venerdì, 29 settembre 2006
 

Aggiornamento:

Da www.corrieredigela.it

 

Metamorfosi del sistema mafioso

Gela, questa settimana, è stata al centro dell’attenzione nazionale per essere stata scelta come sede di un convegno della durata di tre giorni per parlare della nuova mafia e della metamorfosi di un sistema di potere radicato profondamente nel tessuto sociale e politico.
Ad organizzare questa tre giorni la Fgci (Federazione giovanile dei comunisti italiani) presso il Palazzo Ducale dal 3 al 5 ottobre. L’annuncio di questa interessante iniziativa era stato dato nel corso di una conferenza stampa la settimana scorsa alla presenza del segretario regionale del partito e del segretario regionale dei giovani comunisti Riccardo Messina e dell’on. Orazio Licandro. Questi i temi che sono stati dibattuti: La mafia e i movimenti giovanili; mafia e in-formazione; il pizzo; mafia, politica, economia e migrazioni; la città: mafia, territorio e amministrazioni; la lotta alla mafia.
Al convegno hanno partecipato ospiti e relatori d’eccezione come l’on. Orazio Licandro ex segretario regionale del Pdci, l’on. Tano Grasso, l’on. Peppe Lumia già componente la Commissione nazionale antimafia e Don Luigi Ciotti. Avrebbe dovuto essere a Gela anche Giancarlo Caselli procuratore generale della Corte di appello di Torino, ma una lussazione al piede lo ha costretto a casa.
“Quando le mafie sono silenti e sembra che non esistano più - ha detto Francesco Francescaglia segretario nazionale dei giovani comunisti aprendo i lavori – dobbiamo preoccuparci perché significa che sono diventate più forti e non hanno bisogno di fare azioni eclatanti per mostrare la loro forza. Per lottare contro le mafie noi giovani abbiamo dato il nostro contributo con iniziative che sono giunte in Calabria, Puglia, Sicilia, ma abbiamo anche voluto capire il fenomeno della nuova mafia. Non a caso abbiamo chiamato questo convegno “New mafia, metamorfosi di un sistema di potere”. Noi avvertiamo la necessità di conoscere e far conoscere le nuove forme di poteri mafiosi per potere reagire con energia. Abbiamo deciso di portare tutti i giovani del meridione provenienti dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Basilicata, dalla Campania e dalla Sicilia per conoscere il nuovo fenomeno. Li abbiamo portati qui a Gela non perché sia la capitale della mafia in questo momento. Anzi tutt’altro, ma perché Gela è l’unico Comune della Sicilia che con coraggio va interpretando da anni la lotta alla mafia. Gela è la capitale dell’antimafia concretamente con degli atti. Noi vogliamo che i nostri giovani che sono e che diventeranno amministratori degli enti locali, vengano qui e capiscano cosa significa non solo dal punto di vista amministrativo fare antimafia, ma anche come la si fa coinvolgendo la società civile, i giovani e i cittadini.
Per la prima volta accade che i giovani del centro sinistra vengono in Sicilia per assumere iniziative sul tema dell’antimafia. Noi usciremo da qui dopo avere conosciuto cosa sia il nuovo fenomeno mafioso ma con la consapevolezza che abbiamo la necessità di portare su tutto il territorio nazionale il tema dell’antimafia per far si che il governo nazionale affronti la questione dell’antimafia come questione centrale e strategica per lo sviluppo del mezzogiorno e dell’Italia. La mafia fattura cento miliardi di euro. Noi stiamo approvando una finanziaria per 33 miliardi di euro. Quindi questo è un fenomeno che non riguarda solo la stupenda terra di Sicilia ma tutta l’Italia. Noi giovani vogliamo alzare il nostro grido e vogliamo che giunga a Roma e che il governo assuma come centrale questa questione. Il momento è quello giusto perché vediamo che c’è un grande fermento tra i giovani meridionali”.
Giancarlo Caselli ha fatto sapere di non potere partecipare per cause di forza maggiore ed allora gli organizzatori hanno invitato il procuratore distrettuale antimafia di Caltanissetta dottor Marino il quale ha affrontato il tema degli intrecci tra mafia politica ed imprenditoria.
“La triade mafia, politica ed imprenditoria – ha affermato il dottor Marino della Dda di Caltanissetta – sono andate sempre a braccetto nel sud. Dalle vicende che hanno riguardato non solo i cavalieri del lavoro, ma anche grossi imprenditori che si sono aggiudicati appalti, noi abbiamo potuto riscontrare sempre la costante presenza dell’adeguamento dell’imprenditore al pagamento alla organizzazione malavitosa e alla gestione dell’appalto da parte del politico. Dietro l’appalto c’è il politico, l’imprenditore da un lato e la criminalità organizzata dall’altro. E ciò ci deve fare pensare perché purtroppo tutti i grossi imprenditori che magari al nord si sono comportati in maniera diversa, quando sono scesi al sud sapevano perfettamente quali erano le regole cui dovevano adeguarsi. Voglio ricordare una dichiarazione che fece Antonio Di Pietro parlando con Paolo Borsellino. Tutti gli imprenditori che da noi hanno confessato, quando gli chiedi di parlare degli appalti della Sicilia, loro stanno zitti. E’ chiaro che esiste una regola diversa per chi opera in Sicilia”.
A coordinare gli interventi è stato Sergio Nigrelli, mentre hanno relazionato Elisa Nuara, don Luigi Petralia, Enrico Ascia (consigliere provinciale Pdci), Rosario Crocetta (sindaco di Gela), Pietro Milazzo (Cgil) e Don Luigi Ciotti.


Autore : Nello Lombardo

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categoria:antimafia
sabato, 23 settembre 2006

Il 18 agosto ho postato, nel mio sito quanto segue:


ANCORA MORTI SUL LAVORO

Non è mai una "fatalità", dice G. Pagliarini, Presidente della Commissione Lavoro della Camera.

"Finiamola una buona volta, e diciamo la verità, nel' 80% dei casi si tratta di veri e propri omicidi, dovuti alla carenza se non la mancanza totale, di quelle elementari norme di sicurezza che risparmierebbero tante vite umane".

La folle corsa al profitto, risparmiando nella sicurezza, determina circa 4 morti al giorno, per non parlare della quantità di mutilazione o invalidità gravi, che provoca. (..........)

Un caso incredibile a Licata 3 giorni fà:
"Crolla palazzina in ristrutturazione nell'agrigentino
Forse c'erano operai al lavoro. Squadra cinofila sul posto.
Una donna extracomunitaria, ricerca il marito "clandestino", forse tra le macerie"  (Ansa 19/09/2006);

Aggiornamento dopo tre giorni:
Una buona notizia, l' operaio rimasto travolto dalle macerie per il crollo di una palazzina, a Licata, avvenuto due giorni fa, E' stato trovato vivo. Il "rumeno", probabilmente "in nero", è stato ritrovato dai vigili del fuoco che scavano tra i detriti.
E' incredibile, come si sia cercato di minimizzare l'accaduto, e solo dopo le insistenze della moglie, l'abbiano ritrovato ancora in vita.
Nessuno sapeva quanti operai c'erano?
Il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro ed il controllo "REALE" da parte dello "STATO", troppe volte assente, è il punto, irrinunciabile, su cui dovrebbero scommettersi le categorie dei lavoratori, la società civile e tutte le forze politiche.

Il tragico epilogo ieri sera:

.............. è morto!

"l'operaio estratto dalle macerie
Sono bastate poche ore per passare dalla gioia alla tragedia. Spiridon Mircea, 32enne operaio rumeno, sposato con tre figli, estratto da sotto le macerie ieri sera, sembrava avercela fatta. Era rimasto due giorni intrappolato, dopo il crollo di una palazzina di 5 piani a Torre di Gaffe a Licata, nell'agrigentino; per poterlo liberare, i medici erano stati costretti ad amputargli tutti e due i piedi,(.......)La palazzina era crollata mercoledì scorso alle 14. La moglie di Mircea aveva dato l'allarme: il marito lavorava lì e forse c'era la possibilità che sotto le macerie vi fosse ancora qualcuno. (..........)
L'operaio rumeno è stato individuato e ieri mattina sono cominciate le operazioni di salvataggio, durate oltre 10 ore. (..........).
Dopo l'amputazione dei piedi, finalmente la liberazione. Ma nemmeno questo è bastato: l'uomo, ormai debilitato, non ce l'ha fatta. Dopo la sua morte, si aggrava ora la posizione del suo datore di lavoro, iscritto nel registro degli indagati per disastro colposo e per omicidio colposo. I magistrati stanno tentando adesso di ricostruire le cause del crollo e soprattutto, quante persone vi lavoravano in nero".(da tg5.it)

Da giorni seguo questa storia "atroce", non ho parole.
Speriamo, che non vi siano altri "clandestini" sotto le macerie.

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categoria:politica, informazione
venerdì, 22 settembre 2006

aggiornamenti : Claudio Fava spiega che non e' "pregiudizio ideologico"

PARTITO  DEI  COMUNISTI  ITALIANi

 

A cosa serve il Ponte

 

Martedì 19 Lombardo, accompagnato da questuanti e clientes, va in gita a Roma.

Ha bisogno di  farsi vedere, ha bisogno di farsi sentire, ha bisogno di visibiltà

Ha bisogno della luce dei riflettori dei giornali compiacenti per coprire le ombre di una devastante gestione della provincia.

Ha bisogno di urlare forte per coprire il rumore delle lamentele e del  malcontento popolare di tutti quei cittadini che hanno creduto alle promesse elettorali .

Ha bisogno di una nuova visibilità di una nuova veste che gli dia ancora credibilità.

E allora cosa c’è di meglio che gridare:

IL PONTE, IL PONTE !!!

Un ponte che passi sopra tre anni di pessima amministrazione, un ponte che non faccia vedere:

le strade provinciali totalmente abbandonate,

le scuole ormai prive anche della normale manutenzione,

le infinite discariche abusive sorte ovunque,

gli indiscriminati aumenti delle tariffe dell’ATO,

il tragico peggioramento dei servizi,

un bilancio (preventivo 2006) non ancora approvato e che non destina un centesimo al miglioramento delle scuole,

la mancata realizzazione di quelle opere pubbliche che servono allo sviluppo economico e sociale del territorio, …

 

E allora IL PONTE, IL PONTE ! guardate in alto, guardate al futuro !

Per non vedere lo schifo che c’è qui, E PER TUTTA LA PROVINCIA DI CATANIA

(volantino distribuito ad Adrano (CT), domenica scorsa).

 

**************

rICEVO DA @ E PUBBLICO:

PONTE, PONTE, PONTE!

LA MARCIA SU ROMA  DI CUFFARO

«Minchia seimila siamo». Tutti a Roma per il Ponte. Non saranno seimila, ma quasi mille sì, venuti a chiedere che l’opera delle opere, la meraviglia delle meraviglie si faccia e subito. Verdi, Prodi, Ue riottosa e ambientalisti inferociti a parte. Tutti a Roma, con l’autonomista-leghista del Sud, Raffaele Lombardo in testa. E Totò Cuffaro, un po’ sovrappeso, un po’ sudaticcio, che arringa la folla da un palchetto sistemato proprio sotto Palazzo Chigi. Qualcuno in maglietta bianca, quelli venuti da Messina, con su scritto un malaugurante «Lutto siculo è... » (la t-shirt è stata gentilmente prodotta e offerta dall’on. De Luca), altri con la bella bandiera della Trinacria in mano. Molti, moltissimi, tanti - circa 150 sindaci, 8 presidenti di Provincia - , troppi, in giacca e cravatta e scarpe rigorosamente tirate a lucido. Così, giusto per avvalorare il sospetto che le masse indignate del Sud «salite» nella Capitale, siano impiegati. Precettati a Catania, a Messina e a Palermo per rimpolpare la rachitica marcia su Roma.

Il Ponte. Che si deve fare e che Prodi non vuole solo perché «vittima della sinistra estrema». Il Ponte, un miraggio che fino ad ora ha ingrassato quanti ruotano attorno alla società «Stretto Messina spa», che solo nei tre anni che vanno dal 2002 al 2005 ha divorato 4 milioni e mezzo di euro in stipendi, gettoni di presenza e prebende varie per i suoi 85 dirigenti. «Il Ponte riguarda l'Europa, riguarda il mondo, ma tocca più da vicino la Calabria e soprattutto la Sicilia che vuole rimanere legata all'Italia e all'Europa, non essere relegata a un ruolo di appendice del Nord-Africa». Turi Lombardo. «La democrazia significa rispettare il volere del popolo. Se c'è democrazia il ponte s'ha da fare. Si faccia quanto si è fatto in Val di Susa per la Tav». Fini. «È inutile che gli esponenti della CdL si agitino tanto in piazza per il ponte. La verità è che questo polverone è un alibi per coprire il fallimento della giunta Cuffaro e l'abbandono in cui l'isola è stata lasciata dal precedente governo Berlusconi», Anna Finocchiaro, Ulivo. I soldi non ci sono, avverte Giusto Catania, siciliano pure lui ed eurodeputato di Rifondazione. Tranquilli ci pensa lui, l’ex craxiano-dipietrista-forzaitaliota-democristiano Sergio De Gregorio, che dall’Hotel Parco dei Principi tira fuori il coniglio dal cilindro. Solenne, massiccio più che mai, De Gregorio, che ha appena «tradito» Antonio Di Pietro, ha in tasca la soluzione. I soldi ci sono. «Un ricchissimo fondo previdenziale di 60 bilioni di dollari, che fa capo a una grandissima organizzazione italo-americana, la Niapac (National Italo-American Political action Commettee), è pronta a finanziare la costruzione del ponte». «Yes, yes», gli fa eco mister Amato Berardi - il responsabile del fondo, che è di origini partenopee - i dollars ce stanno, ‘o bridge se fa». In piazza, su un palco tormentato dal sole parla Totò Cuffaro: «Il Ponte serve sarà il volano per la realizzazione delle altre opere e per lo sviluppo del Sud». Beffardo, Francesco Forgione, siciliano e di Rifondazione comunista. «Sì, il Ponte serve, soprattutto alla mafia».

da l'Unità

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A fine dicembre 2005, nel mio primo post in questo blog, esprimevo tutta la mia contrarietà a questa “mega-struttura”, ribadendo: A quanti acclamano , che questo è un segno di progresso, un adeguamento ai "paesi civili" . RIBADISCO, che  il "Progresso" o quanto altro, lo si manifesta su ben altro - SCUOLE, IMPIANTI SPORTIVI, RETE VIARIA, PISCINE , DIRITO AL LAVORO, E PERCHE’ NO? STIPENDI ADEGUATI. Cose normali di cui soprattutto al Sud, e non solo, abbiamo estremo bisogno”

 

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categoria:politica, ambiente, informazione
martedì, 19 settembre 2006

Guerre di religioni, ed altro:

La meraviglia, per le reazioni nel mondo arabo alle parole del professore PapaRatz:

L'ideologia dell'odio è una realtà ancestrale che esiste in seno all'islam sin dai suoi esordi, per il rifiuto di riconoscere e di rispettare la pluralità delle comunità religiose che sono fisiologiche data la soggettività del rapporto tra il fedele e Dio e l'assenza di un unico referente spirituale che incarna l'assolutezza dei dogmi della fede”, e lo spauracchio che gli Arabi, portino i loro cammelli a piazza S. Pietro (una volta erano i cavalli cosacchi), rinvigorisce la teocrazia papale”, dimenticando di dare una spolverata alla storia e il danno che ovunque queste religioni che hanno Abramo e la Bibbia fra i loro antenati sono capaci di arrecare all'intera umanità”.

 

Ventiquattro anni fa, 16-18 settembre 1982:

Oltre duemila abitanti palestinesi e libanesi dei campi di Sabra e Chatila, alla periferia di Beirut, vennero massacrati dai miliziani delle Falangi libanesi e delle forze filo-israeliane, sotto la supervisione e con il sostegno logistico dell'esercito di Tel Aviv.

 Una strage impunita  di oltre 2000 civili (altri 1000 dispersi?).

Abbiamo ancora voglia di scatenare altre guerre di religioni? La Fallaci, non ha fatto in tempo, ma quanti altri vogliono attizzare il fuoco?

 

Il Tronchetti si dimette da Telecom, seguito dal consigliere di Prodi, polemiche a non finire.

Non è preoccupante, la notizie, giacché il Tronchetto ……. Proverà….. a fare debiti da qualche altra parte (ed anche, incrementando il debito che ogni neonato (italiano) acquisisce alla nascita.

E i debiti? …li pagheranno i prossimi neonati?

Si discute di compro-vendita di Tim, di economia globale, ma della difesa del posto di lavoro no, figuriamoci dei sottoccupati e disoccupati.

 

A Biancavilla si riparla di bonifica

 

Ho stralciato questa frase di un commento su un sito amico:

"...sul progetto in corso, riguardante il recupero ambientale del monte calvario..."

(di V.Aiello)

 

Su monte calvario, c'è poco da progettare e molto da fare.

 

I progetti e le richieste di finanziamento (si parlava di 50, 60 milioni di eruro, gia diversi anni fà), che prevedeva la bonifica totale del territorio (bitumazione strade, esproprio terreni attigui alla "cava", copertura con terreno non contaminato, incentivi per il rifacimento delle facciate) di tutto ciò, la passata amministrazione (remando contro corrente, ma con determinazione) ottenne un primo finanziamento che utilizzò per la bitumazione di tutte le strade periferiche del paese.

La nuova amministrazione, rompendo di fatto quel collegamento con tutte le persone che si erano impegnate sin dall'inizio di questo problema, non ha dato sinora delle informazioni su come procede la "bonifica", mentre gli effetti nefasti, di questo minerale "Killer", simile all'amianto (che ha provocato decine di vittime), li abbiamo visti, li vediamo e purtroppo li vedremo ancora per molto.

Io, spero che vi sia una inversione, tale da ricompattare tutte quelle energie, affinchè si continui il più speditamente, l'opera di bonifica.

 

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categoria:
lunedì, 11 settembre 2006
Le vittime sono sempre persone innocenti!
Un pensiero anche agli oltre 30000 morti accertati, alle oltre 600000 persone torturate di quel terribile 11 settembre del 1973, colpo di stato in Cile, con l'ausilio della "democraticissima" america.
Non dimentichiamo nessuna data.
La scrittrice Isabelle Allende parlò della strage delle torri gemelle una sorta di "Karma storico"...
Firmato alidamiano


Ho trovato, nel sito latorredibabele, di Pino Scaccia, questo commento che va a rafforzare le tesi sostenute circa il controllo dell’informazione ed alla possibilità che da il web per far circolare le notizie scomode.
La memoria storica, dovrebbe essere un patrimonio intellettuale per arricchirci del “sapere”, che i media, troppo spesso cercano di oscurare.
Non glielo permettiamo.
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categoria:politica, informazione
sabato, 09 settembre 2006

Agosto – Fulmini e tuoni

 

Da http://www.fulmini.it/fulmine/foto_fulmini/uberti/FULMINI-SU-LECCO.jpg

 

Un agosto un po’ strano, specie dalle nostre parti, nuvole, lampi e tuoni, in certi momenti facevano presagire forti temporali, ma poi svaniva tutto in poco tempo.

  Anche nell’Amministrazione del nostro paese, non sono mancate queste avvisaglie di tempesta, sfociate poi con la bocciatura del “bilancio”, e le invettive reciproche tra le varie forze di maggioranza.

  Stasera, dopo la nomina del commissario ad acta,  si è votato il bilancio (ultima scadenza utile, o la decadenza dei consiglieri comunali).

  “Parigi vale bene una messa”, ed i nostri “napoleoncini”, ottenuta qualche briciola, con qualche emendamento, si sono calmati, e rientrati nella maggioranza.

  Hanno votato il "bilancio preventivo 2006", e soprattutto sono rimasti incollati alle loro poltroncine (che bella Lecco).

 

  Da quel che hanno discusso stasera, due cose mi pare di aver capito:

 

1 – Mettere l’erba sintetica nel campo sportivo ci costerà solo 400.000 euro, un pò cara, ma è vera finta erba (plastica) garantita;

2 – Anche in questo bilancio continueremo a spendere 150.000 euro, per il Direttore generale del comune.

Anche questa una bella spesa, ma sapesti quanti sacrifici fà, andando in giro per aggiornarsi (a nostre spese in più).

 

Tornerà il sereno? E quanto durerà? O, dopo le feste patronali, ci sarà un uragano?

 

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categoria:politica, satira
lunedì, 04 settembre 2006

6 SETTEMBRE

GIORNATA CONTRO GLI INCENERITORI

Il prossimo 6 settembre è stata indetta la giornata mondiale contro gli inceneritori. In Sicilia questo tema è particolarmente scottante per i contenuti del piano regionale dei rifiuti che prevede la realizzazione di 4 mega-inceneritori in grado di distruggere una quantità di rifiuti superiore a quella attualmente prodotta gettando alle ortiche qualunque prospettiva di raccolta differenziata - l'unico modo corretto di trattare le materie prime seconde (che hanno un valore economico e ambientale), risparmiare energia nel ciclo produttivo di questi materiali, preservare l'ambiente e tutelare la salute dei cittadini e non ultimo creare nella nostra regione almeno 5000 nuovi posti di lavoro eco sostenibili! Se ciò non bastasse, l'imbroglio economico-finanziario di questi inceneritori e i conseguenti intrallazzi politici tra la Regione Sicilia e la precedente gestione del Ministero dell'Ambiente hanno dato luogo a tutta una serie di illegittimità amministrative e violazioni di leggi nazionali e direttive comunitarie da scomodare parecchi aricoli dei  codici penale, civile e amministrativo, rispetto ai quali sono in corso già alcune inchieste. In questa situazione il Presidente della Regione Cuffaro non ritenendo di dover mostrare alcuna cautela  ha accelerato l'inizio dei lavori nel tentativo maldestro di mettere tutti davanti al fatto compiuto.
Il 6 settembre è un'occasione utile per fare sentire la voce di chi si oppone a questo folle piano e propone una visione sostenibile dello sviluppo della nostra regione.
In allegato trovate il volantino predisposto dal comitato di Palermo e condiviso dagli altri comitati siciliani.
Per tutti coloro che vogliono aderire (oltre che partecipare!) lo possono fare inviando una e-mail a:  decontaminazionesicilia@googlegroups.com 
entro lunedì 4 settembre quando sarà data comunicazione alla stampa delle adesioni alla manifestazione.
Con la certezza che saremo in tanti nei due appuntamenti di giorno 6 (e che vinceremo questa battaglia) vi invio i miei più cordiali saluti.
Alberto Mangano
Ecco le iniziative previste:
 
MERCOLEDI’ 6   SETTEMBRE
 
ORE 12.00
 Presidio a Piazza Indipendenza di fronte palazzo d'Orleans per chiedere al Presidente della Regione di:
Fermare subito i cantieri per la realizzazione dei quattro mega-inceneritori.
Ritirare, in autotutela, le illegittime ordinanze di autorizzazione.
Prevedere un nuovo Piano Rifiuti che metta al centro la raccolta differenziata spinta.
Aprire un confronto con la società civile e gli Enti Locali interessati.
 
ORE 16.00
Manifestazione a Piazza Politeama per:
Informare i cittadini sulle gravi conseguenze che l’attuazione del piano regionale dei rifiuti comporterebbe con la realizzazione dei quattro inceneritori
Sensibilizzare l’opinione pubblica sui sistemi alternativi all’incenerimento e sui vantaggi economici del riciclaggio dei rifiuti.
A seguire si farà un sit-in e manifestazione davanti alla sede dell’Agenzia Regionale per i rifiuti di Via Catania.
 
Greenpeace, WWF, Legambiente, Italia Nostra, LIPU, Sicilia Antica, Comitato Bellolampo, Comitato Paternò, Comitato Augusta, Comitato Aragona, CGIL Sicilia, Cittadini per la salute, Verdi, PRC, Sinistra ecologista, Masci, Movimento per l’indipendenza della Sicilia,…………………………………
 
Aderiscono: On. Massimo Fundarò, On. Antonio Parrinello, On .Salvatore La Manna………………
Un anno fa postavo (in un sito amico) questo intervento:
Inceneritori? No grazie!
Forse molti che vivono in questo nostro territorio, non riescono ad apprezzarlo pienamente, ma basta salire su una “terrazza” e guardare intorno (A 360°) per restare estasiati dai colori, dagli odori, e perché no, anche, dai sapori dei nostri eccellenti prodotti agricoli (agrumi olive, fichi e fichidindia, uva e frutta varia di stagione).
 
Certo nei particolari troviamo non poche brutture causate soprattutto da una carente educazione civile ed ambientale, ed anche da qualche incuria da parte della A.C., sporcizia, rifiuti, erbacce, vere e proprio discariche abusive disseminate nel cerchio periferico, non fanno certo onore ad un paese civile.
Ma andiamo al problema inceneritore.
 
I mass-media ci danno delle notizie a senso unico, su programmi, anche autogestiti (cioè pagati) ci propinano come panacea per il problema rifiuti, l’installazione di mega-inceneritori, spacciandoli anche per la produzione di energia alternativa, e come occasione per nuovi posti di lavori (sic).
 
FALSO!
 
LA POCA ENERGIA CHE PRODUCONO NON BASTA NEMMMENO A FAR FUNZIONARE GLI INPIANTI STESSI.
 
I POCHI POSTI DI LAVORO NON POTREBBERO GIUSTIFICARE MAI IL DANNO CHE RECHEREBBERO ALLA SALUTE ED ALL’AGRICOLTURA.
 
Ma andiamo oltre. Gli “INCENERITORI” producono fumi (con diossine) altamente dannosi alla salute pubblica (anche quelli di ultima generazione), tanto che da parecchi anni in tutto il mondo li stanno smantellando e bonificando le zone interessate , Quindi è una tecnologia ormai obsoleta che verrà sostituita dal riciclaggio dei rifiuti (esiste una serie di documenti e sperimentazione a tal proposito, da diversi autorevoli studiosi).
 
E allora perché vogliono trasformare il Sud e la Sicilla, in particolar modo in enorme pattumiera? Le sovvenzioni e gli affari intorno ai rifiuti raggiungono cifre mastodontiche…….e chiaramente accendono degli appetiti.
 
Sono cose su cui tutti possiamo documentarci per fare scelte consapevoli, non imposte dall’alto.
 
A Paternò si sono mobilitati subito per bloccare l’INCENERITORE, mentre nei paesi limitrofi ci si è completamente disinteressati, senza pensare che, probabilmente, saremo quelli che subiremo più danni.
 
La cosa più scoraggiante è che, chi dovrebbe informare i cittadini (LE AUTORITà, GLI INTELLETTUALI, I GIORNALISTI O ASPIRANTI TALI, I POLITICANTI VARI), preferiscono nascondere la testa come gli struzzi.
 
In altri luoghi dove vorrebbero installare altri INCENERITORI, c’è stato e c’è movimento civile che dice NO ALL’INCENERITORE,           un movimento libero e civile che coinvolge anche il CLERO (Ad Aragona ha coinvolto anche i parroci e la Diocesi).
 
E qui a Biancavilla? ……Io vorrei ed invito tutti a lottare uniti (come ad Assisi per la PACE) per dire NO NO NO ALL’INCENERITORE.
postato da: pieroC alle ore 23:18 | Permalink | commenti (8)
categoria:ambiente