Gallo

"Le tante istanze di un maggiore coordinamento contro il piano Cuffaro degli inceneritori e per difendere la salute dei siciliani attraverso soluzioni all’emergenza rifiuti più salubri,  economiche e con maggiori capacità occupazionali; finalmente hanno trovato risposta: giorno 26-10-2006, presso la sede del WWF Sicilia di Palermo; si e costituito il COORDINAMENTO REGIONALE  "UN ALTRO PIANO RIFIUTI E’ POSSIBILE".

 

Il Coordinamento rimane una struttura aperta e, per svolgere al meglio il proprio ruolo, come prima cosa cercherà contatti con tutte le realtà interessate agli inceneritori, per un completo coinvolgimento.

 

Da ora in avanti, ogni cosa che faremo avrà maggiori probabilità di successo, perché si farà nello stesso momento e varrà per tutta la Sicilia, FORZA!"

 

Aggiornamento: Riunione Coordinamento Regionale

a Catania, sabato 04 novembre.

 

La riunione è fissata presso la
libreria “la gramigna” via s. Anna 19  alle ore 16.30
Una traversa tra via Garibaldi e via Vittorio Emanuele a 100 metri dal Duomo
 
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Un'altra importante iniziativa sempre a Catania il 4 e 5 novembre, presso la facoltà di lingue, Piazza Dante (dai Benedettini).
 
Sbavaglio - Informazione in Sicilia:
un convegno per la libertà.

 
Casablanca, Isola Possibile, Tele Jato, Girodivite, Edizioni Le
Siciliane, Le Inchieste, PeaceLink, Itacanews, Città Nuove, I Cordai,
Pizzino, La Primavera, Cittainsiemegiovani, Gapa, Addiopizzo,
Malastrada Film, RadioAut, il Dialogo, Sicilia Libertaria, MarsalaC'è,
Grilli dell'Etna, Terre Libere, Step1...
Due giornate di dibattito operativo.

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categoria:ambiente, informazione