ETNAROSSA

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sabato, 21 novembre 2009

Morire di carcere



Italia, 30 casi di morti sospette in carcere



Spesso i suicidi dei detenuti nascondono episodi di violenza



A fine marzo mi sono occupato dei morti in carcere, spinto dal "suicidio" di un giovane compaesano, per cercare di capire il dramma che vivono nelle celle proprio i più deboli spesso in attesa di giudizio.



http://etnarossa.splinder.com/post/20215137/LA+MORTE+DI+CARMELO



morto in carcere.Dal 2000 ad oggi sono morti in carcere 1.537 carcerati, di questi ben 547 si sarebbero tolti la vita. Secondo gli ultimi dati nel 2009 sono venuti a mancare 154 prigionieri, di cui 63 per suicidio. Questo significa che il tasso di suicidi ogni dieci mila detenuti è di 12,20. A fornire i dati è il dossier “Morire di carcere”, redatto da Ristretti Orizzonti, il giornale dalla Casa di Reclusione di Padova e dall'Istituto di Pena Femminile della Giudecca che dal 1998 cerca di dare voce ai detenuti e ai loro problemi.

Non tutti i suicidi, però, sono stati catalogati come tali. Sempre secondo Ristretti Orizzonti, che ha raccolto le denunce e le testimonianze di molti familiari, dal 2002 fino ad oggi ci sono almeno trenta casi di morti sospette sulle quali sarebbe necessario indagare in maniera più approfondita. Si tratta, ad esempio, di Stefano Guidotti, 32 anni, che si sarebbe ucciso nel carcere di Rebibbia, a Roma, il primo marzo del 2002. Detenuto per associazione mafiosa ed estorsione, Guidotti è stato trovato impiccato alle sbarre del bagno, ma le escoriazioni presenti sul viso, le macchie di sangue rinvenute sul pavimento e il materiale utilizzato per realizzare il cappio hanno insospettito i familiari e i carabinieri che si sono occupati delle indagini. Sempre nel 2002 nel carcere di Bari ad “uccidersi” è Gianluca Frani, 31 anni, paraplegico. “Come può una persona su una carrozzina - si chiedono i parenti – riuscire ad impiccarsi al tubo dello scarico del water senza che nessuno si accorga di nulla?”. Domanda alla quale ancora oggi non è stata data alcuna risposta.

Così come alla morte di Marcello Lonzi avvenuta il primo ottobre del 2003 nel penitenziario di Livorno. Il giovane, di soli 29 anni, sarebbe deceduto a causa di un infarto, dopo aver battuto la testa. Ricostruzione che non convince in alcun modo la famiglia di Lonzi che da subito ha parlato di omicidio, visto che il corpo del ragazzo era coperto di lividi. Ma in carcere c'è anche chi si lascia andare, perché incapace di resistere e sopportare la violenza che quotidianamente si respira nei penitenziari. E' il caso dell'albanese Sotaj Satoj, 40 anni, morto nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale di Lecce. Gli agenti hanno piantonato il cadavere per ore, senza nemmeno accorgersi della morte dell'uomo, pensavano si trattasse di un estremo escamotage per fuggire. Satoj era arrivato in Italia su un gommone al bordo del quale era stata trovata della droga. Accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, l'albanese aveva sempre dichiarato la propria innocenza e aveva scelto di mettere in atto lo sciopero della fame come estrema prova di non colpevolezza. Dopo tre mesi di mancata alimentazione, Satoj è morto senza che sul suo caso sia stata fatta chiarezza. E nel 2007 nel carcere di Monza a perdere la vita è stato Gianluca Concetti, 40 anni. In preda ad una crisi psicotica, il detenuto ha allegato la sua cella ed è scivolato sbattendo la testa. Secondo i medici, a causa della sua fragilità psichica, Concetti non poteva neppure essere rinchiuso in una prigione.

E anche sul versante femminile la situazione non sembra migliore. Almeno quattro donne, Maria Laurence Savy, Francesca Caponetto, Emanuela Fozzi e Katiuscia Favero, sono morte per cause da accertare. Ennesime vittime di un'organizzazione che necessita quanto prima di una riforma che ripensi il sistema carcerario nel suo insieme.

Origine: it.peacereporter.net



 


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giovedì, 19 novembre 2009

REBUS D'ALEMA

D'ALEMA TROMBATO?

D
PROVATE A RISOLVERE IL REBUS
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categorie: politica, informazione
lunedì, 16 novembre 2009

FAME NEL MONDO


«Oggi muoiono 17 mila bambini»


(come tutti i giorni)




fame mondo


Il Papa: «Risorse esistono, usiamole»


«La Terra può nutrire tutti i suoi abitanti - ha detto nel suo discorso in francese -. Bisogna dunque vincere la lotta alla fame e alla malnutrizione»




Ed il direttore generale della Fao Jacques Diouf, spiega che nei prossimi due anni servono 20 miliardi di dollari.Papa Jacques DioufBan Ki-Moon segretario generale dell'ONU ha parlato anche della necessità di politiche compatibili con l'ambiente, sottolineando come «non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica».  Lega dunque la possibilità di assicurare cibo a un maggior numero di persone a una vera lotta ai cambiamenti climatici.Ban Ki-Moon segretario onuSilvio Berlusconi ha sottolineato la necessità di fissare delle date: «..... per quanto mi riguarda ho messo (questo problema) al centro del G8 de L'Aquila"



berlusconi



Nella dichiarazione finale nessun impegno finanziario



Il dimezzamento della povertà entro il 2015.




coccodrillo_2Questi coccodrilli piangenti, parlano ma nessuno rinunzierà ai propri privilegi, non il Papa che trattiene 8 per mille invece di inviarlo ai paesi poveri, non il direttore della Fao che utilizza molto più della metà delle risorse per gli stipendi (non certo da fame) per impiegati, dirigenti e funzionari FAO, nè l'ONU e tanto meno Berlusconi che potrebbero dare le risorse molte volte promesse, non parliamo poi dei "Grandi assenti" così solerti a salvare le banche e la "finanza dei furbi" o approfittare di questi aiuti per smerciare armi e niente cibo.





 


Infatti non è previsto alcun impegno finanziario.


(solo chiacchiere)



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categorie: politica, informazione, fame nel mondo
sabato, 14 novembre 2009

TARSU AUMENTI ILLEGGITTIMI

Tarsu, i rimborsi vanno estesi al 2007

lo ha deciso la Commissione tributaria



di Sara Scarafia



 


Palermo. Il Comune teme una valanga di ricorsi: dopo la sentenza del Tar che ha annullato per il 2006 l´aumento del 75 per cento della tassa sui rifiuti, ieri la Commissione tributaria provinciale ha accolto il ricorso di un cittadino che chiedeva di pagare anche la tassa 2007 senza l'aumento. Proprio alla luce della sentenza del Tar, la Commissione ha detto di sì.



Adesso per il Comune il rischio è quello di una pioggia di ricorsi che potrebbe mettere a repentaglio la manovra di riequilibrio appena varata dal Consiglio. «La Commissione tributaria ha di fatto sancito il principio che l'aumento Tarsu è illegittimo anche per gli anni successivi al 2006 - dice il capogruppo del Pd, Davide Faraone - A questo punto dobbiamo prevedere un accantonamento non più di 50 milioni, ma di 150».



L'assessore comunale alle Finanze e ai tributi, Sebastiano Bavetta, dopo avere preso atto della decisione della Commissione tributaria provinciale, annuncia che l'amministrazione comunale presenterà ricorso. Gli eventuali passaggi sono l'appello in Commissione tributaria regionale e, ultima spiaggia, la Corte di Cassazione.



Ma se il pronunciamento della Commissione provinciale non verrà modificato, il Comune vedrà aggravarsi ulteriormente la sua situazione finanziaria e per fare quadrare i conti dovrà procedere verosimilmente a nuovi tagli.

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giovedì, 12 novembre 2009

Due barconi in mare

migranti in mare

 


Angosciante la scomparsa dei migranti in balia del Mediterraneo

 

 Forse un’altra strage degli “innocenti” si è consumata nel Mare Mediterraneo, in tempesta, nel canale di Sicilia.

L’allarme era partito nella notte tra sabato e domenica, inviato da due telefoni satellitari, individuati a sud di Malta. La richiesta di aiuto immediato era determinato dalla grande difficoltà di navigazione  di due barconi con un centinaio di profughi a bordo, con mare forza 6.

Il dovere umanitario e le Convenzioni internazionali impongono l’immediato intervento degli Stati rivieraschi vicini in soccorso delle vite umane che si trovano in procinto di annegare. L’Italia, di conseguenza ha grandi e specifichi obblighi di intervento urgente. Ancora più forti e vincolanti, pur con tutta la negatività dei respingimenti collettivi adottati dal Governo, dopo le grandi tragedie che si sono consumate a poca distanza dalla Sicilia che hanno visto la morte di tanti migranti che cercano di fuggire dalle guerre, dalla fame e dalle tirannie.

Gli aerei italiani che, successivamente, hanno sorvolato il canale di Sicilia non hanno trovato traccia dei due barconi.

Il “silenzio” dei profughi che avevano lanciato l ‘SOS angoscia tutte le coscienze democratiche rispettose dell’obbligo dell’accoglienza e della solidarietà, sancite dalla nostra Costituzione.

Nell’ipotesi peggiore, se ancora non sono in balia delle onde o “ fatti ritornare” in Libia, sono morti affogati nel mare in tempesta.

L’ ANPI – Associazione Nazionale Partigiani – di Catania, muove grande e pressante appello a tutte le forze democratiche, laiche e religiose, di Catania e della Sicilia, che ritengono prioritaria la salvaguardia della vita umana e considerino il sostegno e l’accoglienza ai migranti valori inderogabili e fondanti dell’Italia, della nostra struttura sociale, di operare con grande urgenza tutte le iniziative necessarie in comune sinergia, con le sensibilizzazioni e le pressioni indispensabili, per scongiurare la ripetizione di altre tragedie umane dei disperati che cercano rifugio in Sicilia.

migranti7

Sono state sospese le ricerche dei due barconi con un centinaio di migranti a bordo che avrebbero lanciato l'Sos nel Canale di Sicilia. La Guardia Costiera e la Guardia di Finanza, che per due giorni hanno perlustrato con mezzi aerei la zona a Sud di Malta, nutrono forti dubbi sull'attendibilità della segnalazione che risale a sabato scorso. Era stato un cittadino di Venezia a lanciare l'allarme, sostenendo di avere raccolto la richiesta di aiuto sul web e fornendo i numeri di due satellitari. Anche le autorità maltesi, che hanno partecipato alle ricerche con i me68546_clanmdestini.jpgzzi della Marina, affermano di non avere avvistato alcun battello.
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venerdì, 23 ottobre 2009

PULIAMO IL SIMETO

 


















Origine: www.youtube.com
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categorie: ambiente, informazione
venerdì, 23 ottobre 2009

DILIBERTO E VENDOLA AL PARLAMENTO EUROPEO ?






UE/L.ELETTORALE: AMMESSO RICORSO A CONSULTA DI DILIBERTO E VENDOLA


Il Tar del Lazio ha ammesso i ricorsi alla Corte Costituzionale di Sinistra e libertà (all’epoca Partito Socialista, Verdi e Sinistra democratica) e di Rifondazione comunista e Partito dei comunisti italiani contro l’assegnazione di un seggio a un europarlamentare della Lega Nord e di un altro dell’Italia dei Valori, a favore di Oliviero Diliberto e Nichi Vendola.


Il Tar ha inoltre ammesso il ricorso di Giuseppe Gargani del Popolo della libertà contro l’assegnazione di seggi sulla base della sottrazione degli stessi ad altre circoscrizioni per nominare un diverso parlamentare dello stesso partito proprio in quelle altre circoscrizioni.


“L’accoglimento – spiega all’Asca l’avvocato Felice Besostri, estensore del ricorso di Sinistra e libertaà e senatore della commissione Affari costituzionali nella XIII legislatura – comporta la perdita di un europarlamentare dell’Italia centrale per la Lega Nord e di un altro dell’Italia dei valori nella circoscrizione V Italia insulare”. Ciò significa che, se anche la Corte costituzionale accoglierà i ricorsi, Diliberto sarà nominato europarlamentare per la circoscrizione III – Italia centrale e Vendola andrà a Strasburgo come rappresentante della circoscrizione V – Italia insulare.


“Il Tar del Lazio – dice ancora Besostri – ha ritenuto di ammettere il ricorso sulla base di un’interpretazione dell’articolo 21 della legge 18/79, come modificata dalla legge 10/09”. La tesi dei ricorrenti si basa sull’assunto che, “malgrado la clausola di sbarramento, c’era nella legge un diritto di tribuna per cui i seggi da attribuire coi resti vanno anche alle liste che non hanno raggiunto il 4%, purché la loro cifra elettorale nazionale (i voti presi, ndr) sia superiore ai resti delle liste che avevano superato questa soglia”. E questo è proprio il caso di Sinistra e libertà e Rifondazione comunista che hanno più voti, in termini di resti, di Lega nord e Italia dei valori.


Se poi la Corte accogliesse pure il ricorso di Gargani – spiega infine l’ex senatore – che investe anche la clausola nel suo complesso, per cui è ammesso alla ripartizione chi ha superato lo sbarramento del 4%, il Pdl perderebbe tre seggi, il Partito democratico tre, la Lega nord due, l’Italia dei valori uno. Di contro, SL ne acquisterebbe due, Rc e Pdci due, Partito liberale due, Movimento per l’autonomia due.


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categorie: politica, candidati
lunedì, 19 ottobre 2009

MAFIA E POLITICA

 

Ciancimino a Rainews24 parla del papello



Mafia e istituzioni connesse da sempre


Roma

"La trattativa tra Mafia e Stato e' cominciata a fine maggio del '92 (prima dell'assassinio di Paolo Borsellino)" lo ha detto Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso, intervistato da Corradino Mineo per il Caffe'. Oggi nuovo interrogatorio di Ciancimino a Palermo.



LE TRATTATIVE TRA MAFIA ED ISTITUZIONI SONO DI VECCHIA DATA, BASTA VEDERE LE INCHIESTE DEL PASSATO (CADUTE IN PRESCRIZIONE) E LE CONDANNE INFLITTE A DIVERSI UOMINI POLICITI, PER NON PARLARE DI OPERE LETTERARIE E DEI FILM CHE SI SONO OCCUPATI DI MAFIA.

VOGLIO SOLO CITARE L. SCIASCIA ED I FILM  DI Damiano Damiani 


 










Damiano Damiani è uno dei maggiori registi del filone politico civile italiano, insieme a Rosi e Petri, debutta agli inizi degli anni Sessanta con la trilogia Il rossetto, Il sicario e L'isola di Arturo. Imboccò poi la strada del cinema politico di denuncia soprattutto dei fenomeni di criminalità mafiosa. Tra i suoi molti film ricordiamo Quién sabe? (1967), Il giorno della civetta (1968), da Sciascia, Confessione di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica (1971), L'istruttoria è chiusa: dimentichi (1972), Come si uccide un magistrato (1974), Io ho paura (1977), L'avvertimento (1980), Amityville Possession (1982), Pizza Connection (1985), L'inchiesta (1987), Il sole buio (1989), L'angelo con la pistola (1992). Per la televisione ha diretto alcuni sceneggiati tra cui La piovra (1984) e Il treno di Lenin (1990).

Il giorno della civetta, tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia è un film di forte impegno civile e realisticamente pessimista: la conclusione, che vede i mafiosi rimessi in libertà e il coraggioso magistrato trasferito, la dice lunga sulla fiducia della volontà delle istituzioni del tempo nel voler combattere e contrastare il fenomeno mafioso.

Quando un piccolo imprenditore edile viene ucciso, un confidente del capitano dei carabinieri Bellodi gli fa capire che Rosa Nicolosi (che vive con il marito e la figlia nel casolare nei cui pressi è stato commesso il delitto) sa molto su quella morte. Bellodi riesce a strappare alla donna il nome di quello che con ogni probabilità è l’assassino; nel frattempo è scomparso il marito di Rosa e le autorità cercano di far passare il delitto come passionale compiuto dallo stesso Nicolosi. Quando Bellodi arresta il probabile assassino getta scompiglio sia nelle file mafiose che in quelle dei politici locali, e allora…. Si sceglie di insabbiare tutto e di trasferire Bellodi.



 
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categorie: politica, antimafia, informazione
mercoledì, 14 ottobre 2009

MALGRADO I DISASTRI, LA PRIORITA' E' IL PONTE

 

«Al via a dicembre i lavori per il Ponte»


 
















La piantina che mostra come si svilupperà il ponte di Messina (Ap)
La piantina che mostra come si svilupperà il ponte di Messina (Ap)

ROMA - «A dicembre, massimo gennaio, inizieremo la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina». Lo ha confermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi




Frana un costone a Porto Empedocle Quattro auto travolte e case sgomberate


Dopo una notte di pioggia una decina le famiglie, in via precauzionale, hanno dovuto lasciare le loro abitazioni



http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_14/berlusconi-alitalia-ponte-messina_62b17482-b8b6-11de-9ba8-00144f02aabc.shtml














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categorie: politica, ambiente
martedì, 13 ottobre 2009

STRADE INSICURE IN SICILIA

 

Troppi incidenti, autostrade a pezzi 

Ora nessuno vuole più assicurarle


Atto d´accusa della presidente licenziata e ripescata dal Tar. Dossier-denuncia per cinque Procure "Ecco le cause di perdite per 284 milioni di euro"

di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti


 


Troppi incidenti sulle autostrade siciliane, cui per anni non è stata garantita la necessaria manutenzione: le Assicurazioni Generali hanno deciso di recedere dalla polizza amministrativa. E il nuovo bando di gara predisposto dal Consorzio autostrade siciliane è andato deserto. Nessuna compagnia assicurativa è disponibile per la Palermo-Messina, la Catania-Messina e la Siracusa-Gela. Eccola, l´ultima delle tante voci del dissesto economico del Consorzio che da oggi dovrebbe rivedere insediato il Consiglio di amministrazione presieduto da Patrizia Valenti, alla quale il Tar ha dato ragione annullando l´atto con il quale, tre mesi fa, il presidente della Regione Lombardo mandò a casa tutti gli amministratori, nominando come commissario l´architetto Matteo Zapparrata. 



Adesso su quella scomoda poltrona al vertice del Consorzio autostrade siciliane dovrebbe tornare a sedere la Valenti, agguerrita nel mettere mano a tutta quella serie di "anomalie" (a cominciare dai 12 milioni di euro che da tempo appaiono e scompaiono dal bilancio) da lei raccolte in un dossier-denuncia presentato dopo la sua defenestrazione a ben cinque Procure siciliane - Palermo, Catania, Messina, Siracusa e Mistretta - oltre che ai prefetti delle stesse città e al procuratore regionale della Corte dei conti. Un dossier che, cifra per cifra, indica quelle che, secondo la Valenti, sono le cause delle perdite economiche del Consorzio, ben 284 milioni di euro divisi tra mancati introiti (per 106 milioni di euro) ed errate scelte dell´amministrazione (per 178 milioni di euro). 



Ci sono anche le decine di Telepass concessi gratuitamente negli ultimi dieci anni dai vertici del Consorzio ad autorità e loro familiari, a dipendenti e altre persone poi defunte tra i mancati introiti ai quali, nel suo anno di presidenza del cda, la Valenti è andata a fare le pulci. Ma la voce più consistente è quella delle mancate manutenzioni delle autostrade siciliane. «Per quelle non effettuate dal 2000 al 2007 - scrive nel documento presentato ai magistrati - occorre oggi spendere 114 milioni di euro. Si tratta di manutenzione da realizzare urgentemente per aumentare la sicurezza in autostrada». E alla valutazione dei pm Patrizia Valenti porta quelli che definisce «effetti indiretti» dei mancati interventi di manutenzione, come la conseguente impossibilità di aumentare i pedaggi, l´aumento degli incidenti da cui derivano i maggiori costi dell´assicurazione che, dopo il recesso delle Generali, vengono così quantificati: da circa 1,3 milioni di euro ai 4 milioni di euro come base d´asta, innalzando il livello della franchigia e l´importo annuo per evitare che la gara vada ancora deserta. Nel frattempo, per assicurare le autostrade per soli quattro mesi, si sono dovute accettare le condizioni dell´unica offerta pervenuta: un milione e mezzo di euro. 



Tutte spese che vanno a gravare su un bilancio in rosso al quale, per anni, si è attinto per pagare progettazioni e direzioni di lavori assegnate alla Technital di Nino Bevilacqua in forza di una convenzione stipulata alla fine degli anni Settanta. «L´avere scelto di continuare ad affidare progettazione e direzione lavori a una società non selezionata con procedure di evidenza pubblica - scrive la Valenti nel suo esposto - ha comportato l´impossibilità di far gravare tali spese sul finanziamento pubblico per la costruzione delle diverse tratte autostradali, utilizzando risorse proprie del Cas (incassi di pedaggi e royalty) a scapito di altri utilizzi (dalle manutenzioni agli investimenti per innovazione tecnologica) con evidente danno per il bilancio dell´ente». 



Cifre da capogiro vengono fuori anche dai mancati introiti per le royalty sul carburante dei rifornimenti e per il mancato aggiornamento dei contratti con i gestori delle aree di servizio che pagano cifre sensibilmente inferiori a quelle praticate nelle autostrade del resto d´Italia. Qualche numero: mentre nel resto del Paese gli introiti medi sono di 70-75 euro al metro cubo, in Sicilia non si va oltre i 10-15 euro. Stesso divario sulle royalty applicate ai punti ristoro e market: dove la Società autostrade applica un´aliquota del 19 per cento, il Cas è fermo al 4,5 per cento. Fatti i conti, la Valenti indica in ben 67 milioni di euro il mancato introito calcolando il periodo degli ultimi sette anni, cioè da quando sono scaduti i contratti con i gestori delle aree di servizio.

Da http://palermo.repubblica.it/dettaglio/troppi-incidenti-autostrade-a-pezzi-ora-nessuno-vuole-piu-assicurarle/1747254
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categorie: informazione, società
venerdì, 02 ottobre 2009

TRAGEDIA A MESSINA




CHI SONO GLI ABUSIVI?

LA COLPA E' DEGLI AMMINISTRATORI

E DELLA PROTEZIONE CIVILE



"Se hai un amico nel posto giusto puoi fare quello che vuoi". Dice il presidente dell'Ordine dei geologi della Sicilia, Gian Vito Graziano.



"Quella del Messinese è una zona con una situazione idrologica molto diffusa, con grandi e piccoli torrenti: che già di per sè rappresentano un reticolo idrografico diffuso in grado di produrre una certa instabilità. Se poi a questo si aggiungono la non manutenzione e un uso scellerato del territorio, con costruzioni che non dovrebbero esserci, il quadro è completo", dice ancora Graziano.




E poi arriva Bertolasi e cerca di scaricare le sue colpe e quelle degli amministratori su fantomatici abusivi.

Già due anni fà si e sfiorata la tragedia, ma da allora nulla è stato fatto!

IMMAGINI ESCLUSIVE LE FOTO DEL 2007. ECCO PERCHE' E' UN DISASTRO ANNUNCIATO



Qui hanno costruito con le licenze edilizie e con cinismo appaltatori di battaglia hanno violentato queste montagne.




Nella città in cui si pensa ai grandi affari con la costruzione del "PONTE", giustamente il Presidente Napoletano annonisce a privileggiare la messa in sicurezza, invece che ad opere faraoniche



Quindi i morti, i feriti, i danni ambientali causati, ricadono tutti su di loro


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categorie: politica, informazione, stragi
giovedì, 01 ottobre 2009

RIFIUTI IN SICILIA

Palermo soffoca nella spazzatura:

tornano i roghi nelle strade


A Partanna, Mondello e Bonagia, la raccolta dei rifiuti non viene effettuata da oltre dieci giorni


PALERMO - Palermo è di nuovo soffocata dai rifiuti, riesplode l'esasperazione dei cittadini e tornano i roghi. Trenta incendi sono stati appiccati la notte scorsa a cassonetti e a cumuli di pattume che marcisconono praticamente in tutta la città.





NELL'ULTIMO ANNO TASSA AUMENTATA DEL 175% - Vi sono quartieri, come Partanna, Mondello e Bonagia, dove da oltre dieci giorni non viene effettuata la raccolta a causa delle continue difficoltà dell'azienda comunale Amia che non riesce a risollevarsi dal deficit benchè il Comune nell'ultimo anno abbia aumentato del 175% la Tarsu, oggi tra le più alte d'Italia.



ROGHI -
I roghi hanno impegnato i vigili del fuoco fino alle 5.30 del mattino. In via Piave, nel quartiere Montegrappa, in quattro ore sono stati innescati tre incendi ai mucchi di spazzatura che avevano trasformato la strada in una discarica. Roghi di vaste proporzioni, da cui si è sprigionato un denso fumo nero, anche in via Conte Federico a Brancaccio, in via del Bassotto a Bonagia, in via Bernini all'Uditore, in via Enrico Albanese nei pressi del carcere dell'Ucciardone, in viale delle Scienze vicino alla cittadella universitaria, in via Imera. In alcuni casi, persone che vedevano le fiamme avvicinarsi pericolosamente alle loro abitazioni hanno chiesto l'intervento della polizia.



Da www.corriere.it

01 ottobre 2009

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categorie: ambiente, rifiuti
lunedì, 28 settembre 2009

RIFIUTI, RIFIUTI, RIFIUTI.

 




Origine: it.notizie.yahoo.com

La procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio del sottosegretario ed ex commissario straordinario per l'emergenza rifiuti Guido Bertolaso, il prefetto di Napoli






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categorie: rifiuti
giovedì, 16 luglio 2009

VIVERE DI LAVORO, NON LAVORARE PER MORIRE

OGNI 7 ORE UN MORTO PER LAVORO



CIRCA 1.200 MORTI L'ANNO







La parola d'ordine è "economizzare"; si riducono le forze lavorative e si risparmia sulla sicurezza.



Un'economia che cerca di trarre il massimo profitto, incurante della vita dei lavoratori, percui quelli che vengono spacciati per incidenti, non sono altro che "morti annunciate o veri e propri omicidi.





Biancavilla, lunedì 20 luglio



Incontro-Dibattito "morire di lavoro"



alle 0re17 presso la Villa delle Favare






con gli On. Boccuzzi (ex operaio della ThyssenKrupp) e Berretta























Origine: www.youtube.com




























Origine: www.youtube.com



dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/ Sulla colonna sonora di La classe operaia va in paradiso si alternano Ascanio Celestini, Dario Fo, Pasolini (una sua vecchia intervista) e alcuni pezzi tratti da documentari beccati su youtube. ...
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categorie: lavoro, solidarietà, stragi, morti di lavoro
giovedì, 16 luglio 2009

PARCO DEL SIMETO

TUTTO FERMO?

Circa un anno fà, nella mia breve esperienza amministrativa, ho avuto l'onore di controfirmare, a nome della amministrazione di Biancavilla, insieme ai sindaci di Adrano e Santa Maria di Licodia, un un protocollo d'intesa per l'istituzione del "PARCO DEL SIMETO", controfirmato anche dai comitati ambientalisti e dai rappresentanti sindacali del territorio.

Purtroppo, sono passati diversi mesi e sembra che non si siano fatti molti passi avanti.

Credo che sarebbe opportuno ricompattarci per accelerare la realizzazione di questo progetto.







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martedì, 16 giugno 2009

Il risultato della Lista Comunista è decisamente insufficiente ancorchè certamente più incoraggiante del 3.1% della Sinistra Arcobaleno dello scorso anno. 

Ora occorre non disperdere il patrimonio accumulato nel corso della campagna elettorale fatto di esperienze unitarie fra noi e i compagni del Prc nochè con esponenti di Socialismo 2000 e di tante donne e uomini delle sinistra che si sono riconosciuti in un comune progetto di alternativa. Il 3.4%di voti va considerato quale punto di partenza per riprendere il cammino della riunificazione fra i Comunisti e le forze di alternativa anticapitalista. 

  

RIUNIFICAZIONE SUBITO 

L'Ufficio Politico del Partito dei Comunisti Italiani ribadisce la fermezza della linea. Si deve andare avanti nella riunificazione subito. Si proceda con determinazione nel processo di riunificazione. 

  

SUBITO COORDINAMENTI NAZIONALE E TERRITORIALI 

Per stringere i tempi della riunificazione è essenziale l'immediata costituzione di un coordinamento nazionale delle forze politiche che hanno dato vita alla lista, aperto anche ad altre realtà. Vanno istituiti anche coordinamenti regionali e provinciali. 

  

FESTE COMUNI 

Per dare il massimo coinvolgimento popolare al progetto di riunificazione si ritiene assai utile la comune organizzazione delle tradizionali feste di Prc e Pdci. 

  

RESPINTE LE DIMISSIONI DEL SEGRETARIO 

Al termine della riunione dell'Ufficio Politico, sono state respinte le dimissioni presentate dal Segretario del Partito Oliviero Diliberto. Il voto dell'Ufficio Politico è stato unanime ad eccezione di un voto contrario a favore delle dimissioni.
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venerdì, 12 giugno 2009

INTERCETTAZIONI

"Decreto passa con 20 dell'opposizione? Finita la festa gabbato lu santu..."  

“Finita la festa, ‘gabbato lu santu’. Finita la campagna elettorale ricomincia l’inciucio? Il vergognoso provvedimento sulle intercettazioni alla Camera passa con 20 voti in più di quelli su cui può contare la maggioranza, a testimonianza di quanto poca seria e affidabile sia l’opposizione che alberga in Parlamento. Gli ‘abbaia luna’, insomma, colpiscono ancora. E’ già successo che Pd-IdV-Udc abbiano votato a favore di questo governo, chissà quante altre volte ancora succederà…". E' quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI.


"Costringe i media a rimanere senza notizie e lascia i magistrati senza prove nella lotta alla mafia: il provvedimento sulle intercettazioni del governo è un miserabile attentato alla libertà di stampa e alla legalità. E' sempre più il governo delle tre scimmiette: Berlusconi è Mizaru, Alfano è Kikazaru e Maroni è Iwazaru. Si tappano gli occhi, le orecchie e la bocca per instaurare il regime del silenzio e della complicità. A questo punto, non rimane che sperare nei giornali stranieri...". E' quanto afferma Pino Sgobio dell'ufficio politico del PdCI.


4 senatori indagati per il tesoro di Ciancimino



In Sicilia


4 senatori indagati per il tesoro di Ciancimino


Tra loro il senatore Carlo Vizzini che annuncia le dimissioni dalla commissione parlamentare Antimafia.

postato da: pieroC alle ore 15:33 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: politica, antimafia, informazione
giovedì, 11 giugno 2009

ADDIO ENRICO


























postato da: pieroC alle ore 18:49 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie:
giovedì, 04 giugno 2009

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postato da: pieroC alle ore 23:37 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: politica, informazione
martedì, 02 giugno 2009

POTREMMO ESSERE TUTTI BERLUSCONI?


NO GRAZIE!
PREFERISCO ESSERE COMUNISTA CON ORGOGLIO
postato da: pieroC alle ore 22:25 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: politica, satira, informazione, società

Chi sono

Utente: pieroC
Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. La mia libertà finisce dove inizia la libertà degli altri.

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