venerdì, 31 marzo 2006
SCHEDE PROGRAMMATICHE da scaricare e stampare:
SCHEDE 1-7 <<>> SCHEDE 8-15 Attività del Cantiere.
 Domenica 2 aprile ore 18:00 presso la sede "Italia dei Valori" di Bronte, Piazza Spedalieri.
CANTIERE DI ZONA ETNA-SIMETO
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venerdì, 24 marzo 2006
IL PROGRAMMA DEI CANTIERI ALTERNATIVO AGLI INCENERITORI

·    La strada da intraprendere  è quella di ridurre, di riciclare e di riusare i rifiuti, seguendo il percorso tracciato dal decreto legislativo del ministro Ronchi e le direttive europee da questo recepite.

·    Con la R.D., in particolar modo attraverso il “porta a porta”, si potrebbe creare occupazione pari a 1 operatore ogni 500 abitanti, e cioè 10.000 nuovi addetti e potrebbero nascere 1 impresa ogni 50.000 abitanti, e cioè 100 nuove imprese. Ed un impatto occupazionale ancora più significativo si potrebbe avere con la nascita della filiera del riciclaggio

In sintesi, anziché dare alle ATI che gestiranno gli inceneritori 4 miliardi di euro con un’occupazione prevista nei n. 4 inceneritori di 500 unità di personale, attivando un serio sistema di gestione integrata si trasformerebbe quello che oggi è solo un costo per la collettività in una grande occasione di sviluppo socio economico.

 

·    Bisogna quindi rivedere profondamente il Piano Regionale Rifiuti ribaltandone le priorità.

In questa ottica assume rilievo l’uso del compost anche al fine di ristabilire l’equilibrio delle sostanze organiche nei suoli.

 

 

 

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lunedì, 20 marzo 2006
Ho ricevuto questo documento dall'amico Franco Cipolla, impegnato contro gli inceneritori per i rifiuti e soprattutto contro il piano dei rifiuti regionale in Sicilia.
Spero, se ne tenga conto anche nei cantieri per Rita Borsellino.
 
IL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI
IN SICILIA
 
      A seguito della direttive 91/156 CEE sui rifiuti, 91/689 CEE sui rifiuti       pericolosi e 94/62 CEE sui rifiuti di imballaggio, viene emesso il Decreto Legislativo 22/97 (Decreto Ronchi) che detta precise normative a cui tutti devono adeguarsi in termini di produzione di rifiuti solidi urbani.
Con Ordinanza  2983/99 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile –  il Presidente della Regione Siciliana viene nominato Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti per l’adozione di un piano di gestione dei rifiuti  e delle bonifiche delle aree inquinate di cui al Decreto Ronchi.
            Con Decreto 150 del 25.07.2000 del Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti (all’epoca Capodicasa), viene approvato il Documento delle priorità degli Interventi per l’Emergenza Rifiuti (P.I.E.R.) dove vengono individuati gli impianti di produzione per il Combustibile Da Rifiuti (il cosiddetto C.D.R.), gli impianti di trasferenza, gli impianti di selezione ed impianti di compostaggio nelle aree A.S.I.. Nel documento  P.I.E.R. si puntava (al punto 2.1) alla raccolta differenziata cercando di raggiungere il 50 per cento dei rifiuti urbani  prodotti  sul territorio e  non era  assolutamente previsto l’uso di Inceneritori, impropriamente ed ingannevolmente chiamati “Termovalorizzatori”. Tra l’altro, erano previsti solo Nove Ambiti Territoriali Ottimali (corrispondenti grosso modo ad uno per provincia).
L’attuale Piano Regionale dei Rifiuti in Sicilia  - adottato in data 18.12.2002 dal Commissario straordinario per l'Emergenza Rifiuti Cuffaro -  stravolge completamente  il dettame dell’articolo 4 del D.Lgs. 22/97 (che prevede il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di materia prima dai rifiuti) e – di conseguenza - il P.I.E.R. Con la nuova ordinanza, in sostanza, non vengono più previsti impianti di C.D.R., ma il conferimento della frazione secca residuale, al netto  della raccolta differenziata ( e comunque nella misura non inferiore al 65% del totale dei rifiuti urbani prodotti) agli impianti di incenerimento. Cosa singolare, il Piano Regionale dei rifiuti triplica gli ATO: da 9 passano a  27. E’ appena il caso di mettere in rilievo che ogni Ato è composto da almeno 10 cariche (il Presidente, il vice Presidente, l’Amm. Delegato, 4 membri nel Consiglio d i Amministrazione ed il Collegio dei sindaci, quest’ultimo composto da tre membri) ed i cui costi, non indifferenti (vedasi la Circolare Commissariale 28 novembre 2003, n. 23500), vengono totalmente  spalmati sulla formazione della tariffa,  di cui si parlerà in seguito.
Il Commissario  Straordinario per l’Emergenza dei Rifiuti  ha stipulato delle convenzioni per la durata massima di venti anni - a decorrere dall’01.03.2004 - con operatori industriali che si impegnino a trattare il ciclo dei rifiuti (produzione della Frazione organica Stabilizzata ed  incenerimento con recupero di energia)  in appositi impianti industriali  di cui abbiano la disponibilità gestionale.
Benché l’Ordinanza 2983 del 1999, nel definire il contenuto del piano di emergenza, poneva a carico del Commissario l’identificazione del numero e dei criteri per la localizzazione degli impianti (articolo 2, comma 1 lettera f),  i siti sono stati scelti SOLO ED ESCLUSIVAMENTE   dagli operatori industriali privati, senza tener minimamente conto della volontà delle popolazioni circostanti (cosa invece prevista  dal Piano di gestione, al Capitolo 09 pagina 281 dove si legge testualmente: Comunicazione, condivisione, consenso: ogni impianto deve essere progettato, realizzato e condotto secondo  modalità che possono garantire la ricerca,

 
l’acquisizione ed il mantenimento del consenso della popolazione circostante, dove per ricerca e mantenimento del consenso si intende l’insieme delle azioni, delle documentazioni e dei rapporti informativi (generali, tecnici e pratici) inviati alla popolazione ed agli enti pubblici interessati atti a garantire la diffusione e la circolazione delle notizie e delle informazioni in merito alla progettazione, alla realizzazione ed alla gestione dell’impianto”).
Il  Piano  Regionale dei Rifiuti è suddiviso in quattro sistemi  denominati Agrigento, Palermo, Augusta  e Messina-Catania  che regolano la “gestione integrata per l'utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani al netto della raccolta differenziata”. Ogni Sistema  prevede i seguenti impianti industriali: inceneritore, centro di selezione e biostabilzzazione, centro di trasferenza , discariche di 1^ e di 2^Categoria.          I quattro sistemi prevedono, complessivamente, la messa in funzione di  quattro inceneritori da collocare: a Bellolampo (PA),  a Casteltermini (AG), ad Augusta  (SR) e a Paternò (CT). Questi 4 inceneritori avranno 11 megadiscariche a servizio degli stessi, 9 centri di selezione e biostabilizzazione e 14 Centri di trasferenza.
 
Per una migliore intelligibilità di questi termini tecnici,  si fa presente che:
-         i Centri di trasferenza sono degli opifici dove verranno convogliati i rifiuti urbani  prodotti da tutti i Comuni della Sicilia e da  qui verranno caricati su enormi autocompattatori (della capienza di 25 tonnellate ciascuno e lunghi m. 13,5) e portati  agli
-         Impianti di Selezione e Biostabilizzazione dove avverrà la selezione dei rifiuti in frazione secca che servirà come C.D.R. (combustibile da rifiuti) da destinare agli inceneritori e frazione umida che sarà pre-trattata (biostabilizzata, cioè trattata con aria calda al fine di renderla inerte) ed  accantonata, in seguito, presso le discariche di 1^ Categoria.
-         Inceneritori: impianti industriali dove vengono bruciati, ad una temperatura di  circa 800/1000 gradi, i rifiuti urbani. Le scorie tossiche  e le ceneri pesanti, provenienti dal processo di incenerimento (circa 300 Kg. per ogni tonnellata incenerita) verrà  abbancata, cioè depositata, presso la
-         Discarica di 2^ Categoria: discarica per rifiuti pericolosi e tossici (attualmente prevista a Bellolampo - PA).
 
In Sicilia si producono circa 2.400.000 ton./annue di rifiuti e questi quattro inceneritori sono tarati per incenerire 2.600.000 ton./annue, ....quindi sono sovradimensionati! La raccolta differenziata è pari al 6% in tutta l'isola ed è evidente che tutti i rifiuti prodotti verranno inceneriti, compreso il rifiuto " tal quale".
Difatti una prima, enorme discrasia si nota subito tra il Piano Regionale dei rifiuti (adottato a Dicembre  2002),  presentato a Bruxelles (e di cui il Commissario Straordinario si vanta per avere ricevuto il plauso della C.E.E.) e le quattro Ordinanze commissariali firmate tutte tra il novembre 2004 e l’aprile 2005: i dati dei 4 sistemi, comunicati a Bruxelles sono completamente “ritoccati” in aumento con quelli concordati  con gli operatori industriali. Due dati:
1)      il Piano Regionale prevede l’incenerimento di 958.056 Tonn/annue, mentre le 4 Ordinanze prevedono l’incenerimento di 1.656.370 Tonn/annue, praticamente il 73% in più;
2)      il Piano Regionale prevede l’abbancamento in discarica di 678.176 t/a di rifiuti (tra scorie e ceneri degli inceneritori, Fos e sovvalli), le discariche previste nelle ordinanze sono progettate per ricevere 1.220.700 t/a, e cioè  l’80% in più.

 
Quindi,  tutto il Sistema approvato con le 4 ordinanze commissariali è sovradimensionato rispetto alle previsioni del Piano Regionale dei  Rifiuti inviato a Bruxelles.
 
CONCLUSIONI:
 
Attualmente il Piano Regionale dei Rifiuti è oggetto di una serie di ricorsi ai TAR di Palermo e di Catania, oltre che di denunce presso le procure della Repubblica di Agrigento, Palermo e Caltanissetta per  presunte violazioni  di leggi. Inoltre, a causa delle vivaci e ferme proteste manifestate da migliaia di Cittadini in modo continuo dall’Agosto del 2003 a tutto Luglio 2005,  l’Assemblea Regionale Siciliana ha invitato il Presidente della Regione a sospendere – momentaneamente -  gli atti consequenziali dello stesso Piano (…per poi metterlo immediatamente in atto subito dopo le elezioni regionali??...).

Pur non volendo entrare nel merito della fondatezza o meno  dei motivi che hanno portato i Cittadini a protestare energicamente, lo scrivente si limita, brevemente, a citarne solo alcuni:

 1) impatto sanitario:  intere  popolazioni e generazioni future corrono un grave rischio per la propria salute che è rappresentato dall’emissione di diossine, furani, metalli pesanti, scorie e ceneri tossiche provenienti dall’incenerimento dei rifiuti e dalle esalazioni degli organismi in putrefazione e dai miasmi creati dalla formazione del percolato e del biogas dei rifiuti urbani che verranno abbancati nelle megadiscariche. 

2) impatto viario: Le Strade statali 122, 189, 115, 640 (tristemente conosciute come “strade della morte”) e la Strada Provinciale 3,  nonché tutte le maggiori arterie stradali siciliane – già tremendamente congestionate dal traffico ordinario - saranno  ulteriormente appesantite dalla  circolazione giornaliera di centinaia di  automezzi pesanti!
4) impatto economico: I costi  saranno a carico dell’intera collettività ed i ricavi  apparterranno ai pochi, soliti, noti. Il valore delle case e dei terreni  che sono nelle immediate vicinanze degli opifici industriali – costruiti o costruendi -  crollerebbe vertiginosamente.
 
 Secondo il modesto parere dello scrivente, l’attuale Piano Regionale dei Rifiuti dovrebbe essere immediatamente ritirato  e le convenzioni stipulate con  gli operatori industriali dovrebbero essere revocare, seduta stante, per esigenze  di pubblico interesse. Infatti, se si volesse rispettare la previsione del Piano che ha per obiettivo una raccolta differenziata del 35% a regime, tutto il Sistema dovrebbe dimezzare le sue potenzialità perché stando così le cose, diverrebbe anti-economico trattare i rifiuti urbani o - peggio ancora – i gestori si vedranno costretti ad importare rifiuti da altre regioni per far andare a pieno regime i loro opifici industriali.
 Si ritiene che, con una raccolta differenziata al 50%, gli impianti del Sistema Integrato si ridurrebbero drasticamente e non avrebbero ragione d’esistere.
Inoltre, con questo Piano regionale dei Rifiuti la tassa sui rifiuti urbani (calcolata su criteri di estensione delle abitazioni –  e senza tener conto della composizione del nucleo familiare), lieviterà da 3 a 5 volte il costo attuale che ogni nucleo familiare paga attualmente. Da un primo studio effettuato  dall’ATO GESA AG 2 - che comprende 19 comuni per un totale di 199.537 abitanti -in ipotesi di gestione diretta,il costo pro-capite
 
si aggirerebbe sui 137,27 euro, mentre in ipotesi di gestione in affidamento si aggirerebbe sui 153,37 euro pro-capite. E tutto questo per avere lo stesso servizio di prima, senza  alcun vantaggio per i cittadini.
Esiste una sola via d’uscita a questo Piano Regionale che prevede l’incenerimento della quasi totalità dei rifiuti prodotti in Sicilia (oggi il 94%): puntare tutto su una seria raccolta differenziata (così detta “spinta”, ovvero effettuata “porta a porta”) e mettere così in crisi questo sistema, salvaguardando la salute delle popolazioni, aumentando, al contempo, i posti di lavoro.
Su questa scia, lo scrivente si è messo in contatto con il “Consorzio Intercomunale Priula TV2” che ha la stessa realtà dell’ATO GESA AG 2 (gestisce il ciclo integrato dei  rifiuti prodotti da 22 comuni per totale di 205.000 abitanti) e che nel giro di tre – quattro anni è riuscito a raggiungere il 78 – 80% di raccolta differenziata non avendo così bisogno di alcun inceneritore di rifiuti urbani, oltre ad avere una tariffa molto più bassa di quella prospettata con l’ATO di raffronto.
Il programma del Consorzio Priula è stato consegnato al Sindaco di Aragona, il quale lo ha trasmesso al Consiglio di Amministrazione dell’ATO di appartenenza ed è  attualmente oggetto di studio di modo che questo progetto sia di uniforme applicazione per tutti gli ATO che compongono il “Sistema Agrigento” e cioè: AG1, AG2, AG3, CL1, CL2, PA4 Sud e TP2. Una volta avviato questo Programma, l’inceneritore di Casteltermini (AG)  e tutti gli altri impianti industriali che ruotano attorno ad esso  non avrebbero più ragione d’esistere e si riuscirebbe a recuperare tutta una seri e di materiale riciclabile.
A tal fine, occorre effettuare una massiccia campagna informativa e promozionale presso le varie scuole  per raggiungere un cambiamento di mentalità e di comportamento volto a ridurre la quantità di rifiuti prodotti. Si  deve incrementare la differenziazione dei rifiuti. Come già detto prima, l’esperienza di altri comuni ha dimostrato che si può arrivare rapidamente a raccolte differenziate fino al 70 - 80%.  Si ribadisce che le scelte vincenti sono la raccolta porta a porta e la tariffa personalizzata. Secondo lo scrivente, è un problema politico e di scelte amministrative. Questo sistema, oltre che a recuperare materia prima destinata all’incenerimento,  creerebbe maggiori posti di  lavoro rispetto a quelli per la conduzione dei quattro inceneritori, delle 11 megadiscariche a servizio degli stessi,  dei 9 centri di selezione e biostabilizzazione e  dei 14 Centri di trasferenza che sono previsti dall’attuale Piano Regionale dei rifiuti.
 
 
                                                                     
                                                 Franco Cipolla          
                                     Referente Rete regionale Siciliana
                               “RIFIUTI ZERO”
 
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sabato, 11 marzo 2006

INCENERITORI NO GRAZIE

Questa mail ricevuta dell'amico Nino Tomasello fa chiarezza sulle ultime fasi dell'inceneritore della "VALLE DEL SIMETO"

La Questione del Termovalorizzatore e della discarica di Contrada Cannizzola, sulle rive del Simeto, coinvolge tutte le popolazioni che si affacciano sulle rive del fiume più grande della Sicilia.
Lo ricordiamo ai lettori di questo giornale che, generosamente, ha ospitato e continua ad ospitare le ragioni di quanti riteniamo irrazionale, oltre che illegittima, la decisione di trasformare la Valle del Simeto nella Valle dei Rifiuti.
Noi non ci siamo mai spaventati delle difficoltà. Di ogni genere!
Riassumiamo.
Il TAR di Catania, ad ottobre, (Presidente Dr. Zingales), aveva, nuovamente sospeso la
realizzazione dell'inceneritore e discarica nella Valle del Simeto e fissava l'udienza di merito per l’otto giugno.
La Sicilpower, era prevedibile, ricorreva al Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo!
Frattanto, il Presidente della Commissione ambiente dell’ARS, Beninati, affermava: “la Regione non farà passi indietro rispetto alla scelta dei termovalorizzatori …”
Di raccolta differenziata, di riciclo, riuso ecc. manco a parlarne!
L'inverno è freddo e piovoso e le "piene " del Simeto sono in agguato.
Santo Benfatto ed Orazio Caruso, geologi, elaborano per i Comitati civici, le osservazioni relative al Piano di Bacino per l’assetto idrogeologico del Simeto che vengono inviate alle pubbliche autorità.
Per intenderci stiamo parlando di eventuali esondazioni o di “ traunare”!
Era, frattanto in corso a Roma la conversione in legge( L. n. 21/ 27/1/ 2006) di un decreto legge che originariamente riguardava la Campania!

E sottolineiamo Campania! Era il 27 gennaio.
Per inciso va detto che la legge in oggetto dà ragione ai cittadini di Acerra.
… Ripetiamo Campania!
Cosa dice questa legge? In parole povere..le competenze… passano… al Tar del Lazio!
Chiaramente la legge appare in contrasto con la Costituzione di questa maltrattata Repubblica italiana.
Scoramento di una parte della pubblica opinione.
I Comitati civici e Legambiente non si sono mai scoraggiati.
E quindi tutti al Tar! (anche del Lazio) dove nelle prossime settimane, a scanso di equivoci, Salvatore Asero, Giuseppe Cicero e Nicola Giudice, i nostri avvocati, andranno comunque…
Il problema della costituzionalità della legge, udite udite, è stato recentemente posto alla Corte Costituzzionale sia dal Tar di Catania, come di quello di Palermo!
“Sciant omnes”. Il Latino è per il ...colto ed inaffidabile Ministro Matteoli e dei suoi complici siciliani: Ignazio la Russa e Pino Firrarello. “Sappiano tutti, proprio tutti”,(Matteoli/La Russa/ Firrarello) che i Comitati civici e Legambiente, forti della fiducia delle leggi sanno che le leggi non possono essere da chicchessia manomesse ai bisogni di chi vorrebbe, a tutti i costi trasformare la Valle el Simeto nella Valle dei rifiuti e stanno già lavorando alla seconda edizione di "Vivisimeto",
La Campania!(Regione a Statuto ordinario)
E cosa c’entrava la Sicilia? (Regione a Statuto Speciale)
Per tutti il problema è: Paternò, La valle del Simeto o dell’Arancia rossa ……o della Spazzatura?
L’impegno di tutti noi continua: ci vogliono due ore di autostrada per andare a Palermo… e un'ora di aereo per andare a Roma!
Dove chi di dovere sapeva e sa che oltre al Tar, ci sono il Parlamento, e.. anche la Corte costituzionale!  
..o No ?
Stavamo dimenticando che il 9 aprile si vota per i nuovi Deputati e i nuovi Senatori.
A tal proposito ricordiamo, per quello che vale, che l'Altero Matteoli è candidato in Toscana, Ignazio la Russa in Lombardia e Pino Firrarello in Sicilia...
L'inverno é agli sgoccioli e la primavera é vicina!
Nino Tomasello
ninotomasello@aruba.it   www.vivisimeto.com


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martedì, 07 marzo 2006
"Praticare, non solo sbandierare i valori"

"On. Raiti Salvatore" <sraiti@ars.sicilia.it> ha scritto:
  DALL’ALLARME ALL’AZIONE. «Chiediamoci cosa ognuno possa fare per
alimentare la speranza»

"Praticare, non solo sbandierare i valori"

CAri Amici,
quelli che avete letto sopra sono il titolo e il sottotitolo di un articolo (vedi allegato) apparso ieri sul giornale LASICILIA (03 marzo 2006), contenente una interessante riflessione scritta da Sergio Amico, nostro "amico" e attivista.
Buona lettura
 
La mia risposta
Gentilissimo On. Raiti Salvatore,
 Pur non essendo dell'IdV, condivido pienamente le pregiate considerazione di Sergio Amico relative a "Praticare, non solo sbandierare i Valori".
  Purtroppo, specie nei periodi pre-elettorali, talvolta si cade in una logica completamente opposta, raccattando ed inserendo nelle liste (anche quelle di sinistra) personaggi che non sappiamo bene quali mire hanno, badando più alla logica dei numeri che dei Valori.
  Ridurre la Politica ad una sommatoria numerica è a mio modesto parere, quanto di più diseducativo possibile.
  Dovremmo, quindi fare più attenzione a questo aspetto e smascherare con fermezza, chi percorre itinerari turistici nelle varie liste e nei vari partiti, certo non per testimoniare i propri "Valori".

  Con rispetto e simpatia
  piero cannistraci
 
PER FORTUNA RITA BORSELLINO
NON BADA AI NUMERI
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domenica, 05 marzo 2006

 

Venerdì 10 marzo alle 19.30

presso la sede della Cgil in Via Crociferi 40

E' convocato a Catania  il comitato provinciale del programma,

con il seguente ordine del giorno:

- costituzione comitato
- individuazione aree omogenee per i cantieri territoriali
- attivazione gruppi di servizio per i cantieri comunali e territoriali


All'incontro partecipano i rappresentanti provinciali dei partiti dell'Unione ed i comitati Rita Presidente.

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