giovedì, 29 giugno 2006

NO ALLE GUERRE!

Alcuni senatori della sinistra non sono disposti a votare il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan

".......C´è dell´utopia, certo. C´è la ostinata utopia di credere che si debba porre in fretta nell´agenda della specie umana la costruzione di una società dalla quale sia bandito l´uso della violenza di massa, dal terrorismo alla guerra" (scrive Gino Strada).

Un finanziamento identitco a quello precedente, senza nessuna novità in prospettiva di porre fine alla guerra.

Penso che da "pacifisti" dovremmo porci dei fini e delle scadenze, non possiamo continuare delle guerre "infinite", l'alternativa che pone Gino Strada, di investimenti in aiuti alle popolazioni, fornendo ospedali e servizi civili mi sembra la più appropriata per innescare un progresso civile di pace.

Quindi anzi ché armi e militari che vengano omologati come truppe di occupazione, proponiamo un impegno politico a investire sulla pace mediante aiuti umanitari.

Questo l'appello che mi sento di sostenere e che nel sito

 www.petitionspot.com/petitions/outAfghanistan si sta portando avanti.

Chi vuole aderire può farlo.

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categoria:politica, pacifismo
giovedì, 22 giugno 2006
Il sindaco antimafia dà fastidio
   Caso Gela. I Ds locali dichiarano guerra a Rosario Crocetta. Diliberto avvisa: ''coinvolgeremo nella discussione i vertici nazionali dell'Unione''
di Otello Piccoli
 "La questione del sindaco di Gela, simbolo della battaglia coerente e coraggiosa, con autentico sprezzo del pericolo personale, contro il perverso intreccio tra politica e malavita organizzata in Sicilia non può essere questione locale.
Coinvolgeremo nella discussione i vertici nazionali dell'Unione, con la massima fermezza e determinazione". Così Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti Italiani, sul caso Gela, scoppiato in queste ore nella provincia nissena.

Rosario Crocetta sindaco di Gela non ha mai smesso di far parlare di se fin dal giorno della sua elezione, nel maggio 2002, avvenuta in un’aula di tribunale, quando il Tar annulla 500 schede in cui gli elettori hanno aggiunto al nome già stampato, lo stesso nome scritto a mano del candidato sindaco della Cdl. Schede che, in un primo momento, erano state ritenute assurdamente valide permettendo l’elezione del sindaco della destra.
L’altro motivo per cui Crocetta era finito sui giornali è l’essere il primo sindaco gay dichiarato d’Italia.Insomma un comunista omosessuale a capo della quarta città più grande della Sicilia, ma soprattutto di una città nota per la violenza ed il controllo mafioso, fa notizia.
Subito dopo, però hanno iniziato a fare notizia anche le decisioni ed il lavoro di Rosario Crocetta.
In una città di frontiera, infatti, mettendo a rischio la propria vita, inizia a scardinare tutti quei meccanismi di controllo e di gestione della cosa pubblica che nessuno aveva mai provato a toccare. E questo ha cominciato a dare fastidio a molti, forse a troppi.
Intanto, il 21 marzo 2004, ventimila persone (stima della questura) sfilano per le strade di Gela chiamate a raccolta da Libera e dall’amministrazione comunale per manifestare contro le mafie ed in ricordo di tutte le vittime. Tanto per essere precisi stiamo parlando di una città in cui 20 anni fa i ragazzi sparivano.
La mattina andavano a scuola e poi non tornavano più. Oppure uscivano la sera e facevano la stessa fine. Poi magari si scopriva che erano il fidanzato, l’amica, il parente del figlio o della figlia di questo o quel mafioso e che venivano uccisi e fatti scomparire per colpire, minacciare, intimidire, punire il nemico.
Il caso Gela di questi giorni è presto spiegato: i Ds, precisamente l’ex capogruppo all’Ars Calogero Speziale, annunciano la sfiducia a Crocetta, e sette assessori su nove si dimettono.

L’accusa è di aver portato il malcontento in città. Crocetta invece sostiene che lo si accusi di aver rovinato i piani dei Ds appoggiando (com’era naturale) la lista Uniti per la Sicilia con cui il suo partito s’è candidato alle recenti elezioni regionali. Il dubbio che sorge è che, in vista delle prossime amministrative qualcuno stia giocando per impedire a Crocetta di candidarsi.
Ora è chiaro che in una città così il sindaco ha dovuto amministrare per anni col pugno di ferro, e la cosa ha infastidito alcune persone molto potenti.
Lo abbiamo raggiunto al telefono e ci ha spiegato che lui proprio non capisce. Non c’è un problema di dialogo perché i suoi assessori “sono tutti stati indicati dai partiti”.Il lavoro fatto “è stato tantissimo”. “In 3 anni – sostiene Crocetta - sono cominciati lavori per 150 milioni di euro. Ora saranno messe in cantiere opere per oltre 50 milioni per la riqualificazione urbana.” “Non si capisce proprio –continua il sindaco - di quale insufficienza amministrativa mi si possa accusare”.
In effetti il lavoro svolto dall’amministrazione di centrosinistra a Gela è stato grandissimo ed anche molto importante. Persino la squadra di calcio, che oggi ha come sponsor la federazione nazionale antiracket, è “stata tolta dalle mani della mafia”. Molti i dirigenti comunali che sono stati allontanati per connivenze mafiose, o per una gestione “privata” della cosa pubblica.
“Gli incarichi vanno dati attraverso concorsi e verifiche” - afferma Crocetta -“invece a Gela non è mai stato così. Bisognava fare pulizia e noi l’abbiamo fatta”.
Negli ultimi tempi il sindaco è anche riuscito a togliere dalle mani di Cosa Nostra l’appalto per il tribunale. “Il grande processo di cambiamento che abbiamo avviato è il più importante dal dopoguerra – conclude il sindaco - tanto che oltre che per la mia incolumità personale, ho temuto che scoppiasse una guerra di mafia”.Invece la guerra gli è scoppiata in casa.

Tante le reazioni all’iniziativa di Speziale che di fatto sfiducia il sindaco. C’è chi è pronto a scendere in piazza, e chi, come l’eurodeputato Ds Fava parla di “iniziativa personale e irresponsabile”. E poi aggiunge che “l’iniziativa del centrosinistra di Gela contro il sindaco Rosario Crocetta è un atto di farneticazione politica. L’esperienza di Crocetta alla guida di una delle
città più difficili del paese è stata in questi anni una risorsa di trasparenza e di legalità al servizio di tutti i siciliani”.

Insomma si apre uno strano capitolo nella sempre travagliata storia del centrosinistra siciliano. La speranza è che per incomprensibili giochi di potere non si metta in discussione, o peggio non si distrugga, l’importante lavoro svolto in questi anni a Gela. Una città che aveva ripreso a sperare.
da Aprileonline

posted by floreana2
 
MANDIAMO E-MAIL AL DS ED AI PARTITI ALLEATI,
NON LASCIAMO SOLO

IL SINDACO CROCETTA.
L a risposta dell'Associazione culturale Sconfiggiamo la mafia


Carissimo Piero, ho scritto anche io e ti allego la lettera...spero che
Saro non venga lasciato solo...

Signor Presidente della Repubblica,
Onorevole Presidente del Consiglio,
onorevoli Ministri
compagni deputati,
come presidente di un'associazione che si occupa di lotta alla mafia è mio
preciso dovere sostenere chi è impegnato in questa lotta in prima linea.
Tra queste persone vi è il sindaco di Gela, Rosario Crocetta.
Ho avuto modo di conoscerlo personalmente in occasione dell'VIII Vertice
della Fondazione Antonino Caponnetto tenutosi a Campi Bisenzio (FI)lo
scorso inverno.
E' una di quelle persone che affrontano la lotta alla mafia come un
istinto naturale, come un percorso che non ha alternative. Lo si legge nei
suoi occhi per nulla turbati da questo impegno, ma anzi carichi di
simpatia e di forza per una battaglia che, purtroppo, si fa ogni giorno
più dura.
Siamo stati seduti insieme a pranzo e a cena, in due tavoli dove era
concentrata la lotta alla mafia pura, da Pietro Grasso ad Alfredo Galasso,
da Adriana Musella a Salvatore Calleri, da Giuseppe Bianco a Bruno
Piazzese, da Lorenzo Diana a Giovanni Impastato...eravamo tutti lì e
abbiamo avuto modo di conoscerci.
Rosario Crocetta, come tutti coloro che ho citato, ha nel cuore questo suo
impegno, ed il suo agire non è dettato da secondi fini. Per questo spesso
può dare fastidio. E lui dà fastidio e parecchio, noi lo misuravamo
dall'intensità della scorta che lo accompagnava.
Di certo non ci aspettavamo che a minacciare il suo lavoro fosse proprio
chi dovrebbe stare dalla sua parte.
Ma purtroppo così è stato.
Vi invito a leggere il seguente articolo tratto da Aprile On Line, e vi
invito a riflettere e, sopratutto, ad intervenire.
Io il mio impegno nella lotta alla mafia lo metto anche in questo, nel
sostenere chi lo fa in prima linea. Per noi non sono eroi e non devono
diventare eroi, sono persone pure, limpide ed oneste che odiano il male.
Sono quelle persone che dovremmo essere tutti affinché la mafia sia
finalmente sconfitta.
Intervenire, se la lotta alla mafia è obiettivo vostro prioritario.
Grazie,
Ettore Lomaglio Silvestri
presidente Associazione culturale Sconfiggiamo la mafia
via Lecco 22
24035 CURNO BG

Ettore Lomaglio Silvestri
Presidente
Promotore del Comitato WEB Uniti per Rita Borsellino
Promotore del Comitato "Una strada per Peppino Impastato"
Iscritto all'Associazione Libertà e Giustizia
Fondatore del Comitato bergamasco Salviamo la Costituzione

LA LOTTA ALLA MAFIA DEV'ESSERE INNANZITUTTO UN MOVIMENTO CULTURALE CHE
ABITUI TUTTI A SENTIRE
LA BELLEZZA DEL FRESCO PROFUMO DELLA LIBERTà CHE SI OPPONE AL PUZZO DEL
COMPROMESSO MORALE, DELL'INDIFFERENZA, DELLA CONTIGUITA’ E QUINDI DELLA
COMPLICITA’" (Paolo Borsellino)
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categoria:politica
sabato, 17 giugno 2006
I lavoratori dei Call Center
manifestano a Catania
In questa Sicilia, dove sembra che nulla possa cambiare, ieri un importante avvenimento che viene riportato dal quotidiano “La Sicilia”, si è svolta una manifestazione dei precari dei “Call Center”, promossa dai Sindacati confederali, per rivendicare i propri diritti.
Anche i consiglieri provinciali del PDCI, sostengono la vertenza in corso, che interessa circa 3500 lavoratori.
Il sostegno dei Sindacati e dei politici, speriamo si espanda verso tutti quei lavoratori precari, che con ricompense irrisorie vengono utilizzati anche per brevi periodi.
Vogliamo sperare che i problemi del “precariato” vengano affrontati urgentemente dal nuovo Governo” per dare delle risposte adeguate.
Personalmente, credo che bisogna rivedere la legge 30 (annullarla) e trovare altre forme di avviamento al lavoro che diano speranze a garanzie ai giovani.
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giovedì, 15 giugno 2006

SEMPRE NO AGLI INCENERITORI

Un importante documento inviato dall'amico Franco Cipolla

 
dal Notiziario FIMMG - Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, maggio 2006
 
Gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell'ambiente d
i polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10.

L'incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l'ambiente e per la salute umana
.

Gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali)
e immettono nell'atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5)
costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine,
estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi
.

Queste "nanopolveri", sfuggendo ai filtri dell'inceneritore,
non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori
e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare
.

Inoltre a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti)
gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l'impatto sulla salute umana,
così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti.

Ogni processo di combustione produce particolato. Se è vero che la natura è produttrice di queste polveri (vulcani),
è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera.
È l'uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale
un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano
.
Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili.
La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi,
sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue

che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.
 
Perciò è opportuno che si incentivi una politica della produzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero dei rifiuti.
Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell'organismo
innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie
.
Le forme patologiche più comuni sono le neoplasie, ma ci sono anche malformazioni fetali,
malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche.

L'incenerimento dei rifiuti è inoltre il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani,
a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno
.
Il 7% dell'importo della bolletta elettrica che pagano è infatti devoluto, sotto forma di sussidi,
anche alla costruzione degli inceneritori:
basta prendere una fattura dell'ENEL per leggere,
sul retro, nella parte delle varie voci e costi, : "Componente A3 – Costruzione impianti fonti rinnovabili".
La somma che compare a fianco viene devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, la legge italiana assimila
alle varie fonti energetiche rinnovabili non fossili - quali l'eolica ed il solare - quella ricavata dall'incenerimento
di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali
.
Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri sussidi.
L'Italia è quindi l'unico Stato europeo che finanzia l'incenerimento dei rifiuti.
Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania) impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa
per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l'incenerimento dei rifiuti.
 
...
Per leggere questa ed altre importanti notizie sul business criminale perpetrato dalle lobbies inceneriste italiche
ai danni degli attuali cittadini e delle future generazioni --> http://www.ecceterra.org/docum.php?id=%20668
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categoria:ambiente
giovedì, 15 giugno 2006

vince chi vota NO

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martedì, 13 giugno 2006

I POLITICI DICONO NO!

ALL'INCENERITORE.

Ricevo questa mail e pubblico con piacere, sperando di riceverne altre (di qualsiasi partito) a cui darò lo stesso spazio.

         Il Consigliere Provinciale Giovanni Caruso esprime la sua solidarietà nei confronti di tutti i cittadini che, singolarmente o riuniti in comitati civici, manifestano la loro decisa opposizione alla realizzazione del termovalorizzatore di Contrada Cannizzola.
Il Consigliere Caruso, Indipendente Comunista, partecipa alla lotta civile di chi dice NO alla distruzione del patrimonio paesaggistico ed all’avvelenamento dell’ambiente naturale.
         La stessa solidarietà viene dichiarata, dalla sezione adranita del PDCI, a tutte le iniziative e manifestazioni che si svolgeranno civilmente.
 
Ringraziando, si coglie l’occasione per inviare distinti e cordiali saluti.
 
Catania 13.06.06
 
 
Il Consigliere Provinciale Giovanni Caruso
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categoria:politica
martedì, 13 giugno 2006
Inviato: Lun Giu 12, 2006 8:37 pm by nino tomasello
 VIVISIMETO 16-17-18 GIUGNO 2006
tutti contro il termovalorizzatore a favore dell'istituzione del parco fluviale del simeto

PROGRAMMA
venerdi 16

ore 9.30:
Raduno presso il ponte di Pietralunga (Paternò) ed il Ponte Barca (C.da Rinazze-Biancavilla) per dare inizio al corteo
ore 11.00:
Manifestazione in C.da Cannizzola con gli operatori del settore agroalimentare ed agrituristico
ore 17.00:
Convegno “La gestione sostenibile dei rifiuti: aspetti etici, ambientali, sanitari” con il Prof. Paul Connet presso l'aula Magna del Dipartimento di Scienze Chimiche (Cittadella Universitaria di Catania)

sabato 17

ore 9.30:
Convegno “La Valle del Simeto: un sistema integrato di parchi per lo sviluppo sostenibile del territorio” presso il ”Casale del Simeto”, C.da Schettino, S.P.137/I Paternò
ore 13.00:
Degustazione di prodotti biologici e tipici della Valle del Simeto presso la “Masseria San Marco”, C.da Leone S.P. 137/I Paternò
ore 16.00:
Operazione “Simeto Pulito” - Raduno presso la “Casa delle Acque” C.da Costiglia S.P 139, Paternò.
ore 20.00:
Musica dal vivo, cantastorie e proiezioni di audiovisivi presso la “Casa delle Acque”, C.da Costiglia S.P. 139, Paternò.

Domenica 18

ore 9.30:
Raduno presso il ponte di Pietralunga: : visita guidata nei siti d’interesse archeologico ed al Museo Civico di Centuripe, gara di pesca sportiva, Itinerari in mountain bike, a cavallo lungo le rive del Simeto, risalita del fiume a piedi, gara di corsa campestre, raduno di canoa fluviale.
ore 12.00:
Santa Messa sulle rive del fiume
ore 13.00:
Pic nic sulle rive del fiume con musica, canti, balli e animazione per bambini

Comitaticivici di Paternò, S.M.Licodia, Biancavilla, Centuripe, Adrano.

www.vivisimeto.com - info@vivisimeto.com
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categoria:politica
domenica, 11 giugno 2006

UNITI PER LA SICILIA

UN MANCATO SUCCESSO

In questi giorni nel sito www.craie.it/unitiperlasicilia, abbiamo fatto un'analisi sul voto delle regionali in Sicilia, relativa all mancata affermazione della sinistra:

Per fare il punto
di Lucia Bonaffino - domenica, 11 giugno 2006, 19:43
   Cari amici,


credo che a nostra conversazione abbia prodotto un risultato su almeno tre fronti: l'analisi del voto e dell'insuccesso elettorale, riflessioni sulla nostra identità e sulle ragioni dello stare insieme, possibili scenari di cooperazione immediata (sul territorio e in rete).

Ho perciò pregato Francesco di preparare un documento per provare a fare una sintesi del dibattito che desse immediata visibilità al percorso del gruppo.

Ve lo propongo in allegato per sottoporlo alla vostra verifica. Per facilitare il confronto ho però diviso il documento in due parti: Le ragioni dell'insuccesso e Uno sguardo al futuro, inviate di seguito come messaggi distinti, in modo che possiate inviare così in risposta, eventuali integrazioni, correzioni, osservazioni.

Mi pare che sia venuto fuori un quadro articolato che restituisce la ricchezza di un dialogo a più voci, ma convergente su tanti temi.

Il gruppo, con varie accentuazioni, ha individuato tre principali ragioni dell'insuccesso elettorale, tutte strettamente collegate tra loro: il nuovo simbolo, il disimpegno dei militanti, l'effetto della lista Rita.

Dal gruppo è emersa con nettezza l'importanza della coerenza con la propria storia e i propri ideali, la centralità del rapporto con la base, l'importanza di una proposta radicale e alternativa. Nello stesso tempo sono state ribadite le ragioni del lavoro di squadra contro la politica clientelare della destra e le ambiguità del centrosinistra.

Forte infine l'invito a proseguire il dialogo e l'impegno comune, valorizzando i temi e il metodo dei cantieri, per lavorare in modo coordinato nel territorio a partire dai temi dell'ambiente, del lavoro e della legalità.

Guardate il documento e fatemi sapere.


Lucia

Le ragioni dell'insuccesso
di Lucia Bonaffino - domenica, 11 giugno 2006, 19:50
 

Il simbolo

“E' stato un grave errore non aver inserito nel simbolo elettorale di "Uniti per la Sicilia" i contrassegni dei partiti che ne costituivano l'aggregazione” (Giovanni Buzzetta, 30 maggio)

“Ritengo che uno degli errori è anche il fatto che ad un mese dalle elezioni regionali non sapevamo ancora con quale simbolo ci presentavamo, e se non lo sapevamo noi attivisti figuriamoci gli elettori”. (Francesco Leone, 31 maggio)

“Un partito (non clientelare ) e i suoi candidati per avere voti hanno bisogno di essere radicati sul territorio, avere avuto visibilità sui media da tanti anni. E questa visibilità deve poter essere associabile al simbolo o ai simboli scelti. Il simbolo di Uniti per la Sicilia era nuovo, sconosciuto, e quindi, a mio avviso, molti elettori che non seguono da vicino i fatti della politica non sono riusciti a trovare il partito di cui condividono le idee e l'azione. Se non si vuole collezionare un altro insuccesso è necessario, quindi, che il simbolo scelto, una volta per tutte, venga veicolato, insieme alle idee, insieme all'azione politica nella società civile, ogni qualvolta che i rappresentanti svolgono la loro azione sociale e politica. La generalità degli elettori assocerà la positiva azione sociale e politica al simbolo, altri (pochi) riusciranno pure a distinguere fra i diversi orientamenti all'interno del partito e così facendo si costituirà quella memoria collettiva che consente la radicazione sul territorio”. (Orazio Casella, 1 giugno)

“Credo che un altro errore sia proprio il simbolo di Uniti per la Sicilia, secondo me dovevamo utilizzare il simbolo 'Sinistra Unita' con la mitica bandiera rossa ed annessa Stella, Falce e Martello.” (Francesco Leone, 6 giugno)

Il disimpegno

“Ho visto personalmente i militanti di rifondazione, astenersi quasi totalmente dal fare campagna elettorale per il proprio candidato... il partito dei Comunisti Italiani è stato ancor più gravemente assente dalla campagna elettorale... Non sono stati messi a disposizione “i fondi minimi indispensabili per l'allestimento dei manifesti e la loro affissione” (Giovanni Buzzetta, 30 maggio)

“Io personalmente mi sono impegnato al massimo, certo però che non potevo promettere nulla, questo ci penalizza” (Francesco Leone, 31 maggio)

“I partiti hanno lasciato soli i loro candidati, non hanno fatto campagna elettorale”. Quella di Uniti per la Sicilia è stata “una lista civica dove il candidato non rappresenta un partito ma se stesso”. (Vincenzo Serrentino, 2 giugno)

“Di fatto, in ogni partito (mi riferisco soprattutto a RC), si sono create delle fratture interne (visto l'esiguo numero di persone da inserire nella lista), eliminando tutte quelle "candidature di servizio", radicate nel territorio, che avrebbero, con il loro impegno, potuto arricchire di voti la lista. La guerra interna, le correnti, le forzature per le candidature, mi hanno portato (e credo molti altri) ad impegnarmi soprattutto per la vittoria di Rita Borsellino (ho aperto anche un comitato elettorale) disimpegnandomi ad una vera campagna elettorale per i candidati della lista”. (Piero Cannistraci, 5 giugno)

La lista Rita

“So fare una somma (il 5,2% di "Uniti per la Sicilia" e il 4,8% della lista della Borsellino, danno come totale il 10% , quel 10% che era stato preventivato come possibile nostro raggiungimento di quota... ) si era ben pensato che fosse pericoloso una lista "borsellino" per alcuni realistici motivi.... uno di questi era la possibilità, realmente calcolata, che essa non avrebbe raggiunto il 5% di sbarramento e che, inoltre, avrebbe tragicamente pescato nel bacino-voti di "Uniti per la Sicilia".... secondo me, così è stato ed il danno è palese e lo stiamo scontando...” (Fulvio Monterosso, 1 giugno)

“Il disimpegno di qualche soggetto politico che pure c’è stato, non è dovuto, a mio avviso, solo a scarsa adesione al simbolo, a nostalgia, a difficoltà di identificazione (motivazioni tutte vere e tutte presenti nell’agire politico), ma è anche una sorta di “profezia che si autoavvera”: tutti noi abbiamo visto lo scenario confondersi, i nostri avversari, come partiti, sostenevano la candidatura Cuffaro, noi sostenevamo “Rita presidente” della società civile, dimenticandoci che senza una adeguata rappresentanza, anche se eletta, la Borsellino avrebbe avuto poca strada davanti a sé; così, forse inconsapevolmente, non abbiamo dato il meglio, quasi presagissimo la sconfitta.... Credo di poter dire senza troppe cautele che l’operazione politica (siamo sicuri che si tratti di un semplice errore?) concretizzatasi nella Lista “Rita” sia stata determinante per il nostro mancato decollo”. (Lucia Bonaffino, 4 giugno)

“In effetti sulle prime, cara Lucia, ho pensato che la lista borsellino fosse solo un errore caparbio della stessa e del suo staff..... ma riesaminando mentalmente diverse vicissitudini politiche accadute, partendo dal "nulla osta" allo sbarramento del 5%, mai pronunziato ma sottinteso da ds e margherita ...” (Fulvio Monterosso, 5 giugno)

“Questa sconfitta ci deve far riflettere, eravamo tutti consapevoli che la lista Rita ci danneggiava, e ci ha danneggiato”. (Francesco leone, 5 giugno)

Il sistema clientelare

“La Sicilia è sempre la Sicilia! Libertè, Fraternitè, Egalitè, in Sicilia sono parole vuote senza alcun senso, altro che rivoluzione, qui quello che funziona è solo il clientelismo, dammi il voto che ti faccio entrare (per 3 mesi) in quello stabilimento”. (Francesco Leone, 31 maggio)

Uno sguardo al futuro
di Lucia Bonaffino - domenica, 11 giugno 2006, 19:54
 

Radicarsi nel territorio

Occorre “radicarsi nel territorio, facendosi stimare per onestà ed operosità e creare luoghi fisici di riferimento come, se volete anche un'unica sede di Uniti per la Sicilia, in TUTTI i comuni della Sicilia, piccoli o grandi che siano!” (Giovanni Buzzetta, 30 maggio)

“Lo sbarramento anche per le elezioni degli Enti Locali è una probabilità non remota, Rifondazione Comunista, Primavera Siciliana e i Comunisti Italiani non hanno rappresentanza parlamentare, la destra ha una maggioranza schiacciante e un’opposizione nella cui forza e coerenza credo davvero poco… Che fare? Cosa e come recuperare? E’ un problema di teste che devono cadere (penso alle dimissioni presentate da Rosario Rappa, che non mi sembrano un rimedio) o, forse, dobbiamo ripensare il radicamento nel territorio, la modalità di comunicazione delle informazioni in seno ai partiti e tra i militanti, i meccanismi della partecipazione, la linea politica e la sua prescrittività... (Lucia Bonaffino, 4 giugno)

“Questa consapevolezza, mi porta oggi ad impegnarmi con rinnovato vigore sui problemi reali del territorio (è inutile rimanere a leccarsi le ferite), e contemporaneamente renderci visibili come partito comunista”. (Piero Cannistraci, 5 giugno)

“Credo che da adesso tutte le nostre forze e il nostro impegno devono essere indirizzate per riappropriarci del territorio, dei quartieri, che attualmente sono coperti e controllati da Forza Italia e da UDC. Manca infatti una presenza costante della sinistra che ascolti e dia risposte alle aspettative e ai problemi dei cittadini, che finora hanno avuto come interlocutori il centro destra , che ha creato così una rete clientelare da utilizzare per le elezioni”. (Giusy Russo, 6 giugno)

“Care/i compagne/i, "da adesso tutte le nostre forze e il nostro impegno devono essere indirizzate per riappropriarci del territorio" dice bene Giusy.” (Piero Cannistraci, 7 giugno)

Fedeltà alla propria identità

“Davvero la differenza tra noi comunisti (con verifica del termine) ed il centro sono veramente tante... ma altrettanto vero è che 'sta coalizione era necessaria per superare lo sbarramento del 5%.... passando di palo in frasca ... non ci si rende conto che nel corso degli anni la situazione è tornata ad essere, per quanto riguarda il concetto di "lavoro" , quella che c'era ad inizio secolo.... quelli che chiamano "imprenditori" sono, solo e sempre, i padroni di una volta che vorrebbero che la gente lavorasse per loro senza regole... quello che mi sconforta un po', ma senza distogliermi dal combatterli, è che anche i partiti di sinistra, o cosiddetti tali, sembrano avere affievolito la loro capacità di urticare il capitalismo.... con buona pace di coloro a cui non va , Marx non è certo morto, forse da rivedere , aggiornare o quel che volete, ma le sue idee valgono ancora come caposaldo teorico.” (Fulvio Monterosso, 6 giugno)

“In Sicilia abbiamo commesso l'errore di non presentare il nostro Simbolo, e dire che avevamo l'occasione del simbolo Sinistra Unita non so se lo hai presente, le due anime comuniste insieme, forse non superavamo lo stesso questa disgraziata soglia del 5 %, ma eravamo i comunisti, non quelli che si nascondono sotto un aquilone, i comunisti veri, e chissà se poi da questa iniziativa, lontano da questa terra corrotta e venduta, poteva riunificarsi il Partito Comunista.” (Francesco Leone, 6 giugno)

“Anche se si resta in pochi a sinistra poca importanza ha, l'importanza è rimanere coerenti con i propri principi, ......coerenza , parola poco usata e di moda , oramai.....cerchiamo di creare una nuova unità senza perderci di vista (anche se solo virtuale) riflettiamo, analizziamo, cerchiamo di capire in maniera scientifica quel che è successo ma facciamolo noi "BASE", esiste ancora un concetto di base, forse anche questo non più di moda....” (Fulvio Monterosso, 6 giugno)

“Si deve fare inoltre chiarezza nei rapporti con i DS e la Margherita che continuano ad avere il vizio di attuare compromessi con il centro destra; la proposta di Rita a presidente dell'ARS indica chiaramente la loro voglia di sbarazzarsi di un elemento forte che possa dare voce a una forte opposizione contro le politiche di Cuffaro. La sinistra radicale, questa volta non deve permettere a DS e margherita di distruggere l'impegno e la voglia di rinnovamento che il 42% dei cittadini siciliani hanno espresso votando Rita. Quindi un primo impegno potrebbe essere dire a gran voce : vogliamo Rita come capo dell'opposizione. Compagni e compagne opponiamoci ai loro giochetti”. (Giusy Russo, 6 giugno)

Un possibile impegno comune

“Occorrerebbe a questo proposito far diventare questo spazio di discussione telematica un punto di riferimento per coordinare il movimento, raccogliere le istanze dei cittadini, elaborarle e tradurli in azione politica. Contribuiremo così all'evoluzione del tessuto sociale e politico della nostra Sicilia”. (Orazio Casella, 1 giugno 2006)

“Se in Sicilia si ha la pretesa di fare politica per se stessi e non in squadra, vincerà sempre la destra con i suoi infiniti apparati clientelari! La sinistra deve cambiare il modo di fare politica! deve essere più coesa e deve fare opera di socializzazione politica alla popolazione siciliana.” (Vincenzo Serrentino, 2 giugno)

“Le possibile convergenze e sinergie devono scaturire da un confronto leale, soprattutto nella BASE.... Continuamo pure questo confronto, ma non dimentichiamo i problemi reali della gente: Lavoro, sviluppo, salute, ambiente, legalità, ecc...ecc..., le proposte elaborate dai "cantieri" sono una buona base di partenza su cui continuare a lottare”. (Piero Cannistraci, 7 giugno)

“Cari amici, compagni e compagne, Vi ricordate della Rete? io non soffro di nostalgie, ma vi assicuro che avendo seguito con grande attenzione ciò che si sta sviluppando sui vari blog politici che si trovano in rete, sono arrivato alla determinazione che le cinque anime di "Uniti per la Sicilia" più la lista per Rita, programmino un incontro-seminario con scadenza annuale o se volete semestrale, da realizzarsi in una sede da scegliere fra i vari siti dell'interno della Sicilia e dico interno, per dare un segnale di attenzione alle ormai da tempo abbandonate e desertificate zone interne della nostra bella isola!
Un appuntamento che costituisca occasione di crescita e di confronto con l'obiettivo di creare un nuovo soggetto politico che aggreghi queste forze e inizi un percorso di collaborazione permanente e che riesca a radicarsi nel territorio.
E' ovvio che i quattro deputati eletti nella nostra lista, dovrebbero mettere a disposizione del soggetto politico che auspico, una quota del loro appannaggio parlamentare per la crescita e il radicamento nel territorio di questa nuova forza auspicando anche una sorta di autotassazione volontaria di tutti gli aderenti, per poter affrontare tutte le spese necessarie alla nascita e alla vita del "nuovo".
Ecco, io auspico un nuovo soggetto politico, una sorta di "rete di valori riformisti di sinistra" che ricomprenda tutte le "anime" che si sono spese per la lista "Uniti per la Sicilia" e che ruotino attorno alla figura di Rita Borsellino nell'ottica di costituire una forza pari anche al 10-15 % del quadro politico complessivo, in grado di controbilanciare lo strapotere di DS e Margherita all'interno dello schieramento del centro-sinistra. Possiamo discutere di tutto, esternarci tutte le capacità di analisi, di riflessione e di progettualità di cui siamo capaci, e sopratutto, dare a Rita, la forza necessaria per non essere imbrigliata fra le maglie del potere spesso nient'affatto trasparente e pulito dei giochi inciucianti di DS e Margherita. (Giovanni Buzzetta, 7 giugno)

“Continuamo il nostro impegno, con più vigore, sviscerando questi problemi. Io ne ho posto un riguardo la salute e la difesa dell'ambiente, che poi non è altro che quale tipo di sviluppo vogliamo dare a questa nostra "martoriata terra", vogliamo trasformare il nostro stupendo territorio in una immensa pattumiera (con tutti gli interessi connessi "ecomafie"), o arricchirla e renderla appetibile al turismo innescando un circuito virtuoso che creerà lavoro, sviluppo e benessere? Nel programma di Rita Borsellino abbiamo individuato alcune priorità. Continuamo.” (Piero Cannistraci, 8 giugno)

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mercoledì, 07 giugno 2006

   "Torniamo a casa, lì la vita non conta"

"Prima rientrano a casa meglio è. L'Iraq è un posto dove la vita umana non conta, mentre la popolazione è da aiutare". A parlare con i giornalisti, fuori dalla casa di Selargius, è Marco Pibiri, padre di Alessandro, il militare ucciso ieri sera in Iraq.

Alessandro Pibiri, 24 anni, si era arruolato nel 2000. Era in servizio presso il 152esimo reggimento fanteria 'Sassari'. Il suo rientro in Italia era previsto per il 28 giugno.

"Ancora la cronaca di una guerra che sembra non finire mai, ancora morti, ancora soldati italiani, ancora vittime civili irachene. L'Italia deve immediatamente uscire da questa guerra, che produce morti e viola la Costituzione. Non si può aspettare oltre, è necessario per il Paese, per la sua sicurezza e per la costruzione di un vero processo di pace, che restituisca la parola alla politica e faccia tacere le armi".

Stasera Alessandro Piberi è tornato a casa, venerdi ci saranno i funerali.

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sabato, 03 giugno 2006

SEMPRE SUL FILO DELL'ILLEGALITA'

LE FURBIZIE DI TOTO' CUFFARO

Da mail di info@paternonuova.com
"Il 22 maggio, due giorni prima dell'udienza al TAR del lazio, allo
scadere del suo mandato di Commissario per l'emegenza rifiuti, Totò Cuffaro
ha firmato l'ordinanza n. 483 che autorizza la costruzione del
termovalorizzatore, malgrado l'ordinanza del TAR di Sicilia e la mozione
dell'Assemblea regionale siciliana ne facessero divieto.

E' un atto illeggittimo ed indegno che minaccia lo sviluppo socio
economico della valle del Simeto

Assumiamo tutte le iniziative utili a difendere il nostro territorio!

Prepariamoci a fermare le ruspe!
Paternò:... la città dell'Arancia rossa o della spazzatura? "

Vorremmo che i politici locali, così solerti nel promettere sviluppo e benessere per le nostre zone, facessero sentire con chiarezza le loro posizioni relative a questo problema, che ci penalizza sul piano della salute e della economia agricola-turistica.

Noi invitiamo tutti, a vigilare e combattere per la salvaguardia della gente e per trovare soluzioni alternative all'inceneritore.

 


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categoria:ambiente