Ricevo questa mail, col resoconto del convegno di Adrano, da due amici che che scrivono in un giornale locale.
Scheda del Professore Connet
Il Dott. Paul Connett è professore di chimica alla St Lawrence University a Canton, New York, in cui ha insegnato per 15 anni. Ha ottenuto la laurea in scienze naturali all'università di Cambridge ed il suo Ph.D. in chimica all'università di Dartmouth negli Stati Uniti. Negli ultimi 14 anni ha studiato le problematiche della gestione dei rifiuti, con un'attenzione particolare ai pericoli derivanti dall’incenerimento ed alle alternative di non combustione più sicure e più sostenibili.
Ha partecipato a numerosi congressi internazionali sulla diossina e con il suo collega Tom Webster ha presentato sei documenti a questi simposi, che successivamente sono stati pubblicati in Chemosphere. Ha condotto 1500 presentazioni pubbliche su queste edizioni in 48 stati degli USA ed altri 40 paesi. Con sua moglie Ellen pubblica il bollettino “Waste not” (Rifiuti zero) che è al suo dodicesimo anno di pubblicazione. Con Roger Bailey, professore di Belle Arti all'università St Lawrence, ha prodotto oltre 40 videotape sulla gestione dei rifiuti, sulla diossina e su altre situazioni ambientali.
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Tuteliamo la Valle del Simeto e la sua economia......
Giorno 26 Novembre scorso il comitato civico “ UN ALTRO PIANO RIFIUTI E’ POSSIBILE” di ADRANO, presso l’aula magna dell’Istituto “P. Branchina”, ha organizzato un incontro pubblico con Paul Connett, emerito professore di chimica ambientale presso la St.Lawrence University di New York – USA, dal titolo Tuteliamo la Valle del Simeto e la sua economia......
Il consesso è stato aperto dall’intervento del preside Luigi Petraia che, alla presenza di una sala colma e molto partecipe, ha evidenziato l’importanza della salvaguardia dell’ambiente e della salute in tutte le proprie forme e manifestazioni, a prescindere dai confini territoriali e campanilistici.
Sono seguiti i saluti dei Professori Chiara Longo e Pietro Toscano, i quali hanno ricordato l’importanza dei comitati civici ed in particolare il lavoro svolto da quello di Adrano nella lotta contro la costruzione dell’Inceneritore di rifiuti tossici e tossici speciali in contrada Contrasto.
Il Prof. Connet, nella sua relazione ha evidenziato che negli Stati Uniti da ormai 10 anni non vi sono più autorizzazioni per la costruzione di inceneritori, mentre in Italia sta diventando un problema comune in molte aree nazionali.
Relativamente a quello che si prospetta per Adrano, proprio per la natura dell’impianto che dovrà bruciare oltre 50.000 tonnellate l'anno di rifiuti pericolosi, è assolutamente necessario uno studio di impatto ambientale molto completo ed approfondito, e non di sole tre paginette tramite le quali l’esperto incaricato ha “sentenziato” la non pericolosità dell’impianto.
Soprattutto alla luce del fatto che tale impianto dovrebbe sorgere a 150 m dal fiume Simeto, e 200 metri dalla zona di produzione agrumicola (distretto naturale dell’arancia rossa DOP) ma soprattutto a 1.500 metri dall’agglomerato urbano, oltre che essere adiacente ad una zona SIC (sito di interesse comunitario).
Connett, illustrando il funzionamento di un inceneritore, ha affermato che lo stesso, bruciando i rifiuti, produce una parte di sostanze che è raccolta sul fondo dell’impianto, mentre la rimanente parte si liberano nell’aria.
Le nuove ed avanzate tecnologie fanno sì che un impianto, secondo quanto esposto dal professore, se ben costruito, elimini le polveri in un raggio di 1 km di diametro, ma se tale impianto non risponde a tali requisiti, le polveri arrivano a spargersi per ben 3 km, colpendo, per inalazione e assunzione alimentare, in maniera massiccia la popolazione, le coltivazioni e gli animali.
Nell’impianto previsto ad Adrano saranno incenerite sostanze derivanti dalle lavorazioni industriali petrolifere, dai reflui delle fogne, i rifiuti ospedalieri, delle concerie ecc. (esiste una tabella entro cui sono elencate tali sostanze) e saranno liberate nell’aria polveri formate da metalli pesanti: mercurio, piombo, cromo, arsenico, i quali non possono venire distrutti.
Tra le sostanze che, ad alta temperatura (tra i 600 e i 1.200 gradi), saranno espulse nell’aria avremo una moltitudine di nano-particelle (il cui studio è molto avanzato grazie ad alcuni scienziati italiani) che essendo piccolissime sono in numero molto maggiore rispetto alle altre particelle e nel momento in cui sono inalate, arrivando agli alveoli polmonari, passano direttamente al sangue in maniera immediata senza alcuna barriera venendo trasportate in tutti gli organi del nostro organismo.
Inoltre bruciando cloruro di idrogeno ed altre sostanze, si liberano delle diossine altamente pericolose che resteranno nell’aria, nell’acqua e nei campi per moltissimi anni, anche oltre 50.
Tali diossine venendo assorbite dal bestiame tramite il foraggio, porteranno in un litro di latte una quantità tale di sostanze tossiche pari a quanto un essere umano ne può assumere in 8 mesi, e studi più approfonditi hanno dimostrato che se la mucca pascola un giorno su campi contaminati la concentrazione sul suo latte sarebbe pari a 14 anni di inalazione per un essere umano, e queste diossine che si depositano sul tessuto adiposo e non verranno mai eliminate, tranne nel caso di una donna che, portando in grembo il proprio figlio, gli trasferirà tale “patrimonio”, anche dopo 20 anni.
Pertanto è necessario percorrere altre strade, quali il riciclo dei rifiuti per creare risorse e quindi posti di lavoro.
Il Professore ha concluso la sua chiacchierata, travolto da uno scrosciante applauso, con il motto
“DIO RICICLA – IL DIAVOLO BRUCIA”
F.L. e G.G.
Voglio manifestare i miei elogi al comitato di Adrano per la bella manifestazione, ed il prof. Connett, per l'attenzione e l'entusiasmo, che ha saputo trasmettere in tutti i presenti, con le sue puntuali argomentazioni.